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  • DECIBA, la legge sull’usura potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni

     

     

    I traguardi raggiunti dall’associazione DECIBA potrebbero stravolgere l’economia italiana? Probabilmente si. Per capire perchè basta riflettere sull’attuale dissesto economico dei Comuni italiani.

    Come tutti sappiamo, a partire dal 2008, i comuni videro lievitare i propri debiti a seguito della stipula dei cosiddetti swap. Gli swap, ricordiamolo, sono titoli derivati ad altissimo rischio che spesso venivano proposti come “pacchetti di eccellenza” e di “assoluta sicurezza” a chi, sostanzialmente, non aveva la competenza tecnica per capire che si trattava di una fregatura. Anche in quel caso le banche hanno “rubato” approfittando della poca competenza di chi era chiamato a stipulare quei contratti. Per chi non ne capiva infatti, i contratti proposti sembravano scritti in ostrogoto ma, proprio la legge italiana sancisce alcuni criteri base da rispettare da parte di chi fa questo tipo di offerte. In particolare, come sottolineato dalla trasmissione Report, la legge stabilisce che il requisito fondamentale richiesto alla banca o a qualsiasi offerente è “la chiarezza”. In assenza di ciò è possibile ottenere l’annullamento. Ma Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba, ci tiene a precisare:

    La legge dice anche che bisogna essere esperti in materia per stipulare un contratto di questo tipo, per comprarli.

    Deciba ha mai proposto un’azione giuridica che possa quindi far rientrare nelle casse dei cittadini i soldi indebitamente corrisposti alle banche mediante lo scandalo swap?

    Noi abbiamo fatto varie proposte ma il problema è politico: la maggior parte dei debiti che hanno i comuni è con le banche stesse. Quindi parliamo di derivati, piuttosto che mutui fatti con prestiti non regolari. Noi le proposte le abbiamo fatte in questo senso, ma siccome il problema è politico non ti fanno controllare le carte. Ci abbiamo provato a Parma per esempio, abbiamo chiesto i documenti ma ci hanno risposto che sono protetti da privacy e quindi non si poteva far nulla.

    Ma il Comune non potrebbe firmare il mandato e quindi autorizzarvi?

    Si, ma il problema è che nessuno ce lo ha dato fino ad oggi.

    Quindi ci avete provato ma è andata male…

    Si, ma se qualche comune ci desse la possibilità di prendere in carico il suo caso, noi stravolgeremmo l’economia italiana. Stessa cosa potrebbe accadere col governo.

    Ma da quanto ho capito non è una cosa fattibile…

    Non è fattibile perché non ci danno i documenti, ma se ce li dessero noi vinceremmo tanto quanto ci riusciamo trattando il caso di un mutuo stipulato tra un privato e la banca. E’ uguale, è la stessa cosa. L’interesse diventa troppo grosso e quindi difficilmente si ottiene un risultato di questo tipo. Ci vorrebbe un sindaco interessato, che non ha paura.

  • Anatocismo VIETATO

    L’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è VIETATA dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

    Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, negli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei clienti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

    Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà procedere con un’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

     

  • Associazione D.E.C.I.BA incredibile successo

    L’anno 2015 per l’associazione DECIBA rappresenta l’anno del successo, l’informazione profusa dal gruppo ha raggiunto milioni di persone. Grazie alle collaborazioni di blogger e gruppi social network abbiamo raggiunto i 30 milioni di contatti settimanali e i nostri Video hanno ottenuto fino ad 1 Milione di visualizzazioni.

  • Bankitalia e l'anatocismo...Legge CHIARA ?!?!?

    Delibera in consultazione: dal 1° gennaio la contabilizzazione degli interessi deve essere annuale, con un periodo di 60 giorni prima dell'esigibilità. Ma trascorso quel lasso di tempo, possono essere capitalizzati. Per Unimpresa è un modo di far rientrare l'anatocismo dalla finestra

    Bankitalia, d'accordo con il Mef, mette in consultazione il testo per regolare l'anatocismo, il calcolo degli interessi sugli interessi, e già le prime reazioni del mondo imprenditoriale lo stroncano. E' Unimpresa a puntare il dito contro la possibilità che gli interessi, una volta che un conto corrente abbia sconfinato in rosso, diventino esigibili nell'arco di sessanta giorni e quindi passino ad essere contabilizzati come capitale. Un meccanismo che li porterebbe a generare nuovamente interessi, in barba al divieto che ciò accada.

    La proposta. Via Nazionale ha scoperto le carte per risolvere il problema finito al centro di numerose controversie legali tra consumatori e istituti bancari, con una proposta di delibera del Cicr (il Comitato interministeriale per il credito e per il risparmio) che vada a sciogliere il nodo del secondo comma dell'articolo 120 del Testo Unico bancario. Un comma sul quale è intervenuta - da ultima - la Legge di Stabilità del dicembre 2013, che richiedeva una delibera proprio al Cicr.

    Sul testo di legge si è scatenata una battaglia interpretativa. In poche parole, la questione è se gli interessi bancari possano essere capitalizzati - e quindi diventare una base sulla quale calcolare ulteriori interessi - o meno.

    Come sempre la legge è ambigua sul punto: come afferma la stessa Bankitalia, "da un lato contiene riferimenti letterali alla capitalizzazione periodica degli interessi ma, dall'altro lato, vieta la produzione di ulteriori interessi da parte degli interessi capitalizzati, nonostante l'effetto della capitalizzazione sia proprio quello di passare gli interessi a sorte capitale e, dunque, far sì che la somma (dovuta per interessi e) passata a sorte capitale produca interessi". La delibera proposta da Bankitalia scioglie il nodo ritenendo che "l'espressione 'capitalizzazione' possa essere interpretata come sinonimo di 'conteggio o contabilizzazione' e che il nuovo articolo 120 comma 2 intenda vietare la produzione di interessi anatocistici". Una interpretazione già accolta in molti processi, che hanno portato alla vittoria dei consumatori contro le banche convenute.

    Sciolto questo dubbio interpretativo, la proposta in consultazione fino al 23 ottobre stabilisce due principi, in vigore dal 2016: che gli interessi siano contabilizzati su base almeno annuale e separatamente dal capitale, e che gli stessi interessi (attivi e passivi) diventino esigibili trascorsi sessanta giorni. Sul primo versante, per Bankitalia opera un fattore di trasparenza: con una più facile lettura da parte dei clienti della banca, che rischiano diversamente di confondersi tra la rappresentazione di un tasso nominale e l'effettiva applicazione dello stesso su frazioni di anno.

    Il secondo punto è più controverso. Per Bankitalia l'opzione dei sessanta giorni è valida perché "definire un congruo periodo per l'esigibilità degli interessi equivale a contemperare le esigenze delle parti creditrice e debitrice. Si ritiene congruo che un periodo minimo, di regola non inferiore a sessanta giorni, potrebbe decorrere dal ricevimento dell'estratto conto". Ma su questo aspetto arrivano già le critiche. Come accennato, per Unimpresa "il Tesoro e la Banca d'Italia vogliono salvare l'anatocismo con una norma bluff: prima dichiarano di volerlo abolire definitivamente e poi lo dichiarano pienamente legale trascorsi appena due mesi dallo sconfinamento in rosso sul conto corrente". Infatti, si legge nella delibera al quarto articolo, "decorso il termine di sessanta giorni, o quello superiore eventualmente stabilito, il cliente può autorizzare l'addebito degli interessi sul conto o sulla carta; in questo caso, la somma addebitata è sorte capitale". Quindi torna a generare interessi.

    Le critiche. Per Unimpresa "si tratta di un intervento vergognoso: non solo perchè viene clamorosamente aggirata una legge dello Stato oltre che calpestate numerose pronunce giurisprudenziali, ma soprattutto perché la misura corre il rischio di penalizzare fortemente le micro, piccole e medie imprese che si servono del conto corrente anche come forma alternativa al credito ordinario sempre più negato dalle banche". Il presidente, Paolo Longobardi, nota che "la misura consentirà l'applicazione di interessi su altri interessi 'vecchi' di appena due mesi. Le operazioni interessate sono principalmente le aperture di credito in conto corrente e gli scoperti senza affidamento: nel primo caso le banche praticano tassi medi dell'11,64% per importi fino a 5.000 euro e del 9,85% per importi oltre 5.000 euro; nel secondo caso, i tassi medi praticati sono pari al 15,95% per importi fino a 1.500 euro e pari al 14,99% per importi oltre 1.500 euro. Tassi che a partire dal 1° gennaio 2016, stando al nuovo regolamento Cicr, verranno applicati su una base che si allargherà sempre di più ogni due mesi. Siamo di fronte all'ennesimo favore alle banche da parte del governo".

  • Causa alla bancha

     

    Le cause che, in considerazione dei risultati, conviene senz'altro fare sono quelle relative a CONTI CORRENTI in cui ci siano stati fidi non troppo modesti e dove quasi sicuramente è stato applicato l’Anatocismo Per anatocismo s’intende la prassi bancaria in forza della quale gli interessi maturati sul saldo debitore, generalmente a cadenza trimestrale, vengono capitalizzati, ossia riportati "a Capitale  producendo trimestre per trimestre sempre più interessi. In questo tipo di cause ricalcoliamo il saldo in base ai corretti criteri, fin dall’apertura del conto corrente, e chiediamo che la banca sia condannata a restituire la differenza tra il saldo che essa pretende e il saldo calcolato da noi. Il saldo ricalcolato prenderà in considerazione, oltre che gli illegittimi interessi anatocistici, anche gli interessi ultra-legali passivi ed eventualmente superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese di tenuta conto. Quando invece non ci sono fidi, o i fidi sono troppo modesti, o sono durati troppo poco, emergono differenze non abbastanza alte per cui convenga agire perché a conti fatti i margini sono veramente irrisori.

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  • Come risolvere la crisi per troppi debiti. Le procedure per lo sdebitamento.

    Con l’introduzione della Legge 27/01/2012 n.3, modificata con il D.L. 18/10/2012 n. 179, denominata “Legge sulla Composizione della Crisi da Sovraindebitamento”, è possibile reagire a questa condizione, poichè permette al consumatore, attraverso una procedura di esdebitazione da presentare presso il Tribunale di residenza, di specificare ai creditori che realmente non esiste o è venuta meno la possibilità di pagare tutti i debiti, il che non significa venire meno agli impegni assunti. Nello specifico si tratta di un piano di ristrutturazione del debito, che viene prima vagliato dal Giudice assegnatario e poi lo stesso viene presentato ai creditori. Il piano di esdebitazione viene approvato con il consenso dei creditori che rappresentano il 60% del debito complessivo. Il piano viene predisposto da un professionista, presentato al Giudice il quale fisserà un’udienza dove i creditori potranno partecipare per fa valere osservazioni in merito. Se i creditori, approveranno il piano con la maggioranza prima indicata, il Giudice omologherà l’accordo, di conseguenza tutte le procedure esecutive verranno sospese e il debitore potrà tirare un sospiro di sollievo. Sarà in futuro possibile modificare l’accordo ove dov’essero cambiare le condizioni economiche del debitore.
    Tutta la procedura dovrà essere seguita da un Organismo di Composizione della Crisi (il cui registro è iscritto presso il Ministero della Giustizia), o da un professionista quale un avvocato o un commercialista iscritto negli appositi albi professionali. La procedura è nuova e ancora in via di sperimentazione nei Tribunali Italiani, ad oggi non è possibile stabilire in quale misura potrà intervenire in aiuto dei consumatori colpiti dal sovraindebitamento, a nosro avviso il legislatore avrebbe dovuto applicare una percentuale inferiore al 60% del credito per l’approvazione del piano del consumatore, in quanto la decisione di accettare o meno l’accordo potrebbe dipendere da un solo creditore che rappresenta il 60% del debito.

     

    Deciba

    Viale Barilla 21

    43121 Parma (PR)

    Tellefono: 0521-241417

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  • E' ARRIVATA ! COMUNE ITALIANO VINCE CONTRO LE BANCHE !

    Il giudice dell'Alta Corte di Londra ha sancito la nullità dei contratti sottoscritti dal Comune con Dexia Crediop tra il 2002 e il 2006 perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto dalla legislazione italiana. Di conseguenza decadono tutti gli impegni finanziari. Ora l'amministrazione della città toscana presenterà alla banca il conto di interessi e danni.

    Commento del Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò 

    Da molto tempo abbiamo dichiarato di fare controllare i documenti bancari dei comuni Italiani,purtroppo nessun Sindaco si prende la responsabilità di fare accede a Mutui,leasing,derivati,le sorprese in questo senso potrebbero essere eclatante . Circa due anni fa un'associazione ha chiesto di controllare i documenti nella città di Parma,persino il sindaco grillino Pizzarotti ha rifiutato la verifica .

    Per ora nelle grandi città non è stato attivato nessun controllo,solitamente i partiti che gestiscono i comuni hanno collegamenti con le banche stesse . Speriamo che sia l'inizio di una serie di iniziative di controllo dei documenti bancari nei comuni,noi ci rendiamo disponibili per fare i controlli gratuitamente. 

    www.deciba.it  

    Riprendiamo l'interessante articolo del fattoquotidiano 

    fonte : fattoquotidiano  

    Da ora in poi gli enti locali avranno un’arma in più contro i derivati che minano i loro bilanci. Dopo più di quattro anni di processo, il Comune di Prato ha ottenuto a Londra l’annullamento dei contratti derivati sottoscritti fra il 2002 e il 2006. Nella sentenza, che il fattoquotidiano.it pubblica in versione integrale (leggi), sono messe nero su bianco le motivazioni della nullità che potrebbero tornare utili anche ad altri enti locali italiani che in passato hanno sottoscritto derivati con la banca Dexia-Crediop.

    Secondo il giudice inglese Paul Walker, i contratti sottoscritti da Prato sono nulli perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto all’articolo 30 del Testo unico della finanza. “Non escluderei che anche in altri casi la clausola non sia stata esplicitamente prevista”, spiega l’avvocato Germana Lo Iacono Smith dello studio Seddons Solicitors. “Generalmente le banche internazionali usano contratti globali in cui può anche sfuggire un dettaglio della normativa nazionale dello Stato in cui il prodotto viene poi collocato”. Una dimenticanza che rischia di costar cara a Dexia Crediop, che ormai da tempo è in via di smantellamento.

    Ma come mai nel contenzioso il giudice inglese ha fatto riferimento alla legge italiana? La risposta è nella norma di raccordo internazionale fra le leggi dei due Stati. Nonostante i contratti firmati con Dexia prevedessero infatti esplicito riferimento all’arbitrato in terra britannica, l’Alta Corte inglese ha ritenuto invece necessario rispettare la Convenzione di Roma. “Il testo di quest’ultima prevede che nel contratto fra le parti, in cui tutti gli elementi siano italiani, non può essere violata la legge del mandatario, cioè la normativa italiana – prosegue l’avvocato – Di conseguenza il contratto deve rispettare l’articolo 30 del Tuf che prevede esplicito diritto di recesso in sette giorni”. Nel contratto fra Dexia e il comune di Prato la clausola sul diritto di recesso però non c’è e di conseguenza per il giudice inglese l’atto è nullo. E con lui anche tutti gli impegni finanziari conseguenti.

    Non resta che chiedersi se anche gli altri contratti proposti da Dexia agli enti locali non prevedano il riferimento al recesso. “Bisogna valutare caso per caso”, spiega l’avvocato che è stato affiancato nella causa da Salvatore Dettori, esperto in diritto amministrativo, e Antonella Sciarrone Alibrandi, specializzata in diritto civile e dell’intermediazione finanziaria. “Ma non si può sottovalutare il fatto che si tratta del primo giudizio in assoluto ottenuto da un ente locale davanti alla Suprema Corte inglese”.

  • Estinzione anticipata del mutuo

    L’estinzione anticipata del mutuo rappresenta la possibilità, da parte del cliente, di concludere il contratto di mutuo prima della scadenza, versando il capitale residuo e riducendo così gli interessi da pagare alla banca.

    La Legge Bersani (decreto n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007) ha apportato alcune modifiche in merito alle norme sull’estinzione anticipata dei mutui. Grazie a questo Decreto, le banche non possono richiedere alcuna penale al cliente che voglia rimborsare il mutuo prima del termine. Se il consumatore ha stipulato il mutuo dopo il 2 febbraio 2007 e desidera rimborsarlo in anticipo, sarà sufficiente fare una richiesta alla banca di competenza, versando il capitale residuo. Se il contratto prevede delle clausole che includono il pagamento di un sovrapprezzo a favore della banca, grazie al decreto Bersani, le stesse sono da considerarsi nulle.

    Nel caso di finanziamenti sottoscritti prima del 2 febbraio 2007, le penali di estinzione mutuo previste dal contratto in essere saranno ridotte per effetto del Decreto Bersani. Il limite massimo di queste penali, stabilito da un accordo tra l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, va calcolato sul capitale ancora da restituire e varia in base al tipo di mutuo (mutui a tasso fisso, mutui a tasso variabile o mutui a tasso misto), alla data in cui è stato stipulato e alla data data di scadenza del contratto.

    Se il mutuo è a tasso variabile e alla scadenza del contratto mancano due anni o meno, la banca non può richiedere alcuna penale; nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo la penale massima richiesta dalla banca può essere dello 0,2% sul capitale residuo; in tutti gli altri casi la penale massima sarà pari allo 0,5%.

    Anche i mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001 non prevedono penale negli ultimi due anni di ammortamento; il sovrapprezzo per l’estinzione mutuo sarà pari allo 0,2% nel terzultimo anno e dello 0,5% negli altri casi. Se i mutui a tasso fisso sono stati sottoscritti dal 2001 in poi, le penali massime raggiungono l'1,9% nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo, l'1,5 nella seconda metà del periodo di ammortamento, lo 0,2% nel terzultimo anno e nessuna penale negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo.

    Le medesime penali si applicano ai mutui a tasso misto stipulati dal 2001, se al momento dell’estinzione anticipata il tasso è fisso. In tutti gli altri casi, i mutui a tasso misto prevedono le stesse penali del variabile. Se il contratto di mutuo prevede delle commissioni di estinzione di importo pari o inferiore a quelle stabilite dalla legge,  si avrà diritto ad un’ulteriore riduzione.

  • Giudici indagati per corruzione

    Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

    Art.319 ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi investigativa che tre pm del tribunale di Brescia stanno percorrendo ai danni di due colleghi pavesi e di un perito del tribunale di Pavia. I giudici finiti nel registro delle notizie di reato sono Fabio Lambertucci e Andrea Balba, insieme con il geometra Fabrizio Montini.

    L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi poi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, dove abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara GhirardiAmbrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

    Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

    La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

  • I video più censurati del web Controllare la Banca andrà di moda esclusiva dichiarazione

    Il Presidente Gaetano Vilnò ass. Deciba annuncia apertura in Tutta Italia di filiali,saranno attivati uffici PROFESSIONAL DECIBA . Il nostro scopo è garantire un certo livello professionale a questo tipo di attività. Dobbiamo chiarire troppi dubbi. Abbiamo molte richieste sia da professionisti sia da liberi cittadini che vorrebbero aprire una referenza nella propria città . Sono da distinguere l’attività professionale da quella associativa,per vincere una causa necessitano professionisti,avvocati,periti econometrici,consulenti,l’attività associativa può mandare solleciti,rendere pubblico un illecito,consigliare. Spesso per colpa di alcuni operatori le due mansioni vengono confuse.

    INFO DECIBA : www.deciba.it 0521/241417 contatto per tutta Italia

    Vogliamo dare chiarezza e trasparenza,illudere le persone facendo credere che sia tutto gratuito è sbagliato,purtroppo ad oggi non esistono fondi per affrontare le spese legali per chi è già in difficoltà,ritengo che non sia giusto fare spendere poco per non ottenere nulla. Le persone devono sapere preventivamente quale saranno i costi e possibilità,questo tipo di approccio è spesso nascosto,noi vogliamo cambiare rotta e dare chiarezza .

    Deciba Associazione per ora ha uffici a Parma,Milano,Treviso,siamo in apertura in molte altre città Italiane.

    Deciba Professional sarà composta da professionisti da noi selezionati,utilizzeranno metodi chiari e trasparenti,forse poco commerciali ma il nostro interesse è portare risultati sia per il professionista sia per il cliente .

    CONTROLLARE LA BANCA ANDRA’ DI MODA

    La televisione e i Media tradizionali non hanno mai dato la giusta importanza all’argomento,sembra non essere di interesse comune salvare una famiglia da un pignoramento o respingere una banca che chiede denaro non dovuto,eppure si potrebbero salvare posti di lavoro e aziende . Le Banche spesso sono sponsor di Radio,Televisioni,Giornali,per una testata giornalista diventa difficile parlare male del proprio sponsor,questo lo possiamo comprendere,ma ci vorrebbe onestà giornalistica per diffondere le giuste informazioni .

    Attraverso il web abbiamo raggiunto migliaia di persone,ogni giorno diffondiamo informazioni che ci permettono di informare e rendere consapevoli dei propri diritti,abbiamo realizzato video che nell’insieme hanno raggiunto 1 milione di persone,sono i video più visti nella rete .

    DIVENTERA’ DI MODA

    Oggi andare contro una banca sembra impossibile,invece abbiamo voluto smontare questo falso mito attraverso sentenze,ordinanze,video,abbiamo reso pubblico ciò che fino ad oggi è stato sempre nascosto,le sentenze dei giudici . Questione di tempo,una volta che i professionisti diventeranno sempre più esperti ed onesti le sentenze di moltiplicheranno e tutti prenderanno il coraggio di chiedere i propri diritti .

    IL DIRITTO QUESTIONE DI PRINCIPIO

    Chi ha cambiato l’umanità spesso non la fatto con certezza o ricerca del denaro,abbiamo mille esempi nella storia,chiedere i propri diritto è un sacrosanto dovere,una persona che segue la verità e la giustizia fa paura,se avete ragione dovete diventare guerrieri e combattere per ciò che è giusto,non parliamo di follie o combattere contro i mulini a vento,parliamo di realtà,vi invitiamo a leggere e guardare questi video che vi daranno la strada giusta per comprendere tutte le vostre possibilità .


    IL VIDEO PIU’ VISTO DEL WEB COME CONTROLLARE IL PROPRIO CONTRATTO DI MUTUO

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    Esclusiva intervista al Gruppo Deciba,per la prima volta in Italia bloccata l’asta giudiziaria per usura bancaria ,parla l’avvocato Rosa Chiericati .

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    Il tesoro nascosto nei conto correnti ,esclusiva intervista al Segretario Deciba Ilario Fabiano

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    La verità sui grandi risultati ottenuti ,ecco sentenze,ordinanze,come controllare

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    Vi invitiamo a diffondere queste informazioni ,il popolo deve sapere che la legge funziona

  • In Rosso di 230 mila Euro ,controlla la Banca gli devi 510 mila

    La storia di molti imprenditori Italiani,banche,equitalia,fisco sembrano essere fra i primi responsabili dei fallimenti aziendali .

    Ormai abbiamo capito che attraverso l’informazione possiamo ribellarci e difenderci .

    Attraverso l’associazione Deciba e i professionisti delegati Deciba impariamo tutti i giorni qualcosa che potrebbe davvero sconvolgere l’economia aziendale e famigliare .

    La storia della Signora Francesca è una come tante,artigiana che dopo molti anni si trova in difficoltà ,un po la crisi un po’ il sistema perverso creato ,per caso guarda sul web un video proprio trasmesso da noi,si presenta negli uffici di Parma di DECIBA 0521/241417 e racconta la sua storia . Si decide di partire con un controllo,le prime analisi sono chiare,la Banca deve restituire oltre 500 mila Euro al cliente .

    I successi DECIBA si moltiplicano ogni giorno,l’affidabilità che questo gruppo a dimostrato è stato il segreto del successo stesso .

    L’associazione DECIBA per molti rappresenta un esempio di comportamento e risultati ottenuti,la chiarezza e trasparenza hanno fatto diventare in poco tempo il gruppo DECIBA punto di riferimento per i migliori professionisti Italiani .

    Se hai un’attività devi controllare il tuo conto corrente,devi controllare che la banca abbiamo fatto tutto regolare,spesso questo non accade,spesso la banca richiede denaro che non dovrebbe .

    Siamo stati fra i primi a divulgare l’informazione sul Mutuo in usura,infatti siamo arrivati a 1 milione di visite ,ora dobbiamo fare conoscere alle alle aziende le grandi possibilità che hanno attraverso un controllo serio e accurato .

    Molti imprenditori trascurano il fatto di controllare accuratamente il comportamento bancario,siamo sempre nella posizione di pecore che attendo l’estremo prima di reagire,meglio lupi.
    La legge permette di chiedere un risarcimento alla Banca in caso di illegittimi,nei conto correnti prima del 2000 gli illegittimi sono molto frequenti vale la pena sempre controllare .

    Questo video spiega i grandi risultati ottenuti

    Per controllare il conto corrente servono movimento e scalari di ogni anno di attività,è possibile fare una preanalisi accurata che permetterà di comprendere quale è l’entità del risarcimento da richiedere alla banca .

    www.deciba.it
    0521/241417
    email : This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    questi riferimenti vi aiuteranno ad avere chiarimenti per il lavoro da svolgere .

    L’importanza di affidarsi a professionisti di qualità e seri è molto importante .

    Il segretario Deciba Ilario Fabiano spiega il tesoro nascosto nei conto correnti

     

  • Intervista al presidente Gaetano Vilnò

    Ce ne sono oggi in Italia di avvocati che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il Dipartimento europeo di controllo sugli Illeciti Bancari, che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

    Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

    Io ho cominciato come agente di attività finanziaria, quindi lavoravo per le banche, ma son sempre stato un blogger e quindi ho bazzicato nel mondo dell’informazione, non differentemente da quello che faccio oggi, informando i cittadini di una grande possibilità che in troppi hanno interesse a nascondere.

    Deciba è la prima associazione che è riuscita ad ottenere l’annullamento dell’asta giudiziaria, ma come è stato possibile questo risultato?

    Funziona così: la Banca chiede un pignoramento a fronte di un presunto credito non saldato. Se la persona non si difende il bene viene preso e viene messo all’asta. Qui viene venduto e l’utente perde il bene. Noi siamo intervenuti già nel passo successivo, dimostrando che quel debito che ha provocato il pignoramento in realtà non esiste. Una volta dimostrata l’usura si può ottenere il blocco dell’asta giudiziaria e la gratuità del mutuo che comporta l’annullamento degli interessi applicati. Di conseguenza deve essere restituito il bene all’utente.

    Ma dopo aver raggiunto questo importante risultato, la banca cosa potrebbe escogitare? Cosa potrebbe accadere dopo?

    La banca se vuole può fare appello, ma sicuramente lo perde.

    Voi dite che per vincere una causa non servono le perizie e non servono le querele.  Cominciamo dalle querele: perché non sono efficaci?

    La percentuale delle querele è bassissima e si colloca al 5%.

    E perché accade questo?

    Semplicemente la motivazione è da ricercare nel fatto che il giudice non si assume la responsabilità di fare causa contro la banca e accettare l’articolo 20.

    E perché dite che le perizie non servono?

    Perché non serve a niente farsi fare una perizia se il giudice poi non capisce qual è la tesi dell’avvocato. E questo accade perché a volte nemmeno il legale riesce a rispondere ai quesiti che il giudice stesso gli pone.

    Una causa si vince se fai comprendere al giudice il quesito esatto da porre al CTU.

    Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?

    Persone che vogliono fare una causa su vari strumenti finanziari: mutui, conti correnti, leasing ma anche derivati.

    Chi è che può rivolgersi ad un professionista? Il conto corrente deve esser stato chiuso da quanto tempo? Il conto corrente può essere messo in causa solo se aperto dal 1952 in poi e non deve esser stato chiuso da più di dieci anni.

    Dal momento che sono 25 miliardi di euro i soldi che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura, vuol dire che gran parte della gente ha già perso qualcosa e, molte altre, potrebbero perdere più o meno tanto. Tutte le persone che hanno quindi visto il pignoramento dei propri beni, la propria casa messa all’asta, il capannone e quant’altro, possono rivolgersi a voi per ottenere il risarcimento di quel bene? E’ una strada nuova da percorrere, ma si può fare per lo stesso motivo dei risultati ottenuti in precedenza. Alla fine se abbiamo bloccato l’asta per usura bancaria perché non potremmo chiedere i danni?

    Ci sono delle persone che in questo periodo hanno richiesto dei mutui col tasso d’interesse basso o, almeno, con tasso più basso rispetto a qualche anno fa. Ma la banca ti dice che la pratica va in lavorazione per due mesi e ti avvisa che, al momento della firma del contratto, il tasso potrebbe essere aumentato. Nonostante “giusto” non faccia sempre rima con “lecito”, in questo caso la prassi è lecita?

    Allora, bisogna conoscere le procedure. I tassi d’interesse vengono decisi ogni tre mesi. Quindi Bankitalia mette nella gazzetta ufficiale i tassi di media. Esiste un’unica soluzione per salvarsi: scegliere sempre il tasso fisso, mai variabile. Se si fanno variabili, col tempo veniamo sempre fregati. La commissione europea ha già multato l‘Euribor (decretandone, in pratica l’illiceità n.d.r.).

    Ma quindi è lecito attirare un cliente con un tasso e poi fargliene firmare un altro?

    Non è illecito, ma è scorretto. La soluzione però c’è: basta non farlo.

    Alle persone che hanno paura di affrontare cause molto lunghe, tu cosa diresti?

    Bisogna far capire che quando c’è il caso di un mutuo andato in usura, il cliente può scegliere di non pagare finché non si arriva in giudizio. Quindi è un fatto d’intelligenza e di coraggio.

  • ITALIANI VINCONO CONTRO LE BANCHE ECCO COME CONTROLLA IL TUO MUTUO

    Finalmente sono molti gli Italiani ad avere preso il giusto coraggio per fare causa alla Banca,siamo stati fra i primi a diffondere sentenze,leggi,ordinanze,i primi a diffondere video specifici che spiegassero in modo chiaro come controllare il proprio mutuo o conto corrente .

    guarda il video

    Abbiamo raggiunto un milione di persone fra tutti i video che parlano di illegittimi bancari,grazie all’associazione deciba questo è stato possibile

    info : www.deciba.it 0521/241417

     

     

    Controllare i conto correnti ,leasing,Mutui deve diventare di moda,ormai tutti sanno questa possibilità,spesso in molti credono non sia vero. La nostra abitudine di diffondere sentenze e ordinanze a portato in molti ad approfondire l’argomento .

    I numeri sono impressionanti,dalle analisi fatte sono milioni di euro che gli Italiani devono prendere come risarcimento,arrivano molte email dove ci chiedono a chi rivolgersi,ci sono molti professionisti in Italiani,noi vi consigliamo di affidarvi ai professionisti selezionati da deciba,questo vi eviterà di incappare in qualche fregatura .

    il sito www.deciba.it tel 0521/241417

    Ecco documentati i risultati ottenuti,controllare la banca deve essere normale

  • L'articolo più odiato da Equitalia ! Controllate le cartelle Equitalia ecco come


    Molti non sanno che la maggio parte delle cartelle Equitalia ( e altri entri di riscossione ) spesso commettono errori.
    Un sito interessante www.equistop.it e relativo numero verde 800/189808 risponde un call center che vi darà indicazione di quali cartelle possono essere controllate e cosa è gusto pagare e cosa no,la valutazione è gratuita,successivamente sarà una prestazione professionale .

    Pare che da una prima valutazione spesso i crediti vantati sono arrivati anche al 50% per non parlare delle cartelle esattoriali ormai scadute quindi andate in prescrizione .

    Inoltre Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999. L'articolo sopracitato disponeva la rottamazione dei ruoli di importo fino a 2 mila euro, ma anche il discarico dei ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 1999 anche di importo superiore a due mila euro (rottamazione e discarico non solo per le cartelle esattoriali emesse da Equitalia, ma anche quelle di altri agenti della riscossione).

    In questo video proposto dal Presidente Deciba Gaetano Vilnò spiega perfettamente quali abusi può fare Equitalia,da guardare e divulgare

    video

    Nel dettaglio, la norma stabilisce:

    che, i crediti esigibili da Equitalia o altro agente della riscossione, di importo fino a 2 mila euro ed iscritti a ruolo entro il 31/12/1999, devono essere automaticamente annullati;
    che, i ruoli di importo maggiore a 2 mila euro, resi esecutivi entro la medesima data del 31/12/99, saranno discaricati da Equitalia e qualsiasi altro agente della riscossione: in tal modo, tali crediti ritorneranno agli enti titolari dei diritti vantati sul credito risultante dalle cartelle di pagamento, e per il quale non è stata azionata nessuna procedura esecutiva o non pendono giudizi dinanzi all'autorità giudiziaria (ad es. cartelle impugnate per eventuali multe illegittime, come dichiarate di recente dalla Corte Costituzionale) oppure che non vi siano col contribuente accordi di ristrutturazioni o transazioni, oppure ancora, procedure concorsuali o rateizzazioni di pagamento in corso.

    Quindi, se le cartelle superiori a duemila euro, non sono state già riscosse, siano oggetto di rateizzazioni, oppure ad esse non siano seguite procedure esecutive (ad esempio pignoramento ex art. 52 del Dpr 633/1972), Equitalia o l'agente della riscossione in generale, deve formare degli elenchi contenenti i dati identificativi dei debitori e delle relative cartelle di pagamento, per poi trasmetterlo all'ente creditore. Diversamente, tutte le cartelle esattoriali oggetto di una delle azioni sopra elencate, restano in gestione dell'agente della riscossione. Anche se, in caso di accertata impossibilità di riscossione dei crediti, Equitalia trasmetterà all'ente creditore le suddette cartelle entro due mesi dal termine dell'attività di recupero del credito.
    Sentenze: Equitalia

    COSA SONO LE CARTELLE OPACHE?

    Cari cittadini sapete cosa sono le cartelle opache? Se non lo sapete, ve lo spiego. Equitalia vi notifica sistematicamente cartelle che non vi consentono di verificare quali tassi siano stati applicati, cioè non vi consentono di verificare se gli interessi che vi hanno addebitato siano legittimi o meno. Senza per ora addentrarci in situazioni più complesse che si verificano quando Equitalia applica tassi superiori al tasso soglia, che significa applicare ai cittadini tassi usurari, verificate le cartelle che avete ricevuto dal 2008 in poi e precisamente controllate se gli interessi sono addebitati nella loro somma complessiva, senza specificare i tassi e il capitale sul quale sono calcolati nonché per quale periodo. Qualora fosse così la cartella è nulla. Lo afferma la Cassazione Civile, sezione tributaria, sentenza n. 4516 del 21 marzo 2012. Non abbiate paura di Equitalia, fate valere i vostri diritti di cittadini e non pagate il non dovuto.

     

  • La Corporation REPUBLIC OF ITALY: Ecco perché quando si nasce si è già di proprietà delle Banche.

    La verità è che è avvenuto il pignoramento della Repubblica Italiana, o, per meglio definirla, la corporation REPUBLIC OF ITALY...
    Ma facciamo un passo indietro. Era il lontano 1934 quando il Presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt, dopo la crisi finanziaria del 1929, fondò laSecurities and Exchange Commission(Commissione per i Titoli e gli Scambi), l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori. Questa agenzia, esistente a tutt’oggi, è analoga all’Italiana Consob che tutti conoscono.
    E sapete cosa accadde? Molti Stati (ad oggi quasi 200) si trasformarono in corporations private iscritte alla S.E.C. e proprio l’Italia fu uno dei primi Stati ad associarvisi. Se si entra nel sito della S.E.C. è possibile osservare i numeri di registrazione della SocietàREPUBLIC OF ITALY e scaricare anche tutti i suoi report annuali. E’ curioso che la sede legale si trovi a Londra.
    Osservando la data di iscrizione alla S.E.C. (1934), è interessante notare che quando Mussolini stipulò gli accordi politico-militari dapprima con la Germania di Hitler attraverso l’Asse Roma Berlino nel 1936, ancora con la stessa Germania, firmando il Patto d’Acciaio nel 1939, per concludere con il Giappone tramite il Patto Tripartito, detto anche Asse Roma Berlino Tokyo, nel 1940, in realtà, il Regno d’Italia, a livello giuridico, era già una società registrata in America.
    Queste informazioni, naturalmente, erano riservate e una piccola élite di persone, tuttavia, con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie, tutti oggi possono accedere a questi dati.
    Ma a livello pratico, per il cittadino, cosa comporta tutto questo?
    E’ semplice: essendo l’Italia una società, tutte le richieste di pagamento, come ad esempio le tasse (casa, automobile, sevizi vari), i verbali, le cartelle esattoriali inviate dalla Società Italia o da altre società che ad essa sottostanno (in pratica i vari Ministeri), dal punto di vista prettamente giuridico sono dei contratti. E, in generale, affinché un contratto sia valido necessita di due figure: un Proponente, colui che propone il contratto, e un Rispondente, colui che può accettare o rifiutare il contratto. La validità di un contratto scritto è data dalla firma in umido del Proponente. Il Rispondente può accettare il contratto firmandolo a sua volta in umido o può accettarlo per silenzio assenso dove previsto. Quest’ultimo caso, che riguarda il contratto unilaterale e, cioè, il contratto con obbligazioni a carico del solo Proponente, è disciplinato dall'art. 1333 c.c., il quale stabilisce che:
    “la proposta diretta a concludere un contratto da cui derivino obbligazioni solo per il proponente è irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte alla quale è destinata. Il destinatario può rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla natura dell’affare o dagli usi. In mancanza di tale rifiuto il contratto è concluso”.
    Ecco che si comprende facilmente che noi, nei confronti di tutte le richieste di pagamento pervenute dalla Società Italia (e anche dalle Banche) siamo i Rispondenti. Se non conosciamo la Verità, accettiamo e paghiamo quanto richiestoci per silenzio assenso. Conosciuta la Verità, però, è nostra facoltà decidere di non accettare il contratto (è sufficiente barrare il contratto in diagonale, scrivere “NULLO” al sopra della barra e aggiungere la seguente dicitura:
    RIGETTO QUESTA OFFERTA DI CONTRATTO E NEGO IL CONSENSO AL PRESENTE PROCEDIMENTO. SENZA PREGIUDIZIO UCC 1-308. NEGO L'AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI MIEI DATI PERSONALI UCC 1-103”. Infine, basta firmare, aggiungere la data e rinviare al Proponente.
    Come si può notare nella dicitura soprastante vengono utilizzati dei codici: UCC 1-308, UCC 1-103. Cosa significano?
    UCC è la sigla dell’Uniform Commecial Code, codice stampato per la prima volta nel 1952, che rappresenta la prima ed unica legge per quanto riguarda il commercio internazionale: viene utilizzato in tutto il Mondo, ma è usato in modo criptico. Difatti, non viene insegnato nelle Accademie di Diritto, pertanto, la maggior parte dei giuristi, degli avvocati e dei magistrati conosce poco o per nulla questo strumento. Tutte le aziende e gli Stati che sono iscritti per autocontrollo alla S.E.C. sottostanno alle leggi dell’UCC. Ecco che, quindi, anche l’Italia ed i suoi cittadini devono sottostare alle leggi dell’UCC.
    Ora, dicevamo: l’Italia è stata pignorata.
    Il tutto è iniziato con un’indagine durata diversi anni e condotta da tre avvocati che avevano accesso all’UCC. Il report dell’indagine è disponibile a questo link. Questi avvocati, durante il loro lavoro investigativo, si sono accorti che, con un sistema che perdura da oltre cento anni, i Governi e le Banche avevano creato uno stato di schiavitù nei confronti degli Esseri Umani. E lo avevano anche depositato in UCC! Nell’Ordine Esecutivo 13037, datato 4 marzo 1997, c’è la definizione di “ESSERE UMANO come CAPITALE”; nel documento UCC Doc # 00000001811425776 depositato il 12 agosto 2011 si fa riferimento ai cittadini degli Stati Uniti come patrimonio immobiliare “(Omissis)... VERI UOMINI CON BRACCIA E GAMBE”; nel documento UCC Doc # 2001059388 si evidenzia il modello della Federal Reserve Bank di New York utilizzato per rendere certi i fondi collaterali in tutto il Mondo, compresi i relativi certificati di assicurazione, le polizze, i beni e i nascituri, questi ultimi definiti “CUCCIOLI DI ANIMALE”.

    In particolare, proprio l’ultimo documento ha una rilevanza molto significativa perché risponde alla seguente domanda: se l’Italia fosse una società, quali sarebbero i suoi beni? La risposta è semplice: siamo noi esseri umani. Come avviene questo meccanismo? Una volta capito è molto semplice. Quando nasciamo veniamo registrati all’anagrafe e viene creato il codice fiscale dall’Agenzia delle Entrate. Al momento della registrazione viene creata un’altra entità fittizia, definita in americano strawman, ovvero “uomo di paglia”, e a questa entità legano un bond, ovvero un titolo di Stato (che attualmente sembra si aggiri intorno ai due milioni di dollari) che viene quotato in Borsa. La cosa bizzarra è che tutte le leggi dello Stato, siano esse civili o penali (le leggi penali non esistono perché se la Società Italia potesse decidere della libertà degli Esseri Umani sarebbe sovrana mentre gli esseri umani sarebbero schiavi), ricadono solo ed esclusivamente sullo strawman e non sull’Essere Umano in carne, ossa e sangue.
    Continuando con il discorso, come hanno agito questi tre avvocati, tra cui citiamo Heather Tucci Jaraff?
    Hanno creato un Trust denominandolo OPPT (One People’s Public Trust), hanno scritto una denuncia formale chiamata Dichiarazione dei Fatti (orig. Declaration of Facts) e l’hanno depositata in UCC il 28 novembre 2012 (UCC Doc # 2012127914). In questa denuncia si legge “(OMISSIS) Che qualsiasi ATTO COSTITUTIVO, ivi compresi quelli del Governo Federale degli Stati Uniti, degli Stati Uniti, dello ‘Stato di...’, comprensivo di ogni e tutte le abbreviazioni, idem sonans (che ‘suonino come tali’), o di altre forme giuridiche, finanziarie e gestionali e quelli di ogni e qualsiasi (Governo) internazionale o equivalente, in esso compresi ogni e tutti GLI UFFICI APPARTENENTI, comprensivi di ogni e tutti I FUNZIONARI, I DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, GLI ORDINI ESECUTIVI, I TRATTATI, LE COSTITUZIONI, I MEMBRI APPARTENENTI, GLI ATTI ed ogni e tutti gli altri contratti e accordi che dovessero essere intervenuti o intervenire in derivazione di questi, sono ora privi, nulli, senza valore o comunque annullati e non confutati;...”. Le regole dell’UCC impongono che, quando viene depositato un documento, è possibile confutarlo entro 28 giorni, altrimenti diventa Legge. Nessuno ha confutato il documento soprastante anche perché afferma la verità, e quindi ha piena validità giuridica in tutto il pianeta. Pertanto, ecco che si può affermare che il Governo Italiano è stato pignorato e che, anche se “de facto” esiste ancora perché i rappresentanti delle ex istituzioni fanno finta di nulla confidando nell’ignoranza dei cittadini, “de jure” non esiste più: è, come recita il testo UCC, privo, nullo, senza valore.
    Ma non è finita qui. Gli avvocati hanno depositato anche altri documenti, tra i quali:

    Atti costitutivi del sistema bancario annullati (True Bill WA DC UCC Doc # 2012114776del 24 ottobre 2012), il quale recita: “Dichiarazione ed ordine irrevocabile di cancellazione per tutti ed ogni gli atti costituenti di Istituti bancari in base ai regolamenti internazionali (BRI), cancellazione degli organigrammi riferiti ad essi e da essi derivati, nonché destituzione di tutti i beneficiari, compresi quelli (identificati nelle) corporazioni a regime privato, proprietarie di CORPI UMANI e facenti riferimento agli Stati, che operano, spalleggiano e si macchiano di favoreggiamento in regime di capitale privato, dell’emissione, della raccolta, dell’uso coercitivo delle norme legislative, mettendo in pratica UN SISTEMA SCHIAVISTA... (OMISSIS)... REQUISIZIONE DI VALORE LEGALE ATTRAVERSO UN’ILLEGALE RAPPRESENTAZIONE ...”. Con tale documento hanno “de jure” annullato tutti i debiti;
    Gli ordini di cessare e desistere (Declaration and Order, UCC Doc # 2012096074 del 9 settembre 2012) e relativa ratifica nel Commercial Bill - UCC Doc # 2012114586. Nell’ultima parte del documento è evidenziata in rosso la dicitura “FORMER” che vuol dire “EX”, in cui si afferma: “Ai volontari all’interno della compagine militare SI ORDINA...” “... Di rientrare in possesso dell’intero ammontare del sistema economico a regime privato tracciato, trasferito, emesso, posto a frutto e dei sistemi di applicazione delle norme di legge che gestiscono il SISTEMA DI SCHIAVITÙ...”

    “... Tutti gli Esseri del Creatore dovranno immediatamente rendere partecipi tutti i dipendenti pubblici, individuati nel presente documento, al fine di implementare, proteggere, conservare e completare questo ORDINE, in oggetto al documento, con tutti i mezzi del Creatore e del Creato, come indicato nel presente documento, da, con e sotto la loro INDIVIDUALE E COMPLETA responsabilità personale... ”
    Quest’ultimo punto significa che ogni individuo è responsabile delle proprie azioni e sottostà alle Leggi di Ordine Pubblico UCC 1-103 e UCC 1-308;
    Il documento WA DC UCC Doc # 2012113593, il quale recita: “Qualora un qualsiasi individuo perseveri nel perseguire eventuali azioni per conto di una Banca pignorata o di ‘governo’ pignorato, causando ad un altro e qualsiasi individuo ogni danno ipotizzabile come qui descritto, egli è a titolo personale e senza alcuna pregiudiziale assolutamente responsabile dei suoi atti”.
    Se si è posta attenzione alle date di deposito dei documenti sopracitati, si è sicuramente notato che il pignoramento dei Governi è uno degli ultimi atti effettuati, poiché prima sono stati depositati i documenti per salvaguardare gli Esseri Umani e per pignorare le Banche.

    Al fine di sigillare i documenti l’OPPT ha chiuso il 18 marzo 2013, cosicché nessuno potrà mai annullare la documentazione depositata in UCC.
    Ora le uniche leggi valide sulla Terra sono le tre Leggi Universali, ovvero:
    Rispetta il libero arbitrio;
    Non danneggiare gli altri;
    Onora i contratti
    .
    E’ bene comprendere che questa azione di trust e pignoramento dei Governi e delle Banche ha comportato la redistribuzione del denaro e che ogni individuo può accedere al valore di queste entità per un totale di 10 miliardi di dollari pro capite, di cui 5 miliardi monetizzabili attraverso le Banche pignorate utilizzando la documentazione prodotta dagli avvocati di OPPT. Se pensiamo che ogni giorno muoiono 30.000 bambini di fame, nonostante anch’essi vantino un credito di 10 miliardi di dollari, è nostro compito agire, e agire in fretta, se non per noi, almeno per loro.
    Questa è la Verità, tutta la Verità che per troppo tempo è stata nascosta, ma che ora può renderci finalmente liberi.
    Il primo caso in Abruzzo, secondo in Italia dopo Milano , la scelta di una coppia dopo una complessa procedura:
    Non hanno voluto cedere la loro piccola allo Stato italiano come ogni genitore fa quando iscrive il proprio figlio appena nato all’anagrafe del Comune di nascita. 

  • La Crisi "CiEcA"

    Lo scoppio della borsa di Shangai sta generando panico in tutto il mondo. Non solo in Asia, dove le economie emergenti risentono fortemente dalle difficoltà della Borsa cinese, ma anche Europa e Stati Uniti hanno aperto con grandi perdite, questo sta avendo un impatto su tutte le economie del pianeta e potrebbe avere conseguenze sull'economia reale dei Paesi occidentali.

    DOVE NASCE LA CRISI

    Il 5 giugno l'indice principale della Borsa di Shanghai aveva toccato il massimo storico degli ultimi 7 anni. Poi ha contagiato le altre grandi piazze cinesi, quelle di Shenzen e Hong Kong. In un solo mese il valore si è ridotto di quasi un terzo, mentre ad agosto la Borsa cinese ha perso il 40%. Tale caduta, ha coinvolto immediatamente tutte le economie asiatiche che hanno forti legami con quella cinese: ad essere risucchiate nel suo vortice sono state la Borsa di Tokyo, Taiwan, Singapore, l'India, l'Australia e la Nuova Zelanda, che hanno tutte riaperto in perdita.

    Il crac si è rapidamente estese fino al Golfo Persico e al Medio Oriente, da dove hanno raggiunto l'Europa. Dubai e Ryad sono hanno aperto in perdita (-7 %) anche a causa del crollo del petrolio: il prezzo del greggio è sceso fino sotto i 40 dollari al barile. Cosa che potrebbe essere inizialmente positiva per i Paesi che consumano maggiore energia (per quelli europei in particolare) che vedranno ridotte le proprie bollette. Ma che riduce il potere di acquisto dei Paesi produttori, ossia delle economie emergenti in cui il Made in Italy ha trovato grandi sbocchi.

    LE CONSEGUENZE IN EUROPA

    La crisi delle economie emergenti potrebbe portare a grosse perdite per l'export europeo, dove le imprese hanno basato la loro competitività sulla contrazione dei prezzi. Paesi come Italia e Spagna, dunque, potrebbero risentirne. Meno esposta potrebbe essere la Germania, che basa le proprie esportazioni soprattutto sulla qualità tecnologica. Ciò non toglie che anche le economie dell'Europa Centro-settentrionale potrebbero vedere ridotti o addirittura scomparire interi settori del proprio export: una contrazione dei consumi in Cina colpirebbe soprattutto i Paesi europei che maggiormente vi esportano beni di consumo e prodotti di lusso, come la Germania e la Svizzera. Le incertezze verso il futuro hanno dunque contagiato tutte le Borse del vecchio continente, le cui piazze principali hanno tutte aperto in perdita: Milano (-5,4), Londra (-4,67), Parigi (-5,35), Londra (-4,67), Madrid (-5,01), Francoforte (-4,7), Atene (-10,5).

    IL GOVERNO AMERICANO 'VIGILA DA VICINO'

    Il Ministero del tesoro statunitense ha comunicato che la propria economia nazionale è oggi “ben più solida rispetto al 2008”. Barack Obama ha ricevuto i suoi consiglieri economici, che si sono detti pronti ad intervenire sui mercati qualora fosse necessario. Per ora, però, i danni a Wall street sono stati limitati. Nonostante anche le Borse americane abbiano riaperto in perdita, i danni sono stati minori rispetto a quelli europei: le perdite di Dow Jones e Nasdaq sono state rispettivamente del 3,58 e del 3,82.

    IN CINA INTERVIENE LO STATO

    Ad essere invece già intervenuto massicciamente sulla propria economia nazionale è il governo cinese. Tre settimane fa il presidente Xi Jinping aveva dato ordine di formare una “squadra nazionale” composta da banche pubbliche, enti di stato, fondi pensione coperti da ingenti finanziamenti della banca nazionale cinese. Si tratta di un cordone statale per fare fronte all'emergenza eseguendo le direttive del governo. Pechino ha rassicurato i propri cittadini e il resto del mondo, assicurando che le conseguenze del crollo delle Borse sull'economia reale saranno minime. La Cina, infatti, quest'anno raggiungerà una crescita del 7 per cento del Pil.

  • La crisi non esiste, hanno deciso di strozzarci temporaneamente

    Gaetano Vilnò, Presidente di DECIBA, ci spiega come mai la crisi economica non esiste. Il sistema ha deciso solo di strozzarci temporaneamente.

    Abbiamo imparato a conoscere la crisi economica negli ultimi tempi. Ormai spread, tasse e contro tasse costituiscono un mix micidiale che ha comportato l’impoverimento generale del settore primario, secondario e terziario del nostro paese, così come di altri paesi europei. Come non bastasse numerose misure di tipo politico-economico hanno poi generato una vera e propria crisi reale, materiale, tangibile. Lo scandalo delle quote latte ha determinato l’indebitamento e la relativa chiusura di decine di migliaia di stalle in tutta Italia. L’aumento delle tasse, del costo del lavoro, ha provocato la chiusura di centinaia di migliaia di aziende e la disoccupazione giovanile italiana è salita a quote vertiginose superando, nel 2013, addirittura la soglia psicologica del 40% (precisamente è arrivata al 40,6 % in Italia, mentre i dati nel meridione sono saliti anche al 50%). L’austerity imposta dall’Europa ha invece costretto milioni di italiani a stringere la cinghia e a fare sempre più sacrifici. E il debito pubblico? Oggi tocca un nuovo record: 2.218,2 miliardi di euro. Una cifra astronomica.

    Questi sono tutti elementi che determinano gli scenari economici italiani degli ultimi anni e, anche se non sono in una interconnessione reciproca, costituiscono tanti fattori di sofferenza che accompagnano all’indebitamento del singolo o delle aziende.

    In tempi di crisi però qualcuno che non stringe mai la cinghia c’è: è la banca. Sempre lei. Mille misure attuate dal governo sono pronte a proteggere le banche europee, sottraendo risorse ai portafogli dei cittadini sempre più vuoti. Gli istituti di credito, con scadenza regolare, pretendono il pagamento della rata del mutuo, il governo esige il pagamento delle tasse e, in caso di morosità, mica ti da una mano per capire come mai non puoi pagare? No, nemmeno per sogno! Affida la pratica a una società privata come Equitalia che non si è mai fatta scrupoli a strangolare i debitori. Tanto chi controlla il controllore?
    Beh, un metodo ci sarebbe, basta affidarsi alla legge e citare l’istituto in giudizio per usura bancaria laddove ne esistano i presupposti (vedi istruzioni). Chi, aiutato da un valido professionista, riesce a dimostrare il delitto di usura bancaria in Tribunale, potrà ottenere una gran quantità di agevolazioni oltre alla gratuità del mutuo, cioè al rimborso integrale degli interessi dovuti alla banca.

    Il debito del cliente nei confronti della banca, in pratica, non esiste più, se non nella misura del capitale prestato. Così come non esiste la crisi economica. Nella stragrande maggioranza dei casi le banche applicano tassi da usura e cercano di spaventare il cliente che, nemmeno sa di pagare una somma non dovuta. Oggi esistono 24 miliardi di euro che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura e sono circa 20 milioni gli immobili messi all’asta. La stragrande maggioranza dei pignoramenti, infatti, avviene per usura bancaria.

    Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento Europeo di Controllo sugli illeciti bancari), commenta così la crisi economica e la necessità di combattere contro le banche:

    In terza elementare si impara l’avvitamento economico: cioè se un paese è in crisi, si decide di aumentare le tasse e il paese va in avvitamento economico. Questa cosa la chiamano crisi, ma è un furto. L’Italia non è in crisi è Bancocratica. Quindi la banca  decide ogni 30 anni di abbassare i costi di abbassare il costo di immobili, di prendere il territorio e poi rialza. Nel 2016 vedrai che tutto riparte. Queste cose la gente del settore le sa.

    La banca cosa fa: ti rende ricco virtualmente. Quando ha voglia di fare cassa la fa. Ma chi è davvero in crisi? Gli stipendi degli statali sono gli stessi e i soldi in cassa ce ne sono più di prima. L’unico vero problema sono le delocalizzazioni.

    Se però questo è un mondo bancocratico, allora esiste solo un modo per cambiare l’ordine delle cose, per combattere questo potere concesso alle banche. Sospendere un’asta per usura può stravolgere l’economia italiana. Vuol dire che la banca è passata dalla parte del torto e questa è una cosa che dovrebbe essere scritta su tutti i muri, ma non lo vogliono fare. Io ho registrato anche per ore interviste per Agorà (programma in onda su Rai 3, n.d.r.) e non li hanno trasmessi. Questo succede perché a nessuno interessa fare informazione, ma solo notizia. Tuttavia solo chi decide di combattere ha davvero vinto.

  • La Grecia festeggia il no, ma le banche restano chiuse

    Domani gli sportelli rimarranno chiusi. I greci potranno svuotare le cassette di sicurezza, ma non del contante. E si parla di un nuovo limite ai prelievi

    Dopo lo storico referendum che ha visto il popolo greco bocciare le richieste dell’Europa dei creditori, tutto il Paese si è riversato in piazza a festeggiare.

    Ma da domani la situazione economica di Atene non cambierà di certo.

    La Banca di Grecia tenterà di chiedere una nuova iniezione di liquidità d'emergenza alla Banca Centrale Europea, ma nell’attesa della risposta di Mario Draghi, le riserve nelle casse delle Banche restano sufficienti per andare avanti ancora pochi giorni.

  • Le banche vincono se non le combatti

    Molte persone oggi sanno che è possibile fare causa alle banche, ma poche persone conoscono il modo giusto di reagire contro la stessa. In troppi, invece, hanno paura di affrontare un istituto di credito, perché la banca, secondo l’immaginario collettivo, è troppo forte. In realtà ogni istituto adotta strategie molto precise: quando propone finanziamenti applica dei tassi usurari e, soprattutto, lo fa in piena coscienza e anche nella piena consapevolezza di agire contro la legge.

    L’istituto di credito sa che gli interessi maggiorati possono costituire un problema per il debitore, nonostante ciò non si fa scrupolo ad applicarli. E così, in caso di morosità, cerca di far valere i propri diritti dapprima sollecitando il debitore a saldare le proprie rate, successivamente non si fa problemi a ricorrere alle vie legali.

    Ma quello che in pochi sanno è che la legge è dalla parte del debitore, le attuali normative aiutano i clienti a ristrutturare il proprio debito come la legge 3/2012. E non è tutto: l’Italia è anche l’unico paese al mondo ad avere una legge sull’usura. Chi infatti decide di ricorrere ad un valido professionista per contestare i tassi usurari proposti contrattualmente dalla banca, potrà ottenere la restituzione totale degli interessi versati, oppure non corrisponde più alcun interesse se il mutuo è ancora in essere. Per le vittime di usura ed estorsione inoltre, il governo dà la possibilità di richiedere dei finanziamenti a fondo perduto

    La cosa più importante da capire quindi è che l’unico motivo per vincere contro una banca è cominciare ad informarsi e poi a lottare.

    Numerose sentenze in tutt’Italia stanno letteralmente mettendo in ginocchio gli istituti di credito colpevoli di aver applicato interessi usurari nella piena consapevolezza dell’illegalità delle pratiche. Una prassi che ha portato al fallimento di numerose aziende, alla morosità di molte famiglie, al pignoramento di molti beni e anche, bisogna dirlo, a molti suicidi.

    Ma anche le banche hanno paura di chi ricorre alla legge perché sanno che le regole sono chiare e sono contro di loro. Soltanto chi riesce a combattere, chi non si arrende di fronte  all’illiceità con cui le banche stringono nella morsa del debito aziende e privati senza farsi alcuno scrupolo.

  • Legge 3/2012 salva - suicidi: cos’è e come funziona? La guida per salvarsi dai debiti

    La crisi ha messo in ginocchio chiunque, e sempre più spesso far fronte ai debiti contratti diventa praticamente impossibile. Ma mentre le aziende hanno la possibilità di dichiarare fallimento e ricominciare da capo, i privati sono costretti a fronteggiare difficoltà enormi, con banche, fornitori e creditori che non smettono di «bussare alla porta».

    Questa via d’uscita è la Legge 3/2012, meglio nota come «legge salva-suicidi»- varata proprio allo scopo di aiutare chi, a causa di eventi eccezionali (che spiegheremo tra poco) non riescono più a onorare i propri debiti.

    Legge salva-suicidi: che cos’è e come funziona?
    L’articolo 7, capo II della legge 3/2012 recita:

    Il debitore in stato di sovraindebitamento puo’ proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente, salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4. Il piano prevede le scadenze e le modalita’ di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalita’ per l’eventuale liquidazione dei beni. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 13, comma 1, il piano puo’ anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.

    Riassumendo: la legge salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia di Equitalia che delle banche,la possibilità di rivolgersi al Tribunale.

    Quest’ultimo, una volta accettata la proposta del debitore, nominerà un esperto contabile che analizzerà i conti (debiti e averi) del cittadino e lo aiuterà a mettere in atto un «piano di rientro» creditizio.

    I creditori, dall’altra parte, non riceveranno l’intera somma cui hanno diritto, ma solo la parte che realisticamente il debitore può permettersi di pagare. Condizione perché il piano di rientro venga avviato è che esso venga accettato da almeno il 60% di chi deve ricevere i soldi

    Piano di Rientro: perché i creditori accettano
    Tra i creditori si possono annoverare anche le banche: se, a titolo esemplificativo, un privato ha contratto un mutuo di 100mila euro che non riesce più a pagare a causa di un’effettiva difficoltà economica, egli può proporre all’istituto una riduzione della somma. Molto spesso alla banca, a causa della crisi che affligge il settore immobiliare, converrà infatti raggiungere un’accordo con il cittadino che vendere l’immobile all’asta.

    Lo stesso discorso vale per Equitalia. Non potendo effettuare un pignoramento sulla prima casa, accettando la rinegoziazione del debito infatti, il fisco riuscirebbe a rientrare in possesso di una parte della somma.

    Per quanto riguarda i fornitori: la legge salva-suicidi prevede delle agevolazioni fiscali dovute al fatto che essi percepiscono delle cifre inferiori rispetto a quelle pattuite precedentemente.

    Insomma, da un lato il cittadino potrà ripagare i propri debiti in base a quanto realisticamente può permettersi, dall’altro i creditori riusciranno a rientrare dei propri soldi, usufruendo anche di determinate agevolazioni fiscali.

     

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