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  • LA LEGGE UGUALE PER TUTTI MA NON PER LE BANCHE ! CENTRALI RISCHI AGGRAVA ULTERIORMENTE L'AZIENDA

    Banca: quando c’è segnalazione alla Centrale rischi per insolvenza

    La banca deve segnalare l’insolvenza alla Centrale rischi anche se ci sono solo difficoltà economiche.

    Comprendere per quale motivo la Banca possa mettere in centrale rischi un cittadino è difficile,infatti nessuna azienda ha questo potere straordinario,l'unica domanda logica è PERCHE' IL GOVERNO NON CREA UNA DATE BASE DELLE BANCHE A RISCHIO

    Chi ha un conto sconfinato, un mutuo ipotecario, un finanziamento di altro genere o qualsiasi debito con una banca farebbe bene a pagare regolarmente le rate perché, in alternativa, potrebbe scattare la segnalazione alla Centrale rischi della banca d’Italia. Ma attenzione: la banca non è legittimata al “marchio infame” già solo per un semplice ritardo o per l’omesso pagamento di una o poche rate,precisamente da TUB sono 7 le rate ritenute ad alto rischio . La segnalazione deve scattare solo in presenza di una accertata insolvenza. Insolvenza che non deve necessariamente essere quella – più grave e irreversibile – che è l’anticamera del fallimento, ma è sufficiente che si concretizzi in una grave difficoltà economica ossia di non facile soluzione,quindi stabilire questo paramento risulta al quanto soggettivo .

    È quanto chiarito dalla Corte di Appello di Caltanissetta con una recente sentenza
    La circolare del 1991 della Banca d’Italia, che stabilisce le condizioni per la segnalazione alla Centrale rischi, parla di insolvenza del debitore; ma questo concetto – si legge nel provvedimento in commento – non coincide con la nozione prevista dalla legge per l’apertura del fallimento, ma riguarda ogni stima negativa della situazione economico-patrimoniale del debitore. Dunque, è sufficiente il semplice “rischio” (purché oggettivo e fondato) di insolvenza a giustificare la comunicazione alla banca dati dei cattivi pagatori.
    In passato diversi tribunali hanno chiarito che la semplice difficoltà economica non giustifica la segnalazione alla Centrale rischi (leggi la guida: “ Segnalazione Centrale rischi: quando illegittima”). Questo aspetto viene confermato dalla sentenza in commento che, infatti, richiede non una difficoltà economica temporanea, ma una difficoltà grave.

    Inutile esprimere la troppa soggettività nel stabilire lo stato di sofferenza,il bancario non può e non deve decidere .

    Il concetto di insolvenza necessario per la segnalazione alla Centrale Rischi – precisa la Corte d’Appello siciliana – consiste in una valutazione negativa della situazione economico-patrimoniale, apprezzabile come deficitaria, ovvero come di “grave difficoltà economica”. Di conseguenza, in questa valutazione non si deve fare “alcun riferimento al concetto di incapienza o irrecuperabilità”.
    La segnalazione può essere effettuata solo a seguito di una valutazione complessiva del cliente, non limitata alla considerazione del mero ritardo nel pagamento. Potrebbe, per esempio, essere sintomatico di una grave difficoltà economica il comportamento del debitore, protratto per lungo tempo, di assenza di movimentazioni sul conto corrente, il che dimostrerebbe che la situazione d’insolvenza.

    Non rileva neanche il fatto che il debitore si sia dichiarato disposto ad adempiere o, al contrario, abbia manifestato motivi di contestazione del credito da parte della banca (per esempio, la presenza di anatocismo o di usura bancaria).

    Ovviamente è richiesto che il creditore abbia costituito in mora il debitore con una diffida ad adempiere e che, dalla stessa raccomandata, sia decorso un tempo sufficientemente ampio per consentire al cliente di provvedere a sanare la propria posizione. È inoltre necessario l’invio del preavviso al cliente moroso.

    Commento del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò

    La logica aiuta ,la domanda che dobbiamo porci è solo una,per quale motivo le banche devono avere poteri che altre aziende non hanno. Ormai sembra quasi normale che le banche abbiano il potere se segnalarti come cattivo pagare o meno,la discussione deve nascere prima,la banca non può non deve avere poteri straordinari ,ogni azienda si assume il rischio di impresa come tutti le altre attività . Siamo stanchi dello strapotere dato alla banche,controllo assoluto sul popolo e decisione arbitraria di chi è buono e di chi è cattivo. Ritengo adeguato arrestare chi ha rubato e truffato i clienti,poi pensiamo a fare un CRIF di banche,noi segnaleremo quale banca è buona e quale no .

    Controllate i vostri conto correnti,Mutui,Leasing

    Controllare l'operato della propria banca è indispensabile ,Mutui,Leasing,Conto correnti contengo spesso illegittimo o reati . Avere conto correnti affidati ed avere la fortuna di aver custodito tutti gli estratti conti permette un controllo econometrico che elaborerà matematicamente quanto la banca eventualmente vi dovrà restituire . L'associazione D.E.C.I.BA garantisce l'affidabilità dei professionisti scelti . DECIBA garantisce moralità,trasparenza,precisione. DECIBA certifica i documenti e porta davanti alla legge i vostri diritti . Informazioni 0521/241417 Mobile 338/1063708 .

  • La malefica cessione del quinto dello Stipendio. Sei consapevole di cosa hai firmato ? Apri gli occhi e controlla.

    La malefica cessione del quinto dello Stipendio. Sei consapevole di cosa hai firmato ? Apri gli occhi e controlla.


    La cessione del quinto dello stipendio o della pensione costituisce una tipologia di finanziamento molto diffusa tra lavoratori dipendenti e pensionati.
    La materia è regolata dal DPR  5 gennaio 1950 n.180, così come modificato ed integrato dalla Legge 14 maggio 2005 n.80 e dalla  Legge 30 Dicembre 2004 n. 311 (Finanziaria 2005).
    Come agevolmente intuibile dal nomen, la peculiarità del finanziamento in parola si rinviene nel fatto che il lavoratore cede al soggetto finanziatore (banca o finanziaria) una quota pari al 20% del proprio stipendio o della propria pensione, al netto delle ritenute. Infatti, la rata viene trattenuta mensilmente dalla busta paga e corrisposta direttamente dal datore di lavoro al soggetto finanziatore che ha erogato il prestito. Il rimborso può avere una durata massima di 120 rate (10 anni).

  • Le banche condannate per anatocismo

    Negli ultimi mesi sono state emesse in Italia diverse condanne e ordinanze nei confronti di banche che hanno praticato l’anatocismo. In aprile sono state condannate ING, Banca Popolare di Milano e Deutsche Bank; a giugno Banca Antonveneta e Banca Regionale Europea; a luglio Intesa-San Paolo, Banca Sella e Fineco e Webank e Unicredit. In altri processi invece è stata data ragione agli istituti bancari, come nei casi di Cariparma e Banca del Piemonte.

    Cominciamo dalle cose fondamentali: anatocismo è una parola che deriva dal greco anà (sopra, di nuovo) e tokòs (interesse) e definisce la capitalizzazione degli interessi su un capitale, così che gli stessi possano fruttare altri interessi. Semplificando un po’, possiamo dire che l’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi. In ambito finanziario questo tipo di interesse viene solitamente definito “composto”.

    Per esempio, se avete contratto un debito di 100mila euro a un ipotetico tasso del 10 per cento, alla fine dell’anno dovrete restituire 110mila euro. Ma se viene praticato l’anatocismo, per esempio ogni 6 mesi,  dovrete pagare il 5 per cento di 100mila dopo i primi 6 mesi (5mila) e di nuovo il 5 per cento a fine anno su 105mila, anziché 100mila,perché verranno considerati anche gli interessi maturati nei primi 6 mesi. Per un totale di 110mila e 250 euro. L’anatocismo è insomma il calcolo degli interessi sugli interessi (sugli interessi, sugli interessi, eccetera).

    L’anatocismo è illegale?
    L’anatocismo però è stato praticato a lungo, in forme leggermente diverse, a causa dell’ambiguità della formula «in mancanza di usi contrari».La legge di stabilità del 2014 ha delegato al CICR (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) il compito di delineare i casi in cui sia ammissibile l’anatocismo, ma la norma che lo vieta non è ancora stata formalmente deliberata. Secondo i tribunali di Torino che hanno dato ragione alla Banca del Piemonte, la norma non può essere considerata operativa finché il CICR non effettua la delibera; altri tribunali invece hanno considerato la norma già operativa e stanno applicando un divieto di qualunque tipo di anatocismo.

  • Le banche vincono se non le combatti

    Molte persone oggi sanno che è possibile fare causa alle banche, ma poche persone conoscono il modo giusto di reagire contro la stessa. In troppi, invece, hanno paura di affrontare un istituto di credito, perché la banca, secondo l’immaginario collettivo, è troppo forte. In realtà ogni istituto adotta strategie molto precise: quando propone finanziamenti applica dei tassi usurari e, soprattutto, lo fa in piena coscienza e anche nella piena consapevolezza di agire contro la legge.

    L’istituto di credito sa che gli interessi maggiorati possono costituire un problema per il debitore, nonostante ciò non si fa scrupolo ad applicarli. E così, in caso di morosità, cerca di far valere i propri diritti dapprima sollecitando il debitore a saldare le proprie rate, successivamente non si fa problemi a ricorrere alle vie legali.

    Ma quello che in pochi sanno è che la legge è dalla parte del debitore, le attuali normative aiutano i clienti a ristrutturare il proprio debito come la legge 3/2012. E non è tutto: l’Italia è anche l’unico paese al mondo ad avere una legge sull’usura. Chi infatti decide di ricorrere ad un valido professionista per contestare i tassi usurari proposti contrattualmente dalla banca, potrà ottenere la restituzione totale degli interessi versati, oppure non corrisponde più alcun interesse se il mutuo è ancora in essere. Per le vittime di usura ed estorsione inoltre, il governo dà la possibilità di richiedere dei finanziamenti a fondo perduto

    La cosa più importante da capire quindi è che l’unico motivo per vincere contro una banca è cominciare ad informarsi e poi a lottare.

    Numerose sentenze in tutt’Italia stanno letteralmente mettendo in ginocchio gli istituti di credito colpevoli di aver applicato interessi usurari nella piena consapevolezza dell’illegalità delle pratiche. Una prassi che ha portato al fallimento di numerose aziende, alla morosità di molte famiglie, al pignoramento di molti beni e anche, bisogna dirlo, a molti suicidi.

    Ma anche le banche hanno paura di chi ricorre alla legge perché sanno che le regole sono chiare e sono contro di loro. Soltanto chi riesce a combattere, chi non si arrende di fronte  all’illiceità con cui le banche stringono nella morsa del debito aziende e privati senza farsi alcuno scrupolo.

  • Legge 3/2012 salva - suicidi: cos’è e come funziona? La guida per salvarsi dai debiti

    La crisi ha messo in ginocchio chiunque, e sempre più spesso far fronte ai debiti contratti diventa praticamente impossibile. Ma mentre le aziende hanno la possibilità di dichiarare fallimento e ricominciare da capo, i privati sono costretti a fronteggiare difficoltà enormi, con banche, fornitori e creditori che non smettono di «bussare alla porta».

    Questa via d’uscita è la Legge 3/2012, meglio nota come «legge salva-suicidi»- varata proprio allo scopo di aiutare chi, a causa di eventi eccezionali (che spiegheremo tra poco) non riescono più a onorare i propri debiti.

    Legge salva-suicidi: che cos’è e come funziona?
    L’articolo 7, capo II della legge 3/2012 recita:

    Il debitore in stato di sovraindebitamento puo’ proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente, salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4. Il piano prevede le scadenze e le modalita’ di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalita’ per l’eventuale liquidazione dei beni. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 13, comma 1, il piano puo’ anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.

    Riassumendo: la legge salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia di Equitalia che delle banche,la possibilità di rivolgersi al Tribunale.

    Quest’ultimo, una volta accettata la proposta del debitore, nominerà un esperto contabile che analizzerà i conti (debiti e averi) del cittadino e lo aiuterà a mettere in atto un «piano di rientro» creditizio.

    I creditori, dall’altra parte, non riceveranno l’intera somma cui hanno diritto, ma solo la parte che realisticamente il debitore può permettersi di pagare. Condizione perché il piano di rientro venga avviato è che esso venga accettato da almeno il 60% di chi deve ricevere i soldi

    Piano di Rientro: perché i creditori accettano
    Tra i creditori si possono annoverare anche le banche: se, a titolo esemplificativo, un privato ha contratto un mutuo di 100mila euro che non riesce più a pagare a causa di un’effettiva difficoltà economica, egli può proporre all’istituto una riduzione della somma. Molto spesso alla banca, a causa della crisi che affligge il settore immobiliare, converrà infatti raggiungere un’accordo con il cittadino che vendere l’immobile all’asta.

    Lo stesso discorso vale per Equitalia. Non potendo effettuare un pignoramento sulla prima casa, accettando la rinegoziazione del debito infatti, il fisco riuscirebbe a rientrare in possesso di una parte della somma.

    Per quanto riguarda i fornitori: la legge salva-suicidi prevede delle agevolazioni fiscali dovute al fatto che essi percepiscono delle cifre inferiori rispetto a quelle pattuite precedentemente.

    Insomma, da un lato il cittadino potrà ripagare i propri debiti in base a quanto realisticamente può permettersi, dall’altro i creditori riusciranno a rientrare dei propri soldi, usufruendo anche di determinate agevolazioni fiscali.

     

    Deciba

    Viale Barilla 21

    43121 Parma (PR)

    Tellefono: 0521-241417

    email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • MA la Banche??

    VICENZA. Una ventina di soci della Popolare di Vicenza avrebbero venduto alla banca le loro azioni poco prima dell’assemblea dell’11 aprile, quando venne ufficializzata la svalutazione da 62,5 a 48 euro ciascuna. È il dato che emerge dalle verifiche della guardia di finanza, che dopo il blitz della scorsa settimana sta analizzando una mole impressionante di documenti e files sequestrati nel corso delle perquisizioni.
    La ricapitalizzazione della Banca Popolare di Vicenza con 974 milioni di euro sarebbe stata finanziata grazie a famiglie e imprese con prestiti “gonfiati”. È il sospetto degli inquirenti, che al di là di quanto già emerso grazie all’ispezione di Bankitalia e dalla semestrale targata Francesco Iorio sono convinti che una parte consistente di quel miliardo sia stata ottenuta premendo sull’acceleratore di mutui e fidi. In maniera illecita? È presto per dirlo, anche se finora non vi sono ipotesi di reato in questo senso, nonostante le associazioni dei consumatori siano sul piede di guerra.

  • Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti

     

    cHE COS'è L'USURA BANCARIAUna recente sentenza della Cassazione – la n. 350/2013 – ha stabilito che : “quando il tasso di mora, le penali e le varie spese, superano il tasso soglia, stabilito dalla legge anti usura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali ”. Sulla base di questa preziosissima sentenza Gaetano Vilnò, presidente di D.E.C.I.BA ed esperto di illeciti bancari, ha attuato un ambizioso progetto che sta già riscrivendo la giurisprudenza italiana. I professionisti che collaborano con l’associazione infatti, sono riusciti (primi in italia) a dimostrare come l’usurarietà dei mutui o di altri sistemi di finanziamento hanno influito sulla messa all’asta di beni o immobili, ottenendo quindi la gratuità dei mutui, l’annullamento dell’asta ed un eventuale risarcimento del danno.

    Ma come è possibile stabilire se il proprio mutuo, finanziamento, prestito o leasing è in usura? E, soprattutto, com’è possibile stabilire se il professionista a cui ci siamo affidati sta seguendo la strada giusta? Esiste un preziosissimo video che Deciba ha diffuso e che reca tutte le istruzioni da seguire nei 4 casi più frequenti riscontrati per i mutui usurari.

    “Per tutelarsi, il contribuente deve stare attento in particolare ad un fattore: il tasso di mora, che consiste nell’interesse che la banca richiede quando il cliente non riesce a pagare una rata.
    Verificare se esiste un’anomalia è semplice: basta chiedere un estratto conto e i rendiconti delle rate alla propria banca, che è obbligata a fornite tutti i documenti degli ultimi 10 anni, inclusi contratti di mutui e conti correnti (a meno che non c’è la prescrizione). Se il contribuente rientra in questa categoria, può allora chiedere il rimborso integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, avendo inoltre la facoltà di non corrispondere gli interessi relativi alle rate residue”, affermano gli esperti.

    Ma in che è modo è possibile verificare l’usurarietà del finanziamento? Ecco, gli esperti ci hanno tenuto a precisare i casi più frequenti per stabilire l’usurarietà del mutuo. Si tratta di istruzioni utili sia ai professionisti che ai clienti che vorrebbero capire se al proprio mutuo sono stati applicati tassi superiori alla soglia prevista dalla legge. Questo metodo ha permesso all’avvocato Rosa Chiericati dell’associazione D.E.C.I.BA di ottenere numerose sentenze favorevoli in molti Tribunali italiani (Padova, Lecco, Reggio Emilia ed altri ancora). Si tratta quindi di nozioni di base che è giusto conoscere per stabilire se è il caso di affidarsi ad un esperto, oppure per capire se il professionista consultato è una persona seria. Il seguente video, inoltre, potrà servire anche a quei professionisti che si stanno interessando a casi di questo tipo. Chi riesce a dimostrare l’usurarietà del mutuo, potrà ottenere la gratuità dello stesso e, quindi, non pagare alcun interesse, ma saldare soltanto il capitale oltre a poter richiedere agevolazioni statali.

    ISTRUZIONI

    Prima di tutto bisogna controllare la data di emissione del vostro contratto, quindi la data in cui avete fatto la stipula.

    PRIMO CASO

    PASSO N.1  - Dopo aver cliccato sull’archivio di Bankitalia, si può procedere alla valutazione consultando le tabelle dei tassi usurari.

    PASSO N.2 – Comparirà una scheda in cui potrete scegliere dall’archivio l’anno e il trimestre. Qui abbiamo i mutui a tasso fisso, variabile e  medio. Attenzione, il tasso medio non è il tasso soglia, è semplicemente il tasso medio e ci sono anche delle regole per calcolare il tasso medio e per calcolare il tasso soglia. Se il tasso medio è la base per calcolare il tasso soglia che si ottiene aggiungendo al tasso medio il 50% del suo valore. Quindi se il tasso medio è 5% basta aggiungere il 2,5% e si ottiene un tasso soglia del 7,5%.

    N.B. Dopo il 2011 il sistema bancocratico ha cercato di tutelare le banche e così il meccanismo è cambiato. In pratica per definire il tasso soglia bisogna adottare un metodo diverso: si aggiungono 4 punti + il 25%. Dopo il 2011 quindi, le banche hanno ottenuto uno scudo maggiore ed è più difficile che i mutui vadano in usura. La cosa incredibile però è che anche dopo il 2011 gli illeciti bancari sono la stragrande maggioranza, ma sono comunque inferiori rispetto ai mutui stipulati prima del 2011.

    PASSO N.3 – Successivamente bisogna cercare il taeg o Isc (la banca utilizza o l’uno o l’altro a sua discrezione).

    PASSO N.4 – Adesso si può cercare il tasso di mora e qui bisogna fare un appunto fondamentale:

    N.B. Il tasso di mora va addizionato al tasso in vigore solo quando sono collegati fra di loro. Ad esempio quando è indicato nel vostro contratto che il tasso di mora + 4% del tasso in vigore. Questo passo è fondamentale perché afferisce alla sentenza della Cassazione numero 350/2013 che stabilisce cosa determina l’usurarietà dei mutui. Purtroppo si tratta di un passaggio ignorato da molti professionisti che quindi cadono in errore compromettendo l’esito della sentenza che potrebbe rivelarsi, quindi, infausta per il cliente. Ci sono professionisti che purtroppo fanno un minestrone di addizioni sommando tasso di mora, tasso in vigore, estinzione anticipata e percorrendo, quindi, una strada economicamente scorretta e non dimostrabile in sede giudiziaria. 

    SECONDO CASO

    La maggior parte dei professionisti sbaglia anche questo secondo caso. Dopo aver rilevato la data e il tasso in vigore, adesso andiamo a rilevare il tasso di mora.
    La regola è: 
    Tasso di mora = 3 punti in più della BCE o qualsiasi altro parametro. 
    N.B. – In questo secondo caso che stiamo esaminando non è possibile addizionare il tasso di mora al tasso in vigore in quanto il tasso di mora è collegato a un altro parametro ed è quello che noi dobbiamo cercare. Il tasso di mora e il tasso in vigore sono addizionabili solo quando collegati tra di loro. Ma non è questo il caso. Esempio: Se c’è scritto tasso di mora + 4 Euribor, in questo caso bisogna cercare l’archivio giusto Euribor (anno e trimestre) e aggiungere il tasso di mora.

    TERZO CASO
    Tasso in vigore più tasso di mora è uguale al tasso soglia. Questo è un caso molto frequente e che necessita di un ulteriore calcolo. Anche in questo caso le addizionali si effettuano solo in caso di collegamento. Se il tasso è pari, l’unica strada da percorrere è guardare alle spese del notaio o spese assicurative non menzionate da contratto. Qui è possibile trovare un aumento del Taeg e sarebbe possibile rilevare l’usura.

    QUARTO CASO – ESTINZIONE ANTICIPATA
    Si tratta di un caso che va controllato da solo e non va collegato né al tasso di mora, né al tasso in vigore. Fino al 2007 noi trovavamo l’estinzione anticipata. Nel caso ci sia 0,25 o 0,50 dobbiamo fare i conteggi. I parametri sono quasi sempre gli stessi e quando noi troviamo l’1% vuol dire che i tassi sono sicuramente in usura.

    N.B.  - Purtroppo, nonostante sia ormai assodato che l’estinzione anticipata necessita di un calcolo a parte, molti professionisti commettono l’errore di sommarlo al tasso di mora o al tasso in vigore compromettendo il buon esito della sentenza.

    Come specificato più volte, le perizie non servono a vincere le cause, perchè esse costituiscono solo uno strumento di lavoro. Ma serve un atto di citazione valido e una esposizione del caso al giudice che sia credibile. Solo nel caso anche il legale riuscisse a comprendere bene l’argomento e quindi ad esporlo in maniera chiara al giudice sarebbe possibile ottenere un esito favorevole per il cliente. Senza queste componenti fondamentali, una buona perizia resterà semplicemente una buona perizia, ma sarà insufficiente per poter vincere la causa.

     

  • MUTUO USURAIO : IGNORANZA PROFESSIONALE SOMMA DEI TASSI

    Molti non sanno che per difendersi davanti alla Legge e richiedere il risarcimento per illeciti bancari spesso viene utilizzato uno strumento denominato PERIZIA ECONOMETRICA. Questo documento solitamente stabilisce se la banca in un contratto ha commesso illeciti o reati e ciò avviene attraverso un conteggio matematico con cui il professionista sarà in grado di documentare il tutto. L’allarme arriva dall’Associazione DECIBA.

    Società e associazioni varie hanno emesso migliaia di PERIZIE ECONOMETRICHE facendo calcoli di pura fantasia, non sappiamo se è un semplice errore professionale o ignoranza matematica ma quello che è certo è che la probabilità di perdere le cause in Tribunale è molto alta. L’analisi svolta ha avuto molteplici sfaccettature ed è emerso che persone con altisonanti titoli di studio hanno certificato e avallato i conteggi contenuti in queste perizie econometriche sbagliate.

    A confermare l’allarme DECIBA è anche il Dott. Bertola del Tribunale di Padova.

    “La sommatoria dei due tassi costituisce una fantasiosa deduzione che non trova alcun riscontro nella sentenza della Cassazione n. 350/2013 e sostenere il contrario è sintomo o di ignoranza inescusabile del dettato normativo e dell’evoluzione della giurisprudenza in subiecta materia che viene citata a sproposito o di dolo processuale nel tentativo di indurre in errore il giudicante sul fatto che una certa sentenza della Suprema Corte abbia detto una cosa che in realtà non ha mai detto”.

    Il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò aggiunge:

     

    “Non sappiamo se tali conteggi siano stati fatti con malafede per vendere perizie e fare mercato o per pura ignoranza matematica. L’argomento è molto delicato, persino alcuni giudici hanno accettato la “somma dei tassi ” ma hanno sbagliato e in secondo grado, con un accertamento adeguato, verranno date le giuste risposte. Abbiamo fatto una stima: oltre 150 mila perizie sono state vendute con conteggi sbagliati e la probabilità nei prossimi anni che ci sia un delirio di cause perse è molto alta.

    Questo lavoro non può essere svolto da società commerciali che non hanno idea del lavoro che andranno a svolgere, le persone spesso spendono gli ultimi risparmi per salvare azienda o famiglia e riteniamo giusto avere rispetto e responsabilità.

    Stiamo analizzando le perizie che circolano nel mercato, pubblicheremo i vari errori commessi e questo permetterà sia ai clienti che ai professionisti di rendersi conto del lavoro svolto ed eventualmente porvi rimedio.

    DECIBA ha ottenuto risultati enormi e oggi grazie al progetto I.A.D.E (sistema di controllo illeciti bancari) siamo in grado di avere conteggi matematicamente perfetti e accettare qualsiasi sfida che un CTU o giudice ci sottoponga.

    I.A.D.E potrà essere utilizzato da tutti: CTU, professionisti, avvocati, commercialisti. Possiamo evidenziare davanti alla legge i vari illeciti commessi dalle banche ma, attenzione, se l’intento è quello di vendere perizie e non fare un buon lavoro si otterrà l’effetto contrario. Alcuni tribunali si sono già espressi emettendo condanne esemplari per lite temeraria. Ovviamente noi non consideriamo l’argomento usura come temerario ma sbagliare i conteggi matematici è un errore enorme.

     

    Un ufficio legale di un istituto di credito ci ha richiesto la possibilità di utilizzare I.A.D.E al fine di controllare la regolarità dei contratti per opporsi a clienti che chiedono il risarcimento. I.A.D.E è un controllore di illeciti ed emette conteggi esatti, DECIBA non vuole accusare la banca di ciò che non ha commesso, DECIBA vuole essere giusto ed equo e I.A.D.E è il giusto strumento.”

  • MUTUO USURAIO : IGNORANZA PROFESSIONALE SOMMA DEI TASSI

    Molti non sanno che per difendersi davanti alla Legge e richiedere il risarcimento per illeciti bancari spesso viene utilizzato uno strumento denominato PERIZIA ECONOMETRICA. Questo documento solitamente stabilisce se la banca in un contratto ha commesso illeciti o reati e ciò avviene attraverso un conteggio matematico con cui il professionista sarà in grado di documentare il tutto. L’allarme arriva dall’Associazione DECIBA.

    Società e associazioni varie hanno emesso migliaia di PERIZIE ECONOMETRICHE facendo calcoli di pura fantasia, non sappiamo se è un semplice errore professionale o ignoranza matematica ma quello che è certo è che la probabilità di perdere le cause in Tribunale è molto alta. L’analisi svolta ha avuto molteplici sfaccettature ed è emerso che persone con altisonanti titoli di studio hanno certificato e avallato i conteggi contenuti in queste perizie econometriche sbagliate.

  • Nsa spiava Angela Merkel e i leader tedeschi Ecco le intercettazioni diffuse da WikiLeaks

    Il sito di Assange rivela come l'agenzia tenesse sotto controllo le conversazioni di Kohl, Schroeder e Merkel. La Cancelliera criticava il piano del segretario del Tesoro Usa, l'eventualità di sollevare le banche dalla responsabilità per i titoli tossici e riteneva che la Cina dovesse avere maggiore influenza nel Fmi

     

    Li hanno spiati tutti senza eccezioni. Dall'era del cancelliereHelmut Kohl a quella di Gerhard Schroeder e, ora, diAngela Merkel, l'americana National Security Agency (Nsa) ha intercettato sistematicamente i telefoni della cancelleria tedesca, arrivando ad ascoltare Merkel dalla linea fissa degli uffici del suo partito, la Cdu, negli anni della Repubblica federale tedesca (+49-302.20.7XXXX) fino al telefonino (+49-173.94.8XXXX) che la cancelliera ha avuto intestato fino alla data del 1°gennaio 2014.

    A rivelarlo sono tre nuove intercettazioni top secret e cinquantasei "selectors" pubblicati oggi dall'organizzazione di Julian Assange , in collaborazione con l'Espresso, il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, i francesi Libération e Mediapart e il giornale greco Ethnos.

    I cinquantasei selectors sono cinquantasei numeri di telefono, fax e cellulari presi di mira dalla Nsa nel corso degli anni da Kohl a Merkel. Numeri la cui veridicità è stata verificata, oltre che dal team di Assange, anche dai colleghi del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, che nella lista hanno rintracciato due numeri dell'era Kohl e il telefonino di Merkel fino al 1° gennaio 2014.

    E' la prima volta che emergono i selectors della cancelleria tedesca: dai documenti precedenti rivelati da WikiLeaksaffioravano sessantanove numeri di ministri e assistenti, ma mai i telefoni della cancelleria o il numero di cellulare della cancelliera.

    In aggiunta ai cinquantasei selectors, l'organizzazione di Assange oggi pubblica tre nuovi intercettazioni top secret di Angela Merkel, che dimostrano come la Nsa abbia seguito in tempo reale affari delicatissimi.

    Le prime due conversazioni sono del 2009 e monitorano due temi che stanno particolarmente a cuore agli Stati Uniti: la crisi finanziaria internazionale e l'Iran, che è uno dei partner commerciali europei più importanti della Germania.

    «Discutendo della crisi finanziaria internazionale verso fine febbraio», recita la prima trascrizione, «la cancelliera tedesca Angela Merkel si è focalizzata sui titoli deteriorati presenti nei bilanci delle banche [definendoli, ndr] come una fonte di preoccupazione fondamentale, mentre allo stesso tempo ha messo in discussione l'approccio adottato dall'americana Federal Reserve. Dicendosi inizialmente favorevole all'adozione da parte del G20 – preferibilmente nell'incontro del 2 luglio a Londra – di un quadro di principi vincolanti per gestire la questione dei titoli tossici, Merkel ha espresso scetticismo sulla possibilità di sollevare completamente le banche dalle responsabilità [per questi titoli tossici, ndr]. Le domande cruciali saranno, a suo avviso, i prezzi di questi titoli e come le banche che li possiedono e i governi che sono coinvolti possano condividere le responsabilità. Da questo punto di vista, [Merkel, ndr] era convinta che, almeno la Germania, non avrebbe avuto un "cestino della spazzatura non meglio definito" in cui buttare questi titoli. Tutte le nazioni, ha continuato a dire la cancelliera, stanno cercando di risolvere questo problema, mentre la Federal Reserve, a suo avviso, è un'istituzione che "si sta facendo carico dei rischi". [Merkel, ndr] era anche incerta sul piano del segretario del Tesoro Usa, e si chiedeva se costituisse un'assicurazione. Tra le sue altre raccomandazioni c'era quella di riformare rapidamente e allargare il Fondo Monetario Internazionale, dando a nazioni come la Cina maggiore influenza e responsabilità. Su altri temi, Merkel ha supportato la possibilità che durante la conferenza di Londra si affronti minimamente la questione del cambiamento climatico e ha confermato il suo appoggio alla [proposta di tenere, ndr] incontri tra capi di stato sull'Afghanistan, ammesso che l'incontro non si tenga in occasione del 60esimo anniversario della Nato».

    Sull'Iran, invece, stando alla conversazione catturata dalla Nsa e riportata nella trascrizione pubblicata oggi da WikiLeaks, Merkel ragiona insieme al principe degli Emirati Arabi, Shaykh Muhammad bin Zayid al-Nuhayyan e commentano positivamente la decisione del presidente Barack Obama di essersi appellato direttamente al popolo iraniano attraverso un video messaggio in occasione delle celebrazioni del capodanno iraniano.

    «Il leader tedesco», recita il testo trascritto dell'intercettazione Nsa, «ha anche commentato che questo approccio di Washington rappresenta un'opportunità unica, su cui tutti dovremmo lavorare affinché abbia successo. [Il principe, ndr] Muhammad ha concordato che questa è una chance per "rompere il ghiaccio tra il popolo iraniano e l'Occidente».

    La terza intercettazione top secret pubblicata oggi dall'organizzazione di Julian Assange risale al 2011 e ricostruisce i colloqui che nell'agosto di quell'anno la cancelliera Merkel ha avuto con due stretti collaboratori, Helge Hassold e Albrecht Morgenstern, sul "Fondo europeo di stabilità finanziaria" (Efsf), il fondo salva-stati temporaneo creato dall'Europa per rispondere alla crisi finanziaria.

    Ad oggi, le intercettazioni top secret del governo tedesco da parte della Nsa rivelate da WikiLeaks sono sei in tutto. Queste ultime tre appena pubblicate risultano raccolte con metodi "non convenzionali". Una fonte con profonda conoscenza dello scandalo Nsa, ma che pretende l'anonimato, spiega a l'Espresso che i metodi "non convenzionali" si riferiscono alla raccolta delle conversazioni fatta, nella maggior parte dei casi, dallo "Special Collection Service" (Scs), l'unità più delicata della Nsa, che opera nelle ambasciate e nei consolati americani in giro per il mondo, sotto copertura diplomatica e in collaborazione con la Cia. Almeno fino al 2010, in Germania l'Scs operava a Berlino e Francoforte, mentre in Italia a Roma e Milano.Germania e Italia, stando a un file top secret di Edward Snowden che risale al 2010, sono le uniche nazioni europee con due sedi dell'Scs.

    La settimana scorsa, WikiLeaks ha rivelato che anche i numeri di t elefono e cellulare del presidente del Brasile , Dilma Rousseff, e di figure chiave del governo e dell'economia del paese finiti nel mirino della Nsa. Dai tre presidenti francesi al governo tedesco fino a quello brasiliano, ormai, lo scandalo si sta allargando e potrebbe rivelare nuove sorprese.

  • Numero verde per controllare le cartelle Equitalia

    www.equistop.it
    800/189808

    Questo call center vi darà indicazioni per controllare le cartelle esattoriali 

    Da qualche tempo a questa parte fioccano cartelle esattoriali.
    Sono in tanti a ricevere quotidianamente da Equitalia cartelle e solleciti di pagamento, magari per vecchi tributi, multe e contributi non pagati. E tra interessi e sanzioni, le somme richieste lievitano di anno in anno!

    Ma sarà davvero tutto da pagare?

    Potrebbe trattarsi, ad esempio, di cartelle o multe mai notificate, oppure somme ormai prescritte o importi comunque non dovuti.

    Chi ha la possibilità di farlo, dovrebbe regolarizzare la propria posizione ed estinguere i propri debiti, anche per evitare che le somme a proprio carico aumentino e che l’Agente della Riscossione si attivi in via esecutiva con pignoramenti ed ipoteche.

    Ma prima di pagare le cartelle esattoriali a proprio carico e/o concordare un eventuale piano di rateazione, è meglio accertarsi che le somme addebitate siano effettivamente dovute.

    Ecco come muoversi

    Quando si riceve una cartella esattoriale o un sollecito di pagamento da Equitalia e si intende estinguere il proprio debito, la prima cosa da fare è procurarsi l’estratto conto dal quale risultano, nel dettaglio, tutte le somme addebitate a proprio carico, cartella per cartella, tributo per tributo, importo per importo.
    Per i debiti dal 2000 in poi è possibile evitare la coda allo sportello Equitalia ed utilizzare il servizio Estratto conto. In questo articolo abbiamo già spiegato come fare per ottenere le credenziali di accesso al servizio.
    Una volta ottenuto l’estratto conto, si può procedere alla verifica dei singoli addebiti per poi fare le contestazioni del caso.

    Questo video vi indica come è possibile fare i controlli di Equitalia 

     video

    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell’art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l’annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”

  • Passaggio di patate bollenti

    (Atene) - Il parlamento greco ha approvato le misure di austerità chieste dai creditori per aprire i colloqui su un bailout da oltre 80 miliardi, anche se decine di parlamentari di Syriza, il partito al governo, hanno abbandonato il primo ministro Alexis Tsipras.Il pacchetto è stato approvato con 229 voti su 300. Ci sono stati 64 voti contrari e sei astensioni. Ma Tsipras ha chiesto il sostegno dei partiti all'opposizione filo-europei per spingere le misure, lasciando aperta la partita sul futuro del suo governo.Il portavoce dell'esecutivo, Gabriel Sakellaridis, si è detto consapevole che il voto scopre divisioni all'interno di Syriza, ma che la priorità del governo è di assicurare il bailout, suggerendo che al momento non ci saranno mosse immediate verso elezioni anticipate.In cambio di finanziamenti fino a 86 miliardi di euro, la Grecia ha accettato di fare una serie di riforme, compresi significativi aggiustamenti sulle pensioni, sulle tasse, una serie di liberalizzazioni e tagli alla spesa pubblica.

     

    (BERLINO) - Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che chiederà al Parlamento tedesco di riaprire i negoziati sul terzo bailout a favore della Grecia con "piena convinzione", pur continuando a credere che una "Grexit" temporanea potrebbe forse essere un'opzione migliore."Abbiamo fatto un passo avanti", spiega Schaeuble alla radio tedesca Deutschlandfunk dopo l'approvazione da parte del Parlamento greco del pacchetto di riforme chieste dai partner europei."Si tratta di un passo importante", continua, aggiungendo che molti economisti dubitano che i problemi di Atene possano essere risolti senza un haircut del debito.Schaeuble ha spiegato che un haircut sarebbe incompatibile con la permanenza di un Paese nell'euro.

     

     

    (Roma) "Non metteremo un euro in più come contribuenti europei per salvare la Grecia. Abbiamo interesse che si rimetta su un percorso di crescita". Così Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari Europei, interpellato sulla questione greca, in diretta ad Agorà estate. "Il costo sarebbe stato elevatissimo - aggiunge - se fosse passata la linea col quale il negoziato è iniziato, in termini politici"."Se l'Unione Europea comincia a perdere pezzi - avverte Gozi - cadrà a pezzi, sia dal punto di vista geopolitico che del prezzo, notevole, per tutti i contribuenti.Sulle polemiche circa l'assenza dell'Italia dal tavolo delle trattative per la Grecia, ha dichiarato: "Lo ha detto ieri Alexis Tsipras che, grazie all'Italia e alla Francia, ha potuto rispettare il mandato che ha democraticamente avuto dal referendum". "Per governare meglio l'euro - ha sottolineato - abbiamo bisogno di dare credibilità e più efficacia alle istituzioni comuni"."Dobbiamo salvare Italia e Europa - ha concluso il sottosegretario - dalla spirale tra tecnocrazia e populismo. Da qui la determinazione, la spinta di Renzi, e la necessità di portare avanti le riforme che vanno fatte a ritmo spedito, ascoltando tutti ma portando a casa i risultati. Il Paese ha bisogno di una scossa positiva e credo che Matteo Renzi l'abbia data e la stia dando".

     

  • Pena Equa per le banche

    Commento del Presidente Associazione D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò

    I giudici finalmente si allineano alla logica dei fatti,nel Convegno di Riccione 2016 ho espresso questo problema,se la banca commette illeciti o reati deve non solo pagare quanto rilevato ma una penale equa . Complimenti al Dott. Giorgio Bertola per aver iniziato una trafila di sentenze che punisco le banche e danno il giusto risarcimento a chi decide di chiedere i propri diritti .

  • PIGNORAMENTO BANCARIO ? BLOCCALO ! ECCO COME

    Arriva un email dove ci apre molte considerazioni,in pochi sanno le recenti ordinanze dove il giudice ha bloccato le Aste giudiziaria per Usura bancaria . L’email ci arriva da un ragazzo che lavora in Brasile ma segue le vicende Italiane on line,in qualche modo non è influenzato dai grandi Media che ogni giorno ti imbottiscono di informazioni che sono poco utili . Il web contiene un’infinita fonte di informazione,alcune sono bufale ma altre potrebbero davvero salvare aziende e famiglie. Abbiamo iniziato questa campagna informativa da tempo,vi presentiamo sentenze,ordinanze,leggi,grazie alla collaborazione con l’associazione DECIBA www.deciba.it vi teniamo sempre aggiornati.

    Reggio Emilia è una delle città in Emilia Romagna dove il pignoramento di immobili sembra andare di moda,purtroppo molti non sanno che attraverso un’analisi dei conto correnti o del contratto di Mutuo l’asta potrebbe essere bloccata,non sono fantasie,ci sono le ordinanze di giudici .

    Uno dei massimi esperti in materia è il Presidente Deciba Dott. Gaetano Vilnò ,dove evidenzia il silenzio dannoso dei Media per questo importante argomento .

    www.deciba.it 0521/241413

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    La probalità di salvare famiglie e aziende da pignoramenti e aste giudiziarie è molto alta,infatti molti tribunali Italiani stanno clamorosamente respingendo le banche da richieste di pignoramento,purtroppo nessuno né parla.
    Spesso si parla si Usura Bancaria o Anatocismo,ma la conseguenza di questi reati e illeciti bancari potrebbe portare famiglie e aziende dalla parte della ragione .

    Non tenete per voi questa informazione,pubblicate sul vostro profilo e blog,informate i vostri amici,siate curiosi,questo aiuterà il popolo Italiano ad avere i giusti strumenti per difendersi da un sistema ormai perverso .

     

    INFORMIAMO QUESTE PERSONE

  • RECUPERO CREDITI : ECCO COME DIFENDERSI DA SOLI

    banche usura

    La parola d'ordine LA FORZA DEL POPOLO INFORMATO
    Quel che tutti desideriamo, ottenuto un finanziamento o contratto un debito, è di poter pagare tranquillamente quel che dobbiamo.
    Ci sono però casi della vita, come un fallimento o la perdita del lavoro, che nostro malgrado ci cambiano le carte in tavola e ciò che sembrava facile da fare, d’improvviso diventa difficile o impossibile.

    Spesso la componente più violenta è subire un direttore di Banca che ti chiama,quello che prima sembrava un tuo "amico" ora ti tratta come un vero ricercato .
    Certo,ogni persona fa il suo lavoro,ma c'è modo e modo .

    Poi abbiamo le società di recupero credito,in sintesi comprano a poco al 5% circa il vostro debito e poi vi devono correre dietro per guadagnare soldi . Molti di noi hanno ricevute telefonate minatorie,noi sfortunatamente per loro l'abbiamo registrata .

    Come da nostra abitudine vi diamo anche le soluzioni,non ci piace fare il "gioco" della politica che ogni giorno vi elenca i problemi ma nessuno poi attiva soluzioni.

    banche usura

    COSA FARE ?

    DIFFIDA TELEFONATA .pages

    TESTO

    Finanziarie e recuperi crediti: lettera per bloccare le telefonate
    Ti trovi in un momento di difficoltà economica e la finanziaria o una società di recupero crediti ti stanno tormentando con continue telefonate e richieste di pagamento, magari con toni minacciosi e incivili? È l'ora di farli smettere! Compila i campi di questo documento e crea in pochi secondi la lettera da spedire per far cessare questo abuso del tuo telefono!

    OGGETTO : DIFFIDA

    Inserisci i tuoi dati
    Nome
    Cognome
    Indirizzo e n. civico
    Provincia (indica la sigla)
    Comune
    CAP
    Dati della finanziaria o altra società che ti telefona
    Nome della società
    Indirizzo e n. civico
    Provincia (indica la sigla)
    Comune
    CAP
    Vuoi inviare la tua contestazione per posta, fax o mail
    Dati per la contestazione delle telefonate
    Inserisci dati per identificarti
    Sei stato minacciato o insultato dagli operatori telefonici?
    descrivi

    No
    Inserisci qui il numero (o i numeri) di telefono su cui NON vuoi più essere chiamato

    Luogo e data di scrittura della lettera
    Luogo
    Da
    Associazione  D.E.C.I.BA Dipartimento Europeo Controllo Illeciti Bancari Viale Barilla n° 21 cap 43121 Parma -Tel 0521/241417 fax 0521484700  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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    banche usura

    Il popolo spesso non conosce il proprio potere,i grandi Media sicuramente non vi sono di aiuto,infatti nessuno parla di questioni che potrebbero davvero aiutare le persone,sapete della recente sanatoria 2015 fatta nei confronti di Equitalia ?

    Guardate questo video

    Sapete che sono uscite ordinanze dove le banche sono state bloccate per usura bancaria ?

    Il video più visto nel web ,come controllare il proprio contratto di Mutuo

  • Rimborsi per USURA

    Rimborsi per USURA


    L'argomento è caldo,ormai i grandi Media nè parlano,paradossalmente è più sensibile la Mediaset che la Rai a questo argomento,infatti trasmissioni come le Iene e striscia hanno fatto diventare l'argomento diffuso . Luigi Pelazza ha fatto un'ottimo lavoro,sono circa 30 miliardi di Euro che gli Italiani potrebbero prendere di rimborso,infatti,quando il Leasing,Mutuo,Prestito e soggetto ad usura,il cliente deve rimborsare solo il capitale.
    Persino la rete è lenta con questo argomento,spesso i complottisti preferiscono parlare del gruppo bilderberg del 1827,certo,hanno ragione,ma guardiamo anche quello che possiamo mettere in tasca alla gente .
    Il nostro scopo è portare l'informazione,non fare notizia,concetto completamente diverso. Le grande testate sono soggette a sponsor,sappiamo benissimo che redazione e giornalisti devono campare,ma un minimo di sano giornalismo fa bene alla nostra professione
    Non siamo contro le banche,cerchiamo di portare l'informazione adeguata,permettiamo ai cittadini di avere i mezzi per difendersi,ogni giorni si suicida una persona,se siamo indifferenti siamo tutti un pò colpevoli .
    Oggi abbiamo un mezzo fantastico come il web,ogni persona può essere giornalista,ogni persona può diffondere informazioni,non sottovalutatevi,quando abbiamo iniziata la "guerra" con Grillo eravamo piccoli e invisibili,oggi abbiamo una visibilità enorme e contatti con tutti,quando abbiamo iniziato parlare male di Beppe Grillo era molto "pericoloso" oggi è stato messo in ginocchio,è stata la rete,i giornalisti delle grandi testate esistevano anche durante il suo successo .
    Arriveremo ad un grande successo anche con le Banche,il nostro scopo è portare la giusta informazione,non vogliamo fare complotti e spedire le banche in galera,vogliamo semplicemente che restituiscano il mal tolto ai cittadini,per quanto riguarda i reati penali ci pensaranno i giudici .
    Abbiamo consociuto pseudo associazioni con pseudo presidenti che invocano la gogna per i direttori di banca o dirigenti,fanno azioni penali presentando denuncia in procura (art.644),risultato ? irrilevante.
    Mettiamo in condizione la Banca di capire il proprio errore,presentiamo documentazione adeguata,e facciamoci rimborsare,questo sarà più utile alle famiglie . Non cerchiamo falsi spot,cerchiamo soluzioni,le persone oggi non arrivano a fine mese,le società falliscono,la condizione di negoziazione con la banca salverebbero milioni di Italiani .
    Noi cerchiamo soluzioni,non facciamo campagna elettorale,infatti abbiamo contattato professionisti e giornalisti che ci accompagneranno in questo grande progetto di informazione,sarà costituita la più grande associazione Italiana,l'intento sarà di far valere i propri diritti alle famiglie. Questa associazione collaborerà per proporre disegni di legge a tutela del popolo,senza urla,senza spot,arriveremo a grandi risultati comunque.

  • RISARCIMENTO : IN VACANZA? SI, MA CON I SOLDI DELLA BANCA

     

    Viterbo: Una ditta individuale con un conto corrente dal 1998 ha deciso per curiosità di far controllare il conto corrente, una situazione come tante in Italia, affidamento di Euro 20.000 (ventimilaeuro) sempre utilizzato per far fronte ai vari pagamenti della ditta. Molti utilizzano pagamento 30/60/90, questa modalità di pagamento da parte dei fornitori rende quasi obbligatorio un fido bancario. Nel 2014 si trova però in difficoltà, un grande cliente fallisce e la ditta si ritrova ad essere sotto senza possibilità di scampo, la banca si attiva per le segnalazioni in sofferenza e richiede l’immediato rientro di Euro 23.000 (ventitremila). Giovanni (imprenditore della ditta di Viterbo), inizialmente cerca una soluzione con il direttore della banca, lo stesso però gli riferisce che essendo stato messo in sofferenza (crif-cerved lo stato di sofferenza bancaria è quella banca dati dove se tardi un pagamento la banca ti segnala in questo circuito interbancario dove tutte le banche sanno la tua difficoltà) la sua e nessun'altra banca si renderà disponibile a riformulare il debito. Si crea cosi una stuazione di stallo per Giovanni, o inizia a pagare o inizia la procedura di pignoramento, l'imprenditore però possiede solo la casa di proprietà, nel caso non si trovasse una soluzione sarebbe subito scattato il pignoramento della stessa.
    Aveva sentito parlare di anatocismo, ma senza darne una seria considerazione, a questo punto non aveva nulla da rimetterci. Tramite DECIBA attiva una preanalisi (modalità preventiva che stabilisce se la banca deve restituire il denaro ) il risultato è sconcertante, salta fuori che la banca deve restituire la somma di Euro 45.000.
    Attiva una transazione e fortunatamente la banca accetta, successivamente il debito di 23.000 viene tolto e vengono aggiunti Euro 8.000 .
    Sicuramente Giovanni, non diventerà ricco, ma intanto ha risolto una situazione senza apparente soluzione.

    Ogni giorno le banche attivano transazioni per il maltolto, i dati istat stabiliscono che circa il 45% delle banche che effettuano degli illeciti attivano un negoziato al fine di non portare la banca in causa, vale la pena informarsi ed attivare un controllo adeguato.

     

    Chissà, magari grazie a questo articolo un giorno andrete in vacanza anche voi con il risarcimento della banca.

    Vi consigliamo D.E.C.I.BA
    tel: 0521/241417 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • Risoluzione contratto di Certificazione Software SDL Centrostudi SpA

    Comunicato Stampa

    Oggetto : Risoluzione contratto di Certificazione Software SDL Centrostudi SpA



    Con la presente l’Associazione D.E.C.I.BA ( Dipartimento Europeo di Controllo Illeciti Bancari ) comunica la risoluzione del contratto in essere di Certificazione Software SDL Centrostudi s.p.a. con Sede Mazzano (BS) . 
    Tale accordo ha avuto inizio il 05/08/2015 e si concluderà come da contratto il 27/11/2015. 
    Si precisa di non avere responsabilità per l’emissione di Perizie emesse da SDL Centrostudi s.p.a. sia per il periodo antecedente all’inizio e sia per quello futuro alla risoluzione contrattuale.
    Segreteria Nazionale Associazione D.E.C.I.BA
    Via Bruno Buozzi 7/9 Pieve Emanuele (Mi)
    Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Uff. 02/90427304
    MILANO 28 OTTOBRE 2015
    Associazione D.E.C.I.BA Dipartimento Europeo Controllo Illeciti Bancari Via Cesare Aroldi n. 44 46019 - VIADANA – MN Tel: 0521/241417 fax 0521/484700 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

     
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  • Siamo NOI e la NOSTRA battaglia

    Ormai in Italia le sentenze si moltiplicano ,abbiamo bloccato per usura bancaria aste giudiziarie,abbiamo difeso cittadini e aziende da vari illeciti con ottimi risultati,quando si smetterà di aver paura di combattere contro gli illeciti bancari l'economia Italiana cambierà . 

    sito : www.deciba.it 

    Un altro duro colpo per la banca 

    Cassazione Civile sez. I, Sentenza del 06.05.2015 n. 9127 15. La Corte colpisce ancora le banche, definendo l’anatocismo “una pratica arbitraria

    Cassazione Civile sez. I, Sentenza del 06.05.2015 n. 9127-15. La Corte colpisce ancora le banche, definendo l’anatocismo "una pratica arbitraria".

    Con il deposito della sentenza n. 9127/2015 in data di ieri, 6 maggio 2015, la cassazione ha statuito che l’anatocismo bancario è una pratica vietata indipendentemente dal periodo in cui vengono capitalizzati gli interessi a debito, che siano essi annuali o trimestrali. Nel caso di specie, la Corte ha dato ragione ad un correntista che aveva aperto un contratto di apertura di credito con garanzia ipotecaria, in seguito, si era visto recapitare una ingiunzione di pagamento da parte della banca con sorte capitale di un milione di euro. La Corte non ha dato ascolto alle rimostranze della banca, che aveva invocato la consuetudine secondo cui era considerata implicita la sussistenza di usi normativi che legittimavano la capitalizzazione annuale degli interessi passivi nel contratto di apertura di credito. Secondo la sentenza della Corte di Cassazione, tale giurisprudenza va smentita poiché non sussistono norme ad hoc, ma nella realtà storica non si rileva alcuna consuetudine o uso alla capitalizzazione annuale degli interessi debitori, decretando, quindi, l’arbitrarietà di tale pratica

     

  • Sospensione di aste giudiziarie, pignoramenti e revoca di fallimento

    Cosa potrebbe accadere in Italia se tutti i cittadini riuscissero a farsi restituire integralmente dalla propria banca gli interessi versati, o farsi risarcire per la vendita all’asta della propria casa o del capannone aziendale oppure per il pignoramento dei propri beni? La risposta è semplice: accadrebbe una vera e propria rivoluzione, che cambierebbe la faccia di questo paese.

    mutui

    Deciba è la prima associazione italiana costituita da avvocati, periti, manager ad aver raggiunto importanti traguardi nella lotta contro gli illeciti bancari. Un vero e proprio gruppo di professionisti che si è posto un importante e ambizioso obiettivo: creare dei precedenti nella giurisprudenza italiana, così da poter delineare in modo chiaro e comprensibile tutti i “limiti di legge” superati dagli istituti di credito durante gli ultimi decenni. I risultati raggiunti da questa associazione “fuori dal comune” sono decisamente importanti e, dal quadro complessivo, ne emerge che la stragrande maggioranza delle banche sono delle vere e proprie “fuori legge”.

    DECIBA è riuscita ad accumulare una gran quantità di vittorie, alcune di queste sentenze costituiscono dei veri e propri “primati” nella letteratura giuridica italiana. Si tratta di un dato di fondamentale importanza perché, recentemente, stanno proliferando associazioni, studi legali di pseudo professionisti o sedicenti tali che promettono di vincere cause semplicemente utilizzando perizie econometriche fatte da altri esperti consultati appositamente. Il più delle volte purtroppo nemmeno i legali capiscono le perizie e, di conseguenza, come potrebbero convincere il giudice chiamato ad emetter sentenza?

    Oltre a questo importantissimo aspetto c’è da segnalare che le denunce contro gli illeciti bancari (art 20/688) hanno una percentuale bassissima di accoglimento: solo il 5%. Sono quindi pochi i pm che decidono di assumersi la responsabilità di aprire un’indagine nei confronti di una banca, il più delle volte perché la materia è ardua e sconosciuta.

    Ci sono anche casi in cui, rinomati avvocati, armati di perizie fatte da altrettanti esperti di diritto bancario, riescono a perdere una causa per dei semplici “errori matematico-giuridici”. Questo causa un danno economico al cliente. Si tratta di errori anche banali a volte, che però vengono commessi da chi si improvvisa esperto in un settore che è vasto e complesso.

    Parliamoci chiaro, di professionisti in gamba ce ne sono tanti, ma come fare a stabilire se il professionista a cui stiamo per affidare il nostro caso è competente? Innanzi tutto “bisogna diffidare da coloro che promettono “vittorie gratis”, o che chiedono una percentuale del 25-30% a risarcimento ottenuto”. E’ invece IMPORTANTISSIMO chiedere al professionista uno storico di cause vinte. Sono queste infatti a dirci quanto il legale sia davvero consapevole del complesso meccanismo degli illeciti bancari e delle valutazioni econometriche al punto da riuscire con semplicità a comunicarle al giudice e convincerlo della sua tesi. Deciba ha inoltre diffuso moltissimi video recanti le “istruzioni” per valutare i propri conti correnti in modo da capire se è giusto fare causa alla banca. Questi video sono stati di aiuto sia alle vittime di usura che agli stessi professionisti (avvocati o periti).

    Vediamo però quali sono i traguardi principali raggiunti dal Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari. L’associazione ha adottato una politica di assoluta chiarezza pubblicando in rete tutte le sentenze favorevoli ottenute dai professionisti con cui collaborano.

    1) Sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria. Si tratta della prima sentenza in Italia per casi di questo tipo ed è quella del tribunale di Padova che ha riconosciuto, dopo un primo respingimento, in seconda battuta i giudici hanno invece riconosciuto che non c’era alcun errore nella perizia.

    La seconda sentenza che possiamo definire “storica” è stata emessa dal Tribunale di Asti il 9 ottobre 2014 e immediatamente resa pubblica. L’avvocato Rosa Chiericati, uno dei legali di DECIBA è riuscita a far valere le ragioni del suo cliente, dimostrando che l’asta giudiziaria provocata dalla morosità del cliente, non era altro che l’effetto dei tassi da usura applicati dalla banca.

    Altre sospensioni di aste giudiziarie sono state rese possibili grazie alle sentenze dei Tribunali di Reggio Emilia e Cremona. Il giudice è Matteo Marini del Tribunale di Reggio Emilia che scrive testualmente: “Sospende l’esecuzione ricorrendo gravi motivi costituito dall’esistenza di elaborato peritale attestante il superamento del tasso soglia”.

    2) Il caso della sospensione del pignoramento per LEASING in usura.

    3) Il caso della revoca di FALLIMENTI proposte da Banche è stato ottenuto invece presso il Tribunale di Venezia il 29 aprile 2015. Si tratta di un’altra sentenza storica in quanto, gli avvocati di Deciba, per la prima volta in Italia, sono riusciti a dimostrare che l’usura bancaria ha influito anche sul fallimento aziendale, che non è da intendersi come “fallimento” vero e proprio, ma come conseguenza del delitto di usura.

    4) Sospensione di un mutuo con clausole di salvaguardia ed estinzione anticipata. Così come riportato da deciba.it

    Marito e moglie avevano stipulato un mutuo nel 2006, per la realizzazione del loro sogno: un’azienda agrituristica, acquistando una vecchia proprietà agricola e ristrutturandola. Quanto all’applicazione di tassi particolarmente elevati la banca faceva la parte del leone, ma loro, stipulavano ugualmente il mutuo, sicuri di poter pagare con il loro lavoro queste cifre esose. Dopo circa 6 anni, hanno avuto qualche difficoltà a rispettare la rata, pagavano quello che potevano, ma vista la pressione della banca, hanno richiesto il controllo del mutuo a DECIBA. Il mutuo è risultato usurario nell’applicazione contrattuale dell’estinzione anticipata e nel tasso effettivo di mora, ed è risultato nullo il tasso corrispettivo perché effettivamente superiore a quello dichiarato in contratto. Nel frattempo la banca aveva notificato il precetto, ragion per cui è stata svolta opposizione che in prima battuta era stata rigettata a causa della clausola di salvaguardia che in caso di superamento della soglia avrebbe fatto salvo il tasso almeno al pari della soglia. E’ stato proposto il reclamo e il Tribunale di Asti, riunito in Collegio, con Ordinanza in data 1/7/15, non si è lasciato ingannare, ed ha accolto l’eccezione di inefficacia della clausola, così statuendo: “Ritenere riferibile la clausola di salvaguardia anche a pattuizioni in ipotesi geneticamente contrarie alla legge, si risolverebbe in una inammissibile disapplicazione dell’art. 1815 co 2 c.c.” In sostanza, ciò che afferma il tribunale, accogliendo totalmente la tesi difensiva dell’avv. Rosa Chiericati, è che la clausola di salvaguardia è valida per la fase esecutiva del contratto, non nella sua fase genetica, corrispondente con il momento della stipula, poiché se il tasso è usurario alla stipula è la legge a dire cosa succede: non sono dovuti interessi. Nessuna clausola di contratto può eludere o bypassare questo precetto legislativo. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto valore e validità alla perizia DECIBA, così dichiarando: “Del pari, non possono ritenersi, prima facie e alla luce della dettagliata e approfondita perizia di parte prodotta dalla reclamante, totalmente destituiti di fondamento anche gli altri motivi di opposizione formulati “.