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  • Banche salve con soldi dei cittadini!

    Tutte le decisioni esistenti sugli aiuti di Stato e dell'unione bancaria". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione responsabile dell'euro e della stabilità finanziaria Valdis Dombrovskis, riferendosi alla soluzione decisa nel weekend per le due banche venete. Dombrovskis ha voluto precisare che nel caso delle due banche venete e della soffertissima soluzione concordata tra le varie autorità Ue e il governo italiano, «l'unione bancaria e le sue regole sono state parte della soluzione e non parte del problema ed è importante che i due istituti siano usciti dal sistema in un modo che non Intervento per tutelare economia del Veneto .

    «Le decisioni prese a tutti i livelli sono in linea con le nostre regole sugli aiuti di Stato e dell'unione bancaria e, d'altra parte, le varie istituzioni coinvolte hanno lavorato strettamente con le autorità italiane», ha aggiunto Dombrovskis.

    Alla fine del processo di decisione, l'Italia ha considerato che il fallimento di Veneto Banca e Popolare di Vicenza avrebbe creato un «serio impatto» negativo all'economia reale in una regione «tra le più attive del Paese, per cui gli aiuti di Stato erano necessari per fronteggiare perturbazioni economiche».comporta danni (sistemici) e non aumenta i costi».

    Dai privati contributo di 5,2 miliardi

    Poi il vicepresidente della Commissione ha ricordato che sono state rispettate le regole del “burden sharing” dato che azionisti e obbligazionisti junior sopporteranno un costo dell'operazioni «contribuendo per 5,2 miliardi per assicurare la liquidazione ordinata delle due banche». Quanto al «peso considerevole per i contribuenti italiani», Dombrovskis ha detto che «toccava all'Italia prendere tale decisione». Per l'impatto sul bilancio del sostegno pubblico deciso per permettere l'operazione di Intesa SanPaolo e gestire lo smaltimento degli asset delle due banche venete!

    Nessun impatto sul deficit strutturale
    Dombrovsis ha confermato che «certamente se c'è spesa pubblica aumenta il debito, ma ciò che è importante ai fini della sorveglianza del patto di stabilità è che si tratta di fondi impiegati una tantum che non avranno alcun impatto sulle discussioni sugli sforzi strutturali» annuali. Il deficit strutturale è infatti il saldo di bilancio corretto per gli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum ed è l’indicatore più importante ai fini della valutazione dello stato di salute della finanza pubblica da parte della Commissione europea.
    Per ciò che concerne l'unione bancaria, l'esponente comunitario ha detto che «adesso siamo in una fase di transizione nell'unione bancaria, le banche stanno aumentando i “buffer” (cuscinetti) per fronteggiare eventi di “bail-in” e più abbiamo passività chiaramente eleggibili a tal fine meglio è».

  • Chiedi il rimborso Pubblicità Ingannevole oltre 7,5milioni di mutui stipulati dal 2003

     

     

     

     

     

    Chiedi il rimborso Pubblicità Ingannevole oltre 7,5milioni di mutui stipulati dal 2003

     

    l peso di un mutuo si fa ben sentire da chiunque ma ancora più se aggravato in maniera non del tutto lecita. A confermare il tutto ci ha pensato proprio uno studio effettuato dalla Associazione DECIBA che ha raccolto i dati delle seguenti irregolarità. Circa tre mutui su quattro sono irregolari, OLTRE 80% dei casi chi ha stipulato un muto a tasso variabile dopo il 2003 adesso si trova a dover pagare molto di più di quanto dovuto.

     

    Oltre a questa prima analisi gratuita DECIBA è in grado di individuare altri illeciti e reati, come usura, anatocismo e indeterminatezza.

     

    Attraverso IL SOFTWARE I.A.D.E dato in concessione a DECIBA dalla SOCIETA I.A.D.E SRL e possibile una verifica precisa e gratuita.

     

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    Per quanto riguarda la pubblicità ingannevole

    Dal primo ottobre 2003 infatti, ai sensi della delibera CICR n.286 del 4 marzo del 2003 tutti gli intermediari finanziari sono tenuti a far riferimento ad un indicatore sintetico del costo che racchiude tutti le spese aggiuntive connesse al muto (interessi annuali, commissioni, spese di incasso e premi assicurativi).

     

    La nota positiva è che adesso è possibile recuperare fino a 80mila euro ogni 200mila di muto erogato. Molti Istituti di credito, facendo riferimento ad un TAEG più basso rispetto a quello applicato, determinano una somma non corrispondente alla realtà (irregolarità di pubblicità ingannevole). Tale irregolarità comporta spesso il ricalcolo del piano di ammortamento sulla base del tasso minimo dei Bot, consentendo di richiedere al giudice di disporre un recupero di tutti gli interessi versati illegittimamente risparmiando inoltre su quelli futuri.

    Per i clienti il ricalcolo si può tradurre spesso in cifre molto importanti: i clienti che chiedono un mutuo superiore a 50mila euro devono inoltre prestare molta attenzione ai tassi applicati che sfiorano spesso quelli usurari. Per verificare i tassi basta controllare che la somma di tutti i costi sostenuti dal cliente non superi le soglie massime pubblicate ogni e tre mesi dalla Banca d’Italia. Inviandoci i documenti potremmo effettuare una verifica.

     

    Il recupero di versamento improprio può variare molto in base alla durata del finanziamento ed alla somma richiesta. In media è possibile recuperare molto denaro in caso di illecito o reato; pensiamo ad un mutuo di 30 anni di Euro 200 mila, solitamente si paga quasi il doppio. In caso di accertamento del superamento tasso soglia usura tutti gli interessi devono essere restituiti, quindi, circa 200 mila euro.

     

     

    Immaginiamo se le aziende attivassero controlli specifici su conti correnti, leasing, mutui, probabilmente tale attività comporterebbe la modifica dell’intera economia aziendale.

    Spesso non c’è bisogno nemmeno del Tribunale; osservando una statistica del Ministero Della Giustizia si può osservare che il 45,8% dei casi (quando la banca si presenta in mediazione) si conclude con un accordo entro gli 8 mesi. Secondo i dati dell’ISTAT, ci sono oltre 7,5milioni di mutui stipulati dal 2003 ad oggi con una media annuale di oltre 400 mila euro con predominanza di quelli a tasso variabile (scelti da oltre due terzi dei clienti).

     

    I cittadini interessati a conoscere quanto sia possibile recuperare dalla propria banca possono inviare la loro richiesta via mail oppure telefonare direttamente.

    Parliamo di pubblicità ingannevole, per comprendere a fondo tale fattispecie è bene avere chiaro in primis cosa s’intenda con il termine pubblicità. La pubblicità è quella forma di comunicazione a pagamento diffusa su iniziativa di operatori economici (attraverso mezzi come la televisione, la radio, i giornali, le affissioni, la posta, Internet ecc.) che tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.

    E’ un collegamento diretto tra prodotto e consumatore, è perciò importante capire e valutare bene la pubblicità, anche perché talvolta capita di imbattersi in messaggi promozionali che “promettono e non mantengono”, che dimenticano volutamente di inserire delle informazioni oppure le inseriscono con caratteri molto piccoli che difficilmente vengono notati. Questi casi rientrano nella fattispecie di pubblicità ingannevole, definita dall’art. 2 del D.Lgs. 74/1992 come “qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, induca in errore o possa indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, leda o possa ledere un concorrente”.

     

    La normativa riguardante la Pubblicità Ingannevole può essere consultata sul sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, tale organo non è nuovo nel sanzionare istituti Bancari per pubblicità ingannevole , l’11 giugno 2013 con provvedimento n.24402 sanzionava banca Unicredit in quanto i messaggi pubblicitari di tale istituto erano stati ritenuti idonei a indurre in errore i consumatori con riguardo all’effettivo rendimento ottenibile dal prodotto, omettendo di fornire tutte le informazioni essenziali per effettuare una scelta finanziaria consapevole. Così come già nel 2007 decideva un risarcimento di 31.100 euro da parte di Banca intesa per aver pubblicizzato la non del tutto veritiera erogabilità di finanziamenti in sole 48 ore

     

     

    La pubblicità ingannevole è dunque un atto contrario alla correttezza professionale. Essa è tale quando induce in errore il consumatore, influenzandone le decisioni mediante informazioni false o il mancato apporto di informazioni rilevanti. In caso di pubblicità ingannevole è necessario decidere se essa abbia causato un danno al consumatore.

  • DECIBA A QUINTA COLONNA MEDIASET "VOGLIAMO SOLUZIONI "

    Lunedi 24 Ottobre 2016 lo staff D.E.C.I.BA sbarca a Mediaset 

     

    L'attenzione mediatica per l'argomento banche ed Equitalia è sempre molto bassa,purtroppo i grandi Media tendono a cercare disperazione piuttosto che soluzioni,fortunatamente in Italia ci sono gruppi professionali e Associazione che grazie ai risultati eclatanti riescono ad essere invitati. 

     

    Lo stile della trasmissione dettata dal presentatore Paolo Del debbio è sempre uguale,cerchiamo disperati. I format televisivi sono tutti simili fra di loro,testimonianza della persona disperata e la ricerca di qualche urla e lacrima che renda il tutto emozionale. 

     

    DECIBA nel campo del controllo illeciti bancari vanta risultati enormi,eppure nessuno nè parla. 

    Qui potete verificare i risultati e mansioni www.deciba.it 

     

    Ieri sera l'argomento era Equitalia,in molti non sanno le possibilità di difendersi e quando il Vice Presidente Stefano Nicoletti ha tentato di spiegare le procedure di controllo il presentatore non ha concesso neanche 15 secondi . 

    qui potete trovare tutte le informazioni per difendersi da Equitalia www.dicie.it 

     

    Il Gruppo DECIBA spesso viene invitato a parlare in televisione ma il format è sempre uguale "portate disperati non soluzioni " 

     

    Questo video del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò dovrebbero guardarlo tutti 

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    L'informazione ci salverà la vita non la disperazione 

     

     

  • DECIBA: CONTROLLARE LA BANCA CON LA GIUSTA COMPETENZA

     

    In Italia sono molteplici le società, i professionisti e le associazioni che si occupano di eseguire accertamenti su conti correnti e mutui, ma la differenza la farà affidarsi ad un gruppo serio, la giusta scelta farà la differenza fra vincere e perdere l'eventuale causa. 

     

    Abbiamo chiesto al gruppo DECIBA le procedure per eseguire mirati accertamenti 

     

    L'importanza di affidarsi a professionisti seri è basilare. In questi anni sono nate innumerevoli società, molte delle quali elargiscono illusorie promesse comportanti altrettante delusioni. 

     

    Contro la banca ci sono plurime possibilità che vanno dal trovare una soluzione stragiudiziale transando, all'intraprendere una causa legale. Di basilare importante è il modus operndi.

     

    DECIBA vanta risultati molti importanti, in Rai così come in Mediaset hanno più volte riportato i successi del Gruppo, dalle sospensione di pignoramenti a imponenti risarcimenti. La principale regola che vale per tutte le professioni vale anche in questa realtà , e cioè serietà, professionalità ed etica. 

     

    Oggi aziende e privati hanno l'opportunità di ottenere risarcimenti importanti, se un mutuo supera il tasso soglia alla stipula del contratto, la banca dovrà restituire tutti gli interessi versati. Inoltre nel caso il mutuo sia ancora in corso, altre al recupero di cui sopra, gli interessi futuri non andranno pagati. Proviamo a pensare ad un mutuo di 30 anni, solitamente, quasi la metà della somma da rimborsare è costituito di interessi. 

     

    Questo video spiega come controllare  la banca 

     

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    Per i conti correnti aziendali sono da tenere in grande considerazione quelli con affidamenti o con saldo a buon fine. Quando il cliente ha usufruito di questo servizio è molto probabile che la banca abbia commesso errori. 

     

    La domanda più frequente che il risparmiatore si pone è "se effettuo un controllo nei confronti della banca poi creo conflitto  ? ". Questo purtroppo rientra nei luoghi comuni, poiché se la banca sbaglia, paga come qualsiasi altra azienda. 

     

     

    In questo settore la grande differenza la fa com più volte sottolineato la professionalità.

    Per approfondire le informazioni sono reperibili su www.deciba.it

  • DIRITTO BANCARIO SCONSIGLIATO DEBORAH BETTI BLOG

     

    Il diritto bancario è un'argomento serio,da qualche tempo in rete esiste un blog "deborahbetti" che ha l'intento di investigare fra le società e associazioni che si occupano proprio di questa materia. Prestiamo molta attenzione alle informazioni  in rete,spesso possiamo incappare a  vera e propria  disinformazione .

    La Sig.ra Betti pare essere esperta in marketing,il suo blog è praticamente monotematico,infatti visitandolo la maggior parte degli articoli sono destinati alla società sdl centro studi di brescia . 

     

    Questa società commerciale pare aver curato una pratica legale proprio della famiglia della Sig.ra Betti,purtroppo per lei le cause si possono anche perdere e dà li è iniziata la guerra  contro la società commerciale . 

     

    Gli articoli spesso sono strumentali,prendono un fatto è costruiscono polemica,infatti anche il blog è pieno di fake e haters. 

    Anche anche altri blog hanno affrontato  l'argomento  

     

    http://www.disinformazionebancaria.it/3147/deborah-betti-blog-sconsigliato.html

     

    http://www.movimentorevolution.it/?p=5098

     

    Non sappiamo bene la situazione,per ora ci sentiamo di sconsigliare blog  deborah betti come affidabile per l'argomento diritto bancario 

     

     

  • FIDEIUSSIONI NULLE IL VIDEO CHE SPIEGA

     

     

     

     

     

    Fideiussioni, Cassazione: nulle se redatte su modulo uniforme ABI, violano divieto di intese concorrenziali

     

    Un’altra conferma della Cassazione che conferma la nullità delle fideiussioni redatte su modulo uniforme ABI. I fideiussori che hanno sottoscritto un contratto con clausole identiche allo schema contrattuale tipo predisposto dall’ABI non rispondono dei debiti del debitore garantito con il loro patrimonio.

    Tempi duri per le banche. I fideiussori che hanno sottoscritto un contratto con clausole identiche allo schema contrattuale tipo predisposto dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) non rispondono dei debiti del debitore garantito con il loro patrimonio.

    La prassi delle Banche di concedere credito alla società di capitali poco patrimonializzate richiedendo ai soci di garantire le obbligazioni della società non pone, quindi, le banche al riparo del rischio di insolvenza del debitore se la fideiussioni prestate a garanzia risultano redatte su modulo uniforme ABI.

    Fra i massimi esperti in materia Diritto Bancario il Dott.Gaetano Vilnò Presidente DECIBA che denuncia il fatto con questo video che spiega con semplicità quali sono le reali opportunità 

    Qui il video 

    https://youtu.be/cugKAWA1oXQ

    Questo secondo video più recente scioglie tutti i dubbi sulla questione 

    https://youtu.be/lujYEzU5acM

    Sono in ballo milioni di Euro,l'importante e non cedere alla tentazione di andare in banca a parlarne, potrebbe succedere che vi fanno riformare una nuova fideiussione e in questo caso non è più possibile annullarla . 

    Ulteriori informazioni Centralino 0521.247673 Email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  sito www.deciba.it 

  • Incredibile soffiata: la carne rossa potrebbe essere messa al bando.

    Incredibile soffiata: la carne rossa potrebbe essere messa al bando.

    Incredibile soffiata in anteprima arrivata al Daily Mail da una fonte dell'OMS secondo cui presto verrà ufficializzato l'inserimento di insaccati di carne rossa tra gli alimenti potenzialmente cancerogeni.

    L'OMS ( organizzazione mondiale sanità) e' una delle agenzie dell'Onu ( carne rossaorganizzazione nazioni unite)quest'ultima messa anche in discussione in questi giorni a causa del suo bilancio ultramiliardario annuale (35) e della gestione dello stesso, di certo non ci meraviglieremo quando scoppierà lo scandalo ONU per spese pazze, consulenze inutili e pilotate, insomma quello che siamo abituati a vedere già in Italia. Credo che presto il nostro detto nazionale che dice " tutto il mondo è paese" diventerà internazionale.

    Torniamo al nostro salame, i nostri insaccati  che non sono solo un problema per la nostra gola, ma anche per tutto il settore. 

    Il verdetto shock dell'O.M.S. rischia di danneggiare in maniera decisiva le catene dei fast-food e l'industria della carne , che a livello Italia vale 180 miliardi, compreso le carni rosse anch'esse al bando ( con raccomandazione di limitarne l'uso).

    Dallo studio emerge una stretta correlazione tra consumo di carni lavorate e insorgenza del tumore al colon-retto e allo stomaco.  

    Sono diversi gli studi che già in passato hanno messo in evidenza come i processi di lavorazione e conservazione aumentino la capacità delle carni di danneggiare la salute umana. Nel 2014 uno studio dell'italiano Valter Longo dell'Università di Davis, carne rossapubblicato su Cell Metabolism, affermava che il consumo abituale di carni e formaggi nei soggetti over 50 provoca lo stesso effetto delle sigarette sull'organismo.

    Nel 2010 una ricerca dell'Harvard School for Public Health aveva invece evidenziato un maggiore rischio di infarto e diabete nei consumatori abituali di carne rossa lavorata, come bacon e salsicce, ma non in chi consumava carne rossa fresca.

    L'Italia insieme alla Germania è ai primi due posti nel mondo nella produzione di insaccati, immaginiamo cosa può succedere se davvero in questo settore arriveranno provvedimenti restringenti. Il solito errore è generalizzare mescolando insieme buono e cattivi, occorre certo bandire prodotti riconosciuti nocivi alla salute, ma salvare e anzi incentivare quelli che non lo sono, come il nostro crudo o cotto che sono preparati in modo naturale senza additivi chimici.

    (ANSA) - ROMA, 26 OTT - Sulla questione della cancerogenicità delle carni lavorate il ministero della Salute ha già chiesto il parere del Comitato Nazionale per la Sicurezza carne rossaAlimentareLo ha detto il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Link Campus. "Premetto che le considerazioni dell'Oms sono preliminari, non servono allarmismi - ha affermato-. "Sulla questione abbiamo comunque chiesto parere alla commissione presieduta dal professor Calabrese", ha precisato Lorenzin.

    Quindi stiamo all'erta e chiediamo ai nostri politici ( si so che è una missione quasi impossibile ) di impegnarsi a farsi valere , difendendo la produzione italiana quella vera e NON quella taroccati proveniente da tutto il mondo, magari insistendo nel chiedere all’O.N.U. di attuare provvedimenti utili a scovare i falsificatori dei marchi brevettati italiani nel settore agro-alimentare.

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