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  • DECIBA, la legge sull’usura potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni

     

     

    I traguardi raggiunti dall’associazione DECIBA potrebbero stravolgere l’economia italiana? Probabilmente si. Per capire perchè basta riflettere sull’attuale dissesto economico dei Comuni italiani.

    Come tutti sappiamo, a partire dal 2008, i comuni videro lievitare i propri debiti a seguito della stipula dei cosiddetti swap. Gli swap, ricordiamolo, sono titoli derivati ad altissimo rischio che spesso venivano proposti come “pacchetti di eccellenza” e di “assoluta sicurezza” a chi, sostanzialmente, non aveva la competenza tecnica per capire che si trattava di una fregatura. Anche in quel caso le banche hanno “rubato” approfittando della poca competenza di chi era chiamato a stipulare quei contratti. Per chi non ne capiva infatti, i contratti proposti sembravano scritti in ostrogoto ma, proprio la legge italiana sancisce alcuni criteri base da rispettare da parte di chi fa questo tipo di offerte. In particolare, come sottolineato dalla trasmissione Report, la legge stabilisce che il requisito fondamentale richiesto alla banca o a qualsiasi offerente è “la chiarezza”. In assenza di ciò è possibile ottenere l’annullamento. Ma Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba, ci tiene a precisare:

    La legge dice anche che bisogna essere esperti in materia per stipulare un contratto di questo tipo, per comprarli.

    Deciba ha mai proposto un’azione giuridica che possa quindi far rientrare nelle casse dei cittadini i soldi indebitamente corrisposti alle banche mediante lo scandalo swap?

    Noi abbiamo fatto varie proposte ma il problema è politico: la maggior parte dei debiti che hanno i comuni è con le banche stesse. Quindi parliamo di derivati, piuttosto che mutui fatti con prestiti non regolari. Noi le proposte le abbiamo fatte in questo senso, ma siccome il problema è politico non ti fanno controllare le carte. Ci abbiamo provato a Parma per esempio, abbiamo chiesto i documenti ma ci hanno risposto che sono protetti da privacy e quindi non si poteva far nulla.

    Ma il Comune non potrebbe firmare il mandato e quindi autorizzarvi?

    Si, ma il problema è che nessuno ce lo ha dato fino ad oggi.

    Quindi ci avete provato ma è andata male…

    Si, ma se qualche comune ci desse la possibilità di prendere in carico il suo caso, noi stravolgeremmo l’economia italiana. Stessa cosa potrebbe accadere col governo.

    Ma da quanto ho capito non è una cosa fattibile…

    Non è fattibile perché non ci danno i documenti, ma se ce li dessero noi vinceremmo tanto quanto ci riusciamo trattando il caso di un mutuo stipulato tra un privato e la banca. E’ uguale, è la stessa cosa. L’interesse diventa troppo grosso e quindi difficilmente si ottiene un risultato di questo tipo. Ci vorrebbe un sindaco interessato, che non ha paura.

  • Ipoteca la casa, per il tasso di Usura

    Ipoteca la casa, per il tasso di Usura

     

    Un imprenditore aveva chiesto un prestito di 275 mila euro a una finanziaria, e in poco tempo si è ritrovato indebitato per altri 72 mila euro (oltre al capitale) tra interessi e commissioni. Così, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno scoperto che la «F&f» prestava denaro a tasso d’usura. I militari hanno anche sequestrato soldi e beni della società per un importo pari a 680 mila euro, profitto derivante dall’applicazione dei tassi usurari a una quarantina di imprese per un totale di 700 pratiche.

    Nonostante l’intervento dei finanzieri, l’imprenditore era già stato costretto a chiudere l’attività e a ipotecare la casa. Per poter applicare un tasso usurario all’insaputa del cliente, l’intermediario sottoponeva per la firma un contratto dove era indicato un tasso annuale nominale (Tan) inferiore di svariati punti rispetto al Tasso annuale effettivo globale (Taeg), che comprende anche le spese per l’erogazione del finanziamento. E con qualche magheggio in materia di tecnica bancaria, riuscivano a far risultare tassi d’interesse sempre inferiori al «tasso soglia». Come l’imprenditore costretto al fallimento, anche le altre decine di imprenditori hanno accetatto le condizioni della finanziaria senza sapere dove li avrebbe portati quel prestito. L’indagine (coordinata dal pm) ha portato al sequestro deciso dal “gip” sui conti dell’internediario e della finanziaria.

  • ABANKERS LA NUOVA OPPORTUNITA' PROFESSIONALE

     

     

    Dopo innumerevoli anni qualcuno ha pensato di attribuire un nome, dare un’identità ad un lavoro che fino ad oggi non esisteva : A-Banker. L’iniziativa partirà all’inizio di Maggio 2018 e sarà promossa da DECIBA ASSOCIAZIONE deciba.it e da tutto lo staff di professionisti appartenenti a deciba-professional.it

     

    Il Fondatore di DECIBA, Dott. Gaetano Vilnò, dopo i grandi successi ottenuti decide di avviare una nuova sfida, creare un gruppo di professionisti di alto livello a copertura dell’intero territorio italiano. I cosiddetti A-BANKER potranno godere di una formazione specifica a largo raggio: commerciale, manageriale,matematica finanziaria, diritto e consulenza bancaria. L’intento è quello di ottenere una preparazione interdisciplinare, completa, utile socialmente e professionalmente.

     

    L’iniziativa potrà essere avviata a vari livelli e in diversi modi, sia come imprenditore, ad esempio decidendo di aprire un ufficio, sia come professionista, interessando legali e commercialisti. La selezione sarà rigida, ci saranno precisi presupposti per diventare A-BANKER.

     

    Lo scopo è di avere un punto di riferimento serio e professionale per un'argomento molto delicato,dare la possibilità agli utenti di affidarsi ad una professionalità selezionata e di alto livello . 

     

    Gli ABANKER

     

    Più di tante parole,vi invitiamo a guardare questo video dove ci sono le regole per entrare a far parte del progetto A-BANKER

     

    https://youtu.be/H5mWviBIwuY

     

    Ulteriori informazioni  www.deciba.it www.deciba-professional.it  

  • Anatocismo VIETATO

    L’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è VIETATA dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

    Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, negli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei clienti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

    Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà procedere con un’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

     

  • Anatocismo, parla Vilnò

    Nè parlano tutti ,eppure alcune banca continuano a far finte di niente, intervistiamo un professionista Gaetano Vilnò

    Questo mestiere ha ogni giorno sorprese,è interessante raccontare fatti reali,questo servirà sia ai professionisti del settore sia ai cittadini per capire di più .
    L'anatocismo e l'usura Bancaria non è una fantasia,oggi alcune banche accettano l'errore e tentano transazioni,se proprio devo fare una media,direi i 60% degli istituti bancari accettano e pagano.
    Vorrei parlavi di due episodi,uno con il Banco di Cesena,incontrando un simpatico responsabile regionale della banca mi ha detto "cosa è l'anatocismo ?" ovvio, transare con queste persone non sarà mai possibile,molti credono che gli operatori bancari siano informati e intelligenti,sbagliate,capitano anche questi episodi,in questo caso ci troviamo costretti a chiedere il giudizio al giudice,spesso applicherà la legge e ci darà ragione .
    Nasce una considerazione spontanea,perchè non transare subito?
    Le motivazioni sono mille,a volte si tratta di ignoranza pura,contro questa nulla è possibile ,spesso una vera e propria strategia,perdere tempo,demoralizzare l'imprenditore è spesso un'iter che la banca usa,non bisogna mollare,questa volta la banca perde .
    Un'altra particolare negoziazione è stata con UNICREDIT LEASING,dove abbiamo periziato n° 3 Leasing e abbiamo accertato l'usura,in questo caso la legge è chiara,bisogna pagare solo il capitale. Questo pseudo negoziatore ha proposta una moratoria di 12 mesi,quasi come farci l'elemosina,qui il fattore ignoranza credo abbia una buona componente,eppure la legge è chiara,le perizie dimostrano numericamente il reato,eppure a volte c'è opposizione. Nel caso specifico vuole una sentenza di un giudice,eppure la giurisprudenza non lascia dubbi,in teoria il giudice dovrebbe prendere un CTU ,analizzare i numeri per poi pagare.
    Alcune Banche evidentemente hanno fiducia in qualche giudice PRO banca,fortunatamente in Italia ci sono anche Giudici bravi,infatti le sentenze lo dimostrano,abbiamo ragione.
    Quando non accettano transazione,dobbiamo farlo presente al giudice,dobbiamo far presente l'opposizione assurda presentata,dobbiamo far presente la malafede ed il danno che viene creato all'imprenditore,dobbiamo richiedere sia i danni morali sia i danni aziendali,allora forse,tutti si attiveranno per negoziare e trovare soluzioni veloci,giuste,adeguate.
    Il braccio di ferro continuerà,tenete presente che in Italia sono già stati rimborsati milioni di Euro,questione di tempo,alla fine,dovranno cedere .

    Gaetano Vilnò
    Consulente Anatocismo e Usura Bancaria

  • ANONYMOUS IN LETARGO! GRILLO QUERELA!

    grillo-santone-brexit-si-euro-cambia-idea-messora

    Immaginare Grillo che annuncia querele è paradossale, immaginare grillini in giacca e cravatta che incontrato dirigenti Gruppo Trilateral è impensabile. Il Movimento 5 stelle ha cambiato strada, i grillini, che fino a fino a ieri hanno appoggiato il comico si rivoltano contro. Ora i nemici di Grillo non sono il PD O IL PDL ma il suo stesso blog, cittadini, gente che ragiona che vede un comico che sta prendendo troppo potere. Ormai il risveglio della rete si è attivato, chissà se gli Anonymous daranno una strizzata al Blog di Grillo, sicuramente il blog spento qualche giorno darebbe un bel segnale alle tasche del comico e Company . 

    L’invito a tutti i blog liberi è di fermare l’avanzamento del comico in rete, il cambio di rotta NO EURO SI EURO è pericoloso, la vecchia politica non può nulla, nessuna persona ragionevole vorrà un Partito gestito da un comico e una società commerciale che si occupa di influencer.

    dimaio_gruppo_trilateral_beppe_grillo_cambio_rotta

    Voglio dare spazio ad un’articolo molto interessate dal blog 

    http://www.byoblu.com/post/notiziedalweb/un-golpe-a-5-stelle-lasse-di-maio-monti-commissione-trilaterale

    Un Golpe a 5 Stelle? L’asse Di Maio-Monti-Commissione Trilaterale

    Il giornalista Marco Gaiazzi ha parlato con fonti definite certe e testimoni oculari, i quali gli hanno raccontato una storia che confermerebbe quanto nei giorni scorsi si è reso evidente sui media di massa e sul blog di Grillo: il cambio di rotta dei vertici del Movimento 5 Stelle e il loro avvicinamento ai poteri forti, con l’intermediazione di Mario Monti, e l’abbandono del referendum sull’Euro, con la cancellazione e la riscrittura integrale in salsa europeista del famoso decimo punto del post “La Brexit spiegata facile”, relativo all’uscita dell’Italia dalla Ue, dove in una notte sparisce ogni riferimento all’Euro “come cappio da cui liberarsi” (sic!) e a un referendum italiano che prima era definito sacrosanto.


    Ricordo che il Movimento 5 Stelle è nato come movimento di democrazia diretta, dove ogni decisione proviene dalla rete o è sottoposta al vaglio della stessa, e dove i giochi di potere e le trame oscure sono considerate alla stregua dell’alto tradimento.

    Alla luce delle affermazioni contenute nell’articolo seguente, che inseriscono in una cornice ideale anche le dichiarazioni di Borrelli dei giorni scorsi, e i pubblici attestati di stima di Monti nei suoi confronti, e le allusioni di Romano Prodi, che su Repubblica afferma: “Marine Le Pen è stata la prima a capire i limiti di un populismo di parte, e ha ‘ucciso il padre’. In quel momento è diventata una potenziale presidente della Repubblica francese. In Italia sta succedendo la stessa cosa“, chiedo dunque ai diretti interessati, citati nell’articolo, e quindi a Luigi Di Maio in primis (che recentemente ha effettivamente partecipato a un pranzo con il direttore italiano della Commissione Trilaterale svoltosi all’istituto ISPI, “il più prestigioso think tank di politica internazionale del nostro Paese, diretto dal prof. Paolo Magri e che ha come presidente onorario Giorgio Napolitano“), se sono in grado di smentire categoricamente la ricostruzione seguente. (*)


    CAMBIO DI ROTTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE ECCO LE PROVE

    Di Maio studia da premier e si prepara con Varoufakis e… Monti!
    Che a inizio primavera il direttorio del 5 Stelle abbia incontrato Varoufakis è cosa nota. Altrettanto noto che a maggio Di Maio abbia partecipato ad una riunione a metà strada tra l’Ispi e la Trilateral. È arrivato il tempo di raccontare alcuni retroscena inediti che sono di sicuro interesse.

    Parlando con fonti interne molto vicine ai vertici del Movimento sono venuto a conoscenza dei contenuti dell’incontro con l’ex ministro greco Varoufakis. Pare, anche se il condizionale è in questo caso solo una premura stilistica, che i 5 Stelle volessero avere un confronto aperto sui temi euro ed Europa parlando con uno che intorno a quel tavolo con Juncker, Merkel e company ci é stato per davvero.

    Come è nato il ribaltone Cinque Stelle sul referendum sull’Euro
    A quanto risulta, al netto delle critiche e delle perplessità che l’ex ministro ha ribadito al direttorio 5 stelle sull’Europa e su come è stata costruita, l’economista greco ha letteralmente lasciato a bocca aperta i suoi interlocutori.

    Quando è stato il momento di parlare di Italia e di referendum sulla permanenza in Europa, di cui il movimento aveva iniziato a gettare le basi, Varoufakis ha gelato i suoi interlocutori. L’Ex Ministro alle Finanze avrebbe infatti escluso categoricamente l’ipotesi di una uscita dall’euro dell’Italia. E lo avrebbe fatto non su impressioni o chiacchiere da bar ma sulla base di attente e posate riflessioni micro e macro economiche. In sostanza Varoufakis avrebbe detto a Di Maio di scordarsi di uscire dalla moneta unica, opzione folle e autolesionista per l’economia italiana. Lo avrebbe insomma sconsigliato dal procedere con un referendum che porterebbe l’Italia all’autodistruzione.

    Non c’è dubbio che sentir dire questo da un uomo che ha vissuto da protagonista uno dei momenti più difficili della storia sia greca che europea, proprio da chi per mesi è stato visto come un paladino della democrazia dei popoli contro la tecnocrazia europea ha lasciato sconcertati i suoi interlocutori. Sconcertati sicuramente, ma pare ne siano usciti anche convinti. È un fatto incontestabile che il Movimento ha cambiato idea in modo repentino ingranando la retromarcia sull’uscita dall’euro. E sembrerebbe la prova provata della ricostruzione che mi è stata raccontata. Ma non è finita.

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    Il patto di Di Maio con Mario Monti e Trilateral
    Ascoltato il pensiero dell’ex Ministro sulle cose da fare per cambiare l’Europa (Varoufakis non è mai stato favorevole alla Grexit benché su questo sia stata fatta, artatamente, una grande confusione), i vertici pentastellati avrebbero compreso, ben consigliati, l’importanza di iniziare a tessere dei rapporti solidi con le più alte sfere dell’establishment europeo, in modo da iniziare ad accreditarsi come interlocutore rispettato e rispettabile in vista di future trattative.

    Sempre a quanto risulta dalle mie fonti, Luigi Di Maio avrebbe chiamato nientepopodimenoche… l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, che può vantare ottimi rapporti con i cosiddetti poteri forti europei. Di Maio, confidando sulla spiccata anti-renzianità di Monti (ricordiamo quando Renzi disse che il Professore di Varese farebbe fatica a prendere voti anche in una assemblea di condominio), ma soprattutto forte della convinzione di essere in pole position per succedere all’ex Sindaco di Firenze come Presidente del Consiglio alle prossime elezioni, avrebbe chiesto a Monti di intercedere per un incontro coi rappresentanti italiani della Trilatera Commission

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    Beppe_Grillo _no_euro_si_euro_cambio_di_rotta_messora

    Per dare meno nell’occhio Monti avrebbe coinvolto il più rasserenante ISPI (rispettato think tank italiano) al fine di far incontrare Di Maio con la Trilateral in un contesto meno chiacchierato, che non ha comunque mancato di sollevare polemiche interne al movimento (ndr: erano presenti le stesse persone del vertice della Trilaterale a Roma, di qualche giorno prima, ove aveva moderato il presidente Rai Monica Maggioni).

    E pare che l’ex rettore della Bocconi, pur di fare le scarpe a Renzi, sarebbe disposto, come già starebbe facendo, ad aiutare il Movimento di Grillo, con buona pace del “rigor Montis” con cui il comico appellava l’allora premier.

    Se così fosse saremmo di fronte a una rinnovata battaglia tra guelfi e ghibellini, con le potentissime lobby che sostengono il Leopoldo minacciate dagli altrettanto forti poteri di cui il Bocconiano è ancora un significativo terminale.

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    (*) Nota a margine: vorrei che fosse chiaro che, al di là del merito, è il metodo che nel Movimento 5 Stelle resta l’asse portante, in assenza del quale M5S si riduce a un partito qualunque. Il metodo prevede che i portavoce siano cittadini scelti per farsi tramite di decisioni prese in rete, e che dunque in nessun modo possano, attraverso lo sfruttamento della loro carica, mutare orientamento o prendere accordi con istituzioni, organizzazioni o persone che mutino nella sostanza o in parte gli orientamenti degli attivisti certificati, o che siano retenute sconvenienti per la loro storia politica o imprenditoriale rispetto alle battaglie condotto dal blog. Le strategie politiche non sono ammesse, in un movimento che fa della democrazia diretta il suo obiettivo, perché “strategia” fa necessariamente rima con opacità e con oligarchia (le strategie vengono decise e perseguite da pochi a discapito dei molti, altrimenti sarebbero inutili). Ne consegue che chi fa strategie utilizzando la sua posizione di privilegio, senza che tali decisioni siano state conferite dalla base attraverso referendum online, sta abusando del suo ruolo e tradendo i principi del Movimento sul quale ha preso i voti. Si può decidere qualunque cosa (la democrazia diretta è questa, e a volte può anche essere estrema), ma si deve decidere con meccanismo trasparente e a maggioranza assoluta. Il Movimento 5 Stelle, quando è nato e fino alle politiche del 2013, era questo. Io personalmente ritengo che debba essere riportato lì, senza strutture intermedie, senza accentramento di potere, senza far sì che pochi abbiano un potere superiore a quello dei molti. Il senso della mia critica è questo.

    Claudio Messola

    Aggiornamento: Il Movimento 5 Stelle, per tutta risposta, ha annunciato che mi querelerà. 

    fonte: BYOBLU
    A tuttii blog liberi,informate i grillini di questo cambio di rotta,sicuramente molti capiranno. 

     

  • ASS.DECIBA A TUTELA DEI CLIENTI CONTRO LE BANCHE E PRESUNTI PROFESSIONISTI

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    Le società che si occupano di Illeciti bancari sono ormai tantissime, associazioni, sindacati, professionisti, OLTRE 400 in Italia secondo D.E.C.I.BA. Una guerra di business senza precedenti, professionisti che attaccano altri allo scopo di assicurarsi la clientela. L’Associazione D.E.C.I.BA viene spesso chiamata in causa per controllare il lavoro di altri “professionisti”.
    Un caso recente di una perizia fatta dal Dott.Commercialista (Appena autorizzati dal cliente diffonderemo il nome) dove dichiarava oltre 70 mila euro da recuperare, il cliente non era convinto di tale cifra e ha chiesto una supervisione di tale perizia a D.E.C.IBA, le indagini svolte dall’associazione hanno fatto una chiara luce sui fatti, DECIBA, confrontando i risultati ricavati sia da parte del professionista e sia da parte del cliente è risultato, che il cliente, non possedeva i presupposti necessari per poter iniziare una causa contro la banca .

    Ecco perché controllare la propia banca 

    Il mondo delle perizie è discusso, e soggetto a valutazioni spesso troppo personali, non necessariamente esiste la malafede da parte del “professionista”, anzi, spesso è solo la scarsa preparazione all’argomento di quest’ultimo, purtroppo, ci sono anche professionisti che preferiscono cavalcare la parola TRUFFA per accaparrarsi i clienti.

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    In preparazione un documento dove chiaramente sarà espresso un elenco di professionisti affidabili, questa selezione è fatta oggettivamente su parametri incontestabili. Questo documento sarà disponibile a tutti. 

    L’elenco dei professionisti, società, associazioni è molto vasto, sarà premura di D.E.C.I.BA analizzare il lavoro al fine di tutelare i clienti da eventuali venditori di “pentole”.

    DECIBA BLOCCA PER USURA BANCARIA UN’ASTA GIUDIZIARIA 

    Contattato ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA 

    DECIBA
    Email:This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    Uff: 0521/241417 

    Controllo Equitalia :
    DICIE

  • ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA GARANZIA E PREPARAZIONE

    deciba_associazione_perizie_econometriche

    Garanzia e preparazione

    Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò .

    Grazie a .I.A.D.E 3.O il nostro livello è aumentato vertiginosamente,uno staff preparato composto da Legali,matematici,esperti bancari ,pensare ad uno staff scientifico che ogni giorno lavora per migliorarsi nel rilevare illeciti bancari è straordinario . 

    Controllate la vostra banca 

    www.deciba.it 

    Oggi tutti sanno che è possibile fare causa alla banca e rivolgersi ad esperti per una perizia econometrica del proprio mutuo. Più o meno tutti in Italia avranno sentito sempre più parlare di anatocismo bancario: con anatocismo bancario si intende un procedimento civile fatto contro una banca che ha applicato interessi maggiorati a un finanziamento (mutuo, leasing, prestito). Le banche, in pratica, sono solite richiedere “gli interessi sugli interessi” stipulati in sede di contratto. Questo ne causa una maggiorazione più o meno forte.
    Per usura invece intendiamo il procedimento penale che si effettua nei confronti di una banca che ha applicato interessi usurari: si tratta quindi del superamento del tasso soglia stabilito dalla legge contestato in sede penale. Fare una causa contro una banca per usura e vincerla non è cosa semplice ed è per questo che si sente parlare molto più spesso di anatocismo. Anche se i due termini indicano sostanzialmente la stessa cosa e si differenziano unicamente sul piano penale e civile, in pochi hanno avuto la capacità di rendere “semplici” e “comprensibili” le conseguenze dell’usura bancaria. Sicuramente in pochissimi hanno invece capito in che modo l’usura influisce sull’economia di famiglie e aziende.
    La stragrande maggioranza degli avvocati infatti ricorre a periti esperti di diritto bancario, i quali si occupano di redigere e vendere perizie econometriche talvolta abbastanza costose. Il legale però, se non è un esperto di diritto bancario e, soprattutto, se non ha affrontato in Tribunale altre decine di casi di questo tipo, non ha nemmeno l’esperienza necessaria per spiegare a un giudice per quale motivo l’usura ha determinato la morosità di una famiglia, il fallimento di un’azienda o, in generale, la mancata capacità di corrispondere le rate pattuite con la banca. Il legale non sarà quindi, nemmeno in grado di rispondere ai quesiti posti dal PM.

    Tuttavia: se il cittadino riesce a dimostrare di esser stato vittima di usura e decidere eventualmente se affidarla a un professionista, riuscirà ad ottenere anche numerose agevolazioni. Questi aspetti però li esamineremo in un secondo momento. Per adesso ci focalizzeremo su cosa si intende per usura.

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    Così come riportato dal sito di Deciba.it, la legge dice che lo dice:

    “Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”. Si tratta perciò di un’applicazione sui finanziamenti – concessi dagli istituti di credito e dalle società finanziarie ai propri clienti – di tassi di interesse effettivi che, sommando il tasso nominale e tutti gli oneri relativi alla concessione del credito, superano il limite consentito dalla legge sull’usura, ovvero la Legge 108/1996 (e successive modifiche). Tale legge stabilisce infatti delle soglie (TEGM) oltre le quali gli interessi sono considerati usurari. Attualmente, i tetti stabiliti nel secondo trimestre 2015 da Bankitalia sono i seguenti: si va dal 8,13% dei mutui ipotecari a tasso variabile al 9,38% del tasso soglia per i mutui a tasso fisso. Per salvaguardarsi le banche hanno introdotto negli anni clausole di salvaguardia nei contratti stipulati con i clienti, determinandone eventuali interessi di mora e maggiorazioni, clausole con le quali le banche limitano il tasso massimo alla soglia stabilita. Questo porta quindi a non generalizzare e ad esaminare ogni singolo caso, facendo una verifica delle condizioni generali del proprio contratto e analizzando alcuni importanti fattori, come le spese relative alla gestione della pratica, le penali, istruttoria, perizia, incasso rata ed eventuali polizze obbligatorie, fattori che potrebbero far rivelare al contribuente di avere in mano dei finanziamenti che oltrepassavano il tasso soglia già al momento della stipula.
    Ma in che modo un utente può verificare se è vittima di usura? Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari) ha preparato un video in cui da istruzioni, sia a cittadini che a professionisti del settore, in modo da distinguere 4 differenti casi di usura. Esamineremo la sua preziosa guida nel prossimo articolo.

    qui riportati

    Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

     

    Questo video spiega tutto in modo semplice 

  • Associazione D.E.C.I.BA incredibile successo

    L’anno 2015 per l’associazione DECIBA rappresenta l’anno del successo, l’informazione profusa dal gruppo ha raggiunto milioni di persone. Grazie alle collaborazioni di blogger e gruppi social network abbiamo raggiunto i 30 milioni di contatti settimanali e i nostri Video hanno ottenuto fino ad 1 Milione di visualizzazioni.

  • ASSOCIAZIONE DECIBA FENOMENO CONTRO GLI ILLECITI BANCARI

    ASSOCIAZIONE DECIBA FENOMENO CONTRO GLI ILLECITI BANCARI

    Alcuni numeri eclatanti
    26 mila fans sulla pagina Facebook
    4,8 su 5
    99 recensioni tutte positive
    Bloccate aste giudiziaria per usura bancaria
    Oltre 1 milione di visitatori video
    Oltre 30 milioni di persone raggiunte ogni mese sui social

    Annullare l’asta giudiziaria della tua casa? Ottenere la gratuità del mutuo facendo azzerare tutti gli interessi da corrispondere alla banca? Ottenere il risarcimento dall’istituto di credito che ha richiesto il pignoramento dei tuoi beni? “Si può”, parola di DECIBA, la prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento delle aste giudiziarie per usura. Il guaio però è che i media non se ne occupano. Ma perchè?
    Prima fra tutte è che le banche sponsorizzano i maggiori organi d’informazione, basti guardare ai maggiori azionisti di alcuni quotidiani nazionali. Ma quanto vale davvero tutta questa disinformazione? Esattamente 25 miliardi di euro: a tanto ammonta il “furto delle banche” realizzato attraverso numerosi strumenti finanziari come mutui, leasing, fidi, prestiti e via discorrendo. Sono milioni i cittadini che non sanno di avere un credito verso l’istituto bancario che gli ha permesso di acquistare una macchina, comprare una casa, oppure semplicemente mettere su un’azienda. Altrettanto numerosi sono gli immobili messi all’asta: oltre 20 milioni.
    La seconda ragione è che le banche comandano il mondo ma, a quanto pare, solo fino ad un certo punto. “Oltre quella soglia” infatti “scatta l’usura” e quindi l’illecito. E cosa accade quando scatta l’illecito? Semplicemente che non si devono pagare gli interessi, ma solo restituire il capitale. Si tratta di calcoli giuridico matematici che però non tutti gli esperti di cause bancarie conoscono, non tutti i professionisti sono padroni della materia al punto da farla capire anche al giudice chiamato a stabilire se è stata la banca a commettere l’illecito, oppure è il cliente stesso che crede, magari erroneamente, di avere la ragione dalla sua parte.
    Per fortuna però la matematica è una scienza esatta e non un’opinione e siccome l’economia si basa sulla matematica ed è regolata dal diritto, dovrebbe essere anche molto semplice dimostrare, dati alla mano, che la banca ha torto. C’è un particolare che non tutti conoscono: e cioè che la banca ha quasi sempre torto. La colpa è di questa prassi “illecita” perseguita con tenacia dagli istituti di credito, che prevede un sistema di calcolo degli interessi superiore rispetto al “tasso soglia”. Se dunque è la stragrande maggioranza dei mutui stipulati ad aver superato il tasso soglia, perché questo non viene detto?


    LA MISSIONE DI DECIBA – La ragione principale è che ci sono pochi professionisti in Italia in grado di dimostrare una cosa di questo tipo e, soprattutto, che conoscono i vari casi giuridici da affrontare con strategie mirate e studiate. Il Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari, è un team di professionisti esperti nel settore bancario. Si tratta di una vera e propria equipe: manager, ragionieri, economisti e avvocati. Un team che ha già ottenuto numerose sentenze favorevoli in tutta italia, non a caso è considerata l’associazione con la migliore reputazione nel campo degli illeciti bancari a cui gli stessi studi legali si rivolgono.
    E’ quindi inaccettabile che i media cerchino di tenere in sordina quella che è ormai un’incredibile rivoluzione giuridica, perché mai fino ad oggi era stato possibile ottenere la sospensione di aste giudiziarie. Siccome, a quanto riferito da DECIBA, la Rai ha censurato ben otto ore di registrazione sul caso della sospensione delle aste giudiziarie è lecito pensare che questo comportamento denota un uso privatistico del mezzo pubblico dal momento che va chiaramente a vantaggio delle banche che sono istituti privati.
    L’importanza di queste strategie legali, a cui sempre più professionisti stanno guardando, è frutto di un intenso studio e di un lavoro certosino realizzato da professionisti, che ha già rivoluzionato la giurisprudenza italiana. Fino ad oggi infatti, come spiegato dall’Avv. Rosa Chiericati, la questione relativa alle aste giudiziarie veniva esaminata in un secondo momento e mai durante la causa incentrata sul delitto di usura. Le numerose vittorie che si stanno susseguendo quindi rischiano di causare un effetto domino su ben 20 milioni di immobili messi all’asta e 24 miliardi di euro sottratti in modo illegale dagli istituti di credito.  Di seguito elencheremo:
    Le cause vinte da Deciba e la loro importanza in quanto hanno concesso:
    La sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria
    La sospensione del pignoramento per LEASING in usura
    La revoca di FALLIMENTI proposte da Banche

    Fonte

    L’intervista al Presidente di Deciba, Gaetano Vilnò
    Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti

  • ASSOCIAZIONE DECIBA SPACCA LA BANCA ECCO LA VERITA’

    Ormai la consolidata credibilità di DECIBA è nota in tutto il territorio italiano infatti viene annunciata l'apertura di 50 nuovi uffici sparsi per il territorio. Il metodo seguito da DECIBA è molto semplice: trasparenza, moralità, garanzia. La selezione dei professionisti scelti da DECIBA è molto rigida, la regola è vincere, non vendere perizie econometriche.
    Partono da zero e raggiungono risultati enormi, sono riusciti a bloccare pignoramenti e aste giudiziarie per usura, i loro conteggi e la loro professionalità sono stati richiesti anche da grandi gruppi. DECIBA ha raccolto consensi persino nei tribunali, dove giudici si complimentano per il lavoro peritale svolto. Grazie alle informazioni ogni giorno diffuse da DECIBA, oggi la conoscenza del settore è molto più ampia. DECIBA rappresenta un punto di riferimento importante per chi vuole controllare l'operato della propria banca. Grazie al nuovo sistema I.A.D.E. è possibile ottenere controlli precisi e matematicamente esatti. Le banche hanno un nuovo grande nemico: gli onesti.

  • ATTENZIONE PROFESSIONISTI CHE SCONSIAGLIANO CONTROLLI BANCARI

    Capita spesso, sia per le aziende, sia per i privati, di sentirsi trascurati da professionisti quali commercialisti, avvocati, e consulenti, nonostante collaborazioni di lunga data. I rapporti oggi non funzionano più come in precedenza e la sensazione è quella di non godere di un assistenza efficace. La verità è che i professionisti all'interno dell'azienda sono pur sempre esseri umani, e come tali possono cadere in errore. Rientra tra questi quello di non consigliare all'imprenditore di effettuare controlli per la verifica di eventuali illeciti bancari. Escludendo tale ipotesi di errore, può accadere che la mancanza del professionista non sia colposa, ma addirittura dolosa.

  • Avv.Mazzotti massima esperta Equitalia risponde come difendersi

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    Contro Equitalia si può vincere. Quando ci si imbatte in un avviso di accertamento o in una cartella esattoriale, non è il caso di gettarsi subito nello sconforto. Anche il fisco si può sbagliare, nel senso che vi possono essere dei vizi nei documenti, o negli atti ufficiali degli agenti di riscossione, che possono comportare la nullità della pretesa o alla sua decadenza. Vi spiego meglio; errori di notifica degli atti: l’atto non deve essere notificato per posta ordinaria dagli uffici tributari.

     In questo caso ci sono buone opportunità di vincere il ricorso, stante le numerose sentenze che stabiliscono come la notifica debba essere effettuata da un messo comunale o da un ufficiale giudiziario. Calcolo errato degli interessi di mora: molto spesso il calcolo degli interessi viene fatto erroneamente su capitale e interessi già maturati, in questi casi è possibile ottenere dalle commissione tributaria la rettifica degli importi. Pignoramenti illegittimi: laddove sia pignorato un bene immobile con valore molto superiore rispetto alle tasse da versare allo Stato. Multe automobilistiche prescritte: qualora sia prescritto il diritto alla riscossione si otterrà la cancellazione del debito fiscale e l’annullamento del blocco dell’automobile (se effettuato). Questi sono solo alcuni casi, ma i vizi in cui incorre il fisco sono molteplici, tanto che in alcune pronunce Equitalia è stata condannata a pagare anche i danni (patrimoniali e morali).

    Questo articolo descriverà varie possibilità di difesa: 10 MOSSE PER BLOCCARE EQUITALIA LE SENTENZA

    DICIE è un gruppo di professionisti specializzati nel verificare le cartelle di Equitalia e comprendere cosa è dovuto e cosa non è dovuto .

    Vi linko qui questo articolo molto interessante parla di: numeri molto importanti,oltre il 60% del denaro richiesto risulta non essere lecito 

    CARTELLE PAZZE EQUITALIA, DICIE CHIEDE COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA

     

  • Banca Perde e tutto TACE

    Da tempo ci occupiamo dell'argomento banche, i reati che la banca spesso compie sono molti, parliamo di indeterminatezza, nullità, usura, anatocismo, sono veramente tanti gli argomenti per difendersi .
    Oggi per far riprendere l'economia basta rivolgersi alla legge, infatti da un'analisi D.E.C.I.BA sono miliardi di Euro che le banche devono restituire alle aziende Italiane, ma i media fanno finta di niente .
    Fanno finta di niente anche quando le sentenze sono eclatanti, oggi abbiamo ORDINANZE dove case e capannoni vengono bloccate per illegittimi bancari, in poche parole, la banca di fa un pignoramento e successivamente mette il bene all'asta ,ci sono professionisti che analizzando conto correnti, Mutui, o Leasing hanno bloccato l'asta per usura Bancaria .

    IL 20 FEBBRAIO 2015 ENNESIMO ORDINANZA DI BLOCCO DELL'ASTA PER USURA BANCARIA ,NESSUNO NE' PARLA
    Questo è uno dei tanti risultati ottenuti, grazie allo Staff DECIBA.IT e grazie ai grandi professionisti di MANAGEMENTITALIA S.R.L
    per contatti : 0521/241417
    email : This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

     

  • BANCHE : ARRIVO ALLA CORTE SUPREMA E VINCO ! UNA STORIA STRAORDINARIA

    corte_cassazione_deciba_sentenza_usura_mutuo_350_perizia

    Ogni giorno le sentenze contro le Banche si moltiplicano,non parliamo delle transazioni,spesso la banca onde evitare di entrare in causa propone al cliente di chiudere la questione . 

    Il male maggiore anche in questo campo è sempre l’informazione,gli utenti si ritrovano in un mare di operatori del settore e non sanno bene chi è bravo e chi no!

    Inutile dire che è un lavoro specifico,dobbiamo rivolgerci sempre a professionisti competenti,assicuratevi dei risultati ottenuti e della loro storia professionale,questo potrà essere un’indicatore.
    Trattate la materia con serietà,non è una compravendita di una bicicletta,le cause sono tali perché qualcuno decide in base ai documenti comprovanti la vostra ragione,detto questo un Giudice può decidere il contrario.
    La banca vince per questo tipo di atteggiamento,le cause vinte non esistono,qualsiasi professionista dica il contrario non è serio. Solitamente chi vince sono quasi sempre gli stessi,non è un caso,un’atteggiamento prudente e serio porta molto spesso risultati. 

    D.E.C.I.BA Associazione esperta nel campo della rilevazione anomalie bancarie assicura che attraverso un lavoro adeguato i risultati si ottengono . www.deciba.it Info 0521/241417 

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    Ci sono casi eclanti di lite temeraria ,dove la banca vince clamorosamente,solitamente queste notizie come per magia prendono spazi importanti sui giornali nazionali,quando la Banca perde …silenzio assoluto . 

    I casi di perdita clamorosa sono per clamorosi errori/orrori professionali,dove le perizie econometriche sono di pura fantasia e dove l’avvocato non è stato in grado di comprendere l’adeguata difesa ,semplice,lineare . 

    Usciamo dal complottismo assoluto,scarsi professionisti che sbagliano,semplice .

    L’intento della banche è creare confusione,dubbi,paure,solitamente questo stato psicologico fa bloccare le persone,nel dubbio non faccio nulla . 

    Esiste una persona che tutti noi dobbiamo ringraziare,una persona che ha portato avanti fino al terzo grado di giudizio Italiano i suoi diritti,grazia a lui oggi possiamo vincere contro le banche ed avere la restituzione degli interessi in caso di superamento tasso soglia usura . 

    Questo signore ha perso in primo grado ,non si è arreso,convito della sua ragione ha deciso di andare al secondo grado di giudizio (appello ) anche in questo caso ha perso … molti di noi non iniziano neanche il primo grado,questo signore ha detto … ARRIVO ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE E VINCO . 

    Leggi lo svolgimento del processo ed inizia a comprendere quanto l’informazione e la tenacia possono salvarci.

    SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

    SEZIONE I CIVILE

    Sentenza 9 gennaio 2013, n. 350

    Svolgimento del processo – Motivi della decisione

    gudici_diritto_bancario_deciba_cassazione_roma

    1.- I.D. ha convenuto in giudizio la s.p.a. Intesa BCI lamentando che il tasso applicato al contratto di mutuo con garanzia ipotecaria stipulato il 19.9.1996 per l’acquisto della propria casa era da considerare usurario. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda volta a sentir accertare l’illegittimità della misura degli interessi stabiliti nel contratto di mutuo, in relazione alla rata di Euro 20.052,48 richiesta con lettera del 6.11.2001, sulla base della considerazione che, ai sensi della L. n. 108 del 1996, art. 2, per la determinazione degli interessi usurari i tassi effettivi globali medi rilevati dal Ministero del Tesoro ai sensi della citata legge devono essere aumentati della metà. Considerato che il D.M. 27 marzo 1998, emesso dal Ministero del Tesoro, prevedeva per la categoria dei mutui il tasso dell’8.29%, ha quindi, escluso che il tasso contrattualmente fissato potesse essere ritenuto usurario.

    La Corte di appello, con la sentenza impugnata, ha confermato la decisione di primo grado evidenziando che i motivi posti a base dell’appello erano aspecifici rispetto alla motivazione della decisione del Tribunale. L’appellante si era limitato ad invocare apoditticamente la natura usuraria degli interessi pattuiti senza contestare i parametri adottati dal primo giudice per valutare la fondatezza della domanda e senza indicare, in concreto, le ragioni di fatto e di diritto idonee a ribaltare la decisione impugnata. Privi di rilevanza erano i riferimenti allo scopo per cui era stato stipulato il mutuo. Infine, la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Da ultimo, ha ritenuto che le richieste istruttorie di ordinare ex art. 210 c.p.c., l’esibizione del carteggio intercorso tra le parti e di ctu contabile che quantificasse le differenze incassate in eccedenza dalla Banca fossero inammissibili per la loro genericità e per il carattere meramente esplorativo nonchè prive di attinenza con i motivi posti a base del gravame.

    Inammissibili erano le deduzioni per la prima volta proposte nella comparsa conclusionale ove I.D. cercava di sopperire alle carenze del gravame, indicando, per la prima volta, i tassi, a suo dire applicati (e non quelli pattuiti rilevanti ai fini dell’azione proposta) ed il tasso soglia che riteneva superato.

    I motivi, sul punto, non erano specifici.

    2.- Contro la sentenza di appello parte attrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali denuncia 1) vizio di motivazione e 2) violazione dell’art. 1421 c.c.

    Resiste con controricorso la s.p.a. Italfondiario quale procuratore della s.r.l. Castello Finance in luogo della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa nonchè quale procuratore della s.p.a. Intesa Gestione Crediti quale procuratore di Banca Intesa.

    3.1.- Il primo motivo, sub a), contiene riferimenti alla nullità della clausola determinativa degli interessi (con riferimento al tasso ABI) che risulta si proposta in primo grado ma, sebbene implicitamente disattesa dal Tribunale, non risulta specificamente (ma neppure genericamente) riproposta in appello (v. trascrizione dell’atto di appello alle pagg. 3 e 4 del ricorso).

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    Si che la relativa censura è inammissibile.

    Il profilo della censura relativo all’anatocismo ù che neppure è menzionato nella sentenza impugnata ù risulta dedotto in appello “in considerazione del fatto che con il piano di ammortamento la Banca ha di fatto applicato l’anatocismo vietato dalla legge” (v. trascrizione in ricorso, pag. 4).

    Nel motivo di ricorso, invece, parte ricorrente lamenta che la banca “pretende interessi sugli interessi infrannuali come emerge dalle quietanze esibite”.

    Trattasi di censura affatto nuova – oltre che generica – come tale inammissibile.

    3.2.- Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27 marzo 1998, che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%.

    Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma della L. n. 108 del 1996, art. 1, comma 4, tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora.

    La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644 c.p., comma 3, sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

    E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione.

    La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perchè dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003).

    3.3.- Sulla censura sub c) (relativa al mancato accoglimento di istanze istruttorie) va ricordato che “il provvedimento di cui all’art. 210 cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione” (Sez. 2, Sentenza n. 22196 del 29/10/2010). Peraltro, l’esibizione a norma dell’art. 210 c.p.c., non può essere ordinata allorchè l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire la documentazione in questione (Sez. 1, Sentenza n. 149 del 10/01/2003), come nella concreta fattispecie.

    Il ricorrente, poi, nulla deduce in ordine alla decisività di tale mezzo istruttorio, anche in considerazione di ciò, che la domanda era limitata alla rata richiesta con lettera del 6.11.2001 e il cui importo risulta determinato in Euro 20.052,48, in relazione alla quale soltanto erano state formulate le conclusioni in primo grado e in appello (“la non debenza dell’importo reclamato dalla banca”).

    4.- Quanto al secondo motivo, la censura è infondata, posto che, pur trattandosi di questione (di diritto) rilevabile d’ufficio (nullità della convenzione di interessi usurari), gli elementi in fatto sui quali la questione era fondata e, dunque, l’indicazione del tasso applicato contenuta (soltanto) nella comparsa conclusionale non poteva che essere ritenuta tardiva, tenuto conto della necessità che i motivi di appello, ex art. 342 c.p.c., siano specifici e che con la comparsa conclusionale non possono essere dedotte nuove circostanze di fatto che non siano state già dedotte con l’atto di appello.

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    E’ vero, infatti, che la deduzione della nullità delle clausole che prevedono un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, non integrando gli estremi di un’eccezione in senso stretto, bensì una mera difesa, che può essere avanzata anche in appello, nonchè formulata in comparsa conclusionale, ma ciò a condizione che “sia fondata su elementi già acquisiti al giudizio” (Sez. 1, Sentenza n. 21080 del 28/10/2005).

    5.- Infine, quanto alle difese della banca e alla reiterazione della questione di nullità dell’atto di citazione, va rilevato che non risulta impugnata con ricorso incidentale l’affermazione della sentenza della corte di merito (che la resistente ritiene erronea) circa la necessità di riproposizione della questione stessa con appello incidentale e la conseguente inammissibilità dell’eccezione.

    Si che sul punto si è formato il giudicato interno.

    Da ultimo, quanto all’asserita carenza di interesse ad agire dell’attrice in ordine alla proposta domanda di accertamento negativo, è appena il caso di evidenziare che l’interesse è sorto dalla richiesta rivolta dalla banca alla mutuataria. Richiesta che si assume relativa a somme non dovute, previa declaratoria di nullità della pattuizione di interessi che si assumono usurari.

    6.- La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione alla censura accolta (determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora) con rinvio alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame e per il regolamento delle spese.

    P.Q.M.

    La Corte rigetta il secondo motivo di ricorso, accoglie il primo nei sensi di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione.

  • Banche salve con soldi dei cittadini!

    Tutte le decisioni esistenti sugli aiuti di Stato e dell'unione bancaria". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione responsabile dell'euro e della stabilità finanziaria Valdis Dombrovskis, riferendosi alla soluzione decisa nel weekend per le due banche venete. Dombrovskis ha voluto precisare che nel caso delle due banche venete e della soffertissima soluzione concordata tra le varie autorità Ue e il governo italiano, «l'unione bancaria e le sue regole sono state parte della soluzione e non parte del problema ed è importante che i due istituti siano usciti dal sistema in un modo che non Intervento per tutelare economia del Veneto .

    «Le decisioni prese a tutti i livelli sono in linea con le nostre regole sugli aiuti di Stato e dell'unione bancaria e, d'altra parte, le varie istituzioni coinvolte hanno lavorato strettamente con le autorità italiane», ha aggiunto Dombrovskis.

    Alla fine del processo di decisione, l'Italia ha considerato che il fallimento di Veneto Banca e Popolare di Vicenza avrebbe creato un «serio impatto» negativo all'economia reale in una regione «tra le più attive del Paese, per cui gli aiuti di Stato erano necessari per fronteggiare perturbazioni economiche».comporta danni (sistemici) e non aumenta i costi».

    Dai privati contributo di 5,2 miliardi

    Poi il vicepresidente della Commissione ha ricordato che sono state rispettate le regole del “burden sharing” dato che azionisti e obbligazionisti junior sopporteranno un costo dell'operazioni «contribuendo per 5,2 miliardi per assicurare la liquidazione ordinata delle due banche». Quanto al «peso considerevole per i contribuenti italiani», Dombrovskis ha detto che «toccava all'Italia prendere tale decisione». Per l'impatto sul bilancio del sostegno pubblico deciso per permettere l'operazione di Intesa SanPaolo e gestire lo smaltimento degli asset delle due banche venete!

    Nessun impatto sul deficit strutturale
    Dombrovsis ha confermato che «certamente se c'è spesa pubblica aumenta il debito, ma ciò che è importante ai fini della sorveglianza del patto di stabilità è che si tratta di fondi impiegati una tantum che non avranno alcun impatto sulle discussioni sugli sforzi strutturali» annuali. Il deficit strutturale è infatti il saldo di bilancio corretto per gli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum ed è l’indicatore più importante ai fini della valutazione dello stato di salute della finanza pubblica da parte della Commissione europea.
    Per ciò che concerne l'unione bancaria, l'esponente comunitario ha detto che «adesso siamo in una fase di transizione nell'unione bancaria, le banche stanno aumentando i “buffer” (cuscinetti) per fronteggiare eventi di “bail-in” e più abbiamo passività chiaramente eleggibili a tal fine meglio è».

  • Banche: basta suicidi e usura

     

    la Banca d’Italia vuole la reintroduzione dell’anatocismo (cioè gli interessi prodotti dagli interessi) nonostante sia una pratica vietata per legge.
    L’associazione dei consumatori, continua a riproporre alla Camera di Commercio di muoversi, tutelare gli iscritti, far analizzare i proprio conti bancari per bloccare l’usura bancaria, una “moda” che ha rovinato famiglie, addirittura persone che si sono suicidate.
    Bisogna INFORMARE tutti, tutti devo sapere quello che succede con i NOSTRI SOLDI.


  • Bankitalia e l'anatocismo...Legge CHIARA ?!?!?

    Delibera in consultazione: dal 1° gennaio la contabilizzazione degli interessi deve essere annuale, con un periodo di 60 giorni prima dell'esigibilità. Ma trascorso quel lasso di tempo, possono essere capitalizzati. Per Unimpresa è un modo di far rientrare l'anatocismo dalla finestra

    Bankitalia, d'accordo con il Mef, mette in consultazione il testo per regolare l'anatocismo, il calcolo degli interessi sugli interessi, e già le prime reazioni del mondo imprenditoriale lo stroncano. E' Unimpresa a puntare il dito contro la possibilità che gli interessi, una volta che un conto corrente abbia sconfinato in rosso, diventino esigibili nell'arco di sessanta giorni e quindi passino ad essere contabilizzati come capitale. Un meccanismo che li porterebbe a generare nuovamente interessi, in barba al divieto che ciò accada.

    La proposta. Via Nazionale ha scoperto le carte per risolvere il problema finito al centro di numerose controversie legali tra consumatori e istituti bancari, con una proposta di delibera del Cicr (il Comitato interministeriale per il credito e per il risparmio) che vada a sciogliere il nodo del secondo comma dell'articolo 120 del Testo Unico bancario. Un comma sul quale è intervenuta - da ultima - la Legge di Stabilità del dicembre 2013, che richiedeva una delibera proprio al Cicr.

    Sul testo di legge si è scatenata una battaglia interpretativa. In poche parole, la questione è se gli interessi bancari possano essere capitalizzati - e quindi diventare una base sulla quale calcolare ulteriori interessi - o meno.

    Come sempre la legge è ambigua sul punto: come afferma la stessa Bankitalia, "da un lato contiene riferimenti letterali alla capitalizzazione periodica degli interessi ma, dall'altro lato, vieta la produzione di ulteriori interessi da parte degli interessi capitalizzati, nonostante l'effetto della capitalizzazione sia proprio quello di passare gli interessi a sorte capitale e, dunque, far sì che la somma (dovuta per interessi e) passata a sorte capitale produca interessi". La delibera proposta da Bankitalia scioglie il nodo ritenendo che "l'espressione 'capitalizzazione' possa essere interpretata come sinonimo di 'conteggio o contabilizzazione' e che il nuovo articolo 120 comma 2 intenda vietare la produzione di interessi anatocistici". Una interpretazione già accolta in molti processi, che hanno portato alla vittoria dei consumatori contro le banche convenute.

    Sciolto questo dubbio interpretativo, la proposta in consultazione fino al 23 ottobre stabilisce due principi, in vigore dal 2016: che gli interessi siano contabilizzati su base almeno annuale e separatamente dal capitale, e che gli stessi interessi (attivi e passivi) diventino esigibili trascorsi sessanta giorni. Sul primo versante, per Bankitalia opera un fattore di trasparenza: con una più facile lettura da parte dei clienti della banca, che rischiano diversamente di confondersi tra la rappresentazione di un tasso nominale e l'effettiva applicazione dello stesso su frazioni di anno.

    Il secondo punto è più controverso. Per Bankitalia l'opzione dei sessanta giorni è valida perché "definire un congruo periodo per l'esigibilità degli interessi equivale a contemperare le esigenze delle parti creditrice e debitrice. Si ritiene congruo che un periodo minimo, di regola non inferiore a sessanta giorni, potrebbe decorrere dal ricevimento dell'estratto conto". Ma su questo aspetto arrivano già le critiche. Come accennato, per Unimpresa "il Tesoro e la Banca d'Italia vogliono salvare l'anatocismo con una norma bluff: prima dichiarano di volerlo abolire definitivamente e poi lo dichiarano pienamente legale trascorsi appena due mesi dallo sconfinamento in rosso sul conto corrente". Infatti, si legge nella delibera al quarto articolo, "decorso il termine di sessanta giorni, o quello superiore eventualmente stabilito, il cliente può autorizzare l'addebito degli interessi sul conto o sulla carta; in questo caso, la somma addebitata è sorte capitale". Quindi torna a generare interessi.

    Le critiche. Per Unimpresa "si tratta di un intervento vergognoso: non solo perchè viene clamorosamente aggirata una legge dello Stato oltre che calpestate numerose pronunce giurisprudenziali, ma soprattutto perché la misura corre il rischio di penalizzare fortemente le micro, piccole e medie imprese che si servono del conto corrente anche come forma alternativa al credito ordinario sempre più negato dalle banche". Il presidente, Paolo Longobardi, nota che "la misura consentirà l'applicazione di interessi su altri interessi 'vecchi' di appena due mesi. Le operazioni interessate sono principalmente le aperture di credito in conto corrente e gli scoperti senza affidamento: nel primo caso le banche praticano tassi medi dell'11,64% per importi fino a 5.000 euro e del 9,85% per importi oltre 5.000 euro; nel secondo caso, i tassi medi praticati sono pari al 15,95% per importi fino a 1.500 euro e pari al 14,99% per importi oltre 1.500 euro. Tassi che a partire dal 1° gennaio 2016, stando al nuovo regolamento Cicr, verranno applicati su una base che si allargherà sempre di più ogni due mesi. Siamo di fronte all'ennesimo favore alle banche da parte del governo".

  • BEPPE GRILLO :SINDACI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CONTROLLATE I RAPPORTI BANCARI NEI COMUNI

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    Dalla rete parte questa iniziativa 

    Incredibile, il neosindaco Raggi contesta i debiti del Comune di Roma

    “Il nuovo sindaco Virginia Raggi ancora prima di insediarsi al Campidoglio ha annunciato di aver conferito all’associazione Deciba, la più attiva e vincente associazione anti-banche operante in Italia, l’incarico di passare al setaccio tutti i contratti bancari in essere del Comune di Roma e delle municipalizzate, come Atac, azienda dei trasporti che ha debiti superiori al miliardo di euro. I periti e gli avvocati di Deciba controlleranno se, come avviene in molti casi, i contratti bancari del comune, siano gravati da anomalie ed irregolarità, che determinano un aumento non dovuto delle somme che il Comune ha restituito e deve restituire.”

    virginia-raggi-controllla-banche-deciba

    http://veritanwo.altervista.org/incredibile-neosindaco-raggi-contesta-debiti-roma/

    Alcuni piccoli comuni hanno decisione di contattare l’Associazione D.E.C.I.BA allo scopo di controllare i rapporti bancari,l’associazione realizzato la proposta della rete ufficializzando l’invito sia al nuovo Sindaco di Roma Virginia Raggi sia Chiara Appendino Nuovo sindaco di Torino . 

    Bufala o realtà non importa,la questione è seria,questo tipo di controllo potrebbe portare grandi risorse alla cittadinanza,auspichiamo dal BLOG DI BEPPE GRILLO UN TITOLO SIMILE 

    SINDACI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CONTROLLATE I RAPPORTI BANCARI NEI COMUNI 

    Questo è possibile farlo,basta deciderlo,molti lamentano il fatto che il Movimento 5 stelle sia solo protesta,noi vogliamo pensare che sia proposta e soluzione,ecco un’ottima iniziativa popolare . 

    D.E.C.I.BA _comune_torino_controllo_banche

    Associazione D.E.C.I.BA _comune_roma

    Se pensi sia utile farlo condividi l’articolo,fai arrivare la voce del popolo della rete ai Sindaci del Movimento 5 stelle,non possiamo solo guardare e protestare,facciamo sentire la nostra forza . 

    www.deciba.it

  • BLOCCATA LA BANCA ! SDL CENTRO STUDI RISULTATI IMPORTANTI

    siamo sempre molto critici,i nostri lettori conosco perfettamente il nostro punto di vista,nessun compromesso. Abbiamo portato a conoscenza nel web alcuni risultati della società di Brescia SDL CENTRO STUDI, arrivano alla nostra email anche alcune lamentele

    SDL CENTRO STUDI è una struttura imponente,vanta venditori in tutta Italia,l’attività di un venditore è vendere,e non bisogna credere che fare una causa sia sicura al 100% vincere. Una causa ha tutte le variabili del caso,certo un giudice dovrebbe applicare la legge e tenere in considerazione anche le vecchie sentenze ,ma non è obbligatorio,il giudice ha il libero arbitrio .

    Certo ci sono cliente che per ora non hanno ottenuto i risultati sperati,ma ci sono centinaia di clienti che hanno ottenuto transazioni,sentente,ordinanze eclatanti.

    La legge infatti prevede 3 gradi di giudizio,perdere in primo grado non vuol dire perdere definitivamente, SDL Centro studi ha infatti anche attivato un’assicurazione nel caso accadesse di perdere mi primo grado .

    Abbiamo analizzato tutte le vostre considerazioni,gli avvocati hanno responsabilità propria,un errore eventuale non è della società proponente.

    Ci sono varie considerazioni sulle perizie econometriche,ci sono quelle più complesse ed efficaci e quelle meno,ogni professionista porta davanti alla legge il suo punto di vista,se bravo vince altrimenti perde e né paga le conseguenze sia il professionista che il cliente .

    Sdl centro studi ha fatto oltre 1000 transazioni con le Banche,chi combatte contro le banche va appoggiato e diffuso,questo è il nostro pensiero.

    E’recente la notizia dell’accordo fra L’associazione DECIBA e SDL CENTRO STUDI,questo è sintomo di chi vuole migliorare non di una società statica alle prese con il proprio orgoglio . La Battaglia contro le Banche è in continua evoluzione,leggi,sentenze,giudici faranno sicuramente la differenza,una cosa è certa,soccombere senza combattere si perde sicuramente .

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    Non arrendetevi,i risultati ci sono e le documentiamo,in questo articolo vogliamo farvi vedere solo alcuni dei risultati ottenuti da SDL CENTRO STUDI,speriamo che le società serie si evolvano e ottengano sempre più risultati .

     

    Sospese per Usura Bancaria aste giudiziarie,riduzione del debito,risarcimenti,non sono fantasie,informatevi .

    Ci sono già troppi che censurano i risultati ottenuti

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