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  • LOCALE SI AFFIDA A DECIBA E VINCE CONTRO LA BANCA

    bar_contesta_banca_vince_cartello_deciba_usura_risarcimento

    Spesso arrivano ringraziamenti alla nostra redazione, questo è sicuramente il più originale!.

    Un Bar con problematiche bancarie ha fatto controllare il proprio conto corrente a DECIBA  e ha deciso di divulgare a modo suo l’informazione. Mette un cartello e da informazioni a chi le chiede . 

    Difficilmente grandi testate giornalistiche parlano di questo argomento, attraverso una rivoluzione popolare si potrebbe davvero cambiare le cose, alcune foto "particolari" che aprono la realtà a un mondo rivoluzionario che ha voglia di fare conoscere la possibilità di successo con le banche attraverso i nostri professionisti in campo bancario

    NON SI ACCETTANO PAGAMENTI CON CARTE DI CREDITO NON SI ACCETTA L’ATTIVITA’ USURAIA DELLE BANCHE 

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    Questa è la vera rivoluzione popolare, lo diciamo sempre, divulgate le informazioni, questo è il metodo più bello e sincero che fino ad oggi abbiamo visto, spesso la semplicità è più forte di articoli fatti da professori dove poco si comprendere. La nostra pubblicità avviene con i fatti e questi sono i nostri risultati.

    IN MEZZO AI PANINI SI PARLA DI USURA BANCARIA 

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    Proviamo ad immaginare se tutte le persone che hanno ottenuto risultati diffondessero ad amici, parenti o clienti quanto hanno ottenuto … SAREBBE LA RIVOLUZIONE ECONOMICA

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    I dubbi sono sempre tanti, l’errore più grande è pensare che perizie e professionisti sono tutti uguali.

    Informazioni DECIBA:  Uff 0521/241417 Mob 338/1063708 Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 

    Con la semplice visione di questo video molte persone hanno deciso di controllare il conto corrente e mutui 

  • L’articolo che tutti dovrebbero leggere Come difendersi da Equitalia sbagliata notifica

    L'argomento Equitalia è molto delicato,molti non sanno tutte le reali possibilità di difesa,meglio sempre chiedere la consulenza di professionisti seri,dimezzare i conti spesso fantasiosi di equitalia è possibile .

    Abbiamo chiesto all'avv. Emanuele Di Maso di parlaci dell'argomento .

    Studio Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella n.9
    40128 BOLOGNA
    tel 051355626 fax 0514153479

    CARTELLE DI PAGAMENTO EQUITALIA
    FOCUS IN MERITO AI VIZI DI FORMA

  • L’obbligo della Banca

    L’obbligo della Banca di fornire al cliente “un’informazione adeguata in concreto” ed il conseguente obbligo di risarcire i danni causati al risparmiatore in mancanza di tale informazione.

    La Corte di Cassazione è recentemente tornata ad occuparsi della questione concernente gli obblighi informativi delle banche intermediarie nei confronti dei risparmiatori, ribadendo la necessità che: “…l’operato della banca o dell’intermediario finanziario sia, nell’evidenziare l’eventuale non adeguatezza dell’operazione, altamente professionale, prudente e diligente”.

  • MA la Banche??

    VICENZA. Una ventina di soci della Popolare di Vicenza avrebbero venduto alla banca le loro azioni poco prima dell’assemblea dell’11 aprile, quando venne ufficializzata la svalutazione da 62,5 a 48 euro ciascuna. È il dato che emerge dalle verifiche della guardia di finanza, che dopo il blitz della scorsa settimana sta analizzando una mole impressionante di documenti e files sequestrati nel corso delle perquisizioni.
    La ricapitalizzazione della Banca Popolare di Vicenza con 974 milioni di euro sarebbe stata finanziata grazie a famiglie e imprese con prestiti “gonfiati”. È il sospetto degli inquirenti, che al di là di quanto già emerso grazie all’ispezione di Bankitalia e dalla semestrale targata Francesco Iorio sono convinti che una parte consistente di quel miliardo sia stata ottenuta premendo sull’acceleratore di mutui e fidi. In maniera illecita? È presto per dirlo, anche se finora non vi sono ipotesi di reato in questo senso, nonostante le associazioni dei consumatori siano sul piede di guerra.

  • Mutui Barclays non regolari attiva un controllo

    smascherati – anomali dal 2004 al 2010 in franchi svizzeri

     

     

    I mutui Barclays a tasso variabile con valuta in franco svizzero, però mascherati in euro, per migliaia di famiglie e di aziende si sono rivelati una vera e propria truffa. Venduti come prodotto “forte e sicuro” si sono dimostrati una vera e propria trappola per coloro che, in quegli anni, ne hanno sottoscritto uno.

    DECIBA www.deciba.it invita ad informarsi ed eventualmente fare un'accertamento,nel caso ci fossero irregolarità ci sono possibilità della restituzione degli interessi pagati . 

     

    L’informazione della data di inizio della TRUFFA l’abbiamo presa dal programma televisivo de “La Gabbia” di LA7 che ha realizzato un intervista ad un intestatario di un mutuo Barclays stipulato nell’anno 2004 , e l’anno di “fine della truffa” che è il 2010 (tra virgolette perché chi ha il mutuo ancora in essere è ancora vittima della clausola sottoscritta contestualmente al mutuo) 

     

    Lo stratagemma con cui i funzionari di Barclays hanno venduto a migliaia di questi mutui, oltre 5.500, è stato quello di “suggerire” alla clientela la stipula con moneta elvetica e quindi con un tasso indicizzato al Libor(parametro su cui sono indicizzati anche questa tipologia di mutui in franchi svizzeri), tasso che tra il 2004 e il 2010 era inferiore all’Euribor(parametro su cui sono appoggiati i mutui di tutta l’Eurozona), stimolando ed inducendo  psicologicamente il proprio cliente alla scelta del “tasso più basso” e più sicuro dato che il Franco apparentemente per il consumatore rappresentava una moneta stabile, e quindi ingannandolo.

     

    L’inganno (TRUFFA) nasce dal fatto che il colosso britannico ( ricordiamoci che i furbi non li abbiamo solo in italia), era a piena conoscenza dell’andamento del Libor e CONSAPEVOLE che questo parametro si sarebbe alzato con conseguenti aumenti di rata  che avrebbe gravato sull’eventuale estinzione anticipata del debito con un “naturale”aumento del capitale da restituire spiazzando tutti i titolari dei mutui in oggetto.

     

    Questo video del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò spiega quando il Mutuo diventa GRATUITO 

     

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    Questo perché in realtà nella clausola di estinzione anticipata del contratto è  presente un metodo di calcolo anomalo che trasforma il mutuo, da prodotto sicuro, in una sorta di derivato, una classica forma di scommessa finanziaria. Nella sostanza con questa clausola  si addossa al mutuatario il rischio di cambio: questa  prevede che  nel caso diestinzione anticipata, il residuo in euro sia convertito in franchi svizzerial tasso di cambio pattuito in sede di stipula del mutuo e, successivamente, riconvertito in euro al tasso di cambio al momento dell’estinzione: una genialata! Un’operazione che rappresenta una puraspeculazione sull’andamento del cambio euro/franco svizzero.

     

    E ora a fare da “apri pista” con un procedimento giudiziale vinto contro Barclays è un associazione dei consumatori spagnola, dimostrando con una solida realtà che quando ci sono le prove concrete di un reato commesso dalla banca, che può essere anche il reato di usura, anatocismo, indeterminatezza, iscrizione alla CRIF irregolare, ecc.,

     

    Si preparano dunque tempi duri per Barclays e tutte quelle banche che hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti Europei – che pian piano diventeranno tutti EX-clienti – mutui a tasso variabile indicizzati al franco svizzero o in altre valute con lo stesso metodo.

     

    La richiesta per un eventuale risarcimento consigliamo di affrontarla individualmente visto che i tempi per organizzare una class-action sono peggio dell’inferno di Dante , e questo potrebbe portare ad alcuni di voi alla prescrizione, con la conseguenza di Non poter più esercitare il vostro DIRITTO.

     

    Ulteriori informazioni www.deciba.it 

  • Mutui irregolari: come riconoscerli e fare ricorso, servizi Le Iene e Striscia La Notizia

    Mutui irregolari: come riconoscerli e fare ricorso, servizi Le Iene e Striscia La Notizia

     

    Le tipologie di mutuo da poter richiedere sappiamo essere molteplici, ma cosa accade quando l’utente si accorge in tempo di essere stato truffato? A chi deve rivolgersi allora per tentare di ottenere un rimborso da parte della banca effettuando così un ricorso? Andiamo a scoprire come comportarsi nei casi dei cosiddetti mutui irregolari, dei quali già si parla molto anche attraverso i media.

    Quando i mutui si definiscono irregolari e come capirlo

    L’argomento dei mutui irregolari è già stato ampiamente discusso da alcune trasmissioni italiane quali Le Iene e Striscia la Notizia, alle quali molti utenti hanno scelto di rivolgersi per esternare il proprio problema e i propri dubbi in cerca di risposte e chiarimenti. Un mutuo si può definire irregolare per vari motivi, e quelli che più sono saltati all’occhio degli utenti più attenti sono specificatamente due: una diseguaglianza in termini di interessi, il che vale a dire che quando il soggetto richiedente il mutuo ottiene dalla banca una determinata somma di denaro, è tenuto a restituire a questa nei termini di tempo prestabiliti, la medesima somma più l’ammontare dei tassi di interesse definiti per legge. Spesso capita come si può notare attraverso i servizi mandati in onda a Le Iene e Striscia La Notizia, che al tasso di interesse concordato tra banca ed utente, alle volte venga sostituito un altro tasso di gran lunga maggiore, quello che potremmo definire come tasso di usura. L’intestatario del mutuo dunque si ritrova in sostanza a tenere conto di due differenti tassi di interessi nei riguardi del medesimo mutuo. Andando più nel dettaglio, come può un utente insospettito nel vedere il suo debito con la banca diminuire in minor tempo rispetto al previsto, capire se effettivamente è vittima di una truffa a tutti gli effetti?

    Questo video del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò vi aiuta a capire le procedure 

    https://youtu.be/AnMgZRdZuB0

    Ulteriori informazioni www.deciba.it Centralino 0521.241417 

    In tal caso giunge come prova il contratto firmato al momento dell’attivazione del mutuo, all’interno del quale il secondo tasso di interesse, quello chiaramente non conforme alla legge, viene definito come “coefficiente di ammortamento capitale”,una dicitura spesso riportata in piccoli caratteri difficili da leggere, e che non saltano all’occhio di un osservatore. Per dare una risposta a tutti gli utenti insospettiti divedere il loro debito con la banca non estinguersi come previsto, il programma di Canale 5 ha ben pensato di andare a rivolgersi direttamente alla fonte, ovvero alla Banca d’italia, dove i responsabili hanno immediatamente smentito che possa esistere una dicitura definita come coefficiente di ammortamento capitale; spiegazione confermata anche da parte dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, che dichiara tutti i mutui contenenti tale dicitura all’interno del contratto stipulato tra utente e finanziaria, come irregolari e illegali. Come se non bastasse, quando il cliente tenta di ricevere una rispsota andando a fare riferimento direttamente alla filiale presso la quale il suo mutuo è stato accolto, il più delle volte non riesce ad ottenere risposta o deve accontentarsi di sentirsi dire che tale coefficiente serve a garantire l’ammontare costante della rata per tutta la durata del mutuo.

    Una ulteriore irregolarità nei mutui, argomento discusso da tv e giornali, è anche quella riguardante la cosiddetta surroga, che in parole semplici starebbe ad indicare il passaggio di un mutuo da una banca all’altra semplicemente per usufruire di tassi di interesse più vantaggiosi. Anche in questi casi però, come riscontrato da molti utenti, la truffa si nasconde dietro l’angolo; andiamo a scoprire il perché. Il passaggio di intestazione di un mutuo da una società finanziaria ad un’altra, secondo il Decreto Bersani relativo all’anno 2007 deve avvenire in maniera gratuita e il cliente della banca non deve farsi carico di alcuna spesa relativa al trasferimento. Alcune banche però, tendono a celare dietro alla gratuità di tale servizio, l’obbligo di stipulare delle polizze assicurative che in realtà come tutti sanno, sono per legge facoltative e dunque l’utente intestatario del prestito non deve necessariamente farsi carico di alcune assicurazione. Anche in questo caso, il problema si è risolto andando alla fonte, ovvero l’Associazione dei Consumatori, che ha dichiarato essere illegale l’obbligo da parte di alcune banche e società finanziarie italiane, di far sottoscrivere ad un intestatario di un mutuo una polizza sulla vita, soluzione utilizzata per far pagare in manira ingannevole e nascota, la procedura della surroga. Dalle recenti indagini di mercato è stato praticamente dimostrato che il 50% dei mutui sembrano essere in difetto per quello che viene definito “vizio di forma”, per cui il mutuo non rispetta quelli che sono i punti base per definire la concessione di denaro legale. Come si fa allora in questi caso a chiedere ricorso? A quali professionisti è necessario fare affidamento se un utente riscontra uno di questi problemi?

    Ricorso per risarcimento mutuo irregolare

    Una volta constatata e dimostrata una effettiva incoerenza all’interno del contratto stipulato tra l’utente intestatario del mutuo  e la banca o società finanziaria, la prima cosa da fare è rivolgersi ad un legale che sia quantomeno esperto di pratiche finanziarie e possa confermare ulteriormente l’esistenza del vizio di forma. Nei riguardi di un mutuo irregolare, un utente non solo può chiedere il recesso e dunque la cessazione del contratto e del rapporto con la banca, ma può oltremodo ricorrere anche alla richiesta di un rimborso totale o parziale della somma ottenuta. Per calcolare il rimborso che in genere spetterebbe all’utente è necessario ricorrere ad una specifica analisi tecnica che tenga in considerazione non solo l’ammontare dei tassi di interesse usurari, ma anche dei mesi di durata di tale truffa. In Italia ci sono stati già casi di processi tenutosi alla Corte di Cassazione, attraverso i quali le banche hanno dovuto in tutti i casi restituire al cliente la somma dovuta.Una volta fatto riferimento ad un legale, la prima cosa necessaria da effettuare è quella di verificare se effettivamente in termini di tempo, i tassi della banca risultano essere illegali. Ciò significa che risalendo all’anno in cui il mutuo è stato concordato, bisognerà fare riferimento a quella che per la legge italiana era la cosiddetta “soglia di interesse” da non superare. Oltrepassato quel margine, qualsiasi contratto che prevede dei tassi di interesse maggiorati diventa illegale e quindi la banca è colpevole del reato di usura nei riguardi del cliente.

    La maggior parte delle sentenze della Corte di Cassazioneterminano con una decisione più che chiara, che ribadisce come la banca debba obbligatoriamente rimborsare al cliente la somma che ha estorto in maniera ingannevole attraverso i tassi di usura. Tutti gli interessi usurari sono pertanto illegali e dunque non dovuti alla banca. La legge che fa riferimento al reato di usura, e grazie alla quale un cittadino italiano può far valere il suo diritto di recesso da un mutuo irregolare e non solo, è la seguente: legge n.108 del 1996. In alcuni casi da alcuni legali è stato addirittura riscontrato che la banca mette per iscritto all’interno del contratto, che in nessun caso l’intestatario denuncerà la banca per reati quali usura o simili. Una ragione in più per prestare attenzione al momento della firma, che tra le altre cose viene sempre richiesta all’atto dell’attivazione e al cliente non viene permesso di far visionare il contratto ad una propria persona di fiducia o al proprio commercialista. Anche in questo caso la banca va contro a quella che è la legge sulla trasparenza bancaria. Una riprova del fatto che nella gran parte dei casi il cliente viene costretto a firmare dei contratti standard e prestampati senza avere la possibilità neppure di farli visionare a chi di fiducia, cadendo quindi inevitabilmente nel tranello.

    Prima di procedere in ogni caso ad un contenzioso per via penale che possa anche richiedere non solo più tempo, ma anche uno sperpero di denaro inimmaginabile, il cliente truffato potrebbe tentare di avvalersi della cosiddetta via di mediazione,cercando in tal senso di raggiungere un accordo con la banca o l’istituto al quale è stato richiesto il mutuo. Certamente questa non sembra essere la via più semplice, ma vale la pena provare. Seguendo la via legale un cliente intestatario di un prestito, dopo un tot di anni, certamente otterrà la vittoria della causa in questione e allora la banca sarà costretta a ricalcolare il tasso di interesse standard dell’anno di riferimento, e a realizzare un nuovo piano di ammortamento per la somma che l’utente deve ancora rimborsare.  A questo punto se pensate di essere stati truffati,rileggete il contratto nei minimi dettagli in ogni sua parte, e procedete in caso di dubbi a richiedere una perizia economica finanziaria al vostro legale, che vi aiuterà a scoprire dove sono celate le anomalie che la banca mette in atto ad ogni pagamento della rata concordata ogni mese.

     

     Fonte : http://www.correttainformazione.it/mutui-irregolari/81667640.html

     

     

  • Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti

     

    cHE COS'è L'USURA BANCARIAUna recente sentenza della Cassazione – la n. 350/2013 – ha stabilito che : “quando il tasso di mora, le penali e le varie spese, superano il tasso soglia, stabilito dalla legge anti usura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali ”. Sulla base di questa preziosissima sentenza Gaetano Vilnò, presidente di D.E.C.I.BA ed esperto di illeciti bancari, ha attuato un ambizioso progetto che sta già riscrivendo la giurisprudenza italiana. I professionisti che collaborano con l’associazione infatti, sono riusciti (primi in italia) a dimostrare come l’usurarietà dei mutui o di altri sistemi di finanziamento hanno influito sulla messa all’asta di beni o immobili, ottenendo quindi la gratuità dei mutui, l’annullamento dell’asta ed un eventuale risarcimento del danno.

    Ma come è possibile stabilire se il proprio mutuo, finanziamento, prestito o leasing è in usura? E, soprattutto, com’è possibile stabilire se il professionista a cui ci siamo affidati sta seguendo la strada giusta? Esiste un preziosissimo video che Deciba ha diffuso e che reca tutte le istruzioni da seguire nei 4 casi più frequenti riscontrati per i mutui usurari.

    “Per tutelarsi, il contribuente deve stare attento in particolare ad un fattore: il tasso di mora, che consiste nell’interesse che la banca richiede quando il cliente non riesce a pagare una rata.
    Verificare se esiste un’anomalia è semplice: basta chiedere un estratto conto e i rendiconti delle rate alla propria banca, che è obbligata a fornite tutti i documenti degli ultimi 10 anni, inclusi contratti di mutui e conti correnti (a meno che non c’è la prescrizione). Se il contribuente rientra in questa categoria, può allora chiedere il rimborso integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, avendo inoltre la facoltà di non corrispondere gli interessi relativi alle rate residue”, affermano gli esperti.

    Ma in che è modo è possibile verificare l’usurarietà del finanziamento? Ecco, gli esperti ci hanno tenuto a precisare i casi più frequenti per stabilire l’usurarietà del mutuo. Si tratta di istruzioni utili sia ai professionisti che ai clienti che vorrebbero capire se al proprio mutuo sono stati applicati tassi superiori alla soglia prevista dalla legge. Questo metodo ha permesso all’avvocato Rosa Chiericati dell’associazione D.E.C.I.BA di ottenere numerose sentenze favorevoli in molti Tribunali italiani (Padova, Lecco, Reggio Emilia ed altri ancora). Si tratta quindi di nozioni di base che è giusto conoscere per stabilire se è il caso di affidarsi ad un esperto, oppure per capire se il professionista consultato è una persona seria. Il seguente video, inoltre, potrà servire anche a quei professionisti che si stanno interessando a casi di questo tipo. Chi riesce a dimostrare l’usurarietà del mutuo, potrà ottenere la gratuità dello stesso e, quindi, non pagare alcun interesse, ma saldare soltanto il capitale oltre a poter richiedere agevolazioni statali.

    ISTRUZIONI

    Prima di tutto bisogna controllare la data di emissione del vostro contratto, quindi la data in cui avete fatto la stipula.

    PRIMO CASO

    PASSO N.1  - Dopo aver cliccato sull’archivio di Bankitalia, si può procedere alla valutazione consultando le tabelle dei tassi usurari.

    PASSO N.2 – Comparirà una scheda in cui potrete scegliere dall’archivio l’anno e il trimestre. Qui abbiamo i mutui a tasso fisso, variabile e  medio. Attenzione, il tasso medio non è il tasso soglia, è semplicemente il tasso medio e ci sono anche delle regole per calcolare il tasso medio e per calcolare il tasso soglia. Se il tasso medio è la base per calcolare il tasso soglia che si ottiene aggiungendo al tasso medio il 50% del suo valore. Quindi se il tasso medio è 5% basta aggiungere il 2,5% e si ottiene un tasso soglia del 7,5%.

    N.B. Dopo il 2011 il sistema bancocratico ha cercato di tutelare le banche e così il meccanismo è cambiato. In pratica per definire il tasso soglia bisogna adottare un metodo diverso: si aggiungono 4 punti + il 25%. Dopo il 2011 quindi, le banche hanno ottenuto uno scudo maggiore ed è più difficile che i mutui vadano in usura. La cosa incredibile però è che anche dopo il 2011 gli illeciti bancari sono la stragrande maggioranza, ma sono comunque inferiori rispetto ai mutui stipulati prima del 2011.

    PASSO N.3 – Successivamente bisogna cercare il taeg o Isc (la banca utilizza o l’uno o l’altro a sua discrezione).

    PASSO N.4 – Adesso si può cercare il tasso di mora e qui bisogna fare un appunto fondamentale:

    N.B. Il tasso di mora va addizionato al tasso in vigore solo quando sono collegati fra di loro. Ad esempio quando è indicato nel vostro contratto che il tasso di mora + 4% del tasso in vigore. Questo passo è fondamentale perché afferisce alla sentenza della Cassazione numero 350/2013 che stabilisce cosa determina l’usurarietà dei mutui. Purtroppo si tratta di un passaggio ignorato da molti professionisti che quindi cadono in errore compromettendo l’esito della sentenza che potrebbe rivelarsi, quindi, infausta per il cliente. Ci sono professionisti che purtroppo fanno un minestrone di addizioni sommando tasso di mora, tasso in vigore, estinzione anticipata e percorrendo, quindi, una strada economicamente scorretta e non dimostrabile in sede giudiziaria. 

    SECONDO CASO

    La maggior parte dei professionisti sbaglia anche questo secondo caso. Dopo aver rilevato la data e il tasso in vigore, adesso andiamo a rilevare il tasso di mora.
    La regola è: 
    Tasso di mora = 3 punti in più della BCE o qualsiasi altro parametro. 
    N.B. – In questo secondo caso che stiamo esaminando non è possibile addizionare il tasso di mora al tasso in vigore in quanto il tasso di mora è collegato a un altro parametro ed è quello che noi dobbiamo cercare. Il tasso di mora e il tasso in vigore sono addizionabili solo quando collegati tra di loro. Ma non è questo il caso. Esempio: Se c’è scritto tasso di mora + 4 Euribor, in questo caso bisogna cercare l’archivio giusto Euribor (anno e trimestre) e aggiungere il tasso di mora.

    TERZO CASO
    Tasso in vigore più tasso di mora è uguale al tasso soglia. Questo è un caso molto frequente e che necessita di un ulteriore calcolo. Anche in questo caso le addizionali si effettuano solo in caso di collegamento. Se il tasso è pari, l’unica strada da percorrere è guardare alle spese del notaio o spese assicurative non menzionate da contratto. Qui è possibile trovare un aumento del Taeg e sarebbe possibile rilevare l’usura.

    QUARTO CASO – ESTINZIONE ANTICIPATA
    Si tratta di un caso che va controllato da solo e non va collegato né al tasso di mora, né al tasso in vigore. Fino al 2007 noi trovavamo l’estinzione anticipata. Nel caso ci sia 0,25 o 0,50 dobbiamo fare i conteggi. I parametri sono quasi sempre gli stessi e quando noi troviamo l’1% vuol dire che i tassi sono sicuramente in usura.

    N.B.  - Purtroppo, nonostante sia ormai assodato che l’estinzione anticipata necessita di un calcolo a parte, molti professionisti commettono l’errore di sommarlo al tasso di mora o al tasso in vigore compromettendo il buon esito della sentenza.

    Come specificato più volte, le perizie non servono a vincere le cause, perchè esse costituiscono solo uno strumento di lavoro. Ma serve un atto di citazione valido e una esposizione del caso al giudice che sia credibile. Solo nel caso anche il legale riuscisse a comprendere bene l’argomento e quindi ad esporlo in maniera chiara al giudice sarebbe possibile ottenere un esito favorevole per il cliente. Senza queste componenti fondamentali, una buona perizia resterà semplicemente una buona perizia, ma sarà insufficiente per poter vincere la causa.

     

  • Mutui: nuove irregolarità da parte delle banche

    A quanto stabilito dalla stessa Banca d’Italia, chi ha acceso un muto a tasso variabile nei primi mesi del 2015 ha spesso pagato più del dovuto. Infatti, nel mese di gennaio 2015 l’Euribor a un mese era diventato negativo; le banche avrebbero dovuto adeguarsi e applicare un tasso inferiore a quello indicato dal contratto di mutuo, sottraendo il valore assoluto dell’Euribor da quello dello spread.

    Spesso, invece, sono stati applicati tassi differenti, con il risultato che i contribuenti hanno pagato effettivamente più del dovuto.
    Alla luce di quanto stabilito dalla Banca d’Italia, le banche non solo avrebbero dovuto evitare di applicare clausole di tasso minimo non incluse nella documentazione di trasparenza e nel contratto, ma, e questa è la cosa più importante, dovranno ora restituire ai clienti quanto pagato in esubero per il mancato adeguamento ai parametri negativi.
    Si consiglia quindi a chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile di verificare la propria posizione. Controllare il parametro di indicizzazione del tasso applicato (es. Euribor), e la presenza nel contratto di un tasso minimo, sotto il quale quello di interesse non può scendere. Qualora non fosse indicato il tasso minimo e quest’ultimo sia stato applicato effettivamente dalla banca, l’utente può chiedere il rimborso di quanto versato indebitamente.
    L’associazione DECIBA può aiutarvi, grazie alla professionalità di esperti periti e legali, e al supporto di un software d’avanguardia sviluppato per rintracciare illeciti nei prodotti finanziari. Contattateci per una pre-analisi gratuita.

  • MUTUO GRATIS SE IN USURA LE PROCEDURE

     

     

     

    La Legge è chiara e non lascia dubbi,se il Mutuo supera il tasso soglia diventa gratuito. 

     

    Salvo diversa volontà delle parti,il mutuatario deve corrispondere gli interessi  al mutuante . Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell'articolo 1284.

    Se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

     

    Questo il testo di Legge,a conferma la famosa sentenza di Cassazione Civile, sez. I, sentenza 09/01/2013 n° 350

     

    Ai fini dell'applicazione dell'art. 644 c.p., e dell'art. 1815 c.c., co. 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori. Infatti il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, co. 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile - senza necessità di specifica motivazione tale assunto

     

    Questo Video spiega con semplicità tutte le procedure,dubbi,soluzioni.

     

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    https://youtu.be/JvK1kP7rNB8

     

    Ulteriori informazioni  

     

    www.deciba.it

    www.deciba-professional.it

     

  • MUTUO IN USURA COSTA LA META' COME VERIFICARE VIDEO TUTORIAL

     

     

     

     

     

     

     

    Lo dice la Legge,precisamente Art.1815 del codice civile,se il contratto di finanziamento supera il tasso soglia di Legge il contratto diventa Gratuito . 

    La questione è molto seria e può essere una rivoluzione economica sia per le famiglie sia per le aziende,l'argomento è poco trattato e la professionalità ancora troppo dubbia. Sicuramente fra i massimi esperti in Italia in questo settore abbiamo il gruppo deciba www.deciba.it www.deciba-professional.it fra i primi per risultati e grande capacità matematica,infatti solo attraverso un lavoro adeguato si ottengono risultati eclatanti .Nel video vengono espressi concetti in realtà molto semplici,la difficoltà più evidente è mettere insieme matematica finanziaria e normative ed è questo il grande dilemma. Un Avvocato da solo non riesce a portare avanti il Diritto senza un supporto matematico e viceversa. Accade (fortunatamente per le banche ) che ancora non esiste una figura professionale specifica nel settore,purtroppo gli utenti che vogliono controllare la propria banca devono fidarsi di istinto e fortuna. Parlare di fortuna in questo settore sembra un paradosso,eppure è cosi,CTU di Tribunali che sbagliano clamorosamente la matematica finanziaria,sedicenti esperti in Diritto Bancario che non sanno da che parte iniziare. Il nostro consiglio è di rivolgersi a chi ha una storia nel settore ed un curriculum che dimostri l'effettiva profesionalità del settore,una volta individuati questi professionisti l'argomento può diventare un'opportunità  più unica che rara . 

    Questi Video Tutorial vi daranno informazioni interessanti per fare un'adeguata scelta 

     

    https://youtu.be/lNf9QmAC6RQ

  • MUTUO IN USURA IL TRIBUNALE BLOCCA IL PIGNORAMENTO

    L'informazione adeguata permette a privati ed aziende di avere da parte della banca grossi risarcimenti .Lo stabilisce la legge,in caso di superamento tasso soglia di usura la banca dovrà restituire gli interessi pagati e quelli futuri non versarli,incredibile ma è cosi. 

    Attraverso un conteggio specifico è possibile verificare se la banca ha commesso reati o illeciti ed eventualmente chiedere il risarcimento . 

    Mai abbassare la guardia. Una cosa vigliacca che ultimamente fanno gli istituti è di sottoporre ai clienti dei documenti, dicendo che sono per la privacy. Invece sono documenti per il riconoscimento del debito, che una volta firmati consentono alla banca di evitare futuri contenziosi”.  Questa è l’importante raccomandazione di un imprenditore edile che, truffato dalle banche, si è affidato a Decibawww.deciba.it  per combattere il delitto di usura commesso dall’istituto di credito a cui si era rivolto per un finanziamento. Una testimonianza che però ci dice tutto sulla malafede delle banche nell’applicare tassi di interesse troppo elevati: nessun errore, nessuno sbaglio. Lo fanno con la piena consapevolezza di strozzare un individuo.

    E’ per questo che in Italia la gente ha cominciato a svegliarsi e, all’improvviso, come fosse un sogno, hanno cominciato a fioccare sentenze che sospendono aste giudiziarie, revocano pignoramenti e decretano l’usurarietà dei leasing. Si tratta di un vero e proprio primato nella giurisprudenza italiana ed il merito è del Gruppo DECIBA che per la prima volta è riuscita in questo intento . In caso di usura infatti, come già spiegato in precedenza, la banca applica dei tassi d’interesse che superano complessivamente il tasso soglia. In tutti questi casi, la vittima non deve pagare interessi alla banca”. Cosa potrebbe accadere quindi se tutti i cittadini si affidassero a un esperto per recuperare tutti gli interessi dati alla banca? Sicuramente cambierebbe la faccia di questo paese. Una notizia del genere basterebbe a convincere chiunque a rivolgersi a un esperto, ma ci sono moltissimi altri motivi per cui è consigliabile ricorrere alla legge per far valere i propri diritti, così come spiegato dall’associazione Deciba.

     

    La Banca ti vuol vende la casa perché non paghi il mutuo:  puoi fermarla

     

    Tanti cittadini in difficoltà economica, non riuscendo a pagare le rate del mutuo, hanno visto la propria casa venduta all’asta per iniziativa delle banche; ma non tutti si sono rassegnati a subire quella che spesso è una vera e propria ingiustizia.

    Molti hanno deciso di opporsi alle procedure esecutive, contestando l’usurarietà dei mutui; ed in tantissimi casi i tribunali hanno accolto i ricorsi sospendendo le vendite immobiliari. 

    La giurisprudenza prevalente dei vari tribunali è orientata a ravvisare l’usurarietà del mutuo se il “tasso di mora” (quello che si applica nel caso in cui il cliente della banca sia in ritardo nel pagamento delle rate), supera il “tasso soglia usura” (da calcolarsi prendendo a riferimento i vari decreti ministeriali che riportano i dati raccolti dalla Banca d’Italia); comprendendo nei calcoli per la verifica dei tassi anche tutti gli oneri e le spese applicate dalla banca al cliente, compreso l’eventuale penale di estinzione anticipata.

    Effettuando correttamente i conteggi, in molti casi si scopre che tantissimi mutui all’apparenza “regolari”, in realtà nascondono tassi usurai; ed è basandosi su perizie che evidenziano contabilmente l’irregolarità dei tassi che giudici di tantissimi tribunali hanno bloccato 

    Le banche non si sono certo arrese alle centinaia di ordinanze di sospensione emesse dai giudici delle esecuzioni, reclamandole avanti i competenti Collegi (organi composti da tre giudici chiamati a valutare la correttezza delle decisioni dei giudici delle esecuzioni); ma la gran parte dei reclami viene respinta, confermando il “blocco” della vendita delle case degli ex clienti delle banche. 

     

    In questo panorama positivo non mancano tribunali o singoli giudici che si discostano dalla giurisprudenza prevalente, tuttavia la possibilità di fermare la vendita della propria casa da parte delle banche è tutt’altro che un’ipotesi remota, come dimostra anche la recente Ordinanza 29 agosto 2016 del Tribunale di Bari.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • MUTUO USURAIO : IGNORANZA PROFESSIONALE SOMMA DEI TASSI

    Molti non sanno che per difendersi davanti alla Legge e richiedere il risarcimento per illeciti bancari spesso viene utilizzato uno strumento denominato PERIZIA ECONOMETRICA. Questo documento solitamente stabilisce se la banca in un contratto ha commesso illeciti o reati e ciò avviene attraverso un conteggio matematico con cui il professionista sarà in grado di documentare il tutto. L’allarme arriva dall’Associazione DECIBA.

    Società e associazioni varie hanno emesso migliaia di PERIZIE ECONOMETRICHE facendo calcoli di pura fantasia, non sappiamo se è un semplice errore professionale o ignoranza matematica ma quello che è certo è che la probabilità di perdere le cause in Tribunale è molto alta. L’analisi svolta ha avuto molteplici sfaccettature ed è emerso che persone con altisonanti titoli di studio hanno certificato e avallato i conteggi contenuti in queste perizie econometriche sbagliate.

    A confermare l’allarme DECIBA è anche il Dott. Bertola del Tribunale di Padova.

    “La sommatoria dei due tassi costituisce una fantasiosa deduzione che non trova alcun riscontro nella sentenza della Cassazione n. 350/2013 e sostenere il contrario è sintomo o di ignoranza inescusabile del dettato normativo e dell’evoluzione della giurisprudenza in subiecta materia che viene citata a sproposito o di dolo processuale nel tentativo di indurre in errore il giudicante sul fatto che una certa sentenza della Suprema Corte abbia detto una cosa che in realtà non ha mai detto”.

    Il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò aggiunge:

     

    “Non sappiamo se tali conteggi siano stati fatti con malafede per vendere perizie e fare mercato o per pura ignoranza matematica. L’argomento è molto delicato, persino alcuni giudici hanno accettato la “somma dei tassi ” ma hanno sbagliato e in secondo grado, con un accertamento adeguato, verranno date le giuste risposte. Abbiamo fatto una stima: oltre 150 mila perizie sono state vendute con conteggi sbagliati e la probabilità nei prossimi anni che ci sia un delirio di cause perse è molto alta.

    Questo lavoro non può essere svolto da società commerciali che non hanno idea del lavoro che andranno a svolgere, le persone spesso spendono gli ultimi risparmi per salvare azienda o famiglia e riteniamo giusto avere rispetto e responsabilità.

    Stiamo analizzando le perizie che circolano nel mercato, pubblicheremo i vari errori commessi e questo permetterà sia ai clienti che ai professionisti di rendersi conto del lavoro svolto ed eventualmente porvi rimedio.

    DECIBA ha ottenuto risultati enormi e oggi grazie al progetto I.A.D.E (sistema di controllo illeciti bancari) siamo in grado di avere conteggi matematicamente perfetti e accettare qualsiasi sfida che un CTU o giudice ci sottoponga.

    I.A.D.E potrà essere utilizzato da tutti: CTU, professionisti, avvocati, commercialisti. Possiamo evidenziare davanti alla legge i vari illeciti commessi dalle banche ma, attenzione, se l’intento è quello di vendere perizie e non fare un buon lavoro si otterrà l’effetto contrario. Alcuni tribunali si sono già espressi emettendo condanne esemplari per lite temeraria. Ovviamente noi non consideriamo l’argomento usura come temerario ma sbagliare i conteggi matematici è un errore enorme.

     

    Un ufficio legale di un istituto di credito ci ha richiesto la possibilità di utilizzare I.A.D.E al fine di controllare la regolarità dei contratti per opporsi a clienti che chiedono il risarcimento. I.A.D.E è un controllore di illeciti ed emette conteggi esatti, DECIBA non vuole accusare la banca di ciò che non ha commesso, DECIBA vuole essere giusto ed equo e I.A.D.E è il giusto strumento.”

  • MUTUO USURAIO : IGNORANZA PROFESSIONALE SOMMA DEI TASSI

    Molti non sanno che per difendersi davanti alla Legge e richiedere il risarcimento per illeciti bancari spesso viene utilizzato uno strumento denominato PERIZIA ECONOMETRICA. Questo documento solitamente stabilisce se la banca in un contratto ha commesso illeciti o reati e ciò avviene attraverso un conteggio matematico con cui il professionista sarà in grado di documentare il tutto. L’allarme arriva dall’Associazione DECIBA.

    Società e associazioni varie hanno emesso migliaia di PERIZIE ECONOMETRICHE facendo calcoli di pura fantasia, non sappiamo se è un semplice errore professionale o ignoranza matematica ma quello che è certo è che la probabilità di perdere le cause in Tribunale è molto alta. L’analisi svolta ha avuto molteplici sfaccettature ed è emerso che persone con altisonanti titoli di studio hanno certificato e avallato i conteggi contenuti in queste perizie econometriche sbagliate.

  • MUTUO VARIABILE A SETTEMBRE LA FOLLIA DI GAETANO VILNO

     

    MUTUO VARIABILE A SETTEMBRE LA FOLLIA 

    L'annuncio di D.E.C.I.BA www.deciba.it il suo Presidente Gaetano Vilnò annuncia possibili aumenti vertiginosi a chi ha contratto un mutuo variabile. L'instabilità economica potrebbe far aumentare i Mutui in modo insostenibile, cosa fare e come proteggersi . 

    Poche e semplici regole consiglia Vilnò, cambiate immediatamente il vostro mutuo variabile in fisso e se avete  la possibilità economica meglio estinguerlo e in questo caso meglio farsi fare un conteggio di estinzione da noi, solitamente la banca chiede più del dovuto . 

    Il cambio è possibile farlo sia con la propria banca sia con una banca diversano ci sono costi, meglio non farsi spaventare del costo superiore del tasso fisso, il variabile  non ha controllo e ti potrebbe mettere in serie difficolta . 

    https://www.youtube.com/watch?v=yDHiyD1EJ4s questo video ti mostra come hanno manipolato il tasso variabile . 

     

    In realtà la banca in molti casi ti fa pagare più interessi del dovuto,se hai la sensazione  che questo accada puoi richiedere un analisi del tuo Mutuo e verificare se la banca commettere errori. quante volte sbaglia la banca ? 80% in questa interessante intervista lo spiega meglio https://www.youtube.com/watch?v=SpRaoaot82Y

    Oggi più che mai avere le giuste informazioni e fare le giuste scelte è fondamentale, trasforma il tuo mutuo in tasso fisso e mettiti tranquillo e ancora meglio controlla se la banca ti ha rubato denaro con un interesse usuraio . This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. oppure al centralino 0521.247673 per avere diretto contatto . 

    Ringraziamo il Presidente D.E.C.I.BA  Dott.Gaetano Vilnò 

  • Nsa spiava Angela Merkel e i leader tedeschi Ecco le intercettazioni diffuse da WikiLeaks

    Il sito di Assange rivela come l'agenzia tenesse sotto controllo le conversazioni di Kohl, Schroeder e Merkel. La Cancelliera criticava il piano del segretario del Tesoro Usa, l'eventualità di sollevare le banche dalla responsabilità per i titoli tossici e riteneva che la Cina dovesse avere maggiore influenza nel Fmi

     

    Li hanno spiati tutti senza eccezioni. Dall'era del cancelliereHelmut Kohl a quella di Gerhard Schroeder e, ora, diAngela Merkel, l'americana National Security Agency (Nsa) ha intercettato sistematicamente i telefoni della cancelleria tedesca, arrivando ad ascoltare Merkel dalla linea fissa degli uffici del suo partito, la Cdu, negli anni della Repubblica federale tedesca (+49-302.20.7XXXX) fino al telefonino (+49-173.94.8XXXX) che la cancelliera ha avuto intestato fino alla data del 1°gennaio 2014.

    A rivelarlo sono tre nuove intercettazioni top secret e cinquantasei "selectors" pubblicati oggi dall'organizzazione di Julian Assange , in collaborazione con l'Espresso, il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, i francesi Libération e Mediapart e il giornale greco Ethnos.

    I cinquantasei selectors sono cinquantasei numeri di telefono, fax e cellulari presi di mira dalla Nsa nel corso degli anni da Kohl a Merkel. Numeri la cui veridicità è stata verificata, oltre che dal team di Assange, anche dai colleghi del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, che nella lista hanno rintracciato due numeri dell'era Kohl e il telefonino di Merkel fino al 1° gennaio 2014.

    E' la prima volta che emergono i selectors della cancelleria tedesca: dai documenti precedenti rivelati da WikiLeaksaffioravano sessantanove numeri di ministri e assistenti, ma mai i telefoni della cancelleria o il numero di cellulare della cancelliera.

    In aggiunta ai cinquantasei selectors, l'organizzazione di Assange oggi pubblica tre nuovi intercettazioni top secret di Angela Merkel, che dimostrano come la Nsa abbia seguito in tempo reale affari delicatissimi.

    Le prime due conversazioni sono del 2009 e monitorano due temi che stanno particolarmente a cuore agli Stati Uniti: la crisi finanziaria internazionale e l'Iran, che è uno dei partner commerciali europei più importanti della Germania.

    «Discutendo della crisi finanziaria internazionale verso fine febbraio», recita la prima trascrizione, «la cancelliera tedesca Angela Merkel si è focalizzata sui titoli deteriorati presenti nei bilanci delle banche [definendoli, ndr] come una fonte di preoccupazione fondamentale, mentre allo stesso tempo ha messo in discussione l'approccio adottato dall'americana Federal Reserve. Dicendosi inizialmente favorevole all'adozione da parte del G20 – preferibilmente nell'incontro del 2 luglio a Londra – di un quadro di principi vincolanti per gestire la questione dei titoli tossici, Merkel ha espresso scetticismo sulla possibilità di sollevare completamente le banche dalle responsabilità [per questi titoli tossici, ndr]. Le domande cruciali saranno, a suo avviso, i prezzi di questi titoli e come le banche che li possiedono e i governi che sono coinvolti possano condividere le responsabilità. Da questo punto di vista, [Merkel, ndr] era convinta che, almeno la Germania, non avrebbe avuto un "cestino della spazzatura non meglio definito" in cui buttare questi titoli. Tutte le nazioni, ha continuato a dire la cancelliera, stanno cercando di risolvere questo problema, mentre la Federal Reserve, a suo avviso, è un'istituzione che "si sta facendo carico dei rischi". [Merkel, ndr] era anche incerta sul piano del segretario del Tesoro Usa, e si chiedeva se costituisse un'assicurazione. Tra le sue altre raccomandazioni c'era quella di riformare rapidamente e allargare il Fondo Monetario Internazionale, dando a nazioni come la Cina maggiore influenza e responsabilità. Su altri temi, Merkel ha supportato la possibilità che durante la conferenza di Londra si affronti minimamente la questione del cambiamento climatico e ha confermato il suo appoggio alla [proposta di tenere, ndr] incontri tra capi di stato sull'Afghanistan, ammesso che l'incontro non si tenga in occasione del 60esimo anniversario della Nato».

    Sull'Iran, invece, stando alla conversazione catturata dalla Nsa e riportata nella trascrizione pubblicata oggi da WikiLeaks, Merkel ragiona insieme al principe degli Emirati Arabi, Shaykh Muhammad bin Zayid al-Nuhayyan e commentano positivamente la decisione del presidente Barack Obama di essersi appellato direttamente al popolo iraniano attraverso un video messaggio in occasione delle celebrazioni del capodanno iraniano.

    «Il leader tedesco», recita il testo trascritto dell'intercettazione Nsa, «ha anche commentato che questo approccio di Washington rappresenta un'opportunità unica, su cui tutti dovremmo lavorare affinché abbia successo. [Il principe, ndr] Muhammad ha concordato che questa è una chance per "rompere il ghiaccio tra il popolo iraniano e l'Occidente».

    La terza intercettazione top secret pubblicata oggi dall'organizzazione di Julian Assange risale al 2011 e ricostruisce i colloqui che nell'agosto di quell'anno la cancelliera Merkel ha avuto con due stretti collaboratori, Helge Hassold e Albrecht Morgenstern, sul "Fondo europeo di stabilità finanziaria" (Efsf), il fondo salva-stati temporaneo creato dall'Europa per rispondere alla crisi finanziaria.

    Ad oggi, le intercettazioni top secret del governo tedesco da parte della Nsa rivelate da WikiLeaks sono sei in tutto. Queste ultime tre appena pubblicate risultano raccolte con metodi "non convenzionali". Una fonte con profonda conoscenza dello scandalo Nsa, ma che pretende l'anonimato, spiega a l'Espresso che i metodi "non convenzionali" si riferiscono alla raccolta delle conversazioni fatta, nella maggior parte dei casi, dallo "Special Collection Service" (Scs), l'unità più delicata della Nsa, che opera nelle ambasciate e nei consolati americani in giro per il mondo, sotto copertura diplomatica e in collaborazione con la Cia. Almeno fino al 2010, in Germania l'Scs operava a Berlino e Francoforte, mentre in Italia a Roma e Milano.Germania e Italia, stando a un file top secret di Edward Snowden che risale al 2010, sono le uniche nazioni europee con due sedi dell'Scs.

    La settimana scorsa, WikiLeaks ha rivelato che anche i numeri di t elefono e cellulare del presidente del Brasile , Dilma Rousseff, e di figure chiave del governo e dell'economia del paese finiti nel mirino della Nsa. Dai tre presidenti francesi al governo tedesco fino a quello brasiliano, ormai, lo scandalo si sta allargando e potrebbe rivelare nuove sorprese.

  • NULLITA' DELLE CARTELLE ESATTORIALI: OCCHIO A CHI NOTIFICA ED AL CONTENUTO DELLA CARTELLA

     

    NULLITA' DELLE CARTELLE ESATTORIALI:

     

    Hanno fatto certamente notizia alcune pronunce della giurisprudenza di merito secondo le quali sono da ritenersi nulle le cartelle notificate a mezzo posta da Equitalia se vengono notificate direttamente dalla stessa mediante spedizione di raccomandata, senza avvalersi dei soggetti legittimati ed indicati dall'art. 26 del D.P.R. 602/73.

    L'art. 26, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, rubricato “Notificazione della cartella di pagamento” prevede espressamente: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento [...]”.

  • Numero verde per controllare le cartelle Equitalia

    www.equistop.it
    800/189808

    Questo call center vi darà indicazioni per controllare le cartelle esattoriali 

    Da qualche tempo a questa parte fioccano cartelle esattoriali.
    Sono in tanti a ricevere quotidianamente da Equitalia cartelle e solleciti di pagamento, magari per vecchi tributi, multe e contributi non pagati. E tra interessi e sanzioni, le somme richieste lievitano di anno in anno!

    Ma sarà davvero tutto da pagare?

    Potrebbe trattarsi, ad esempio, di cartelle o multe mai notificate, oppure somme ormai prescritte o importi comunque non dovuti.

    Chi ha la possibilità di farlo, dovrebbe regolarizzare la propria posizione ed estinguere i propri debiti, anche per evitare che le somme a proprio carico aumentino e che l’Agente della Riscossione si attivi in via esecutiva con pignoramenti ed ipoteche.

    Ma prima di pagare le cartelle esattoriali a proprio carico e/o concordare un eventuale piano di rateazione, è meglio accertarsi che le somme addebitate siano effettivamente dovute.

    Ecco come muoversi

    Quando si riceve una cartella esattoriale o un sollecito di pagamento da Equitalia e si intende estinguere il proprio debito, la prima cosa da fare è procurarsi l’estratto conto dal quale risultano, nel dettaglio, tutte le somme addebitate a proprio carico, cartella per cartella, tributo per tributo, importo per importo.
    Per i debiti dal 2000 in poi è possibile evitare la coda allo sportello Equitalia ed utilizzare il servizio Estratto conto. In questo articolo abbiamo già spiegato come fare per ottenere le credenziali di accesso al servizio.
    Una volta ottenuto l’estratto conto, si può procedere alla verifica dei singoli addebiti per poi fare le contestazioni del caso.

    Questo video vi indica come è possibile fare i controlli di Equitalia 

     video

    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell’art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l’annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”

  • OCCHIO alle banche

    OCCHIO alle banche

    Tutti, imprenditori, piccoli, grandi industriali, hanno varie incombenze quotidiane e talvolta sfugge un particolare che, invece, meriterebbe attenzione.
    Casualmente mettendo a confronto le condizioni che tre istituti di credito hanno applicato a una società e si è notato su un estratto conto un tasso a debito del 15,40%. Si tratta di una delle banche più importanti d’Europa.

    L’addetto si è giustificato dicendo che il sistema informatico si è riassettato… bla bla bla, ma non si può accettare un simile trattamento da una banca.
    Rimborseranno entro due giorni accreditandomi la differenza tra un tasso “normale” e quello applicato.

    Il tasso di usura nel periodo di riferimento era del 16,40% circa e se consideriamo che gli oneri passivi li paghiamo ogni tre mesi, il mio 15,40 su base annua si alza fino a sfiorare il tasso di usura. Il che è a dir poco vergognoso.

     

    Con ogni probabilità, le banche hanno un sistema automatico che impedisce loro di commettere il reato penale, ma il reato morale a mio avviso è da denunciare, se non in Questura, sui giornali. Se la gente poi impazzisce e spara dentro ai tribunali, anche questi trattamenti da parte delle banche hanno il loro effetto indiretto. Vedo con malafede la situazione? Lo diceva anche Andreotti che a pensar male ci si avvicina molto alla realtà. In dovere di informare tutti gli utenti.

  • OSSERVATORIO DECIBA : 20 ANNI DI TRUFFE E NESSUNO PARLA

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    Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come emanazione politica del popolo, ha il potere e il dovere costituzionale di esercitare la sovranità politica e monetaria nell’interesse supremo dei cittadini dai quali ha ricevuto il mandato popolare.

    L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che “La Sovranità appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione.” Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della propria moneta!

    ASSOCIAZIONE DECIBA www.deciba.it assicura che attraverso una giusta ed adeguata informazione è possibile difendersi e smetterla di subire tutti gli illeciti provocati dalle banche. Attualmente le banche si trovano in grave difficoltà con i clienti che decidono di controllare vari illeciti, oggi le sentenze a favore del cittadino si moltiplicano. La Legge funziona solo se la portiamo davanti al giudice, teniamo presente che oltre il 50% delle banche che si presentano alla mediazione preferiscono arrivare ad un compromesso e tenere a tacere tutto, purtroppo l’informazione in questo senso è molto scarsa. Se volete far controllare i vostri conti correnti, mutui, contratti di leasing, è meglio rivolgersi a dei seri professionisti. www.deciba-professional.itgarantito da Associazione DECIBA www.deciba.it Email :This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Uff 0521/241417 Mob Consulente 338/1063708 

    Ora torniamo a comprendere cosa è la banca

    La maggior parte delle persone è convinta che il nostro denaro sia emesso per decreto dal governo o dalla zecca dello Stato. Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così. In realtà lo Stato ha consentito alla banca centrale, controllata da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del nostro paese.

    Attualmente il nostro sistema bancario è in mano a un ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione.

    Questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta trasformando il popolo da sovrano a eterno “debitore” e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del signoraggio primario e secondario.

    È fondamentale capire che il signoraggio è lo strumento utilizzato dai banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere bancario, lo subisce passivamente. Uno Stato, defraudato della propria sovranità monetaria, non può dirsi davvero indipendente e sovrano di un popolo, privato della sua moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di chiunque, al di fuori del popolo stesso.

    Il meccanismo del signoraggio è maledettamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità.

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    La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d’Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole” agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T) ma attenzione: non “accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.

    Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà.

    Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il valore intrinseco della banconota che è pari al suo costo di produzione (carta e inchiostro).

    Le banche però sono autorizzate a mettere in circolazione denaro senza valore in virtù di leggi e provvedimenti di comodo approvati in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente coinvolti nella colossale truffa del signoraggio.

    Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993. La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro.

    La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da signoraggio” e viene attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione. Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale.

    Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E./Banca d’Italia realizza frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini pressoché ignari dell’inganno.

    In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospicui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse “proprietaria della moneta”!!!. Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco!

    Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati artifici contabili.

    In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle poste passive il “valore nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del reddito da signoraggio.

    La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di 0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività si registra giustamente il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal tesoro cioè 100 euro perché questo è l’introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più gli interessi). Ecco come si occultano gli utili di bilancio.

    In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio. Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno 0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,70 più interessi.

    Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli interessi, che sono decine di miliardi di euro all’anno, ma allora come andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema bancario nazionale e internazionale?

    Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,70 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale.

    Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood, da allora infatti tutte le banche centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza riserva, insomma…cartastraccia.

    In Italia la banca centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia” ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico” contenuta nel suo statuto.

    La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati, e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.). Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”.

    Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca stessa decide chi può detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover rendere conto di nulla a nessuno.

    Se la banca centrale non fosse stata di fatto “privatizzata” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al popolo sotto forma di interessi sul tristemente famoso “debito pubblico”. Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai supera 1.900 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale in larga parte nei confronti della banca centrale e per pagare gli interessi sul debito pubblico, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile.

    La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli tasse e odiose gabelle. In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta.

    Se fossimo cittadini e non sudditi, dovremmo opporci attivamente contro lo strapotere delle banche e questa classe politica corrotta, il paese avrà pure diritto a un Governo in cui il cittadino si riconosca pienamente e non lo avverta invece come una “minaccia”, come una presenza aliena, ostile ed estranea. Sarebbe troppo pretendere un governo in grado di esercitare la propria Sovranità politica e monetaria nell’interesse sovrano del Popolo ?

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    Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato. Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero “denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché obbligati a spendere questa moneta “privata”, in eterni schiavi del debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio denaro.

    Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come regola quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il 2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì “inventandolo” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio ovvero nuovo credito, “sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo,

    1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi, fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”).

    Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero. Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura terminologia bancaria, viene definita “Riserva frazionaria” o signoraggio secondario.

    Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario ma anzi è ben maggiore del signoraggio primario sulle banconote che fa capo alla B.C.E. – Bankitalia. La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei beni dati a garanzia in caso di “insolvenza”. Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.

    La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata inventata per “agevolare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio dei beni.

    Le banche non producono nessuna “vera ricchezza” ma solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi lo prestano lucrando enormi profitti con l’applicazione di un interesse! Perché lo permettiamo?

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