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  • DECIBA, la legge sull’usura potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni

     

     

    I traguardi raggiunti dall’associazione DECIBA potrebbero stravolgere l’economia italiana? Probabilmente si. Per capire perchè basta riflettere sull’attuale dissesto economico dei Comuni italiani.

    Come tutti sappiamo, a partire dal 2008, i comuni videro lievitare i propri debiti a seguito della stipula dei cosiddetti swap. Gli swap, ricordiamolo, sono titoli derivati ad altissimo rischio che spesso venivano proposti come “pacchetti di eccellenza” e di “assoluta sicurezza” a chi, sostanzialmente, non aveva la competenza tecnica per capire che si trattava di una fregatura. Anche in quel caso le banche hanno “rubato” approfittando della poca competenza di chi era chiamato a stipulare quei contratti. Per chi non ne capiva infatti, i contratti proposti sembravano scritti in ostrogoto ma, proprio la legge italiana sancisce alcuni criteri base da rispettare da parte di chi fa questo tipo di offerte. In particolare, come sottolineato dalla trasmissione Report, la legge stabilisce che il requisito fondamentale richiesto alla banca o a qualsiasi offerente è “la chiarezza”. In assenza di ciò è possibile ottenere l’annullamento. Ma Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba, ci tiene a precisare:

    La legge dice anche che bisogna essere esperti in materia per stipulare un contratto di questo tipo, per comprarli.

    Deciba ha mai proposto un’azione giuridica che possa quindi far rientrare nelle casse dei cittadini i soldi indebitamente corrisposti alle banche mediante lo scandalo swap?

    Noi abbiamo fatto varie proposte ma il problema è politico: la maggior parte dei debiti che hanno i comuni è con le banche stesse. Quindi parliamo di derivati, piuttosto che mutui fatti con prestiti non regolari. Noi le proposte le abbiamo fatte in questo senso, ma siccome il problema è politico non ti fanno controllare le carte. Ci abbiamo provato a Parma per esempio, abbiamo chiesto i documenti ma ci hanno risposto che sono protetti da privacy e quindi non si poteva far nulla.

    Ma il Comune non potrebbe firmare il mandato e quindi autorizzarvi?

    Si, ma il problema è che nessuno ce lo ha dato fino ad oggi.

    Quindi ci avete provato ma è andata male…

    Si, ma se qualche comune ci desse la possibilità di prendere in carico il suo caso, noi stravolgeremmo l’economia italiana. Stessa cosa potrebbe accadere col governo.

    Ma da quanto ho capito non è una cosa fattibile…

    Non è fattibile perché non ci danno i documenti, ma se ce li dessero noi vinceremmo tanto quanto ci riusciamo trattando il caso di un mutuo stipulato tra un privato e la banca. E’ uguale, è la stessa cosa. L’interesse diventa troppo grosso e quindi difficilmente si ottiene un risultato di questo tipo. Ci vorrebbe un sindaco interessato, che non ha paura.

  • Agenzia delle entrate: gia’ 10 milioni i 730 scaricati

    Ad oggi, oltre 10 milioni di contribuenti hanno scaricato il 730 precompilato. Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate sono state visualizzate 1,6 milioni di dichiarazioni e 8,5 milioni sono state scaricate dai Caf. I 730 già inviati sono 610 mila mentre circa 220 mila hanno lavorato la dichiarazione salvandola senza trasmetterla.

    Il 730 inviato si può correggere

    "Chi ha usato la precompilata - ha detto il direttore dell'Agenzia Rossella Orlandi - è più che soddisfatto. Le dichiarazioni stanno andando bene". E la possibilità di correzioni online - possibili, una sola volta, fino al 29 giugno - è arrivata perché "non siamo un’amministrazione avulsa dalla realtà. Ci siamo resi conto che c'erano degli errori nelle certificazioni uniche, che non facciamo noi, e abbiamo fatto questa scelta.

  • Anatocismo VIETATO

    L’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è VIETATA dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

    Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, negli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei clienti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

    Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà procedere con un’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

     

  • BANCHE : ECLATANTE ! PASSA DA DEBITO A CREDITO CON LA PROPRIA BANCA

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    BANCHE : ECLATANTE ! PASSA DA DEBITO A CREDITO CON LA PROPRIA BANCA

    Raccontiamo storie reali ,storie di tutti i giorni,l'azienda ,l'artigiano,la ditta individuale che non riesce a comprendere come da un momento all'altro non riesce più a portare avanti la propria attività .Molti la chiamano crisi noi la chiamiamo furto,chi ha imparato il controllo dell'operato della banca sa perfettamente che il denaro che vanta la banca spesso è distorto .

    Grazie alla collaborazione dell'associazione DECIBA e dei professionisti affiliati abbiamo raccolto una serie di esempio che fanno comprendere cosa accade dopo un controllo econometrico .

    Precisiamo che non tutti gli avvocati o commercialisti sono adeguatamente preparati a questa attività,solitamente sono specialisti del campo a fare questi controlli .

    Sicuramente DECIBA è FRA I MIGLIORI IN QUESTO CAMPO

    www.deciba.it
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    mobile 338/1063708

    ecco alcuni esempi dopo un controllo adeguato

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    Qui il Presidente DECIBA spiega semplicemente i risultati ottenuti e il grande potenziale di controllo che le aziende hanno

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    cosa serve per fare un controllo econometrico :

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    Oggi controllare il proprio mutuo e conto corrente è indispensabile per comprendere quanto sia il reale denaro richiesto dalla banca,ordinanze e sentenza sono chiare,se il Mutuo è in usura gli interessi devono essere restituiti e va pagato solo il capitale .

    DECIBA SENTENZE

    pignoramento

    Queste informazioni sono molto utili per tutti,condividete

  • Bankitalia e l'anatocismo...Legge CHIARA ?!?!?

    Delibera in consultazione: dal 1° gennaio la contabilizzazione degli interessi deve essere annuale, con un periodo di 60 giorni prima dell'esigibilità. Ma trascorso quel lasso di tempo, possono essere capitalizzati. Per Unimpresa è un modo di far rientrare l'anatocismo dalla finestra

    Bankitalia, d'accordo con il Mef, mette in consultazione il testo per regolare l'anatocismo, il calcolo degli interessi sugli interessi, e già le prime reazioni del mondo imprenditoriale lo stroncano. E' Unimpresa a puntare il dito contro la possibilità che gli interessi, una volta che un conto corrente abbia sconfinato in rosso, diventino esigibili nell'arco di sessanta giorni e quindi passino ad essere contabilizzati come capitale. Un meccanismo che li porterebbe a generare nuovamente interessi, in barba al divieto che ciò accada.

    La proposta. Via Nazionale ha scoperto le carte per risolvere il problema finito al centro di numerose controversie legali tra consumatori e istituti bancari, con una proposta di delibera del Cicr (il Comitato interministeriale per il credito e per il risparmio) che vada a sciogliere il nodo del secondo comma dell'articolo 120 del Testo Unico bancario. Un comma sul quale è intervenuta - da ultima - la Legge di Stabilità del dicembre 2013, che richiedeva una delibera proprio al Cicr.

    Sul testo di legge si è scatenata una battaglia interpretativa. In poche parole, la questione è se gli interessi bancari possano essere capitalizzati - e quindi diventare una base sulla quale calcolare ulteriori interessi - o meno.

    Come sempre la legge è ambigua sul punto: come afferma la stessa Bankitalia, "da un lato contiene riferimenti letterali alla capitalizzazione periodica degli interessi ma, dall'altro lato, vieta la produzione di ulteriori interessi da parte degli interessi capitalizzati, nonostante l'effetto della capitalizzazione sia proprio quello di passare gli interessi a sorte capitale e, dunque, far sì che la somma (dovuta per interessi e) passata a sorte capitale produca interessi". La delibera proposta da Bankitalia scioglie il nodo ritenendo che "l'espressione 'capitalizzazione' possa essere interpretata come sinonimo di 'conteggio o contabilizzazione' e che il nuovo articolo 120 comma 2 intenda vietare la produzione di interessi anatocistici". Una interpretazione già accolta in molti processi, che hanno portato alla vittoria dei consumatori contro le banche convenute.

    Sciolto questo dubbio interpretativo, la proposta in consultazione fino al 23 ottobre stabilisce due principi, in vigore dal 2016: che gli interessi siano contabilizzati su base almeno annuale e separatamente dal capitale, e che gli stessi interessi (attivi e passivi) diventino esigibili trascorsi sessanta giorni. Sul primo versante, per Bankitalia opera un fattore di trasparenza: con una più facile lettura da parte dei clienti della banca, che rischiano diversamente di confondersi tra la rappresentazione di un tasso nominale e l'effettiva applicazione dello stesso su frazioni di anno.

    Il secondo punto è più controverso. Per Bankitalia l'opzione dei sessanta giorni è valida perché "definire un congruo periodo per l'esigibilità degli interessi equivale a contemperare le esigenze delle parti creditrice e debitrice. Si ritiene congruo che un periodo minimo, di regola non inferiore a sessanta giorni, potrebbe decorrere dal ricevimento dell'estratto conto". Ma su questo aspetto arrivano già le critiche. Come accennato, per Unimpresa "il Tesoro e la Banca d'Italia vogliono salvare l'anatocismo con una norma bluff: prima dichiarano di volerlo abolire definitivamente e poi lo dichiarano pienamente legale trascorsi appena due mesi dallo sconfinamento in rosso sul conto corrente". Infatti, si legge nella delibera al quarto articolo, "decorso il termine di sessanta giorni, o quello superiore eventualmente stabilito, il cliente può autorizzare l'addebito degli interessi sul conto o sulla carta; in questo caso, la somma addebitata è sorte capitale". Quindi torna a generare interessi.

    Le critiche. Per Unimpresa "si tratta di un intervento vergognoso: non solo perchè viene clamorosamente aggirata una legge dello Stato oltre che calpestate numerose pronunce giurisprudenziali, ma soprattutto perché la misura corre il rischio di penalizzare fortemente le micro, piccole e medie imprese che si servono del conto corrente anche come forma alternativa al credito ordinario sempre più negato dalle banche". Il presidente, Paolo Longobardi, nota che "la misura consentirà l'applicazione di interessi su altri interessi 'vecchi' di appena due mesi. Le operazioni interessate sono principalmente le aperture di credito in conto corrente e gli scoperti senza affidamento: nel primo caso le banche praticano tassi medi dell'11,64% per importi fino a 5.000 euro e del 9,85% per importi oltre 5.000 euro; nel secondo caso, i tassi medi praticati sono pari al 15,95% per importi fino a 1.500 euro e pari al 14,99% per importi oltre 1.500 euro. Tassi che a partire dal 1° gennaio 2016, stando al nuovo regolamento Cicr, verranno applicati su una base che si allargherà sempre di più ogni due mesi. Siamo di fronte all'ennesimo favore alle banche da parte del governo".

  • BLOCCATA LA BANCA ! SDL CENTRO STUDI RISULTATI IMPORTANTI

    siamo sempre molto critici,i nostri lettori conosco perfettamente il nostro punto di vista,nessun compromesso. Abbiamo portato a conoscenza nel web alcuni risultati della società di Brescia SDL CENTRO STUDI, arrivano alla nostra email anche alcune lamentele

    SDL CENTRO STUDI è una struttura imponente,vanta venditori in tutta Italia,l’attività di un venditore è vendere,e non bisogna credere che fare una causa sia sicura al 100% vincere. Una causa ha tutte le variabili del caso,certo un giudice dovrebbe applicare la legge e tenere in considerazione anche le vecchie sentenze ,ma non è obbligatorio,il giudice ha il libero arbitrio .

    Certo ci sono cliente che per ora non hanno ottenuto i risultati sperati,ma ci sono centinaia di clienti che hanno ottenuto transazioni,sentente,ordinanze eclatanti.

    La legge infatti prevede 3 gradi di giudizio,perdere in primo grado non vuol dire perdere definitivamente, SDL Centro studi ha infatti anche attivato un’assicurazione nel caso accadesse di perdere mi primo grado .

    Abbiamo analizzato tutte le vostre considerazioni,gli avvocati hanno responsabilità propria,un errore eventuale non è della società proponente.

    Ci sono varie considerazioni sulle perizie econometriche,ci sono quelle più complesse ed efficaci e quelle meno,ogni professionista porta davanti alla legge il suo punto di vista,se bravo vince altrimenti perde e né paga le conseguenze sia il professionista che il cliente .

    Sdl centro studi ha fatto oltre 1000 transazioni con le Banche,chi combatte contro le banche va appoggiato e diffuso,questo è il nostro pensiero.

    E’recente la notizia dell’accordo fra L’associazione DECIBA e SDL CENTRO STUDI,questo è sintomo di chi vuole migliorare non di una società statica alle prese con il proprio orgoglio . La Battaglia contro le Banche è in continua evoluzione,leggi,sentenze,giudici faranno sicuramente la differenza,una cosa è certa,soccombere senza combattere si perde sicuramente .

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    Non arrendetevi,i risultati ci sono e le documentiamo,in questo articolo vogliamo farvi vedere solo alcuni dei risultati ottenuti da SDL CENTRO STUDI,speriamo che le società serie si evolvano e ottengano sempre più risultati .

     

    Sospese per Usura Bancaria aste giudiziarie,riduzione del debito,risarcimenti,non sono fantasie,informatevi .

    Ci sono già troppi che censurano i risultati ottenuti

    video

  • Causa alla bancha

     

    Le cause che, in considerazione dei risultati, conviene senz'altro fare sono quelle relative a CONTI CORRENTI in cui ci siano stati fidi non troppo modesti e dove quasi sicuramente è stato applicato l’Anatocismo Per anatocismo s’intende la prassi bancaria in forza della quale gli interessi maturati sul saldo debitore, generalmente a cadenza trimestrale, vengono capitalizzati, ossia riportati "a Capitale  producendo trimestre per trimestre sempre più interessi. In questo tipo di cause ricalcoliamo il saldo in base ai corretti criteri, fin dall’apertura del conto corrente, e chiediamo che la banca sia condannata a restituire la differenza tra il saldo che essa pretende e il saldo calcolato da noi. Il saldo ricalcolato prenderà in considerazione, oltre che gli illegittimi interessi anatocistici, anche gli interessi ultra-legali passivi ed eventualmente superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese di tenuta conto. Quando invece non ci sono fidi, o i fidi sono troppo modesti, o sono durati troppo poco, emergono differenze non abbastanza alte per cui convenga agire perché a conti fatti i margini sono veramente irrisori.

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  • Che cos’è l’usura e in che modo influisce sul meccanismo del “debito”

    che cos'è l'usura

    Oggi tutti sanno che è possibile fare causa alla banca e rivolgersi ad esperti per una perizia econometrica del proprio mutuo. Più o meno tutti in Italia avranno sentito sempre più parlare di anatocismo bancario: con anatocismo bancario si intende un procedimento civile fatto contro una banca che ha applicato interessi maggiorati a un finanziamento (mutuo, leasing, prestito). Le banche, in pratica, sono solite richiedere “gli interessi sugli interessi” stipulati in sede di contratto. Questo ne causa una maggiorazione più o meno forte.
    Per usura invece intendiamo il procedimento penale che si effettua nei confronti di una banca che ha applicato interessi usurari: si tratta quindi del superamento del tasso soglia stabilito dalla legge contestato in sede penale. Fare una causa contro una banca per usura e vincerla non è cosa semplice ed è per questo che si sente parlare molto più spesso di anatocismo. Anche se i due termini indicano sostanzialmente la stessa cosa e si differenziano unicamente sul piano penale e civile,  in pochi hanno avuto la capacità di rendere “semplici” e “comprensibili” le conseguenze dell’usura bancaria. Sicuramente in pochissimi hanno invece capito in che modo l’usura influisce sull’economia di famiglie e aziende.
    La stragrande maggioranza degli avvocati infatti ricorre a periti esperti di diritto bancario, i quali si occupano di redigere e vendere perizie econometriche talvolta abbastanza costose. Il legale però, se non è un esperto di diritto bancario e, soprattutto, se non ha affrontato in Tribunale altre decine di casi di questo tipo, non ha nemmeno l’esperienza necessaria per spiegare a un giudice per quale motivo l’usura ha determinato la morosità di una famiglia, il fallimento di un’azienda o, in generale, la mancata capacità di corrispondere le rate pattuite con la banca. Il legale non sarà quindi, nemmeno in grado di rispondere ai quesiti posti dal PM.
    Tuttavia: se il cittadino riesce a dimostrare di esser stato vittima di usura e decidere eventualmente se affidarla a un professionista, riuscirà ad ottenere anche numerose agevolazioni. Questi aspetti però li esamineremo in un secondo momento. Per adesso ci focalizzeremo su cosa si intende per usura.
    Così come riportato dal sito di Deciba.it, la legge dice che lo dice:

     

     “ Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”. Si tratta perciò di un’applicazione sui finanziamenti – concessi dagli istituti di credito e dalle società finanziarie ai propri clienti – di tassi di interesse effettivi che, sommando il tasso nominale e tutti gli oneri relativi alla concessione del credito, superano il limite consentito dalla legge sull’usura, ovvero la Legge 108/1996 (e successive modifiche). Tale legge stabilisce infatti delle soglie (TEGM) oltre le quali gli interessi sono considerati usurari. Attualmente, i tetti stabiliti nel secondo trimestre 2015 da Bankitalia sono i seguenti: si va dal 8,13% dei mutui ipotecari a tasso variabile al 9,38% del tasso soglia per i mutui a tasso fisso. Per salvaguardarsi le banche hanno introdotto negli anni clausole di salvaguardia nei contratti stipulati con i clienti, determinandone eventuali interessi di mora e maggiorazioni, clausole con le quali le banche limitano il tasso massimo alla soglia stabilita. Questo porta quindi a non generalizzare e ad esaminare ogni singolo caso, facendo una verifica delle condizioni generali del proprio contratto e analizzando alcuni importanti fattori, come le spese relative alla gestione della pratica, le penali, istruttoria, perizia, incasso rata ed eventuali polizze obbligatorie, fattori che potrebbero far rivelare al contribuente di avere in mano dei finanziamenti che oltrepassavano il tasso soglia già al momento della stipula.

    Ma in che modo un utente può verificare se è vittima di usura? Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari) ha preparato un video in cui da istruzioni, sia a cittadini che a professionisti del settore, in modo da distinguere 4 differenti casi di usura. Esamineremo la sua preziosa guida nel prossimo articolo.
  • Come risolvere la crisi per troppi debiti. Le procedure per lo sdebitamento.

    Con l’introduzione della Legge 27/01/2012 n.3, modificata con il D.L. 18/10/2012 n. 179, denominata “Legge sulla Composizione della Crisi da Sovraindebitamento”, è possibile reagire a questa condizione, poichè permette al consumatore, attraverso una procedura di esdebitazione da presentare presso il Tribunale di residenza, di specificare ai creditori che realmente non esiste o è venuta meno la possibilità di pagare tutti i debiti, il che non significa venire meno agli impegni assunti. Nello specifico si tratta di un piano di ristrutturazione del debito, che viene prima vagliato dal Giudice assegnatario e poi lo stesso viene presentato ai creditori. Il piano di esdebitazione viene approvato con il consenso dei creditori che rappresentano il 60% del debito complessivo. Il piano viene predisposto da un professionista, presentato al Giudice il quale fisserà un’udienza dove i creditori potranno partecipare per fa valere osservazioni in merito. Se i creditori, approveranno il piano con la maggioranza prima indicata, il Giudice omologherà l’accordo, di conseguenza tutte le procedure esecutive verranno sospese e il debitore potrà tirare un sospiro di sollievo. Sarà in futuro possibile modificare l’accordo ove dov’essero cambiare le condizioni economiche del debitore.
    Tutta la procedura dovrà essere seguita da un Organismo di Composizione della Crisi (il cui registro è iscritto presso il Ministero della Giustizia), o da un professionista quale un avvocato o un commercialista iscritto negli appositi albi professionali. La procedura è nuova e ancora in via di sperimentazione nei Tribunali Italiani, ad oggi non è possibile stabilire in quale misura potrà intervenire in aiuto dei consumatori colpiti dal sovraindebitamento, a nosro avviso il legislatore avrebbe dovuto applicare una percentuale inferiore al 60% del credito per l’approvazione del piano del consumatore, in quanto la decisione di accettare o meno l’accordo potrebbe dipendere da un solo creditore che rappresenta il 60% del debito.

     

    Deciba

    Viale Barilla 21

    43121 Parma (PR)

    Tellefono: 0521-241417

    email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • CONTROLLA IL TUO MUTUO I.A.D.E SOFTWARE DI CONTROLLO ILLECITI BANCARI

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    I.A.D.E., il nuovo sistema informatico di elaborazioni dati, è in grado di effettuare tutti i conteggi matematici in base ai dati contenuti all’interno del proprio contratto di mutuo. I.A.D.E è stato prodotto in Italia tenendo conto di tutti i parametri matematici-giuridici attuali. L’associazione DECIBA ha contribuito alla realizzazione del lavoro e garantisce l’affidabilità dei conteggi fatti.


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    Commento del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò

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  • CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO. LA LEGGE SALVA-SUICIDI (L. N.3/2012).

    CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO. LA LEGGE SALVA-SUICIDI (L. N.3/2012).

    CANCELLA I TUOI DEBITI E RIPARTI.

    Nel pieno della più grave crisi economica dal dopoguerra, dove famiglie e imprese sono ormai sul lastrico, in Italia vi è uno strumento, purtroppo ancora scarsamente noto, per ripartire da zero, cancellare o ridurre drasticamente i debiti, e ridare dignità agli individui ormai vessati ed impantanati nelle torbide acque della crisi.
    Lo strumento in questione è offerto dalla Legge n. 3/2012, ribattezzata anche “Legge salva-suicidi”, disvelando le finalità a cui la stessa è protesa, ovvero quella di arginare  e contrastare le situazioni di sovraindebitamento che troppo spesso, purtroppo, conducono a gesti estremi.
    Anche la nota trasmissione televisiva “Le Iene” ha mandato in onda un servizio nel quale spiega le opportunità offerte dalla nuova Legge, con le testimonianze concrete dei soggetti che hanno beneficiato di tali procedure e sono riusciti a ripartire.
    Per comprendere la portata della normativa in discorso, basta evidenziare che il Tribunale di Busto Arsizio (RG n. 01/2014 – Estensore Dott. Carmelo Leotta), tra i primissimi ad applicare tale legge, ha falcidiato in maniera importante il credito vantato da Equitalia nei confronti di un consumatore, riducendolo addirittura da 87.000 Euro a 11.000 Euro
    (Cfr Testo Sentenza in http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/12195.pdf).

  • Crisi: Covip, da 1,6 mln stop versamenti fondi pensione

    Alla fine dell’anno 2012 erano 1,2 milioni; gli iscritti ai fondi integrativi sono 6,5 mln, +5,4%.

    Sale a 1,6 milioni il numero degli iscritti ai fondi pensione che ha sospeso i versamenti, anche a causa del protrarsi della crisi economica italiana. Lo si legge nella Relazione della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione con riferimento alla fine dell’anno 2014. Alla fine del 2012 i contribuenti silenti erano 1,2 milioni mentre alla fine del primo trimestre del 2014 erano 1,4 milioni.

    ''È' in aumento - scrive la Covip - anche il numero degli iscritti - circa 1,6 milioni - che non versano contributi, con una prevalenza del fenomeno tra le adesioni individuali rispetto a quelle collettive e tra i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti''.

  • Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

     

    Annullare l’asta giudiziaria della tua casa? Ottenere la gratuità del mutuo facendo azzerare tutti gli interessi da corrispondere alla banca? Ottenere il risarcimento dalla banca che ha richiesto il pignoramento dei tuoi beni? “Si può”, parola di DECIBA, la prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento delle aste giudiziarie dopo aver dimostrato l’usura bancaria. Il guaio però è che i media non se ne occupano. Ma perchè?

    Prima fra tutte è che i maggiori sponsor dei giornali sono proprio le banche. Ma quanto vale davvero tutta questa disinformazione? Esattamente 25 miliardi di euro: a tanto ammonta il “furto delle banche” realizzato attraverso numerosi strumenti finanziari come mutui, leasing, fidi, prestiti e via discorrendo. Sono milioni i cittadini che non sanno di avere un credito verso l’istituto bancario che gli ha permesso di acquistare una macchina, comprare una casa, oppure semplicemente mettere su un’azienda. Altrettanto numerosi sono gli immobili messi all’asta: oltre 20 milioni.

    La seconda ragione è che le banche comandano il mondo ma, a quanto pare, solo fino ad un certo punto. “Oltre quella soglia” infatti “scatta l’usura” e quindi l’illecito. E cosa accade quando scatta l’illecito? Semplicemente che non si devono pagare gli interessi, ma solo restituire il capitale. Si tratta di calcoli giuridico matematici che però non tutti gli esperti di cause bancarie conoscono, non tutti i professionisti sono padroni della materia al punto da farla capire anche al giudice chiamato a stabilire se è stata la banca a commettere l’illecito, oppure è il cliente stesso che crede, magari erroneamente, di avere la ragione dalla sua parte.
    Per fortuna però la matematica è una scienza esatta e non un’opinione e siccome l’economia si basa sulla matematica ed è regolata dal diritto, dovrebbe essere anche molto semplice dimostrare, dati alla mano, che la banca ha torto. C’è un particolare che non tutti conoscono: e cioè che la banca ha quasi sempre torto. La colpa è di questa prassi “illecita” perseguita con tenacia dagli istituti di credito, che prevede un sistema di calcolo degli interessi superiore rispetto al “tasso soglia”. Se dunque è la stragrande maggioranza dei mutui stipulati ad aver superato il tasso soglia, perché questo non viene detto?

    LA MISSIONE DI DECIBA – La ragione principale è che ci sono pochi professionisti in Italia in grado di dimostrare una cosa di questo tipo e, soprattutto, che conoscono i vari casi giuridici da affrontare con strategie mirate e studiate. Il Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari, è un team di professionisti esperti nel settore bancario. Si tratta di una vera e propria equipe: manager, ragionieri, economisti e avvocati. Un team che ha già ottenuto numerose sentenze favorevoli in tutta italia, non a caso è considerata l’associazione con la migliore reputazione nel campo degli illeciti bancari a cui gli stessi studi legali si rivolgono. 

    E’ quindi inaccettabile che i media cerchino di tenere in sordina quella che è ormai un’incredibile rivoluzione giuridica, perché mai fino ad oggi era stato possibile ottenere la sospensione di aste giudiziarie. Siccome, a quanto riferito da DECIBA, la Rai ha censurato ben otto ore di registrazione sul caso della sospensione delle aste giudiziarie è lecito pensare che questo comportamento denota un uso privatistico del mezzo pubblico dal momento che va chiaramente a vantaggio delle banche che sono istituti privati.

    L’importanza di queste strategie legali, a cui sempre più professionisti stanno guardando, è frutto di un intenso studio e di un lavoro certosino realizzato da professionisti, che ha già rivoluzionato la giurisprudenza italiana. Fino ad oggi infatti, come spiegato dall’Avv. Rosa Chiericati, la questione relativa alle aste giudiziarie veniva esaminata in un secondo momento e mai durante la causa incentrata sul delitto di usura. Le numerose vittorie che si stanno susseguendo quindi rischiano di causare un effetto domino su ben 20 milioni di immobili messi all’asta e 24 miliardi di euro sottratti in modo illegale dagli istituti di credito.  Di seguito elencheremo:

    Le cause vinte da Deciba e la loro importanza in quanto hanno concesso:
    La sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria
    La sospensione del pignoramento per LEASING in usura
    La revoca di FALLIMENTI proposte da Banche

    Per leggere i contenuti delle sentenze di questi importanti casi giudiziari e capire come e in che modo è possibile intervenire contro le banche, non resta che leggere l’intera inchiesta su LE BANCHE LADRE:

    1) Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie
    2) L’intervista al Presidente di Deciba, Gaetano Vilnò 
    3) Che cos’è l’usura e in che modo influisce sul meccanismo del “debito” 
    4) Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti
    5) Sospensione di aste giudiziarie, pignoramenti e revoca di fallimento
    6) Surroga e mutui usurari: “La legge Bersani è una grande truffa”
    7) Usura bancaria: chi la combatte sarà “agevolato”
    8) La rivoluzione di DECIBA potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni
    9)  Le banche vincono se non le combatti
    10) La crisi non esiste, hanno deciso di strozzarci temporaneamente
    11) Deciba contro Bankitalia: aperta indagine dalla Commissione Europea

     

    Mancanza di informazione e disonestà intellettuale hanno quindi permesso alle banche di raggiungere un importantissimo record: 25 miliardi di euro da restituire alle vittime di usura. Vittime che nemmeno sanno di esserlo e che, per difendersi, a volte si suicidano.

     

    Fonte: Maia Melania Barone from www.you-ng.it

  • E' ARRIVATA ! COMUNE ITALIANO VINCE CONTRO LE BANCHE !

    Il giudice dell'Alta Corte di Londra ha sancito la nullità dei contratti sottoscritti dal Comune con Dexia Crediop tra il 2002 e il 2006 perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto dalla legislazione italiana. Di conseguenza decadono tutti gli impegni finanziari. Ora l'amministrazione della città toscana presenterà alla banca il conto di interessi e danni.

    Commento del Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò 

    Da molto tempo abbiamo dichiarato di fare controllare i documenti bancari dei comuni Italiani,purtroppo nessun Sindaco si prende la responsabilità di fare accede a Mutui,leasing,derivati,le sorprese in questo senso potrebbero essere eclatante . Circa due anni fa un'associazione ha chiesto di controllare i documenti nella città di Parma,persino il sindaco grillino Pizzarotti ha rifiutato la verifica .

    Per ora nelle grandi città non è stato attivato nessun controllo,solitamente i partiti che gestiscono i comuni hanno collegamenti con le banche stesse . Speriamo che sia l'inizio di una serie di iniziative di controllo dei documenti bancari nei comuni,noi ci rendiamo disponibili per fare i controlli gratuitamente. 

    www.deciba.it  

    Riprendiamo l'interessante articolo del fattoquotidiano 

    fonte : fattoquotidiano  

    Da ora in poi gli enti locali avranno un’arma in più contro i derivati che minano i loro bilanci. Dopo più di quattro anni di processo, il Comune di Prato ha ottenuto a Londra l’annullamento dei contratti derivati sottoscritti fra il 2002 e il 2006. Nella sentenza, che il fattoquotidiano.it pubblica in versione integrale (leggi), sono messe nero su bianco le motivazioni della nullità che potrebbero tornare utili anche ad altri enti locali italiani che in passato hanno sottoscritto derivati con la banca Dexia-Crediop.

    Secondo il giudice inglese Paul Walker, i contratti sottoscritti da Prato sono nulli perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto all’articolo 30 del Testo unico della finanza. “Non escluderei che anche in altri casi la clausola non sia stata esplicitamente prevista”, spiega l’avvocato Germana Lo Iacono Smith dello studio Seddons Solicitors. “Generalmente le banche internazionali usano contratti globali in cui può anche sfuggire un dettaglio della normativa nazionale dello Stato in cui il prodotto viene poi collocato”. Una dimenticanza che rischia di costar cara a Dexia Crediop, che ormai da tempo è in via di smantellamento.

    Ma come mai nel contenzioso il giudice inglese ha fatto riferimento alla legge italiana? La risposta è nella norma di raccordo internazionale fra le leggi dei due Stati. Nonostante i contratti firmati con Dexia prevedessero infatti esplicito riferimento all’arbitrato in terra britannica, l’Alta Corte inglese ha ritenuto invece necessario rispettare la Convenzione di Roma. “Il testo di quest’ultima prevede che nel contratto fra le parti, in cui tutti gli elementi siano italiani, non può essere violata la legge del mandatario, cioè la normativa italiana – prosegue l’avvocato – Di conseguenza il contratto deve rispettare l’articolo 30 del Tuf che prevede esplicito diritto di recesso in sette giorni”. Nel contratto fra Dexia e il comune di Prato la clausola sul diritto di recesso però non c’è e di conseguenza per il giudice inglese l’atto è nullo. E con lui anche tutti gli impegni finanziari conseguenti.

    Non resta che chiedersi se anche gli altri contratti proposti da Dexia agli enti locali non prevedano il riferimento al recesso. “Bisogna valutare caso per caso”, spiega l’avvocato che è stato affiancato nella causa da Salvatore Dettori, esperto in diritto amministrativo, e Antonella Sciarrone Alibrandi, specializzata in diritto civile e dell’intermediazione finanziaria. “Ma non si può sottovalutare il fatto che si tratta del primo giudizio in assoluto ottenuto da un ente locale davanti alla Suprema Corte inglese”.

  • Eclatante dichiarazione 80% dei Mutui non è regolare

    Eclatante dichiarazione 80% dei Mutui non è regolare

    Il Presidente Deciba Dott.Gaetano Vilnò

    Abbiamo fatto un'analisi a campione su 100 Mutui,oltre 80% contiene illegittimi di diverso tipo,in caso di usura la banca dovrà restituire tutti gli interessi pagati e quelli futuri non versarli ,nel caso di indeterminatezza o nullità circa 2/3 degli interessi devono essere restituiti come da normativa . Il Mutuo rimane in essere,cambierà il piano di ammortamento .

    Oggi privati e aziende devono fare controlli adeguati,ci sono molti nemici in questo campo,ma i risultati parlano chiaro. Dobbiamo affidarci a società serie e bravi professionisti,DECIBA garantisce proprio questo. Oggi avere consulenti esterni di controllo e supervisione dell'operato bancario è fondamentale,ogni giorno nella verifica econometrica dei conti correnti abbiamo sorprese eclatanti

    www.deciba.it
    uff 0521/241417
    mobile 338/1063708
    email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    Esempio di controllo di un conto corrente

    REVOCA DI FALLIMENTO

    Questo video spiega perfettamente come controllare il proprio documento di Mutuo/Leasing

    Video

  • EQUITALIA : BOTTA TREMENDA ! SANATORIA 2015 NULLO E DOVUTO !

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    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l'annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.

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    Spesso ci sono normative è leggi in gradi di difendere tutti noi,purtroppo i Media tradizionali danno poca attenzione a questo tipo di notizie,il fatto è che potrebbe davvero sconvolgere l'economia familiare di molti di noi .

    IN QUESTO VIDEO SPIEGA PERFETTAMENTE LA NUOVA NORMATIVA E COME DIFENDERSI DA EQUITALIA 

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    SANATORIA 2015 EQUITALIA DIFENDERSI

     

    l'informazione,informate,un sito specializzato interessante è www.equistop.it

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    Equitalia è strumentalizzata un po da tutti gli schieramenti politici,ma qualcuno si è accorto che tutti parlano dei problemi e nessuno delle soluzioni ? SVEGLIA !

    Noi come sempre facciamo informazione non notizia !

    DIFFONDI

    PER NON DIMENTICARE LA GENTE CHE SI E' DATA FUOCO PER DISPERAZIONE DEI DEBITI

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    DISINFORMAZIONEBANCARIA VI CAMBIERA LA VITA

     

  • Equitalia: assemblea nomina nuovo consiglio di amministrazione, Busa presidente

    L'Assemblea dei soci di Equitalia si è riunita oggi al fine di deliberare il rinnovo del consiglio di amministrazione. Lo si legge in una nota che la stessa Equitalia ha emesso e dove si precisa che gli azionisti (composti dal 51% dall’Agenzia delle Entrate e composti per il 49% dall’Inps) hanno indicato quali componenti del nuovo consiglio di amministrazione l’Avv. Vincenzo Busa (presidente, a sinistra nella foto), Gabriella Di Michele (vice presidente) Susanna Masi, Domenico Muratori ed Ernesto Maria Ruffini (consiglieri).

    Sarà Ernesto Maria Ruffini (a destra nella foto) il nuovo amministratore delegato di Equitalia, la società pubblica italiana che gestisce la riscossione coattiva delle amministrazioni pubbliche.

  • Estinzione anticipata del mutuo

    L’estinzione anticipata del mutuo rappresenta la possibilità, da parte del cliente, di concludere il contratto di mutuo prima della scadenza, versando il capitale residuo e riducendo così gli interessi da pagare alla banca.

    La Legge Bersani (decreto n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007) ha apportato alcune modifiche in merito alle norme sull’estinzione anticipata dei mutui. Grazie a questo Decreto, le banche non possono richiedere alcuna penale al cliente che voglia rimborsare il mutuo prima del termine. Se il consumatore ha stipulato il mutuo dopo il 2 febbraio 2007 e desidera rimborsarlo in anticipo, sarà sufficiente fare una richiesta alla banca di competenza, versando il capitale residuo. Se il contratto prevede delle clausole che includono il pagamento di un sovrapprezzo a favore della banca, grazie al decreto Bersani, le stesse sono da considerarsi nulle.

    Nel caso di finanziamenti sottoscritti prima del 2 febbraio 2007, le penali di estinzione mutuo previste dal contratto in essere saranno ridotte per effetto del Decreto Bersani. Il limite massimo di queste penali, stabilito da un accordo tra l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, va calcolato sul capitale ancora da restituire e varia in base al tipo di mutuo (mutui a tasso fisso, mutui a tasso variabile o mutui a tasso misto), alla data in cui è stato stipulato e alla data data di scadenza del contratto.

    Se il mutuo è a tasso variabile e alla scadenza del contratto mancano due anni o meno, la banca non può richiedere alcuna penale; nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo la penale massima richiesta dalla banca può essere dello 0,2% sul capitale residuo; in tutti gli altri casi la penale massima sarà pari allo 0,5%.

    Anche i mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001 non prevedono penale negli ultimi due anni di ammortamento; il sovrapprezzo per l’estinzione mutuo sarà pari allo 0,2% nel terzultimo anno e dello 0,5% negli altri casi. Se i mutui a tasso fisso sono stati sottoscritti dal 2001 in poi, le penali massime raggiungono l'1,9% nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo, l'1,5 nella seconda metà del periodo di ammortamento, lo 0,2% nel terzultimo anno e nessuna penale negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo.

    Le medesime penali si applicano ai mutui a tasso misto stipulati dal 2001, se al momento dell’estinzione anticipata il tasso è fisso. In tutti gli altri casi, i mutui a tasso misto prevedono le stesse penali del variabile. Se il contratto di mutuo prevede delle commissioni di estinzione di importo pari o inferiore a quelle stabilite dalla legge,  si avrà diritto ad un’ulteriore riduzione.

  • Giudici indagati per corruzione

    Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

    Art.319 ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi investigativa che tre pm del tribunale di Brescia stanno percorrendo ai danni di due colleghi pavesi e di un perito del tribunale di Pavia. I giudici finiti nel registro delle notizie di reato sono Fabio Lambertucci e Andrea Balba, insieme con il geometra Fabrizio Montini.

    L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi poi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, dove abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara GhirardiAmbrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

    Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

    La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

  • Goldman Sachs: banca d’affari con prestiti ai piccoli e credito al consumo

    La banca d’affari di Wall Street sbarca nel settore commerciale.

    «E poi dovremo farci crescere nuovi muscoli» aveva detto Lloyd Blankfein, il capo che guida la banca di Wall Street da ben nove anni e che l’ha anche traghettata fuori dalla micidiale crisi del 2008, durante l’ultimo meeting/convention della Goldman Sachs. In pochissimi ci avevano fatto caso e quasi nessuno aveva capito a cosa si riferisse al tempo, ma ieri la frase è tornata in mente a molti quando il più aristocratico ed esclusivo degli istituti di credito americani ha annunciato il suo ingresso in un business che per il momento è ritenuto «povero»: il credito commerciale alle imprese minori e agli artigiani e i piccoli prestiti (da 5 a 20 mila dollari) a tutte quelle famiglie che hanno qualche necessità immediata: ritinteggiare la casa, riparare un tetto o anche, solo, organizzare il matrimonio dei figli.