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  • Anatocismo VIETATO

    L’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è VIETATA dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

    Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, negli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei clienti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

    Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà procedere con un’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

     

  • Banche Ue: Moody's, rischi contagio da Grexit ridotti ma non eliminati

    La reazione del mercato ad un'uscita della Grecia potrebbe ancora influenzare negativamente i profili di credito di alcune banche europee.

    I rischi di contagio sono stati sostanzialmente ridotti, ma non eliminati.

    Lo sostiene l'agenzia di rating Moody's in un'analisi appena diffusa in cui precisa che sono tre i canali principali di tale contagio ad impatto rating presi in considerazione in caso di aumento della probabilità di una Grexit: l'ambiente operativo, partecipazioni delle banche nei titoli di Stato e la capacità di un governo di fornire supporto alle banche, se necessario.

  • Giudici indagati per corruzione

    Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

    Art.319 ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi investigativa che tre pm del tribunale di Brescia stanno percorrendo ai danni di due colleghi pavesi e di un perito del tribunale di Pavia. I giudici finiti nel registro delle notizie di reato sono Fabio Lambertucci e Andrea Balba, insieme con il geometra Fabrizio Montini.

    L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi poi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, dove abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara GhirardiAmbrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

    Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

    La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

  • Grecia sull’orlo del baratro, banche chiuse

    Banche chiuse. Merkel incontra i leader di partito in cancelleria. Varoufakis: ''Capi governo evitino il disastro''

    La Grecia è ormai sull'orlo del baratro; oggi resteranno quindi chiusi gli istituti di credito e persino la Borsa di Atene. Lo ha annunciato lo stesso premier greco Tsipras dopo che la Banca Centrale Europea aveva deciso di non concedere ulteriore liquidità allo stato ellenico. Si prevede un lunedì nero per i mercati. In un'intervista, il ministro delle Finanze greco Varoufakis, ha addirittura chiesto ai capi di governo degli stati facenti parte dell'UE di agire in fretta per evitare il disastro. Intanto i leader europei convocano riunioni di emergenza per fare il punto della situazione nei rispettivi paesi.

  • Grecia, occhi alle mosse della BCE. Europa in recupero, Milano sale dello 0,8%

    Spread sui 160 punti dopo asta Tesoro, rimbalzo della Borsa di Tokyo

    Le Borse europee sono in netto recupero a metà giornata e quindi la cosa sta a significare che Tsipras starebbe riconsiderando l'offerta di Juncker. Ad allungare è soprattutto Milano con il Ftse Mib che sale dello 0,8%. A seguire Madrid (+0,78%) mentre si mostrano più caute la capitale della Francia (+0,04%) e Francoforte (+0,05%). Tra i principali listini l'unica in negativo resta Londra (-0,33%).

    Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco oscilla intorno ai 160 punti base (159) dopo l'asta del Tesoro. Il tasso sul decennale è al 2,37%.

  • ITALIANI VINCONO CONTRO LE BANCHE ECCO COME CONTROLLA IL TUO MUTUO

    Finalmente sono molti gli Italiani ad avere preso il giusto coraggio per fare causa alla Banca,siamo stati fra i primi a diffondere sentenze,leggi,ordinanze,i primi a diffondere video specifici che spiegassero in modo chiaro come controllare il proprio mutuo o conto corrente .

    guarda il video

    Abbiamo raggiunto un milione di persone fra tutti i video che parlano di illegittimi bancari,grazie all’associazione deciba questo è stato possibile

    info : www.deciba.it 0521/241417

     

     

    Controllare i conto correnti ,leasing,Mutui deve diventare di moda,ormai tutti sanno questa possibilità,spesso in molti credono non sia vero. La nostra abitudine di diffondere sentenze e ordinanze a portato in molti ad approfondire l’argomento .

    I numeri sono impressionanti,dalle analisi fatte sono milioni di euro che gli Italiani devono prendere come risarcimento,arrivano molte email dove ci chiedono a chi rivolgersi,ci sono molti professionisti in Italiani,noi vi consigliamo di affidarvi ai professionisti selezionati da deciba,questo vi eviterà di incappare in qualche fregatura .

    il sito www.deciba.it tel 0521/241417

    Ecco documentati i risultati ottenuti,controllare la banca deve essere normale

  • La Crisi "CiEcA"

    Lo scoppio della borsa di Shangai sta generando panico in tutto il mondo. Non solo in Asia, dove le economie emergenti risentono fortemente dalle difficoltà della Borsa cinese, ma anche Europa e Stati Uniti hanno aperto con grandi perdite, questo sta avendo un impatto su tutte le economie del pianeta e potrebbe avere conseguenze sull'economia reale dei Paesi occidentali.

    DOVE NASCE LA CRISI

    Il 5 giugno l'indice principale della Borsa di Shanghai aveva toccato il massimo storico degli ultimi 7 anni. Poi ha contagiato le altre grandi piazze cinesi, quelle di Shenzen e Hong Kong. In un solo mese il valore si è ridotto di quasi un terzo, mentre ad agosto la Borsa cinese ha perso il 40%. Tale caduta, ha coinvolto immediatamente tutte le economie asiatiche che hanno forti legami con quella cinese: ad essere risucchiate nel suo vortice sono state la Borsa di Tokyo, Taiwan, Singapore, l'India, l'Australia e la Nuova Zelanda, che hanno tutte riaperto in perdita.

    Il crac si è rapidamente estese fino al Golfo Persico e al Medio Oriente, da dove hanno raggiunto l'Europa. Dubai e Ryad sono hanno aperto in perdita (-7 %) anche a causa del crollo del petrolio: il prezzo del greggio è sceso fino sotto i 40 dollari al barile. Cosa che potrebbe essere inizialmente positiva per i Paesi che consumano maggiore energia (per quelli europei in particolare) che vedranno ridotte le proprie bollette. Ma che riduce il potere di acquisto dei Paesi produttori, ossia delle economie emergenti in cui il Made in Italy ha trovato grandi sbocchi.

    LE CONSEGUENZE IN EUROPA

    La crisi delle economie emergenti potrebbe portare a grosse perdite per l'export europeo, dove le imprese hanno basato la loro competitività sulla contrazione dei prezzi. Paesi come Italia e Spagna, dunque, potrebbero risentirne. Meno esposta potrebbe essere la Germania, che basa le proprie esportazioni soprattutto sulla qualità tecnologica. Ciò non toglie che anche le economie dell'Europa Centro-settentrionale potrebbero vedere ridotti o addirittura scomparire interi settori del proprio export: una contrazione dei consumi in Cina colpirebbe soprattutto i Paesi europei che maggiormente vi esportano beni di consumo e prodotti di lusso, come la Germania e la Svizzera. Le incertezze verso il futuro hanno dunque contagiato tutte le Borse del vecchio continente, le cui piazze principali hanno tutte aperto in perdita: Milano (-5,4), Londra (-4,67), Parigi (-5,35), Londra (-4,67), Madrid (-5,01), Francoforte (-4,7), Atene (-10,5).

    IL GOVERNO AMERICANO 'VIGILA DA VICINO'

    Il Ministero del tesoro statunitense ha comunicato che la propria economia nazionale è oggi “ben più solida rispetto al 2008”. Barack Obama ha ricevuto i suoi consiglieri economici, che si sono detti pronti ad intervenire sui mercati qualora fosse necessario. Per ora, però, i danni a Wall street sono stati limitati. Nonostante anche le Borse americane abbiano riaperto in perdita, i danni sono stati minori rispetto a quelli europei: le perdite di Dow Jones e Nasdaq sono state rispettivamente del 3,58 e del 3,82.

    IN CINA INTERVIENE LO STATO

    Ad essere invece già intervenuto massicciamente sulla propria economia nazionale è il governo cinese. Tre settimane fa il presidente Xi Jinping aveva dato ordine di formare una “squadra nazionale” composta da banche pubbliche, enti di stato, fondi pensione coperti da ingenti finanziamenti della banca nazionale cinese. Si tratta di un cordone statale per fare fronte all'emergenza eseguendo le direttive del governo. Pechino ha rassicurato i propri cittadini e il resto del mondo, assicurando che le conseguenze del crollo delle Borse sull'economia reale saranno minime. La Cina, infatti, quest'anno raggiungerà una crescita del 7 per cento del Pil.

  • La Grecia festeggia il no, ma le banche restano chiuse

    Domani gli sportelli rimarranno chiusi. I greci potranno svuotare le cassette di sicurezza, ma non del contante. E si parla di un nuovo limite ai prelievi

    Dopo lo storico referendum che ha visto il popolo greco bocciare le richieste dell’Europa dei creditori, tutto il Paese si è riversato in piazza a festeggiare.

    Ma da domani la situazione economica di Atene non cambierà di certo.

    La Banca di Grecia tenterà di chiedere una nuova iniezione di liquidità d'emergenza alla Banca Centrale Europea, ma nell’attesa della risposta di Mario Draghi, le riserve nelle casse delle Banche restano sufficienti per andare avanti ancora pochi giorni.

  • Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti

     

    cHE COS'è L'USURA BANCARIAUna recente sentenza della Cassazione – la n. 350/2013 – ha stabilito che : “quando il tasso di mora, le penali e le varie spese, superano il tasso soglia, stabilito dalla legge anti usura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali ”. Sulla base di questa preziosissima sentenza Gaetano Vilnò, presidente di D.E.C.I.BA ed esperto di illeciti bancari, ha attuato un ambizioso progetto che sta già riscrivendo la giurisprudenza italiana. I professionisti che collaborano con l’associazione infatti, sono riusciti (primi in italia) a dimostrare come l’usurarietà dei mutui o di altri sistemi di finanziamento hanno influito sulla messa all’asta di beni o immobili, ottenendo quindi la gratuità dei mutui, l’annullamento dell’asta ed un eventuale risarcimento del danno.

    Ma come è possibile stabilire se il proprio mutuo, finanziamento, prestito o leasing è in usura? E, soprattutto, com’è possibile stabilire se il professionista a cui ci siamo affidati sta seguendo la strada giusta? Esiste un preziosissimo video che Deciba ha diffuso e che reca tutte le istruzioni da seguire nei 4 casi più frequenti riscontrati per i mutui usurari.

    “Per tutelarsi, il contribuente deve stare attento in particolare ad un fattore: il tasso di mora, che consiste nell’interesse che la banca richiede quando il cliente non riesce a pagare una rata.
    Verificare se esiste un’anomalia è semplice: basta chiedere un estratto conto e i rendiconti delle rate alla propria banca, che è obbligata a fornite tutti i documenti degli ultimi 10 anni, inclusi contratti di mutui e conti correnti (a meno che non c’è la prescrizione). Se il contribuente rientra in questa categoria, può allora chiedere il rimborso integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, avendo inoltre la facoltà di non corrispondere gli interessi relativi alle rate residue”, affermano gli esperti.

    Ma in che è modo è possibile verificare l’usurarietà del finanziamento? Ecco, gli esperti ci hanno tenuto a precisare i casi più frequenti per stabilire l’usurarietà del mutuo. Si tratta di istruzioni utili sia ai professionisti che ai clienti che vorrebbero capire se al proprio mutuo sono stati applicati tassi superiori alla soglia prevista dalla legge. Questo metodo ha permesso all’avvocato Rosa Chiericati dell’associazione D.E.C.I.BA di ottenere numerose sentenze favorevoli in molti Tribunali italiani (Padova, Lecco, Reggio Emilia ed altri ancora). Si tratta quindi di nozioni di base che è giusto conoscere per stabilire se è il caso di affidarsi ad un esperto, oppure per capire se il professionista consultato è una persona seria. Il seguente video, inoltre, potrà servire anche a quei professionisti che si stanno interessando a casi di questo tipo. Chi riesce a dimostrare l’usurarietà del mutuo, potrà ottenere la gratuità dello stesso e, quindi, non pagare alcun interesse, ma saldare soltanto il capitale oltre a poter richiedere agevolazioni statali.

    ISTRUZIONI

    Prima di tutto bisogna controllare la data di emissione del vostro contratto, quindi la data in cui avete fatto la stipula.

    PRIMO CASO

    PASSO N.1  - Dopo aver cliccato sull’archivio di Bankitalia, si può procedere alla valutazione consultando le tabelle dei tassi usurari.

    PASSO N.2 – Comparirà una scheda in cui potrete scegliere dall’archivio l’anno e il trimestre. Qui abbiamo i mutui a tasso fisso, variabile e  medio. Attenzione, il tasso medio non è il tasso soglia, è semplicemente il tasso medio e ci sono anche delle regole per calcolare il tasso medio e per calcolare il tasso soglia. Se il tasso medio è la base per calcolare il tasso soglia che si ottiene aggiungendo al tasso medio il 50% del suo valore. Quindi se il tasso medio è 5% basta aggiungere il 2,5% e si ottiene un tasso soglia del 7,5%.

    N.B. Dopo il 2011 il sistema bancocratico ha cercato di tutelare le banche e così il meccanismo è cambiato. In pratica per definire il tasso soglia bisogna adottare un metodo diverso: si aggiungono 4 punti + il 25%. Dopo il 2011 quindi, le banche hanno ottenuto uno scudo maggiore ed è più difficile che i mutui vadano in usura. La cosa incredibile però è che anche dopo il 2011 gli illeciti bancari sono la stragrande maggioranza, ma sono comunque inferiori rispetto ai mutui stipulati prima del 2011.

    PASSO N.3 – Successivamente bisogna cercare il taeg o Isc (la banca utilizza o l’uno o l’altro a sua discrezione).

    PASSO N.4 – Adesso si può cercare il tasso di mora e qui bisogna fare un appunto fondamentale:

    N.B. Il tasso di mora va addizionato al tasso in vigore solo quando sono collegati fra di loro. Ad esempio quando è indicato nel vostro contratto che il tasso di mora + 4% del tasso in vigore. Questo passo è fondamentale perché afferisce alla sentenza della Cassazione numero 350/2013 che stabilisce cosa determina l’usurarietà dei mutui. Purtroppo si tratta di un passaggio ignorato da molti professionisti che quindi cadono in errore compromettendo l’esito della sentenza che potrebbe rivelarsi, quindi, infausta per il cliente. Ci sono professionisti che purtroppo fanno un minestrone di addizioni sommando tasso di mora, tasso in vigore, estinzione anticipata e percorrendo, quindi, una strada economicamente scorretta e non dimostrabile in sede giudiziaria. 

    SECONDO CASO

    La maggior parte dei professionisti sbaglia anche questo secondo caso. Dopo aver rilevato la data e il tasso in vigore, adesso andiamo a rilevare il tasso di mora.
    La regola è: 
    Tasso di mora = 3 punti in più della BCE o qualsiasi altro parametro. 
    N.B. – In questo secondo caso che stiamo esaminando non è possibile addizionare il tasso di mora al tasso in vigore in quanto il tasso di mora è collegato a un altro parametro ed è quello che noi dobbiamo cercare. Il tasso di mora e il tasso in vigore sono addizionabili solo quando collegati tra di loro. Ma non è questo il caso. Esempio: Se c’è scritto tasso di mora + 4 Euribor, in questo caso bisogna cercare l’archivio giusto Euribor (anno e trimestre) e aggiungere il tasso di mora.

    TERZO CASO
    Tasso in vigore più tasso di mora è uguale al tasso soglia. Questo è un caso molto frequente e che necessita di un ulteriore calcolo. Anche in questo caso le addizionali si effettuano solo in caso di collegamento. Se il tasso è pari, l’unica strada da percorrere è guardare alle spese del notaio o spese assicurative non menzionate da contratto. Qui è possibile trovare un aumento del Taeg e sarebbe possibile rilevare l’usura.

    QUARTO CASO – ESTINZIONE ANTICIPATA
    Si tratta di un caso che va controllato da solo e non va collegato né al tasso di mora, né al tasso in vigore. Fino al 2007 noi trovavamo l’estinzione anticipata. Nel caso ci sia 0,25 o 0,50 dobbiamo fare i conteggi. I parametri sono quasi sempre gli stessi e quando noi troviamo l’1% vuol dire che i tassi sono sicuramente in usura.

    N.B.  - Purtroppo, nonostante sia ormai assodato che l’estinzione anticipata necessita di un calcolo a parte, molti professionisti commettono l’errore di sommarlo al tasso di mora o al tasso in vigore compromettendo il buon esito della sentenza.

    Come specificato più volte, le perizie non servono a vincere le cause, perchè esse costituiscono solo uno strumento di lavoro. Ma serve un atto di citazione valido e una esposizione del caso al giudice che sia credibile. Solo nel caso anche il legale riuscisse a comprendere bene l’argomento e quindi ad esporlo in maniera chiara al giudice sarebbe possibile ottenere un esito favorevole per il cliente. Senza queste componenti fondamentali, una buona perizia resterà semplicemente una buona perizia, ma sarà insufficiente per poter vincere la causa.

     

  • Passaggio di patate bollenti

    (Atene) - Il parlamento greco ha approvato le misure di austerità chieste dai creditori per aprire i colloqui su un bailout da oltre 80 miliardi, anche se decine di parlamentari di Syriza, il partito al governo, hanno abbandonato il primo ministro Alexis Tsipras.Il pacchetto è stato approvato con 229 voti su 300. Ci sono stati 64 voti contrari e sei astensioni. Ma Tsipras ha chiesto il sostegno dei partiti all'opposizione filo-europei per spingere le misure, lasciando aperta la partita sul futuro del suo governo.Il portavoce dell'esecutivo, Gabriel Sakellaridis, si è detto consapevole che il voto scopre divisioni all'interno di Syriza, ma che la priorità del governo è di assicurare il bailout, suggerendo che al momento non ci saranno mosse immediate verso elezioni anticipate.In cambio di finanziamenti fino a 86 miliardi di euro, la Grecia ha accettato di fare una serie di riforme, compresi significativi aggiustamenti sulle pensioni, sulle tasse, una serie di liberalizzazioni e tagli alla spesa pubblica.

     

    (BERLINO) - Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che chiederà al Parlamento tedesco di riaprire i negoziati sul terzo bailout a favore della Grecia con "piena convinzione", pur continuando a credere che una "Grexit" temporanea potrebbe forse essere un'opzione migliore."Abbiamo fatto un passo avanti", spiega Schaeuble alla radio tedesca Deutschlandfunk dopo l'approvazione da parte del Parlamento greco del pacchetto di riforme chieste dai partner europei."Si tratta di un passo importante", continua, aggiungendo che molti economisti dubitano che i problemi di Atene possano essere risolti senza un haircut del debito.Schaeuble ha spiegato che un haircut sarebbe incompatibile con la permanenza di un Paese nell'euro.

     

     

    (Roma) "Non metteremo un euro in più come contribuenti europei per salvare la Grecia. Abbiamo interesse che si rimetta su un percorso di crescita". Così Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari Europei, interpellato sulla questione greca, in diretta ad Agorà estate. "Il costo sarebbe stato elevatissimo - aggiunge - se fosse passata la linea col quale il negoziato è iniziato, in termini politici"."Se l'Unione Europea comincia a perdere pezzi - avverte Gozi - cadrà a pezzi, sia dal punto di vista geopolitico che del prezzo, notevole, per tutti i contribuenti.Sulle polemiche circa l'assenza dell'Italia dal tavolo delle trattative per la Grecia, ha dichiarato: "Lo ha detto ieri Alexis Tsipras che, grazie all'Italia e alla Francia, ha potuto rispettare il mandato che ha democraticamente avuto dal referendum". "Per governare meglio l'euro - ha sottolineato - abbiamo bisogno di dare credibilità e più efficacia alle istituzioni comuni"."Dobbiamo salvare Italia e Europa - ha concluso il sottosegretario - dalla spirale tra tecnocrazia e populismo. Da qui la determinazione, la spinta di Renzi, e la necessità di portare avanti le riforme che vanno fatte a ritmo spedito, ascoltando tutti ma portando a casa i risultati. Il Paese ha bisogno di una scossa positiva e credo che Matteo Renzi l'abbia data e la stia dando".

     

  • PIGNORAMENTO BANCARIO ? BLOCCALO ! ECCO COME

    Arriva un email dove ci apre molte considerazioni,in pochi sanno le recenti ordinanze dove il giudice ha bloccato le Aste giudiziaria per Usura bancaria . L’email ci arriva da un ragazzo che lavora in Brasile ma segue le vicende Italiane on line,in qualche modo non è influenzato dai grandi Media che ogni giorno ti imbottiscono di informazioni che sono poco utili . Il web contiene un’infinita fonte di informazione,alcune sono bufale ma altre potrebbero davvero salvare aziende e famiglie. Abbiamo iniziato questa campagna informativa da tempo,vi presentiamo sentenze,ordinanze,leggi,grazie alla collaborazione con l’associazione DECIBA www.deciba.it vi teniamo sempre aggiornati.

    Reggio Emilia è una delle città in Emilia Romagna dove il pignoramento di immobili sembra andare di moda,purtroppo molti non sanno che attraverso un’analisi dei conto correnti o del contratto di Mutuo l’asta potrebbe essere bloccata,non sono fantasie,ci sono le ordinanze di giudici .

    Uno dei massimi esperti in materia è il Presidente Deciba Dott. Gaetano Vilnò ,dove evidenzia il silenzio dannoso dei Media per questo importante argomento .

    www.deciba.it 0521/241413

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    La probalità di salvare famiglie e aziende da pignoramenti e aste giudiziarie è molto alta,infatti molti tribunali Italiani stanno clamorosamente respingendo le banche da richieste di pignoramento,purtroppo nessuno né parla.
    Spesso si parla si Usura Bancaria o Anatocismo,ma la conseguenza di questi reati e illeciti bancari potrebbe portare famiglie e aziende dalla parte della ragione .

    Non tenete per voi questa informazione,pubblicate sul vostro profilo e blog,informate i vostri amici,siate curiosi,questo aiuterà il popolo Italiano ad avere i giusti strumenti per difendersi da un sistema ormai perverso .

     

    INFORMIAMO QUESTE PERSONE

  • RECUPERO CREDITI : ECCO COME DIFENDERSI DA SOLI

    banche usura

    La parola d'ordine LA FORZA DEL POPOLO INFORMATO
    Quel che tutti desideriamo, ottenuto un finanziamento o contratto un debito, è di poter pagare tranquillamente quel che dobbiamo.
    Ci sono però casi della vita, come un fallimento o la perdita del lavoro, che nostro malgrado ci cambiano le carte in tavola e ciò che sembrava facile da fare, d’improvviso diventa difficile o impossibile.

    Spesso la componente più violenta è subire un direttore di Banca che ti chiama,quello che prima sembrava un tuo "amico" ora ti tratta come un vero ricercato .
    Certo,ogni persona fa il suo lavoro,ma c'è modo e modo .

    Poi abbiamo le società di recupero credito,in sintesi comprano a poco al 5% circa il vostro debito e poi vi devono correre dietro per guadagnare soldi . Molti di noi hanno ricevute telefonate minatorie,noi sfortunatamente per loro l'abbiamo registrata .

    Come da nostra abitudine vi diamo anche le soluzioni,non ci piace fare il "gioco" della politica che ogni giorno vi elenca i problemi ma nessuno poi attiva soluzioni.

    banche usura

    COSA FARE ?

    DIFFIDA TELEFONATA .pages

    TESTO

    Finanziarie e recuperi crediti: lettera per bloccare le telefonate
    Ti trovi in un momento di difficoltà economica e la finanziaria o una società di recupero crediti ti stanno tormentando con continue telefonate e richieste di pagamento, magari con toni minacciosi e incivili? È l'ora di farli smettere! Compila i campi di questo documento e crea in pochi secondi la lettera da spedire per far cessare questo abuso del tuo telefono!

    OGGETTO : DIFFIDA

    Inserisci i tuoi dati
    Nome
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    Indirizzo e n. civico
    Provincia (indica la sigla)
    Comune
    CAP
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    Nome della società
    Indirizzo e n. civico
    Provincia (indica la sigla)
    Comune
    CAP
    Vuoi inviare la tua contestazione per posta, fax o mail
    Dati per la contestazione delle telefonate
    Inserisci dati per identificarti
    Sei stato minacciato o insultato dagli operatori telefonici?
    descrivi

    No
    Inserisci qui il numero (o i numeri) di telefono su cui NON vuoi più essere chiamato

    Luogo e data di scrittura della lettera
    Luogo
    Da
    Associazione  D.E.C.I.BA Dipartimento Europeo Controllo Illeciti Bancari Viale Barilla n° 21 cap 43121 Parma -Tel 0521/241417 fax 0521484700  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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    banche usura

    Il popolo spesso non conosce il proprio potere,i grandi Media sicuramente non vi sono di aiuto,infatti nessuno parla di questioni che potrebbero davvero aiutare le persone,sapete della recente sanatoria 2015 fatta nei confronti di Equitalia ?

    Guardate questo video

    Sapete che sono uscite ordinanze dove le banche sono state bloccate per usura bancaria ?

    Il video più visto nel web ,come controllare il proprio contratto di Mutuo

  • Tasse sulla casa, rispetto al 2013 aumento del 10%....Cambiamenti?!?!?

    Secondo l'Agenzia delle Entrate è l'introduzione della Tasi ad aver determinato, nel 2014, il forte incremento. Confedilizia: intervenire

    Il gettito derivante dalle principali imposte sul possesso, sulla locazione e sulla compravendita di immobili è stato nel 2014 di 42,1 miliardi di euro. Come risulta dal report dell'Agenzia delle Entrate, l'aumento rispetto al 2013 (38,4 miliardi di euro) è dovuto principalmente all'introduzione della Tasi che ha determinato un incremento delle entrate di 4,6 miliardi di euro.

    A pochi giorni dall'allarme, il governo promette di intervenire sulla tassazione già a settembre, arriva a fotografare la situazione il Rapporto Immobili Italia 2015, redatto dell'Agenzia delle Entrate stessa. Dal documento emerge un aumento, tra il 2012 e il 2014, delle imposte di natura reddituale, che passano da 6,4 miliardi a 7,2 miliardi di euro. "Il gettito Irpef è aumentato anche perché sono stati reintrodotti nella base imponibile i redditi degli immobili non locati ad uso abitativo ubicati nello stesso Comune di residenza, nella misura del 50%", si legge nel testo.

    Tra le imposte patrimoniali, l'Imu, di natura ricorrente, nel 2014 ha generato un gettito pari a 19,3 miliardi; mentre la Tasi sui servizi indivisibili ha prodotto un gettito di 4,6 miliardi. Si osserva, pertanto, che il gettito complessivo Imu-Tasi del 2014, pari a 23,9 miliardi di euro.

    Il rapporto rileva inoltre come, tra il 2013 e il 2014, vi sia stato un leggero aumento delle imposte sui trasferimenti che passano da 8,7 miliardi a 8,9 miliardi circa di euro, a seguito della leggera ripresa del mercato immobiliare nel terzo trimestre 2014.

    Sono in costante calo, invece, le entrate derivanti dalla tassazione immobiliare sulle locazioni: il gettito relativo, pari a circa 2,1 miliardi di euro nel 2014.

    Confedilizia: "Tassazione spropositata" - "In Italia vi è un livello di tassazione patrimoniale sugli immobili ormai spropositato, pari ad oltre il 60% dei tributi su questi beni". Lo denuncia Confedilizia ricordando che "ai 25 miliardi di Imu e Tasi, si aggiunge un altro miliardo dall'imposizione sostanzialmente patrimoniale dell'Irpef applicata sulle case che i proprietari non riescono ad affittare situate nella città di residenza (soggette ad altre 5 imposte: Imu, Tasi, Tari, addizionale comunale e regionale Irpef). E' urgente intervenire per cambiare direzione".

  • Un referendum, un potere del popolo ????

    Le Borse europee aprono la settimana sotto le vendite dopo l’esito del referendum di ieri in Grecia che ha visto una schiacciante vittoria dei “no” (oltre il 61%).
    Di fatto, i cittadini ellenici hanno così respinto le condizioni poste dai creditori internazionali nel piano di salvataggio. Si attende ora una ripresa delle trattative con l’Europa. E proprio per agevolare il raggiungimento di una intesa si è dimesso il ministro delle Finance greco, Yanis Varoufakis. Intanto i mercati rimangono alla finestra in attesa della mossa della Banca centrale europea in tema di liquidità.
    Domani è stato invece convocato un meeting straordinario dell’ Eurogruppo. Con queste novità si sono risvegliati i listini continentali che seguono la strada dei ribassi: a Parigi il Cac40 cede l’1,28% a 4.746,91 punti,
    il Dax di Francoforte lascia sul terreno l’1,08% a 10.938,90 punti,
    anche a Londra, dove il Ftse100 perde quasi l’1% a 6.543,56 punti.
    Per quanto riguarda Milano anche Piazza Affari apre in netto calo: l’indice Ftse Mib perde il 2,47% a 21.951,25 punti, dopo circa un’ora dall’inizio delle contrattazioni.