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Mancato avviso al cliente dell’illiquidità delle azioni acquistate

  • Pubblicato in Ordinanze

Se siete tra i molti che hanno acquistato azioni di istituti di credito ed ora credete di essere possessori solamente di carta straccia?

Anche il Giurì Bancario Ombudsman vi riconosce il diritto a veder risarcito il danno subito.

Tra i molti errori commessi dalle banche all’atto della vendita delle proprie azioni, errori che si possono far valere in Tribunale con speranza di buon esito, l’Ombudsman ne ha riconosciuto un’ulteriore decretando l’annullamento del contratto d’acquisto delle azioni stesse.

In molti casi all’atto dell’acquisto delle azioni bancarie gli Istituti di credito hanno omesso di informare con le doverose modalità che le azioni acquistate erano illiquide, cioè non tramutabili agevolmente in denaro liquido tramite la vendita delle stesse.

Tale omissione, più frequente del creduto, ha fatto ritenere che “l’intermediario va ritenuto responsabile dei danni subiti dal medesimo [cliente] a causa della mancata informativa della suddetta illiquidità”[Ricorso 548/2015].

La mancata informativa – in sede di sottoscrizione di titoli azionari ‐ circa l’illiquidità dell’investimento effettuato, determinando una violazione degli obblighi di correttezza e trasparenza sanciti a carico dell’intermediario, rende quest’ultimo responsabile dei danni subiti dall’investitore [Ricorso n. 653/2015].

In entrambi i casi Ombudsman ha conseguentemente ritenuto la banca tenuta a corrispondere, entro trenta giorni dalla propria decisione, al proprio cliente una somma calcolata in via equitativa a titolo di risarcimento del danno.

Tale somma, determinata nel 20% del valore di acquisto delle azioni, potrà facilmente essere ricalcolata in una percentuale superiore a seguito della causa che potrà essere instaurata in Tribunale contro la banca in forza della decisione dell’Ombudsman stesso.