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  • 5 MOSSE PER RADDIOPPIARE IL FATTURATO AZIENDALE

     

     

     

    Molti si chiedono come raggiungere risultati migliori,il business è solo una parola ma per arrivarci  ci sono tantissimi processi. 

    FOLLIA E' FARE SEMPRE LA STESSA COSA E ASPETTARSI RISULTATI DIVERSI 

    -ALBERT EINSTEIN 

     

    Abbiamo chiesto al Dott.Gaetano Vilnò come aumentare il fatturato 

     

    Ci sono 5 regole da rispettare,difficilmente in corsi di formazione vengono dette. Lo scopo dei corsi e continuare a farteli fare non risolvere . Ovvio non è assunta la mia affermazione,diciamo che spesso è cosi. 

     

    1° regola 

    La prima persona da cambiare è il Capo,non esiste un cattivo allievo,asiste solo un cattivo Maestro. Naturalmente se tu sei Capo e Padrone dell'azienda è molto difficile che qualcuno ti dica che sei un PIRLA ,spesso un po' di denaro fa abbassare il livello intellettuale,capita a tutti noi di vedere "piccoli uomini" che su SUPERVALUTANO. Quindi la prima regola è semplice ,il problema sono io e devo cambiare . 

    2 regola 

    Trovare un bravo professionista che ti porti a capire i tuoi problemi e ti aiuti a risolverli . Un grande Manager disse: "non ho mai fallito in nulla,grandi case,belle auto,donne stupende,l'unica cosa che ho fallito è LA MIA VITA" . Cercare l'equilibrio è il percorso più difficile al Mondo,il denaro dà un potere limitato,quando sei solo ed inizia a pensare non si possono comprare pensieri positivi o cancellare paure,intraprendere la strada dell'equilibrio è un primo passo . Sè il capo non è l'esempio nessun progetto potrà avere successo . L'Italia è un Paese padronale non Manageriale,spesso le aziende hanno un padrone non un professionista,quando intervengo il primo passo che faccio è parlare chiaramente con il mio cliente . 

    3 regola 

    Creare obbiettivi e protocolli che permettano la realizzazione,formare il personale per un determinato ruolo e controllare l'andamento del progetto. Solitamente questa fase dura circa 3 mesi. Teniamo presente un dato molto importante,quando sono in corso dei cambiamenti circa il 30% dello staff si perde. Il cambiamento è difficile sia per se stessi sia per il proprio staff,dobbiamo mettere in conto questo dato. Dal qualche anno mi occupo di Illeciti bancari,quando parlo con grande aziende paradossalmente i miei "nemici" peggiori sono Avvocati e Commercialisti aziendali . www.deciba.it www.deciba-professional.it 

    4 regola 

    Allineamento:  fatti questi tre percorsi dobbiamo misurare l'interazione che cè fra capo e staff,tutti devono avere lo stesso obbiettivo e rispettare il protocollo di lavoro scelto,quando la squadra è formata il successo è assicurato . 

    5 regola 

    Mantenere il successo: Arrivati a questo punto il capo deve controllare l'andamento del progetto ed applicare i giusti cambiamenti al fine di migliorarsi,tutte queste procedure sono complesse  e richiedono tempo,questo programma è di SOSTANZA non di emozioni,solitamente i corsi proposti lavorano sull'emotività delle persone. Esci dal corso sei a 1000 dopo 5 giorni è tutto uguale a prima. 

     

    Difficilmente uso assoluti,ma posso tranquillamente dire che dopo questo percorso tutti staranno meglio e il fatturato aumenterà,il fatturato è 'insieme di azioni di persone,non esiste mercato senza le persone . 

    Questo metodo è ANTICOMMERCIALE per chi propone corsi,infatti non faccio il formatore  come mestiere e poi mi chiedo perché mai qualcuno mi dovrebbe insegnare a fare soldi :) Il Management è cosa seria,servono migliaia e migliaia di Euro per avere una formazione di alto livello. Provo a pensare alle Multinazionali che mandano i propri Manager in Africa per 15 giorni dove i loro formatori sono il Saggio della Tribù e la natura attorno a sé . Un'imprenditore non ha bisogno  di Formazione... un Imprenditore ha bisogno di riprendere ciò che sà già fare. Fare Formazione di gruppo non è facile,farlo privatamente ha un costo molto alto,vedo alcuni corsi di Formazione come la dieta,il grande SEGRETO E' CHE NON FUNZIONA . 

     

    Gaetano Vilnò 

     

    Ps se hai qualcosa da dirmi : financialsolution@libero.it 

     

     

  • ASS.DECIBA A TUTELA DEI CLIENTI CONTRO LE BANCHE E PRESUNTI PROFESSIONISTI

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    Le società che si occupano di Illeciti bancari sono ormai tantissime, associazioni, sindacati, professionisti, OLTRE 400 in Italia secondo D.E.C.I.BA. Una guerra di business senza precedenti, professionisti che attaccano altri allo scopo di assicurarsi la clientela. L’Associazione D.E.C.I.BA viene spesso chiamata in causa per controllare il lavoro di altri “professionisti”.
    Un caso recente di una perizia fatta dal Dott.Commercialista (Appena autorizzati dal cliente diffonderemo il nome) dove dichiarava oltre 70 mila euro da recuperare, il cliente non era convinto di tale cifra e ha chiesto una supervisione di tale perizia a D.E.C.IBA, le indagini svolte dall’associazione hanno fatto una chiara luce sui fatti, DECIBA, confrontando i risultati ricavati sia da parte del professionista e sia da parte del cliente è risultato, che il cliente, non possedeva i presupposti necessari per poter iniziare una causa contro la banca .

    Ecco perché controllare la propia banca 

    Il mondo delle perizie è discusso, e soggetto a valutazioni spesso troppo personali, non necessariamente esiste la malafede da parte del “professionista”, anzi, spesso è solo la scarsa preparazione all’argomento di quest’ultimo, purtroppo, ci sono anche professionisti che preferiscono cavalcare la parola TRUFFA per accaparrarsi i clienti.

    perizia_econometrica_banche_deciba_associazione

    In preparazione un documento dove chiaramente sarà espresso un elenco di professionisti affidabili, questa selezione è fatta oggettivamente su parametri incontestabili. Questo documento sarà disponibile a tutti. 

    L’elenco dei professionisti, società, associazioni è molto vasto, sarà premura di D.E.C.I.BA analizzare il lavoro al fine di tutelare i clienti da eventuali venditori di “pentole”.

    DECIBA BLOCCA PER USURA BANCARIA UN’ASTA GIUDIZIARIA 

    Contattato ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA 

    DECIBA
    Email:This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    Uff: 0521/241417 

    Controllo Equitalia :
    DICIE

  • ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA GARANZIA E PREPARAZIONE

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    Garanzia e preparazione

    Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò .

    Grazie a .I.A.D.E 3.O il nostro livello è aumentato vertiginosamente,uno staff preparato composto da Legali,matematici,esperti bancari ,pensare ad uno staff scientifico che ogni giorno lavora per migliorarsi nel rilevare illeciti bancari è straordinario . 

    Controllate la vostra banca 

    www.deciba.it 

    Oggi tutti sanno che è possibile fare causa alla banca e rivolgersi ad esperti per una perizia econometrica del proprio mutuo. Più o meno tutti in Italia avranno sentito sempre più parlare di anatocismo bancario: con anatocismo bancario si intende un procedimento civile fatto contro una banca che ha applicato interessi maggiorati a un finanziamento (mutuo, leasing, prestito). Le banche, in pratica, sono solite richiedere “gli interessi sugli interessi” stipulati in sede di contratto. Questo ne causa una maggiorazione più o meno forte.
    Per usura invece intendiamo il procedimento penale che si effettua nei confronti di una banca che ha applicato interessi usurari: si tratta quindi del superamento del tasso soglia stabilito dalla legge contestato in sede penale. Fare una causa contro una banca per usura e vincerla non è cosa semplice ed è per questo che si sente parlare molto più spesso di anatocismo. Anche se i due termini indicano sostanzialmente la stessa cosa e si differenziano unicamente sul piano penale e civile, in pochi hanno avuto la capacità di rendere “semplici” e “comprensibili” le conseguenze dell’usura bancaria. Sicuramente in pochissimi hanno invece capito in che modo l’usura influisce sull’economia di famiglie e aziende.
    La stragrande maggioranza degli avvocati infatti ricorre a periti esperti di diritto bancario, i quali si occupano di redigere e vendere perizie econometriche talvolta abbastanza costose. Il legale però, se non è un esperto di diritto bancario e, soprattutto, se non ha affrontato in Tribunale altre decine di casi di questo tipo, non ha nemmeno l’esperienza necessaria per spiegare a un giudice per quale motivo l’usura ha determinato la morosità di una famiglia, il fallimento di un’azienda o, in generale, la mancata capacità di corrispondere le rate pattuite con la banca. Il legale non sarà quindi, nemmeno in grado di rispondere ai quesiti posti dal PM.

    Tuttavia: se il cittadino riesce a dimostrare di esser stato vittima di usura e decidere eventualmente se affidarla a un professionista, riuscirà ad ottenere anche numerose agevolazioni. Questi aspetti però li esamineremo in un secondo momento. Per adesso ci focalizzeremo su cosa si intende per usura.

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    Così come riportato dal sito di Deciba.it, la legge dice che lo dice:

    “Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”. Si tratta perciò di un’applicazione sui finanziamenti – concessi dagli istituti di credito e dalle società finanziarie ai propri clienti – di tassi di interesse effettivi che, sommando il tasso nominale e tutti gli oneri relativi alla concessione del credito, superano il limite consentito dalla legge sull’usura, ovvero la Legge 108/1996 (e successive modifiche). Tale legge stabilisce infatti delle soglie (TEGM) oltre le quali gli interessi sono considerati usurari. Attualmente, i tetti stabiliti nel secondo trimestre 2015 da Bankitalia sono i seguenti: si va dal 8,13% dei mutui ipotecari a tasso variabile al 9,38% del tasso soglia per i mutui a tasso fisso. Per salvaguardarsi le banche hanno introdotto negli anni clausole di salvaguardia nei contratti stipulati con i clienti, determinandone eventuali interessi di mora e maggiorazioni, clausole con le quali le banche limitano il tasso massimo alla soglia stabilita. Questo porta quindi a non generalizzare e ad esaminare ogni singolo caso, facendo una verifica delle condizioni generali del proprio contratto e analizzando alcuni importanti fattori, come le spese relative alla gestione della pratica, le penali, istruttoria, perizia, incasso rata ed eventuali polizze obbligatorie, fattori che potrebbero far rivelare al contribuente di avere in mano dei finanziamenti che oltrepassavano il tasso soglia già al momento della stipula.
    Ma in che modo un utente può verificare se è vittima di usura? Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari) ha preparato un video in cui da istruzioni, sia a cittadini che a professionisti del settore, in modo da distinguere 4 differenti casi di usura. Esamineremo la sua preziosa guida nel prossimo articolo.

    qui riportati

    Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

     

    Questo video spiega tutto in modo semplice 

  • BANCHE : ARRIVO ALLA CORTE SUPREMA E VINCO ! UNA STORIA STRAORDINARIA

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    Ogni giorno le sentenze contro le Banche si moltiplicano,non parliamo delle transazioni,spesso la banca onde evitare di entrare in causa propone al cliente di chiudere la questione . 

    Il male maggiore anche in questo campo è sempre l’informazione,gli utenti si ritrovano in un mare di operatori del settore e non sanno bene chi è bravo e chi no!

    Inutile dire che è un lavoro specifico,dobbiamo rivolgerci sempre a professionisti competenti,assicuratevi dei risultati ottenuti e della loro storia professionale,questo potrà essere un’indicatore.
    Trattate la materia con serietà,non è una compravendita di una bicicletta,le cause sono tali perché qualcuno decide in base ai documenti comprovanti la vostra ragione,detto questo un Giudice può decidere il contrario.
    La banca vince per questo tipo di atteggiamento,le cause vinte non esistono,qualsiasi professionista dica il contrario non è serio. Solitamente chi vince sono quasi sempre gli stessi,non è un caso,un’atteggiamento prudente e serio porta molto spesso risultati. 

    D.E.C.I.BA Associazione esperta nel campo della rilevazione anomalie bancarie assicura che attraverso un lavoro adeguato i risultati si ottengono . www.deciba.it Info 0521/241417 

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    Ci sono casi eclanti di lite temeraria ,dove la banca vince clamorosamente,solitamente queste notizie come per magia prendono spazi importanti sui giornali nazionali,quando la Banca perde …silenzio assoluto . 

    I casi di perdita clamorosa sono per clamorosi errori/orrori professionali,dove le perizie econometriche sono di pura fantasia e dove l’avvocato non è stato in grado di comprendere l’adeguata difesa ,semplice,lineare . 

    Usciamo dal complottismo assoluto,scarsi professionisti che sbagliano,semplice .

    L’intento della banche è creare confusione,dubbi,paure,solitamente questo stato psicologico fa bloccare le persone,nel dubbio non faccio nulla . 

    Esiste una persona che tutti noi dobbiamo ringraziare,una persona che ha portato avanti fino al terzo grado di giudizio Italiano i suoi diritti,grazia a lui oggi possiamo vincere contro le banche ed avere la restituzione degli interessi in caso di superamento tasso soglia usura . 

    Questo signore ha perso in primo grado ,non si è arreso,convito della sua ragione ha deciso di andare al secondo grado di giudizio (appello ) anche in questo caso ha perso … molti di noi non iniziano neanche il primo grado,questo signore ha detto … ARRIVO ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE E VINCO . 

    Leggi lo svolgimento del processo ed inizia a comprendere quanto l’informazione e la tenacia possono salvarci.

    SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

    SEZIONE I CIVILE

    Sentenza 9 gennaio 2013, n. 350

    Svolgimento del processo – Motivi della decisione

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    1.- I.D. ha convenuto in giudizio la s.p.a. Intesa BCI lamentando che il tasso applicato al contratto di mutuo con garanzia ipotecaria stipulato il 19.9.1996 per l’acquisto della propria casa era da considerare usurario. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda volta a sentir accertare l’illegittimità della misura degli interessi stabiliti nel contratto di mutuo, in relazione alla rata di Euro 20.052,48 richiesta con lettera del 6.11.2001, sulla base della considerazione che, ai sensi della L. n. 108 del 1996, art. 2, per la determinazione degli interessi usurari i tassi effettivi globali medi rilevati dal Ministero del Tesoro ai sensi della citata legge devono essere aumentati della metà. Considerato che il D.M. 27 marzo 1998, emesso dal Ministero del Tesoro, prevedeva per la categoria dei mutui il tasso dell’8.29%, ha quindi, escluso che il tasso contrattualmente fissato potesse essere ritenuto usurario.

    La Corte di appello, con la sentenza impugnata, ha confermato la decisione di primo grado evidenziando che i motivi posti a base dell’appello erano aspecifici rispetto alla motivazione della decisione del Tribunale. L’appellante si era limitato ad invocare apoditticamente la natura usuraria degli interessi pattuiti senza contestare i parametri adottati dal primo giudice per valutare la fondatezza della domanda e senza indicare, in concreto, le ragioni di fatto e di diritto idonee a ribaltare la decisione impugnata. Privi di rilevanza erano i riferimenti allo scopo per cui era stato stipulato il mutuo. Infine, la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Da ultimo, ha ritenuto che le richieste istruttorie di ordinare ex art. 210 c.p.c., l’esibizione del carteggio intercorso tra le parti e di ctu contabile che quantificasse le differenze incassate in eccedenza dalla Banca fossero inammissibili per la loro genericità e per il carattere meramente esplorativo nonchè prive di attinenza con i motivi posti a base del gravame.

    Inammissibili erano le deduzioni per la prima volta proposte nella comparsa conclusionale ove I.D. cercava di sopperire alle carenze del gravame, indicando, per la prima volta, i tassi, a suo dire applicati (e non quelli pattuiti rilevanti ai fini dell’azione proposta) ed il tasso soglia che riteneva superato.

    I motivi, sul punto, non erano specifici.

    2.- Contro la sentenza di appello parte attrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali denuncia 1) vizio di motivazione e 2) violazione dell’art. 1421 c.c.

    Resiste con controricorso la s.p.a. Italfondiario quale procuratore della s.r.l. Castello Finance in luogo della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa nonchè quale procuratore della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa.

    3.1.- Il primo motivo, sub a), contiene riferimenti alla nullità della clausola determinativa degli interessi (con riferimento al tasso ABI) che risulta si proposta in primo grado ma, sebbene implicitamente disattesa dal Tribunale, non risulta specificamente (ma neppure genericamente) riproposta in appello (v. trascrizione dell’atto di appello alle pagg. 3 e 4 del ricorso).

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    Si che la relativa censura è inammissibile.

    Il profilo della censura relativo all’anatocismo ù che neppure è menzionato nella sentenza impugnata ù risulta dedotto in appello “in considerazione del fatto che con il piano di ammortamento la Banca ha di fatto applicato l’anatocismo vietato dalla legge” (v. trascrizione in ricorso, pag. 4).

    Nel motivo di ricorso, invece, parte ricorrente lamenta che la banca “pretende interessi sugli interessi infrannuali come emerge dalle quietanze esibite”.

    Trattasi di censura affatto nuova – oltre che generica – come tale inammissibile.

    3.2.- Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27 marzo 1998, che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%.

    Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma della L. n. 108 del 1996, art. 1, comma 4, tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora.

    La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644 c.p., comma 3, sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

    E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione.

    La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perchè dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003).

    3.3.- Sulla censura sub c) (relativa al mancato accoglimento di istanze istruttorie) va ricordato che “il provvedimento di cui all’art. 210 cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione” (Sez. 2, Sentenza n. 22196 del 29/10/2010). Peraltro, l’esibizione a norma dell’art. 210 c.p.c., non può essere ordinata allorchè l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire la documentazione in questione (Sez. 1, Sentenza n. 149 del 10/01/2003), come nella concreta fattispecie.

    Il ricorrente, poi, nulla deduce in ordine alla decisività di tale mezzo istruttorio, anche in considerazione di ciò, che la domanda era limitata alla rata richiesta con lettera del 6.11.2001 e il cui importo risulta determinato in Euro 20.052,48, in relazione alla quale soltanto erano state formulate le conclusioni in primo grado e in appello (“la non debenza dell’importo reclamato dalla banca”).

    4.- Quanto al secondo motivo, la censura è infondata, posto che, pur trattandosi di questione (di diritto) rilevabile d’ufficio (nullità della convenzione di interessi usurari), gli elementi in fatto sui quali la questione era fondata e, dunque, l’indicazione del tasso applicato contenuta (soltanto) nella comparsa conclusionale non poteva che essere ritenuta tardiva, tenuto conto della necessità che i motivi di appello, ex art. 342 c.p.c., siano specifici e che con la comparsa conclusionale non possono essere dedotte nuove circostanze di fatto che non siano state già dedotte con l’atto di appello.

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    E’ vero, infatti, che la deduzione della nullità delle clausole che prevedono un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, non integrando gli estremi di un’eccezione in senso stretto, bensì una mera difesa, che può essere avanzata anche in appello, nonchè formulata in comparsa conclusionale, ma ciò a condizione che “sia fondata su elementi già acquisiti al giudizio” (Sez. 1, Sentenza n. 21080 del 28/10/2005).

    5.- Infine, quanto alle difese della banca e alla reiterazione della questione di nullità dell’atto di citazione, va rilevato che non risulta impugnata con ricorso incidentale l’affermazione della sentenza della corte di merito (che la resistente ritiene erronea) circa la necessità di riproposizione della questione stessa con appello incidentale e la conseguente inammissibilità dell’eccezione.

    Si che sul punto si è formato il giudicato interno.

    Da ultimo, quanto all’asserita carenza di interesse ad agire dell’attrice in ordine alla proposta domanda di accertamento negativo, è appena il caso di evidenziare che l’interesse è sorto dalla richiesta rivolta dalla banca alla mutuataria. Richiesta che si assume relativa a somme non dovute, previa declaratoria di nullità della pattuizione di interessi che si assumono usurari.

    6.- La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione alla censura accolta (determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora) con rinvio alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame e per il regolamento delle spese.

    P.Q.M.

    La Corte rigetta il secondo motivo di ricorso, accoglie il primo nei sensi di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione.

  • Consulcesi è truffa?

    commento_consulcesi_mutuo_pubblcita_ingannevole

    Dalla rete : Dott. Vincenzo Marotta : Oggi ho ricevuto una email in cui mi chiedono di pagare rata di adesione ad consulcesi club per Euro 418,80 di cui non conoscevo esistenza . Al telefono una certa KATIA mi dice che solo il primo anno era gratis poi dovevo disdire enti 30 giorni e che sicuramente avevo dato la mia adesione .A ME SEMBRA UNA TRUFFA e adesso mi rivolgo ad un legale .DIFFONDIAMO queste notizie cosi evitiamo che altri subiscano da questi che hanno la sede legale in SVIZZERA ! FIRMATO DOTT VINCENZO MAROTTA 

    ALTRA TESTIMONIANZA

    ANNALISA FARRIS 

    Sono ben 13 anni ormai quasi 14 che verso una rata per la causa rimborsi ,ma mi rinviano da Giugno a Dicembre da Dicembre a Giugno come un cane che si morde la coda ! ho perso ogni speranza .Non ho mai conosciuto nessuno dal vivo che abbia incassato soldi ….

    CONSULCESI “PUBBLICITA’ INGANNEVOLE MUTUI” I DUBBI 

    Il business degli illeciti bancari è diventato milionario, sono molte le società del settore, nel web troviamo molta pubblicità di una grande società CONSULCESI SA (società svizzera). In rete nel “diritto bancario ” ci sono oltre 400 società ,nostro impegno è informare per poi fare tute le riflessioni del caso ,fra le più discusse per molto tempo SDL CENTRO STUDI di brescia ,ma le riflessioni devono essere fatte anche su altre società del settore . 

    CONSULCESI SA 

    Nel sito ufficiale sono evidenziate le varie sedi, Lugano, Londra, Miami, Roma, Tirana . 

    Non si comprende quale sia l’attinenza di tutte queste sedi per la pubblicità ingannevole sui Mutui, probabilmente sarà per l’attività madre, infatti pare sia esperta più nel campo medico. 

    Nel sito l’immagine che compare in prima pagina 

    RECUPERA FINO A 80.000 Euro ogni 200.000 Euro Erogati .

    consulcesi_societa_pubblcita_ingannevole_deciba_dubbi_commenti

    Questa affermazione mette dubbi in quanto è un parametro troppo variabile 

    Continua 

    40 Milioni già rimborsi per irregolarità bancaria e finanziarie 

    Anche questo spot risulta essere approssimativo, questo denaro per cosa è stato recuperato? Le persone potrebbero pensare proprio per la pubblicità ingannevole, considerando che l’attività di business non è di lunga data è improbabile che questa cifra sia relativa alla PUBBLICITA’ INGANNEVOLE . 

    Continua 

    SAPEVI CHE 2 MUTUI SU 3 SONO IRREGOLARI? 

    RECUPERA FINO A 80.000 EURO OGNI 200.000 EURO EROGATI .
    Analisi su un campione di 300 mutui a tasso variabile (fonte partner tecnico Consulcesi ) 

    consulcesi_pubblcita_ingannevole_deciba_mutui_rimborso

    Sicuramente menzionare per quale motivo sono irregolari darebbe più chiarezza alla pubblicità , il fatto che non si esprima la fonte (nome e cognome) del tecnico fa pensare . La cosa certa è che non essendo una fonte Istituzionale non ha credibilità giuridica il dato. 

    SODDISAFATTI O RIMBORSATI 

    Ci sono state varie problematiche in questo senso, solitamente le assicurazione rimborsano per soccombenza totale, meglio leggere attentamente queste assicurazioni. 

    MEDIAZIONE CIVILE 90 GIORNI PER UN ACCORDO

     

    Nel contesto inserito questa pubblicità fa pensare che attivando una transazione con la banca per pubblicità ingannevole la questione si risolva in 90 giorni. Il dato del Ministero si riferisce a tutte le cause relative al Diritto Bancario non quelle della pubblicità ingannevole. 

    Non sappiamo se ci siano i presupposti della Pubblicità Ingannevole da parte di CONSULCESI SA sicuramente il tutto non è chiaro, analizziamo lo SPOT IN PRIMA PAGINA . 

    Pubblicità ingannevole, usura, anatocismo bancario: Metti in trappola la banca Recupera fino a 80.000 Euro fino a 200.000 di Mutui Erogati.

     

    Abbiamo consultato L’associazione D.E.C.I.BA al fine di comprendere meglio la situazione .

    Dichiarazione Associazione D.E.C.I.BA
    “Consulcesi SA è un grande gruppo, dalle nostre informazioni il suo operato è basato prettamente sul campo del risarcimento medico, probabilmente la società ha scelto anche il business del “diritto bancario “. Le pubblicità non sono chiare, parlare di pubblicità ingannevole, usura e anatocismo insieme, non è corretto, sono argomenti diversi con forza giuridica diversa e procedure differenti. Comprendiamo che sia uno spot pubblicitario ma ci riserviamo accertamenti più approfonditi.”

    Abbiamo chiesto delucidazione alla società Consulcesi,per ora nessuna risposta, al fine di rendere chiarezza,sarà nostro impegno (se non ci saranno risposte adeguate ) divulgare testimonianze video e testimonianze firmate . 

    Ringraziamo l’associazione DECIBA 

    Continua 

    SEGUI L’ESEMPIO DI CHI HA SCELTO I NOSTRI SERVIZI LEGALI 

    Anche in questo caso non viene menzionato per quali servizi legali e per cosa hanno vinto, l’argomento della pubblicità è “pubblicità ingannevole sui Mutui “. A nostro parere è spesso decontestualizzata , consigliamo di leggere attentamente i documenti che vi verranno presentati prima di firmarli .

    consulcesi_testimonianza_usura_anatocismo

    Pare che i tecnici esperti siano questi 

    jdgroup_usura_anatocismo_dubbi copia

    Sicuramente strano vedere il simbolo del GOVERNO in un sito commerciale . 

    http://www.jdgroup.it/it/

    Entrambi le società non si individuano nelle pagine dei maggiori social Facebook

  • D.E.C.I.B.A : 3 REGOLE PER CONTROLLARE LA VOSTRA BANCA

     

    Sono molti i dubbi in questo campo, sia perché non è nota ai più quali siano le procedure da seguire, sia perché gli operatori che si dedicano a questa materia si stanno moltiplicano  rapidamente.

     

    Per avere risposte affidabili abbiamo chiesto a D.E.C.I.BA 

     

    Per ottenere un chiaro quadro della situazione

    Dobbiamo necessariamente differenziare gli argomenti 

     

    -Conto corrente ante 2000 

    Parliamo di conto correnti accesi prima del 2000. In questo caso specifico i parametri di controllo sono molto più forti giuridicamente poichè nel 2000 uscì una legge di compensazione riguardante l'anatocismo. Dopo il 2000 gli illeciti rilevati sono di minor entità ma cmq esistenti, prima del 2000 invece, si ha sicuramente più forza sia giuridicamente sia nei numeri. Controllare attraverso una pre analisi  diventa uno strumento importante, per effettuarla servono movimenti a scalare e movimenti, si attiva un’analisi a campione e si stabilisce quanto la banca dovrà restituire. 

     

    -Conto correnti dopo il 2000 

    In questo caso, come anticipato, l’anatocismo è stato soppresso da una legge ad hoc per le banche, anche se in discussione, il parametro di controllo è diverso, si controllano i superamenti tassi soglia usura in ogni trimestre, così facendo stabiliremo un continuo di questo reato e stabiliremo quanto la banca dovrà restituire . 

    Un esempio per capire meglio:

    un controllo di un conto corrente aziendale con affidamento di Euro 100.000 (centomila) utilizzato per 15 anni ha dato come risultato Euro 882.000 (ottocentoottantaduemila) che la banca dovrà restituire al cliente. Numeri indubbiamente numeri incredibili, per questo vale la pena fare controlli adeguati.

     

    -Mutuo  

    Argomento completamente diverso, la rilevazione viene fatta alla fonte, viene preso il contratto notarile, piano di ammortamento ed eventuali costi, solitamente i controlli di base sono superamento tasso soglia usura all’atto del contratto, indeterminatezza ex art. 117 TUB e pubblicità ingannevole. Successivamente alla preanalisi vengono effettuati ulteriori controlli, usura sopravvenuta e calcoli di anatocismo. Nel caso ci sia il superamento del tasso soglia usura, tutti gli interessi pagati dovranno essere restituiti e quelli futuri non dovranno essere pagati. Ciò è stabilito sia dell'art.1815 cc, sia dalla Legge 108/96. 

     

    -Leasing 

    Vale bene o male la stessa regola del Mutuo: essendo un contratto di diversa tipologia ci sono conteggi diversi, ma la sostanza non cambia . 

     

     

    La Procedura adottata di suddivide in varie fasi 

     

    -Pre analisi 

    In questa fase si effettua una prima verifica e si stabilisce se valga la pena andare avanti o meno, teniamo presente che la maggior parte delle problematiche si rilevano proprio in questa fase, se la diagnosi è sbagliata sarà sbagliata anche la cura .

     

    Seconda Fase  

    Stesura perizia econometrica, relazione legale, richiesta di transazione con la banca. In breve si avverte la banca di eventuali illeciti o reati e si invita a chiudere la situazione senza intraprendere una causa. I dati istat parlano del 45,8 % di chiusura senza causa se la banca si presenta in transazione. Nel caso la banca non scenda a compromesso si da avvio alla terza fase. 

     

    Terza fase 

    Tale fase prevede atto di citazione e inizio causa. In questo caso è possibile ancora mediare. E' bene ricordare che anche la banca quando vede che si fa sul serio inizia a pensare ai costi della causa e alle reali probabilità di perdita. Difficilmente la Banca vince davanti ai giudici quando ha torto, la banca contrariamente vince per un problema legato ai costi da affrontare per il consumatore per attivare tutte le procedure di controllo e difesa.

     

    Costi 

    Variano in base alle procedure da svolgere, per le preanalisi di mutui e leasing è possibile non affrontare alcuna spesa, diverso è per i conto correnti poiché il controllo richiede un lavoro molto più lungo e complesso. Una società seria vi elencherà quanto descritto in modo trasparente aggiungendo i vari costi da sostenere per le diverse fasi. 

     

    Professionisti :

    Affidarsi a professionisti adeguati farà la differenza soprattutto nel risultato. 

    Si ringrazia la Presidenza D.E.C.I.BA Dott.Gaetano Vilnò 

     

    www.deciba.it 

     

    Uff.: 0521241417 Mob.: 338/1063708

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  • DECIBA: PROFESSIONISTI VS TRUFFATORI

    Controllare la Banca è un lavoro serio e deve essere svolto da professionisti di alto livello, questi ultimi 5 anni il settore è stato inflazionato da società commerciali e pseudo associazioni che hanno creato false illusioni con facili promesse e conteggi matematici di pura fantasia.

    Oltre alla banche l'utente ha un nuovo "nemico" l'incompetenza professionale, molti pensano che trattandosi tutto di matematica, la questione sia oggettiva, errore, la matematica ha solo valore nel controllo dei rapporti bancari, ci sono altre varianti in questione da tenere in seria considerazione.

    La moda di comprare una PERIZIA ECONOMETRICA con l'illusione di andare in banca e farsi restituire i soldi è falsa, commercialmente funziona, soluzioni facili ad un problema complesso, diffidate da chi fa tutto troppo facile.

    L'ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA ritiene che in Italia la professionalità in questo settore è molto scarsa, solitamente i grandi risultati non sono stati ottenuti da società importanti.

    Opinioni discordanti

    In questo settore c'è chi vince è c'è chi perde, eppure la legge è uguale per tutti, la grande differenza è fatta dai professionisti, attualmente non esiste un'elenco preciso di chi ha ottenuto risultati e chi no; DECIBA annuncia la ricerca in corso, prossimamente pubblicherà un documento di valutazione professionale in questo settore.

    LA PERIZIA ECONOMETRICA

    Le perizie sono di diverso tipo e di diverso livello, quando si tratta di perizie non dovete cercare il costo più basso ma il livello più alto.

    SELEZIONE DECIBA

    L'associazione DECIBA è molto rigida nella selezione, pensate che solo nel 2016 le richieste di collaborazione sono state oltre le 100 unità, per ora solo il 5% ha passato "l'esame" di DECIBA. La valutazione del professionista viene fatta a più livelli, moralità, trasparenza, capacità, l'intenzione DECIBA è sempre la stessa, tutelare il cittadino anche dai scarsi professionisti che sbavano dietro ad un potenziale cliente, di fatto, rubandogli i suoi soldi, attraverso un servizio scadente.

    Sono nate molte società del settore con residenza estera, affidatevi a professionisti con sede in Italia, in caso contrario ci saranno dei problemi di informazione e serietà.

    Questi consigli sono utili a comprendere elementi di selezione, in caso contrario rivolgetevi a DECIBA che vi indicherà professionisti già selezionati.

  • Deutsche Bank dalle stelle alle stalle

    Avevamo già parlato del caso Deutsche banck e della sua diminuzione del capitale (-115 miliardi ),
    in questi giorni, la nota banca ha annunciato la chiusura di 200 filiali in tutta l’euro-zona,
    nel loro sito la banca si giustifica comunicando“scelta di austerità è stata resa necessaria dal passaggio della clientela ai servizi online” .
    Nel frattempo in Germania è scoppiato uno sciopero (pacifico).

    deciba-sciopero-germania

    Ancora non siamo certi se lo sciopero è strettamente legato ai tagli della banca, quello in cui siamo certi però, che già dallo scorso giugno la banca aveva annunciato il taglio di 3000 posti di lavoro, e che nei prossimi 3 anni si prevede un taglio del personale di circa 9000 persone.
    La domanda sorge spontanea! Dato quello che è accaduto alla Deutesch banck, e il suo crollo in borsa nell’ultimo anno, perché giustificare il taglio del personale? Non era più corretto essere sinceri nei confronti dei suoi dipendenti? Licenziarli dicendogli la verità?

    Dire la verità ai propri dipendenti magari non gli farà riavere il posto di lavoro, ma almeno da un ottica di etica, moralità, dignità, era d’obbligo.
    Non ci resta che augurare ai dipendenti licenziati un nuovo lavoro, e all’amministrazione
    della banca un esame di coscienza.

     

    SCRITTO DA: MIRCO PICCIONE

  • ESPERTI IN DIRITTO BANCARIO USURA ANATOCISMO

     diritto_bancario_esperti_deborah_betti_sdlcentrostudi_deciba_associazione

    Oggi tutti si definiscono esperti in materia “diritto bancario”, rendendo così questo mercato in delirio.

    L’analisi econometrica dovrebbe essere qualcosa di: oggettivo,matematico,indiscutibile… purtroppo non è così.

    Le lamentele dei clienti scontenti sono tantissime, ma in questi casi il vero professionista fa la differenza.

    Parliamo della Sig.ra Betti Deborah, che ha affidando una pratica legale ad una società che a suo parere ha commesso errori, lei oggi è diventata una vera e proprio contestatrice di “professione” . Infatti il suo blog parla prettamente di SDL CENTRO STUDI.

    Paladina della giustizia raccoglie testimonianze e consenso quasi politico al fine di creare un libero blog a difesa della verità, trasparenza, moralità, ecc ecc .

    In Italia ci sono oltre 5000 associazioni a difesa del cittadino,una in più non farà sicuramente male.


    Qualche dubbio è stato espresso, solitamente una persona ferita non ha quel tipo di atteggiamento, la sua ricerca sembra essere professionale: dal suo profilo si evince essere una esperta in marketing e web marketing.

    Non ci fidiamo di chi attacca tutto e tutti,solitamente questo tipo di persone appartengono ad un mondo utile a pochi se non a se stessi,questi articoli fanno fare sicuramente riflessioni .

    DEBORAH BERTI UNA STORIA CHE NON CONVINCE.

    disinformazionebancaria_blog_deborah_betti_deciba_sdlcnetrostudi_perizia

    DEBORAH BERTI IL BLOG CONTESTATO TUTTI I DUBBI.

    Da questa piccola indagine si nota una strumentalizzazione dei fatti evidenziando cause perse e promozionando prodotti simili a quelli tanto criticati .

    Non entriamo nel merito della questione, se ci saranno questioni legali la legge farà il suo percorso, per ora si evidenziano: ipotesi, raccolta di sentenze, commenti di professionisti -che pare essere competitor- (solitamente i commenti sono di poche persone), un’associazione, un perito, venditori e procacciatori d’affari .

    Una frase famosa del Dalai Lama è assolutamente pertinente, l’associazione D.E.C.I.BA aggiunge “VI RACCONTIAMO CHI VINCE CONTRO LE BANCHE ” 

    deciba_blog_deborah_betti_sdlcentrostudi_perizie

    Chi dispensa verità assolute è spesso pericoloso,l’argomento bancario è serio,in Italia ci sono molti professionisti seri che ogni giorno vincono contro le banche, lo stesso Presidente D.E.C.I.BA esprime un concetto preciso e ragionevole “LA BANCA VINCE SENZA FARE LA GUERRA ”

    Noi vi rassicuriamo che attraverso il nostro lavoro professionale, contro la banca si vince, affidatevi a persone serie, solitamente chi perde tempo a fare ricerche su fallimenti altrui non è molto affidabile .

    Facile raccogliere la disperazione, molto più difficile ottenere risultati e vincere .

  • GAETANO VILNÒ, SPIEGA UN NUOVO PANORAMA DELL'IMPRENDITORIA ITALIANA.

     

     

     

     

     

    Incontrare le aziende, fa comprendere quale siano i veri problemi che ogni giorno gli imprenditori italiani, sono costretti ad affrontare, stiamo pensando di aiutare le imprese in un settore poco sfruttato in Italia, il Management .

    Banche, Equitalia, investimenti, sono argomenti madre per qualsiasi attività, una volta intervenuti: dobbiamo necessariamente sviluppare ed aiutare le aziende a crescere .

    Creare un Brand, svilupparlo, digitalizzarlo sembra quasi fantascienza; quando abbiamo iniziato il progetto DECIBA, sembrava molto azzardato portare il diritto bancario nel web; oggi però, vantiamo oltre 50 mila  follower i nostri siti canali arrivano a milioni di persone ogni settimana , l'obiettivo è stato raggiunto attraverso ottimi feedback, da parte delle persone che ci seguono con costanza e voglia di sapere.

    Il nostro lavoro non si basa soltanto nel risolvere i "vecchi problemi" di contratti e tassi di interesse bancari, ma in parallelismo attraverso le nostre attività ci siamo posti la mission di incrementare questa fetta di mercato, per questo motivo mi sono dedicato ad alcune aziende allo scopo di valutare gli errori commerciali e svilupparli insieme.

    Siamo riusciti a formare un gruppo di lavoro esperto, in grado di poter prendere in carico le aziende e migliorarle, basti pensare che il semplice effetto psicologico negativo dell'imprenditore, incide tantissimo sull'andamento aziendale.

    Grazie a queste nostre riflessioni e analisi, abbiamo constatato e verificato, che una mano, in questo senso, può portare a notevoli risultati.La nostra idea è di affrontare le problematiche da un punto di vista strettamente psicologico, quello dell'imprenditore, in modo tale da riuscire ad attivare un nuovo meccanismo di PROFILO IMPRENDITORIALE, allo scopo di migliorare l'umore manageriale e farlo ri-tornare alle origini.

    Sicuramente, digitalizzare l'azienda è presente e futuro, molto probabilmente nei prossimi 5 anni, chi non avrà una posizione accurata attraverso il web avrà numerose difficoltà nel riscontrare i vari feedback ( clientela, servizi, pubblicità, ecc.).Quando viene creata la crisi l’imprenditore deve evolversi,altrimenti morirà. 

    La storia dell'impresa Italiana ci suggerisce, che le nostre PMI, spesso gli imprenditori, attuano una politica padronale (un capo che vuole fare tutto). Oggi abbiamo bisogno di un cambiamento di rotta da questo punto di vista, attraverso l'inserimento dei manager che supportano l'impresa stessa, ogni persona deve fare il suo in modo specifico (ovvero: riuscire ad organizzare l'azienda in modo tale da organizzare il lavoro dei dipendenti in modo omogeneo), pensare di essere infallibili e supereroi non funziona più.

    Ritengo che questa crisi abbia sviluppato anticorpi molto forti, stiamo assistendo alla nascita di nuovi imprenditori, globalizzare il mercato aziendale non è cosi difficile, eppure la percentuale di imprese che pensa a questo è davvero bassa. Digitalizzare l'azienda attraverso il web, vuoi dire non solo metterti alla pari con colossi aziendali che vendono i loro prodotti in un settore di mercato nazionale o internazionale (infatti un'azienda come la  BARILLA ed un MECCANICO hanno lo stesso potenziale), il web è semplicemente una questione di marketing .

    La procedura da noi congegnata è molto semplice, lavoriamo prima sull'uomo e successivamente sul prodotto.

    Per ora posso affermare che questo nostro progetto è in una fase sperimentale e visto il mio tempo non posso dedicarmi a questo progetto, ma mi piace, l'idea di fare ripartire le aziende è qualcosa che mi entusiasma moltissimo, credo che formerò una nuova squadra di persone con questo preciso scopo. Concludendo ? Controlla la tua banca … SEMPRE . www.deciba.it  

     

     

    Il Dott.Gaetano Vilnò è fra i più influenti nell'informazione web,attualmente raggiungono milioni di persone ogni settimana . 

     

  • Il Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò, spiega un nuovo panorama dell'imprenditoria Italiana.

    Incontrare le aziende, fa comprendere quale siano i veri problemi che ogni giorno gli imprenditori italiani, sono costretti ad affrontare, stiamo pensando di aiutare le imprese in un settore poco sfruttato in Italia, il Management .

    Banche, Equitalia, investimenti, sono argomenti madre per qualsiasi attività, una volta intervenuti: dobbiamo necessariamente sviluppare ed aiutare le aziende a crescere .

    Creare un Brand, svilupparlo, digitalizzarlo sembra quasi fantascienza; quando abbiamo iniziato il progetto DECIBA, sembrava molto azzardato portare il diritto bancario nel web; oggi però, vantiamo numerosi follower nei nostri siti, l'obiettivo è stato raggiunto attraverso ottimi feedback, da parte delle persone che ci seguono con costanza e voglia di sapere.

    Il nostro lavoro non si basa soltanto nel risolvere i "vecchi problemi" di contratti e tassi di interesse bancari, ma in parallelismo attraverso le nostre attività ci siamo posti la mission di incrementare questa fetta di mercato, per questo motivo mi sono dedicato ad alcune aziende allo scopo di valutare gli errori commerciali e svilupparli insieme.

    Siamo riusciti a formare un gruppo di lavoro esperto, in grado di poter prendere in carico le aziende e migliorarle, basti pensare che il semplice effetto psicologico negativo dell'imprenditore, incide tantissimo sull'andamento aziendale. 

    Grazie a queste nostre riflessioni e analisi, abbiamo constatato e verificato, che una mano, in questo senso, può portare a notevoli risultati.

    La nostra idea è di affrontare le problematiche da un punto di vista strettamente psicologico, quello dell'imprenditore, in modo tale da riuscire ad attivare un nuovo meccanismo di PROFILO IMPRENDITORIALE, allo scopo di migliorare l'umore manageriale e farlo ri-tornare alle origini.

    Sicuramente, digitalizzare l'azienda è presente e futuro, molto probabilmente nei prossimi 5 anni, chi non avrà una posizione accurata attraverso il web avrà numerose difficoltà nel riscontrare i vari feedback ( clientela, servizi, pubblicità, ecc.).

    La storia dell'impresa Italiana ci suggerisce, che le nostre PMI, spesso gli imprenditori, attuano una politica padronale (un capo che vuole fare tutto). Oggi abbiamo bisogno di un cambiamento di rotta da questo punto di vista, attraverso l'inserimento dei manager che supportano l'impresa stessa, ogni persona deve fare il suo in modo specifico (ovvero: riuscire ad organizzare l'azienda in modo tale da organizzare il lavoro dei dipendenti in modo omogeneo), pensare di essere infallibili e supereroi non funziona più.

    Ritengo che questa crisi abbia sviluppato anticorpi molto forti, stiamo assistendo alla nascita di nuovi imprenditori, globalizzare il mercato aziendale non è cosi difficile, eppure la percentuale di imprese che pensa a questo è davvero bassa. Digitalizzare l'azienda attraverso il web, vuoi dire non solo metterti alla pari con colossi aziendali che vendono i loro prodotti in un settore di mercato nazionale o internazionale (infatti un'azienda come la  BARILLA ed un MECCANICO hanno lo stesso potenziale), il web è semplicemente una questione di marketing .

    La procedura da noi congegnata è molto semplice, lavoriamo prima sull'uomo e successivamente sul prodotto.

    Per ora posso affermare che questo nostro progetto è in una fase sperimentale e visto il mio tempo non posso dedicarmi a questo progetto, ma mi piace, l'idea di fare ripartire le aziende è qualcosa che mi entusiasma moltissimo, credo che formerò una nuova squadra di persone con questo preciso scopo.

     

    Se volete saperne di più: non esitate a contattarci Uff.: 0521241417 Mob.: 338/1063708 Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

     

    Gaetano Vilnò

  • INFORMATI CANCELLAZIONE BANCA DATI CATTIVI PAGATORI

     Ci sono varie società che offrono questo tipo di servizio,l’associazione DECIBA ha valutato e verificato l’iter esatto e legale per accedere a questo servizio.

    Lo studio offre uno staff di professionisti specializzati nella riabilitazione creditizia nel pieno rispetto delle normative e leggi vigenti.
    Le Banche Dati segnalano come “cattivi pagatori” quelle persone che risultano non in regola con i pagamenti delle rate di un finanziamento proprio o di cui sono intestatati come garanti di qualcun altro.
    Il nostro studio permette, dopo l’autorizzazione del cliente, di visualizzare lo storico delle pregiudizievoli personali nelle varie banche dati (CRIF, Experian, CTC, Banca D’Italia, Cerved, Cai, Assilea), evidenziando in questo modo le posizioni che è necessario sanare.

    La nostra consulenza vi permetterà di richiedere la cancellazione e la riabilitazione nelle varie Banche Dati, utilizzando la documentazione adeguata e le normative vigenti.
    Il nostro staff vi seguirà nell’intero processo permettendovi così di accedere nuovamente al credito.


    Cancellazione Centrali rischi
    Cancellazione Fallimenti
    Cancellazione Protesti
    Visure Centrali rischi
    Saldo e stralcio

     

    Sede di Roma:
                                   Via degli Olmetti, 5/a
                                   00060 Formello (Roma)
                                   Tel. 06.9075374 r.a.
                                   Fax 06.90400713


    Sede di Milano:
                                   Piazzale Biancamano, 8
                                   20121 Milano
                                   Tel. 02.62033049
                                   Fax 02.62034000

  • INTERVISTA A GAETANO VILNO PRESIDENTE DECIBA

     

    Ce ne sono oggi in Italia di avvocati che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il Dipartimento europeo di controllo sugli Illeciti Bancari, che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

    Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

    Io ho cominciato come agente di attività finanziaria, quindi lavoravo per le banche, ma son sempre stato un blogger e quindi ho bazzicato nel mondo dell’informazione, non differentemente da quello che faccio oggi, informando i cittadini di una grande possibilità che in troppi hanno interesse a nascondere.

    Deciba è la prima associazione che è riuscita ad ottenere l’annullamento dell’asta giudiziaria, ma come è stato possibile questo risultato?

    Funziona così: la Banca chiede un pignoramento a fronte di un presunto credito non saldato. Se la persona non si difende il bene viene preso e viene messo all’asta. Qui viene venduto e l’utente perde il bene. Noi siamo intervenuti già nel passo successivo, dimostrando che quel debito che ha provocato il pignoramento in realtà non esiste. Una volta dimostrata l’usura si può ottenere il blocco dell’asta giudiziaria e la gratuità del mutuo che comporta l’annullamento degli interessi applicati. Di conseguenza deve essere restituito il bene all’utente.

    Ma dopo aver raggiunto questo importante risultato, la banca cosa potrebbe escogitare? Cosa potrebbe accadere dopo?

    La banca se vuole può fare appello, ma sicuramente lo perde.

    Voi dite che per vincere una causa non servono le perizie e non servono le querele.  Cominciamo dalle querele: perché non sono efficaci?

    La percentuale delle querele è bassissima e si colloca al 5%.

    E perché accade questo?

    Semplicemente la motivazione è da ricercare nel fatto che il giudice non si assume la responsabilità di fare causa contro la banca e accettare l’articolo 20.

    E perché dite che le perizie non servono?

    Perché non serve a niente farsi fare una perizia se il giudice poi non capisce qual è la tesi dell’avvocato. E questo accade perché a volte nemmeno il legale riesce a rispondere ai quesiti che il giudice stesso gli pone.

    Una causa si vince se fai comprendere al giudice il quesito esatto da porre al CTU.

    Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?

    Persone che vogliono fare una causa su vari strumenti finanziari: mutui, conti correnti, leasing ma anche derivati.

    Chi è che può rivolgersi ad un professionista? Il conto corrente deve esser stato chiuso da quanto tempo? Il conto corrente può essere messo in causa solo se aperto dal 1952 in poi e non deve esser stato chiuso da più di dieci anni.

    Dal momento che sono 25 miliardi di euro i soldi che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura, vuol dire che gran parte della gente ha già perso qualcosa e, molte altre, potrebbero perdere più o meno tanto. Tutte le persone che hanno quindi visto il pignoramento dei propri beni, la propria casa messa all’asta, il capannone e quant’altro, possono rivolgersi a voi per ottenere il risarcimento di quel bene? E’ una strada nuova da percorrere, ma si può fare per lo stesso motivo dei risultati ottenuti in precedenza. Alla fine se abbiamo bloccato l’asta per usura bancaria perché non potremmo chiedere i danni?

    Ci sono delle persone che in questo periodo hanno richiesto dei mutui col tasso d’interesse basso o, almeno, con tasso più basso rispetto a qualche anno fa. Ma la banca ti dice che la pratica va in lavorazione per due mesi e ti avvisa che, al momento della firma del contratto, il tasso potrebbe essere aumentato. Nonostante “giusto” non faccia sempre rima con “lecito”, in questo caso la prassi è lecita?

    Allora, bisogna conoscere le procedure. I tassi d’interesse vengono decisi ogni tre mesi. Quindi Bankitalia mette nella gazzetta ufficiale i tassi di media. Esiste un’unica soluzione per salvarsi: scegliere sempre il tasso fisso, mai variabile. Se si fanno variabili, col tempo veniamo sempre fregati. La commissione europea ha già multato l‘Euribor (decretandone, in pratica l’illiceità n.d.r.).

    Ma quindi è lecito attirare un cliente con un tasso e poi fargliene firmare un altro?

    Non è illecito, ma è scorretto. La soluzione però c’è: basta non farlo.

    Alle persone che hanno paura di affrontare cause molto lunghe, tu cosa diresti?

    Bisogna far capire che quando c’è il caso di un mutuo andato in usura, il cliente può scegliere di non pagare finché non si arriva in giudizio. Quindi è un fatto d’intelligenza e di coraggio.

    PER GUARDARE IL VIDEO CLICCA QUI: CENSURANO! Usura bancaria e pignoramenti bloccati.

  • L'INFORMAZIONE LA NUOVA MONETA CONOSCERE LE BANCHE CAMBIA L'ECONOMIA AZIENDALE

     

     

    Gaetano Vilnò Presidente DECIBA è ritenuto fra i massimi esperti in materia bancaria,la dichiarazione è chiara "conoscere le banche cambia l'economia Aziendale " 

    Spesso viene sottovalutato il rapporto bancario,molti credono che tutte le banche siano uguali,nelle Aziende solitamente non esiste una figura in grado di capire se la banca è corretta o meno,ogni anno le banche risarciscono ai correntisti milioni di Euro e nessuno né parla. 

    Oggi conoscere  gli strumenti di negoziazione con la banca può fare la differenza,pensare che un'Avvocato o Commercialista sia in grado di controllare l'operato bancario è un'errore enorme. 

    Vi consigliamo di guardare questo video,in 5 minuti vi aprirà riflessioni molto importanti 

     

    <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/NZ-RYzNZ9b0?ecver=1" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>

    CLIKKA QUI IL VIDEO https://youtu.be/NZ-RYzNZ9b0

     

    Se ogni imprenditore Italiano avesse queste informazioni l'economia Italiana avrebbe una svolta clamorosa,sono ancora molto poche le Aziende che si informano adeguatamente,solitamente l'imprenditore delega i propri professionisti al controllo economico bancario ,purtroppo la maggior parte di questi tendono a non controllare la banca . I motivi sono legati ad ignoranza e incertezza del giudizio,la banca viene percepita come un'entità talmente grande e potente che non potrà mai perdere,eppure la realtà è completamente diversa. Il Gruppo DECIBA ha sospeso aste giudiziarie per usura bancaria e ogni giorno transa e negozia con le banche cifre da brivido,eppure avvocati e professionisti aziendali tendono a tacere su questo argomento,anzi,solitamente rispondo con un.."lascia perdere" Oggi l'imprenditore deve essere informato,deve essere informato sull'operato dei propri professionisti,ricordiamoci che è l'imprenditore a pagare i professionisti  non il contrario. Il segreto è l'informazione ,conoscere il proprio commercialista da 20 anni non è sintomo di aggiornamento professionale,se così fosse tutti controllerebbero le banche . Anatocismo,Usura,Indeterminatezza,ogni giorno le banche pagano risarcimenti,l'informazione è il nuovo denaro . 

    Ulteriori informazioni www.deciba.it www.deciba-professional.it 

  • LA BEFFA: BONUS 80 EURO SI RISCHIA IL PIGNORAMENTO

    Bonus 80 euro da restituire: si rischia la cartella esattoriale

    Intanto il ministro Padoan studia "misure alternative" per l'operazione

    La restituzione del bonus Renzi da 80 euro, che rischia di coinvolgere circa 1 milione di italiani, si tinge di giallo: ora il rischio concreto è che possa essere coinvolta l’agenzia delle Entrate. “L’Agenzia delle Entrate va a verificare i redditi complessivi del singolo dipendente nell’arco dell’anno – spiega Renzo Radicioni, segretario della commissione diritto tributario dell’ordine dei commercialisti di Milano -. E ti dice: il tuo bonus non doveva essere di questa cifra o non ti spettava. In questo caso, l’obbligo della dichiarazione è del contribuente, quindi la comunicazione arriva non al sostituto d’imposta, ma direttamente a lui”.

    La comunicazione in oggetto può essere anche sottoforma di cartella esattoriale di Equitalia, e a riceverla potrebbero essere proprio quei cittadini che versano in maggiori difficoltà economiche, i circa 314mila con reddito inferiore agli 8mila euro che dovranno restituire il bonus 80 euro.

     
    Per difendersi da Equitalia  vi consigliamo www.deciba.it Uff 0422/456003 Mob: 349/9480562 Email:This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    A oggi la restituzione del bonus può avvenire in 2 modi: con una trattenuta in busta paga oppure tramite versamento in un’unica soluzione attraverso il pagamento del modulo F24. Il non aver previsto la rateizzazione per la restituzione – spiega sempre Radicioni – potrebbe rappresentare una grave ingiustizia fiscale soprattutto per quanto riguarda gli incapienti, ovvero coloro che guadagnano meno di 8mila euro l’anno ed hanno il reddito talmente basso che le detrazioni fiscali per lavoro dipendente superano le tasse da versare. Pur non essendo tenuti al versamento delle tasse, costoro saranno tenuti alla restituzione del bonus 80 euro che è un’agevolazione indipendente dall’imposta. Proprio per questo motivo al lavoratore che non adempie al suo dovere di restituzione potrebbero arrivare cartelle esattoriali.

    Il ministro Padoan, intanto, annuncia che il MEF cercherà delle soluzioni alternative per alleviare il peso della restituzione degli 80 euro percepiti erroneamente anche se, ha sottolineato il Ministro durante la puntata di Porta a Porta di martedì, non si tratta di un errore dell’Amministrazione ma soltanto di una conseguenza causata dalla modalità di erogazione del bonus. Alla domanda di Bruno Vespa se sarà possibile rateizzare la restituzione del Bonus il ministro ha risposto che le modalità andranno viste.

  • LA STAMPA : TASSI USURARI RADDOPPIATI I CONTENZIOSI ARTICOLO VERGOGNA PRO BANCA

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  • La tutela del risparmiatore e del cliente bancario

    Dalle banche bisogna difendersi con strumenti finanziari appropriati che vadano a tutela del risparmiatore bancario, strumenti per analizzare: anatocismo e usura nei rapporti bancari, questi strumenti li possiedono solo i professionisti in materia bancaria.

    deciba-professionisti

    Avere cultura in questo campo è indispensabile, oggi l'imprenditore deve necessariamente rivolgersi ad esperti nel campo, il commercialista o avvocato tradizionale non sono il più delle volte esperti in questo ambito, difficilmente noterebbero dei fatti o illeciti che un professionista noterebbe.

    Rivolgersi a professionisti preparati è indispensabile, il gruppo D.E.C.I.BA ha raggiunto livelli molto elevati, attraverso una selezione molto ferrea ha deciso di portare avanti una politica di alta professionalità e competenza. Consulenti, Avvocati, Matematici sono scelti in base a competenze e moralità, il mercato del business del "diritto bancario " è diventato all'ordine del giorno, reti commerciali che propongono facili soluzioni a difficili competenze.

    Che cosa è D.E.C.I.BA? D.E.C.I.BA. nasce come Associazione, un laboratorio di studio che ha l'intento di trovare soluzioni matematicamente e giuridicamente corrette al fine di ricevere l'adeguato risarcimento da parte della banca, per questo motivo ha deciso successivamente di aprire un reparto professionale denominato deciba.professional.it

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    D.E.C.I.BA ha rivoluzionato l'informazione in questo campo, la pagina Facebook vanta oltre 41.000 persone, con video e articoli pubblicati nei vari blog che ci seguono, gli stessi video raggiungono milioni di visualizzazioni, possiamo dire tranquillamente che D.E.C.I.BA rappresenta un marchio di Garanzia e professionalità.

    Lo staff è composto da varie figure, la selezione è ferrea, solamente dopo un'accertata preparazione è possibile avere la Garanzia DECIBA.

    Il rischio maggiore è di rivolgersi a persone poco competenti che mettono a rischio aziende e famiglie, ogni cittadino ha il diritto di decidere il proprio professionista, meglio fare accertamenti prima di pagare qualsiasi consulenza o perizia econometrica.

    D.E.C.I.BA. è lieta di informarvi che a settembre 2016 sarà una data importante, si annuncia l'uscita di I.A.D.E SOFTWARE, questo strumento tecnologico darà la possibilità di stabilire con precisione vari illeciti bancari.

    Se avete l'intenzione di attivare un controllo su Mutui, Leasing, conto correnti , non vi resta che contattarci ai seguenti contatti:

    e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    www.deciba.it

    telefono uff: 0521/241417

  • LOCALE SI AFFIDA A DECIBA E VINCE CONTRO LA BANCA

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    Spesso arrivano ringraziamenti alla nostra redazione, questo è sicuramente il più originale!.

    Un Bar con problematiche bancarie ha fatto controllare il proprio conto corrente a DECIBA  e ha deciso di divulgare a modo suo l’informazione. Mette un cartello e da informazioni a chi le chiede . 

    Difficilmente grandi testate giornalistiche parlano di questo argomento, attraverso una rivoluzione popolare si potrebbe davvero cambiare le cose, alcune foto "particolari" che aprono la realtà a un mondo rivoluzionario che ha voglia di fare conoscere la possibilità di successo con le banche attraverso i nostri professionisti in campo bancario

    NON SI ACCETTANO PAGAMENTI CON CARTE DI CREDITO NON SI ACCETTA L’ATTIVITA’ USURAIA DELLE BANCHE 

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    Questa è la vera rivoluzione popolare, lo diciamo sempre, divulgate le informazioni, questo è il metodo più bello e sincero che fino ad oggi abbiamo visto, spesso la semplicità è più forte di articoli fatti da professori dove poco si comprendere. La nostra pubblicità avviene con i fatti e questi sono i nostri risultati.

    IN MEZZO AI PANINI SI PARLA DI USURA BANCARIA 

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    Proviamo ad immaginare se tutte le persone che hanno ottenuto risultati diffondessero ad amici, parenti o clienti quanto hanno ottenuto … SAREBBE LA RIVOLUZIONE ECONOMICA

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    I dubbi sono sempre tanti, l’errore più grande è pensare che perizie e professionisti sono tutti uguali.

    Informazioni DECIBA:  Uff 0521/241417 Mob 338/1063708 Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 

    Con la semplice visione di questo video molte persone hanno deciso di controllare il conto corrente e mutui 

  • L’obbligo della Banca

    L’obbligo della Banca di fornire al cliente “un’informazione adeguata in concreto” ed il conseguente obbligo di risarcire i danni causati al risparmiatore in mancanza di tale informazione.

    La Corte di Cassazione è recentemente tornata ad occuparsi della questione concernente gli obblighi informativi delle banche intermediarie nei confronti dei risparmiatori, ribadendo la necessità che: “…l’operato della banca o dell’intermediario finanziario sia, nell’evidenziare l’eventuale non adeguatezza dell’operazione, altamente professionale, prudente e diligente”.

  • OSSERVATORIO DECIBA : 20 ANNI DI TRUFFE E NESSUNO PARLA

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    Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come emanazione politica del popolo, ha il potere e il dovere costituzionale di esercitare la sovranità politica e monetaria nell’interesse supremo dei cittadini dai quali ha ricevuto il mandato popolare.

    L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che “La Sovranità appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione.” Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della propria moneta!

    ASSOCIAZIONE DECIBA www.deciba.it assicura che attraverso una giusta ed adeguata informazione è possibile difendersi e smetterla di subire tutti gli illeciti provocati dalle banche. Attualmente le banche si trovano in grave difficoltà con i clienti che decidono di controllare vari illeciti, oggi le sentenze a favore del cittadino si moltiplicano. La Legge funziona solo se la portiamo davanti al giudice, teniamo presente che oltre il 50% delle banche che si presentano alla mediazione preferiscono arrivare ad un compromesso e tenere a tacere tutto, purtroppo l’informazione in questo senso è molto scarsa. Se volete far controllare i vostri conti correnti, mutui, contratti di leasing, è meglio rivolgersi a dei seri professionisti. www.deciba-professional.itgarantito da Associazione DECIBA www.deciba.it Email :This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Uff 0521/241417 Mob Consulente 338/1063708 

    Ora torniamo a comprendere cosa è la banca

    La maggior parte delle persone è convinta che il nostro denaro sia emesso per decreto dal governo o dalla zecca dello Stato. Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così. In realtà lo Stato ha consentito alla banca centrale, controllata da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del nostro paese.

    Attualmente il nostro sistema bancario è in mano a un ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione.

    Questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta trasformando il popolo da sovrano a eterno “debitore” e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del signoraggio primario e secondario.

    È fondamentale capire che il signoraggio è lo strumento utilizzato dai banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere bancario, lo subisce passivamente. Uno Stato, defraudato della propria sovranità monetaria, non può dirsi davvero indipendente e sovrano di un popolo, privato della sua moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di chiunque, al di fuori del popolo stesso.

    Il meccanismo del signoraggio è maledettamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità.

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    La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d’Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

    Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà.

    Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il valore intrinseco della banconota che è pari al suo costo di produzione (carta e inchiostro).

    Le banche però sono autorizzate a mettere in circolazione denaro senza valore in virtù di leggi e provvedimenti di comodo approvati in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente coinvolti nella colossale truffa del signoraggio.

    Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993. La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro.

    La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da signoraggio” e viene attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione. Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale.

    Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E./Banca d’Italia realizza frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini pressoché ignari dell’inganno.

    In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospicui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse “proprietaria della moneta”!!!. Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco!

    Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati artifici contabili.

    In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle poste passive il “valore nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del reddito da signoraggio.

    La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di 0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal tesoro cioè 100 euro perché questo è l’introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più gli interessi). Ecco come si occultano gli utili di bilancio.

    In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio. Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno 0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,70 più interessi.

    Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli interessi, che sono decine di miliardi di euro all’anno, ma allora come andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema bancario nazionale e internazionale?

    Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,70 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale.

    Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood, da allora infatti tutte le banche centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza riserva, insomma…cartastraccia.

    In Italia la banca centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia” ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.

    La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati, e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.). Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”.

    Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca stessa decide chi può detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover rendere conto di nulla a nessuno.

    Se la banca centrale non fosse stata di fatto “privatizzata” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al popolo sotto forma di interessi sul tristemente famoso “debito pubblico”. Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale in larga parte nei confronti della banca centrale e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile.

    La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli tasse e odiose gabelle. In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta.

    Se fossimo cittadini e non sudditi, dovremmo opporci attivamente contro lo strapotere delle banche e questa classe politica corrotta, il paese avrà pure diritto a un Governo in cui il cittadino si riconosca pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una presenza aliena, ostile ed estranea. Sarebbe troppo pretendere un governo in grado di esercitare la propria Sovranità politica e monetaria nell’interesse sovrano del Popolo ?

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    Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato. Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero “denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio denaro.

    Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come regola quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il 2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì “inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo,

    1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi, fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”).

    Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero. Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura terminologia bancaria, viene definita “Riserva frazionaria” o signoraggio secondario.

    Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario ma anzi è ben maggiore del signoraggio primario sulle banconote che fa capo alla B.C.E. – Bankitalia. La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei beni dati a garanzia in caso di “insolvenza”. Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.

    La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio dei beni.

    Le banche non producono nessuna “vera ricchezza” ma solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi lo prestano lucrando enormi profitti con l’applicazione di un interesse! Perché lo permettiamo?