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  • Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

     

    Annullare l’asta giudiziaria della tua casa? Ottenere la gratuità del mutuo facendo azzerare tutti gli interessi da corrispondere alla banca? Ottenere il risarcimento dalla banca che ha richiesto il pignoramento dei tuoi beni? “Si può”, parola di DECIBA, la prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento delle aste giudiziarie dopo aver dimostrato l’usura bancaria. Il guaio però è che i media non se ne occupano. Ma perchè?

    Prima fra tutte è che i maggiori sponsor dei giornali sono proprio le banche. Ma quanto vale davvero tutta questa disinformazione? Esattamente 25 miliardi di euro: a tanto ammonta il “furto delle banche” realizzato attraverso numerosi strumenti finanziari come mutui, leasing, fidi, prestiti e via discorrendo. Sono milioni i cittadini che non sanno di avere un credito verso l’istituto bancario che gli ha permesso di acquistare una macchina, comprare una casa, oppure semplicemente mettere su un’azienda. Altrettanto numerosi sono gli immobili messi all’asta: oltre 20 milioni.

    La seconda ragione è che le banche comandano il mondo ma, a quanto pare, solo fino ad un certo punto. “Oltre quella soglia” infatti “scatta l’usura” e quindi l’illecito. E cosa accade quando scatta l’illecito? Semplicemente che non si devono pagare gli interessi, ma solo restituire il capitale. Si tratta di calcoli giuridico matematici che però non tutti gli esperti di cause bancarie conoscono, non tutti i professionisti sono padroni della materia al punto da farla capire anche al giudice chiamato a stabilire se è stata la banca a commettere l’illecito, oppure è il cliente stesso che crede, magari erroneamente, di avere la ragione dalla sua parte.
    Per fortuna però la matematica è una scienza esatta e non un’opinione e siccome l’economia si basa sulla matematica ed è regolata dal diritto, dovrebbe essere anche molto semplice dimostrare, dati alla mano, che la banca ha torto. C’è un particolare che non tutti conoscono: e cioè che la banca ha quasi sempre torto. La colpa è di questa prassi “illecita” perseguita con tenacia dagli istituti di credito, che prevede un sistema di calcolo degli interessi superiore rispetto al “tasso soglia”. Se dunque è la stragrande maggioranza dei mutui stipulati ad aver superato il tasso soglia, perché questo non viene detto?

    LA MISSIONE DI DECIBA – La ragione principale è che ci sono pochi professionisti in Italia in grado di dimostrare una cosa di questo tipo e, soprattutto, che conoscono i vari casi giuridici da affrontare con strategie mirate e studiate. Il Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari, è un team di professionisti esperti nel settore bancario. Si tratta di una vera e propria equipe: manager, ragionieri, economisti e avvocati. Un team che ha già ottenuto numerose sentenze favorevoli in tutta italia, non a caso è considerata l’associazione con la migliore reputazione nel campo degli illeciti bancari a cui gli stessi studi legali si rivolgono. 

    E’ quindi inaccettabile che i media cerchino di tenere in sordina quella che è ormai un’incredibile rivoluzione giuridica, perché mai fino ad oggi era stato possibile ottenere la sospensione di aste giudiziarie. Siccome, a quanto riferito da DECIBA, la Rai ha censurato ben otto ore di registrazione sul caso della sospensione delle aste giudiziarie è lecito pensare che questo comportamento denota un uso privatistico del mezzo pubblico dal momento che va chiaramente a vantaggio delle banche che sono istituti privati.

    L’importanza di queste strategie legali, a cui sempre più professionisti stanno guardando, è frutto di un intenso studio e di un lavoro certosino realizzato da professionisti, che ha già rivoluzionato la giurisprudenza italiana. Fino ad oggi infatti, come spiegato dall’Avv. Rosa Chiericati, la questione relativa alle aste giudiziarie veniva esaminata in un secondo momento e mai durante la causa incentrata sul delitto di usura. Le numerose vittorie che si stanno susseguendo quindi rischiano di causare un effetto domino su ben 20 milioni di immobili messi all’asta e 24 miliardi di euro sottratti in modo illegale dagli istituti di credito.  Di seguito elencheremo:

    Le cause vinte da Deciba e la loro importanza in quanto hanno concesso:
    La sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria
    La sospensione del pignoramento per LEASING in usura
    La revoca di FALLIMENTI proposte da Banche

    Per leggere i contenuti delle sentenze di questi importanti casi giudiziari e capire come e in che modo è possibile intervenire contro le banche, non resta che leggere l’intera inchiesta su LE BANCHE LADRE:

    1) Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie
    2) L’intervista al Presidente di Deciba, Gaetano Vilnò 
    3) Che cos’è l’usura e in che modo influisce sul meccanismo del “debito” 
    4) Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti
    5) Sospensione di aste giudiziarie, pignoramenti e revoca di fallimento
    6) Surroga e mutui usurari: “La legge Bersani è una grande truffa”
    7) Usura bancaria: chi la combatte sarà “agevolato”
    8) La rivoluzione di DECIBA potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni
    9)  Le banche vincono se non le combatti
    10) La crisi non esiste, hanno deciso di strozzarci temporaneamente
    11) Deciba contro Bankitalia: aperta indagine dalla Commissione Europea

     

    Mancanza di informazione e disonestà intellettuale hanno quindi permesso alle banche di raggiungere un importantissimo record: 25 miliardi di euro da restituire alle vittime di usura. Vittime che nemmeno sanno di esserlo e che, per difendersi, a volte si suicidano.

     

    Fonte: Maia Melania Barone from www.you-ng.it

  • DECIBA: PROFESSIONISTI VS TRUFFATORI

    Controllare la Banca è un lavoro serio e deve essere svolto da professionisti di alto livello, questi ultimi 5 anni il settore è stato inflazionato da società commerciali e pseudo associazioni che hanno creato false illusioni con facili promesse e conteggi matematici di pura fantasia.

    Oltre alla banche l'utente ha un nuovo "nemico" l'incompetenza professionale, molti pensano che trattandosi tutto di matematica, la questione sia oggettiva, errore, la matematica ha solo valore nel controllo dei rapporti bancari, ci sono altre varianti in questione da tenere in seria considerazione.

    La moda di comprare una PERIZIA ECONOMETRICA con l'illusione di andare in banca e farsi restituire i soldi è falsa, commercialmente funziona, soluzioni facili ad un problema complesso, diffidate da chi fa tutto troppo facile.

    L'ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA ritiene che in Italia la professionalità in questo settore è molto scarsa, solitamente i grandi risultati non sono stati ottenuti da società importanti.

    Opinioni discordanti

    In questo settore c'è chi vince è c'è chi perde, eppure la legge è uguale per tutti, la grande differenza è fatta dai professionisti, attualmente non esiste un'elenco preciso di chi ha ottenuto risultati e chi no; DECIBA annuncia la ricerca in corso, prossimamente pubblicherà un documento di valutazione professionale in questo settore.

    LA PERIZIA ECONOMETRICA

    Le perizie sono di diverso tipo e di diverso livello, quando si tratta di perizie non dovete cercare il costo più basso ma il livello più alto.

    SELEZIONE DECIBA

    L'associazione DECIBA è molto rigida nella selezione, pensate che solo nel 2016 le richieste di collaborazione sono state oltre le 100 unità, per ora solo il 5% ha passato "l'esame" di DECIBA. La valutazione del professionista viene fatta a più livelli, moralità, trasparenza, capacità, l'intenzione DECIBA è sempre la stessa, tutelare il cittadino anche dai scarsi professionisti che sbavano dietro ad un potenziale cliente, di fatto, rubandogli i suoi soldi, attraverso un servizio scadente.

    Sono nate molte società del settore con residenza estera, affidatevi a professionisti con sede in Italia, in caso contrario ci saranno dei problemi di informazione e serietà.

    Questi consigli sono utili a comprendere elementi di selezione, in caso contrario rivolgetevi a DECIBA che vi indicherà professionisti già selezionati.

  • Deutsche Bank dalle stelle alle stalle

    Avevamo già parlato del caso Deutsche banck e della sua diminuzione del capitale (-115 miliardi ),
    in questi giorni, la nota banca ha annunciato la chiusura di 200 filiali in tutta l’euro-zona,
    nel loro sito la banca si giustifica comunicando“scelta di austerità è stata resa necessaria dal passaggio della clientela ai servizi online” .
    Nel frattempo in Germania è scoppiato uno sciopero (pacifico).

    deciba-sciopero-germania

    Ancora non siamo certi se lo sciopero è strettamente legato ai tagli della banca, quello in cui siamo certi però, che già dallo scorso giugno la banca aveva annunciato il taglio di 3000 posti di lavoro, e che nei prossimi 3 anni si prevede un taglio del personale di circa 9000 persone.
    La domanda sorge spontanea! Dato quello che è accaduto alla Deutesch banck, e il suo crollo in borsa nell’ultimo anno, perché giustificare il taglio del personale? Non era più corretto essere sinceri nei confronti dei suoi dipendenti? Licenziarli dicendogli la verità?

    Dire la verità ai propri dipendenti magari non gli farà riavere il posto di lavoro, ma almeno da un ottica di etica, moralità, dignità, era d’obbligo.
    Non ci resta che augurare ai dipendenti licenziati un nuovo lavoro, e all’amministrazione
    della banca un esame di coscienza.

     

    SCRITTO DA: MIRCO PICCIONE

  • DIFENDERSI DA EQUITALIA IN 1 MINUTO IL TUTORIAL

     

     

     

     

     

     

    Un Minuto spiegato come difendersi da Equitalia 

     

    Ulteriori informazioni  

    www.dicie.it

    www.deciba.it 

     

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    https://youtu.be/4nvdUB-jI5c

     

     

    Cartelle Equilatia: nulle se manca l’esatto calcolo degli interessi applicati.

    Nell’ultimo periodo Equitalia sta notificando una serie di cartelle esattoriali, la maggior parte delle quali sono nulle sia perché sono prescritti i crediti posti alla base della cartella (multe, bollo auto, etc.) sia perché non vi è l’esatto calcolo degli interessi applicati, ovvero manca la percentuale di interessi e dei criteri di calcolo.

    Innanzitutto è necessario chiarire che qualsiasi creditore, come ad esempio nel nostro caso Equitalia, che richieda in pagamento anche gli interessi deve obbligatoriamente specificare i criteri di calcolo effettuati e il tasso di interesse applicato ogni anno.
    Tale principio è stato sancito dalla Suprema Corte, la quale ha chiarito che: «le intimazioni di pagamento riportano l‘ammontare complessivo sia degli interessi che dei compensi» (Cass. Civ. n. 4516 del 21.03.2012).

    Con la predetta pronuncia, la Corte ha confermato la decisione emessa dalla Commissione tributaria regionale, annullando la cartella di pagamento in quanto: «nella cartella viene riportata solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza essere indicato come si è arrivati a tale calcolo, non specificando le singole aliquote prese a base delle varie annualità che nella fattispecie, vale sottolinearlo, essendo l’accertamento riferito all’anno d’imposta 1983, sono più di 23 anni calcolati. 

    L’operato dell’ufficio era ricostruibile attraverso difficili indagini dovute anche alla vetustà della questione che non competevano al contribuente che vedeva, così, violato il suo diritto di difesa»
    Come ha chiarito la recente Giurisprudenza, il calcolo degli interessi effettuato da Equitalia deve seguire il tasso di interesse, o meglio le aliquote imposte dalla legge le quali vengono aggiornate ogni anno.
    Il tasso degli interessi di mora, ovvero quegli interessi che vengono applicati da Equitalia quando una cartella di pagamento viene pagata con un ritardo superiore a 60 giorni, è stabilito annualmente da decreto del Ministero delle Finanze sulla base della media dei tassi attivi indicati da Banca d’Italia (in particolare dal 15.05.2015 è pari ad 4,88% e più o meno è lo stesso dal 2011).

    È requisito indispensabile per la validità della cartella che la stessa indichi la data di consegna del ruolo; infatti, in assenza di tale indicazione la cartella è viziata poiché il contribuente non è messo in condizione di verificare la correttezza del calcolo degli interessi dovuti dal giorno della scadenza del pagamento fino a quello in cui, appunto, il ruolo è consegnato a Equitalia.

    La questione degli interessi e degli aggi non è una questione da poco: ormai è usura di Stato.
    Infatti, nonostante dal primo gennaio 2014 gli interessi legali siano pari all’1%, Equitalia pretende il 4,5 % di aggio se si paga nei 60 giorni e 9 % (ridotto a 8 %) se si paga oltre i 60 gg, ex art. 17 D. Lgs 112/99.
    Saranno pari al 4,5504 % su base annua, invece che al 5,0243 %, gli interessi di mora per chi paga dopo 60 giorni.

    I nuovi interessi verranno applicati da ottobre 2012, partendo dalla data di notifica fino alla data dell’avvenuto pagamento, così come disposto dall’art 30 del D.P.R. n. 602/73.
    Dunque, la cartella di pagamento, notificata da Equitalia, è nulla se i criteri di calcolo degli interessi non sono indicati in modo chiaro, ovvero se non viene esplicitato il metodo di calcolo utilizzato in modo chiaro e trasparente; questo a garanzia del contribuente che deve essere messo in condizione di poter conoscere cosa paga e perché paga.

    Nel caso in cui la cartella esattoriale non indichi l’esatto calcolo degli interessi è nulla ed è possibile ricorrere al Giudice competente (Giudice tributario nel caso vi siano pretese tributarie: bollo auto, TARSU, etc o Giudice di Pace nel caso in cui sono in contestazione violazioni al Codice della Strada, ovvero le multe).

    Per impugnare la cartella è necessario effettuare un conteggio ad opera di un tecnico del settore (avvocato, commercialista) che dovrà verificare se il calcolo degli interessi risponde ai predetti requisiti legali.
    La nostra associazione ha uno staff di consulenti che si occupa esclusivamente dei ricorsi avverso le cartelle esattoriali.

    Puoi effettuare un controllo della tua cartella contattando www.dicie.it www.deciba.it 

  • DIFENDERSI DAI CREDITORI: COME FARLO ATTRAVERSO LA LEGGE 3 DEL 2012

    Una disposizione legislativa non da tutti conosciuta, ovvero la legge 3/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare, così da “tutelarsi” dai propri creditori.
     
    Il procedimento previsto è rivolto ai privati ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi del debitore (persona fisica, ente collettivo o consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
     
    La legge citata permette abbastanza facilmente di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla fine alla cancellazione dei debiti.
     
    La disposizione legislativa è stata introdotta per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza del debitore non fallibile (piccole imprese o societa' artigiane, ad esempio), ovvero del consumatore, la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.
    Ciononostante, a più di tre anni dalla sua istituzione la norma rimaneva ancora poco conosciuta ed ancor meno applicata, soprattutto per la mancanza di uno specifico decreto attuativo, istituito nei mesi scorsi.
     
    Le leggi a difesa del cittadino sembrano essere sempre le utile ad essere diffuse,il popolo si informa  attraverso i giornali tradizionali e televisioni Nazionali,purtroppo sembra che le informazioni di pubblico utilizzo non facciano notizia . 
     
    Non serve disperarsi non serve fare azioni estreme,ci sono leggi che ci permettono di ridurre i debiti in base alla nostra economia familiare attuale. In breve,un relatore fa un'analisi della vostra situazione economica familiare,valuta tutti i debiti in corso e richiedete al giudice di ordinare una rata possibile,problema risolto .
    Solitamente sono Avvocati specializzati che fanno questo tipo di pratica,possono anche revisori contabili e commercialisti,ci sono varie società ,un sito interessante è www.sdebitamenti.it  un numero verde dove chiedere informazioni 800/189808 ,da una prima analisi fanno la valutazione gratuita,successivamente i saranno dei costi da affrontare per i professionisti,l'importante è chiedere sempre un preventivo chiaro e trasparente.
    In questo video il Presidente DECIBA vi descrive brevemente la legge 3 del 2012 
     
    La costituzione e le leggi esistono,possiamo difenderci da tutti gli illeciti,basta essere informati.Ogni giorno ci sono persone che decidono di farla finita,ormai i Media quasi più non danno retta alle persone che attraverso la disperazione decidono di uccidersi,probabilmente se avessero saputo determinate informazioni  qualcosa poteva andare in modo diverso . 
     
    Con estremo piacere riceviamo i complimenti da quelle persone che oltre un anno fa hanno visto il video per difendersi dalle Banche e che oggi ricevuto dal giudice un'ordinanza di sospensione dal giudice per USURA BANCARIA 

     

    https://www.youtube.com/embed/sxDDI1WVSlI

    Legge del 27 gennaio 2012 n. 3 la definitiva disciplina del sopraindebitamento e della rateizzazione dei debiti

    PROCEDURA

    Il singolo debitore, il singolo cittadino, il lavoratore dipendente o autonomo, il professionista, il disoccupato, (ma anche l'imprenditore non assoggettabile al fallimento), che si trova in difficoltà economiche può presentare ai creditori una proposta per rateizzare i pagamenti e/o ripianare in modo diverso i debiti (tutti o solo di una parte di questi).
     
     
     
    In un precedente articolo avevamo già parlato della nuova disciplina del "sopraindebitamento " osservando che nella vita pratica erano costanti gli accordi (atipici) con cui il debitore predisponeva  con i creditori (tutti o alcuni) un c.d. piano di rientro, cioè si stabilivano le  modalità e i tempi di pagamento dei debiti, di fatto, rateizzando o spalmanto nel tempo i pagamenti; tali accordi possono riguardare tutti i debiti o solo una parte di questi. Con  questa legge è possibile affermare che è stata tipizzata o legalizzata tale prassi.
     
    Oggi, che le situazione sembra aver trovato un minimo di stabilità, possiamo tornare sull'argomento e fare il punto della situazione.
     
    Prima di procedere all'analisi della nuova disciplina conviene fare una piccola cronistoria dei provvedimenti legislativi che si sono succeduti in 4 mesi. Un primo abbozzo della disciplina si è avuta con il Decreto legge del 22 dicembre 2011 n. 212, questo decreto legge non ha avuto molta fortuna perchè la legge del 17 febbraio 2012 n. 10 (la legge di conversione del D. l. 22 dicembre 2011, n. 212) ha soppresso tutti gli articoli previsti nel precedente provvedimento).
     
    Il motivo può essere compreso se si considera che nelle more della conversione in legge del decreto n. 212 del 2011 è intervenuta una nuova legge del  27 gennaio 2012 n. 3, denominata “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”,  la quale con gli articoli 6-20 regola ex novo l'istituto del sopraindebitamento.
     
     
    Oggi, l'unica legge che regola la materia è quella del 27 gennaio 2012 n. 3.
     
    Una volta che si è riusciti a districarsi nella giungla di provvedimenti legislativi è possibile passare ad analizzare la legge (quella del 27 gennaio 2012 n. 3).
     
    Definizione di sopraindebitamento (requisito oggettivo).  Il sopraindebitamento è una situazione di costante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio  del debitore, (c.d. ipotesi di insufficienza del patrimonio "liquidabile") nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni (c.d. ipotesi di "incapacità" di adempiere).
     
    Destinatari della normativa (requisito soggettivo). La legge del n. 3 del 2012 si applica a qualunque soggetto, sia persona fisica, sia ente (riconsociuto o non riconosciuto). La legge non richiede che il debitore debba svolgere un particolare tipo di attività, quindi, la normativa si rivolge ad ogni tipologia di lavoratore, autonomo o dipendente, anche ai lavoratori autonomi intesi come liberi professionisti, oppure anche soggetti indebitati che non svolgono alcuna attività lavorativa. L'applicabilità ai disoccupati (intesi come persone senza una attuale fonte di reddito) puà sembrare una scelta illogica, in realtà, nulla esclude che questi soggetti possono avere in futuro una fonte di reddito (e richiedono attualmente solo una mera sospensione dei pagamenti), così come nulla esclude che un disoccupato non possa pagare i propri debiti (ad esempio perchè ha un patrimonio adatto allo scopo, ma vorrebbe conservare o salvare dai creditori la casa di famiglia).
     
    Come si nota questa normativa prescinde dallo svolgimento dell’attività di impresa (però, questo non esclude che il debitore possa essere un imprenditore, ma la disciplina presuppone che il debitore, anche se imprenditore,  che vuole fare uso di tale strumento legislativo non deve essere assoggettabile al fallimento e al concordato preventivo ai sensi dell'articolo 1 della l. fall.)
     
    Elmenti base. In sintesi, il debitore può predisporre una proposta di  accordo, il cui contentuto può essere il più ampio  (infatti, può andare da una semplice rateizzazione  dei debiti fino a giungere alla proposta di pagare solo una parte degli stessi a rate o subito senza rate, oppure, può, semplicemente prevedere una riduzione degli interessi o solo dei debiti,  del resto l'art. 8 comma 1 della legge dispone espressamente che "la proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma"). Anche le modalità di pagamento possono essere le più varie e possono andare dal classico pagamento in denaro alla cessione di crediti o alla cessione del ricavato della vendita di immobili. Naturalmente, non si è in presenza di una decisione unilaterale del debitore, ma trattandosi di proposta di accordo, tale proposta deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori (non da tutti).
     
    Prima fase: deposito proposta di accordo. Il debitore che indende avvalersi della legge n. 3 del 2012 deve depositare presso il Tribunale del luogo dove ha la propria residenza o sede la proposta di accordo (accompagnata con tutti i documenti necessarie e/o utili allo scopo) art. 9. Il diritto a presentare la proposta sembra essere solo del debitore, quindi, i creditori non possono iniziare il procedimento, ma possono solo intervenire dopo la presentazione dell'istanza da parte del debitore.
     
    Seconda fase udienza. Il Tribunale fissa l'udienza per la discussione dell'accordo e dispone la comunicazione della data di udienza a tutti i creditori. Un vantaggio immediato per il debitore che ha presentanto l'istanza è dato dal fatto che all'udienza il Tribunale può disporre che per non oltre centoventi giorni, i creditori non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali nè possono ottenere  sequestri conservativi e non possono acquistare diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo (art. 10 comma 3).
     
    Approvazione dell'accordo. La proposta presentata dal debitore può essere modificata, migliorata o integrata, infatti, i creditori possono far pervenire anche delle loro ipotesi di modifica della proposta di accordo (delle controproposte), modifiche che dovranno essere accettate dal debitore. Chiusa questa fase di "trattativa", la proposta di accordo (quella originaria o quella che risulta integrata in seguito ai suggerimenti dei creditori) è approvata se ottiene l'adesione di tanti creditori che rappresentato almeno il 70 % dei crediti (art. 11 comma 1 e 2 ) .
     
    Omologazione.  Dopo che si raggiunto un accordo, il Tribunale, verificata il raggiungimento della maggioranza prevista e l'idoneità delle modalità dell'accordo di soddisfare i creditori, omologa l'accordo e indicando le forme più idonee di pubblicità. La legge prevede espressamente che dalla data di omologazione e per un periodo non superiore ad un anno non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore.
     
    Forma del procedimento. Il procedimento (dalla presentazione della proposta alle contestazioni sull'omologa o alla revoca dell'accordo) segue le forme previste dagli art. 737 cpc e seguenti.
     
    Capacità del debitore. La presentazione della proposta di accordo, così come l'accettazione della stessa da parte dei creditori e il successivo procedimento di omologazione, non comportano a carico del debitore nessuna perdita della capiacità d'agire, infatti, la legge non prevede norme che limitano la capacità negoziale del debitore, quindi, cosa molto importante, il debitore conserva la piena capacità e può continuare ad esercitare la propria attività lavorativa.
     
    Gestione del patrimonio. E' possibile che sia nominato un amministratore "fiduciario" del patrimonio del debitore, ma in mancanza di tale nomina il debitore conserva anche la gestione del patrimonio.  Questi ultimi principi (capacità e gestione del patrimonio) dimostrano quanto la disciplina è lontana dal fallimento e quanto la norma è tesa a recuperare i crediti con il minore disaggio per il debitore.
     
    Nullità atti compiuti in violazione dell'accordo.  Ovviamente, quanto detto non significa che dopo l'omologa il debitore può violare tranquillamente l'accordo, al contrario, i creditori sono particolarmente tutelati, infatti, una delle sanzioni per la violazione degli accordi  è prevista dall'art. 13, comma 4 della legge del 27 gennaio 2012 n. 3 il quale dispone che  “i pagamenti e gli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell’accordo e del piano sono nulli”.

     

    DIFFONDETE L'INFORMAZIONE

  • DIRITTO BANCARIO “MASSIMO ESPERTO ITALIANO ” GAETANO VILNO’ L’INTERVISTA

     
     
     
    fonte:
     
     

    Ce ne sono oggi in Italia di avvocati,commercialisti,società,associazione, che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il DECIBA , che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

    Quale è il vostro segreto ? 

    Siamo un gruppo di persone molto preparare,matematici,esperti bancari,avvocati,questi tre elementi fanno la differenza nel risultato finale . Il Segreto è il gruppo . 

    Una recente intervista lei fa un’affermazione molto forte “anello debole gli Avvocati” 

    Confermo,possono essere l’anello debole o l’anello di forza,per ora ho visto molta arroganza e poca sostanza,in questo campo bisogna essere molto preparati,tentare a spese del cliente è deleterio . 

    Cosa si sente di consigliare ? 

    Tre cose dico sempre,INFORMATEVI,PREPARATEVI,AGITE. 

    Ringraziamo il Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò dicono che lei è molto rigido è vero ? 

    Dipende,mi interessa vincere non i giudizi di chi ho messo alla porta,se rigidità vuole dire pretendere il massimo da tutti allora si son rigido . 

    Perché riuscite in “mission impossibili ” 

    In parte ho già risposto,il nostro gruppo è formato da persone molto serie,lo scopo è la continua evoluzione,non ci interessa molto fare PROMO privi di sostanza,noi vinciamo con i fatti,la nostra selezione parte sia dai professionisti che i clienti,parliamo sempre chiaramente,i nostri clienti sono nostri collaboratori,noi vogliamo persone informate.

    Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

    Come spesso accade per una questione personale,poi purtroppo per la banca ha creato un nemico infinito,il mio intento è vincere,per questo scopo ogni giorno formo persone e portiamo a casa grandi risultati . 

    Perché le persone non controllano la banca ? 

    Credo siano tre motivi sostanziali,ignoranza,paura,denaro,superati questi ostacoli la strada è spianata,purtroppo l’elemento ignoranza e pausa sono sempre stati forti elementi inibitori .

     

    Perché ci sono persone che vincono e persone che perdono contro la banca ?

    Come tutti i mestieri ci sono quelli bravi e quelli meno bravi 

    Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?

    Tutte le persone che abbiamo la curiosità di controllare la banca,Mutui,Leasing,Conto Correnti,ogni prodotto bancario può avere anomalie,parliamo di Milioni e Milioni di Euro in ballo,l’unica differenza è l’informazione . 

    Mi scusi ma non dovrebbero essere Commercialisti Aziendali e Avvocati a proporre questa opportunità?

     

    Appunto,sono professioni diversi,controllare la banca è altra cosa,ci vogliono professionisti specifici.

    VIDEO MOLTO INTERESSANTE

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    Per avere ulteriori informazioni

    www.deciba.it

  • E' ARRIVATA ! COMUNE ITALIANO VINCE CONTRO LE BANCHE !

    Il giudice dell'Alta Corte di Londra ha sancito la nullità dei contratti sottoscritti dal Comune con Dexia Crediop tra il 2002 e il 2006 perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto dalla legislazione italiana. Di conseguenza decadono tutti gli impegni finanziari. Ora l'amministrazione della città toscana presenterà alla banca il conto di interessi e danni.

    Commento del Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò 

    Da molto tempo abbiamo dichiarato di fare controllare i documenti bancari dei comuni Italiani,purtroppo nessun Sindaco si prende la responsabilità di fare accede a Mutui,leasing,derivati,le sorprese in questo senso potrebbero essere eclatante . Circa due anni fa un'associazione ha chiesto di controllare i documenti nella città di Parma,persino il sindaco grillino Pizzarotti ha rifiutato la verifica .

    Per ora nelle grandi città non è stato attivato nessun controllo,solitamente i partiti che gestiscono i comuni hanno collegamenti con le banche stesse . Speriamo che sia l'inizio di una serie di iniziative di controllo dei documenti bancari nei comuni,noi ci rendiamo disponibili per fare i controlli gratuitamente. 

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    Riprendiamo l'interessante articolo del fattoquotidiano 

    fonte : fattoquotidiano  

    Da ora in poi gli enti locali avranno un’arma in più contro i derivati che minano i loro bilanci. Dopo più di quattro anni di processo, il Comune di Prato ha ottenuto a Londra l’annullamento dei contratti derivati sottoscritti fra il 2002 e il 2006. Nella sentenza, che il fattoquotidiano.it pubblica in versione integrale (leggi), sono messe nero su bianco le motivazioni della nullità che potrebbero tornare utili anche ad altri enti locali italiani che in passato hanno sottoscritto derivati con la banca Dexia-Crediop.

    Secondo il giudice inglese Paul Walker, i contratti sottoscritti da Prato sono nulli perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto all’articolo 30 del Testo unico della finanza. “Non escluderei che anche in altri casi la clausola non sia stata esplicitamente prevista”, spiega l’avvocato Germana Lo Iacono Smith dello studio Seddons Solicitors. “Generalmente le banche internazionali usano contratti globali in cui può anche sfuggire un dettaglio della normativa nazionale dello Stato in cui il prodotto viene poi collocato”. Una dimenticanza che rischia di costar cara a Dexia Crediop, che ormai da tempo è in via di smantellamento.

    Ma come mai nel contenzioso il giudice inglese ha fatto riferimento alla legge italiana? La risposta è nella norma di raccordo internazionale fra le leggi dei due Stati. Nonostante i contratti firmati con Dexia prevedessero infatti esplicito riferimento all’arbitrato in terra britannica, l’Alta Corte inglese ha ritenuto invece necessario rispettare la Convenzione di Roma. “Il testo di quest’ultima prevede che nel contratto fra le parti, in cui tutti gli elementi siano italiani, non può essere violata la legge del mandatario, cioè la normativa italiana – prosegue l’avvocato – Di conseguenza il contratto deve rispettare l’articolo 30 del Tuf che prevede esplicito diritto di recesso in sette giorni”. Nel contratto fra Dexia e il comune di Prato la clausola sul diritto di recesso però non c’è e di conseguenza per il giudice inglese l’atto è nullo. E con lui anche tutti gli impegni finanziari conseguenti.

    Non resta che chiedersi se anche gli altri contratti proposti da Dexia agli enti locali non prevedano il riferimento al recesso. “Bisogna valutare caso per caso”, spiega l’avvocato che è stato affiancato nella causa da Salvatore Dettori, esperto in diritto amministrativo, e Antonella Sciarrone Alibrandi, specializzata in diritto civile e dell’intermediazione finanziaria. “Ma non si può sottovalutare il fatto che si tratta del primo giudizio in assoluto ottenuto da un ente locale davanti alla Suprema Corte inglese”.

  • ECCESSIVO INDEBITAMENTO ESISTE UNA LEGGE A PROTEZIONE

    UTILIZZIAMO  PAROLE SEMPLICI :

    COME FUNZIONA LA LEGGE N° 3  DEL 2012

     COME GESTIRE L’ECCESSIVO

    INDEBITAMENTO .

    UNA LEGGE DA USARE ANCHE IN CASO DI DECRETI INGIUNTIVI O PRECETTI. 

     

    Sovraindebitamento con l’Agenzia delle Entrate Riscossione o con le banche: il magistrato può autorizzare un taglio se il debitore non ha soldi per pagare.

     

    Deciba Leader per il controllo illeciti bancari www.deciba.it ha nei suoi dipartimenti sia l'accertamento banche sia Equitalia www.dicie.it sia la la Legge 3 del 2012 ,questa in sintesi la procedura e la tutela che svolge.

    Avvisiamo i nostri lettori che non tutti i Tribunali recepiscono in modo adeguato la Legge,rivolgetevi sempre a professionisti adeguati,in caso contrario si potrebbero spendere soldi per ottenere nulla . 

    Tutta la vita a lavorare sodo per pareggiare i conti a fine mese, senza nemmeno riuscire a mettere via granché. Debiti contratti e accumulati con l’Agenzia delle Entrate Riscossione e con la banca per poter mandare i figli all’università, non al mare. E adesso? Come si fa a pagare quei debiti, se il conto corrente ha lo stesso colore della bandiera cinese, di un bel rosso acceso? Ci vorrebbe una legge contro il sovraindebitamento per evitare di gettare la definitivamente spugna. Bene: questa legge c’è (era stata soprannominata da qualcuno «legge salva suicidi» proprio per quello che abbiamo appena descritto). Ed è una legge  che consente ad un giudice di dare untaglio al debito fino a ridurlo perfino al 25% dell’ammontare. Tre quarti di pensieri se ne vanno via. Al quarto restante, bisogna, comunque, pensarci.

    Il primo ad applicare questa norma è stato il tribunale di Busto Arsizio (Varese), che ha osato addirittura autorizzare un saldo e uno stralcio con la defunta Equitalia, oggi Agenzia delle Entrate Riscossione. Ha seguito le sue orme il foro di Napoli, intervenendo su una situazione debitoria con una banca. A questi si sono accodati quelli di Monza e di Como.

    Ma com’è possibile ridurre i debiti grazie al giudice? In pratica, con una particolare procedura (detta «piano del consumatore» o «accordo con i creditori», a seconda che sia richiesto o meno il consenso del creditore), il consumatore o il piccolo imprenditore può ristrutturare il proprio debito (anche se con l’Agenzia delle Entrate Riscossione) ottenendo la riduzione dell’importo in base delle proprie capacità economiche.

    Dev’essere il debitore a fare il primo passo, presentando una richiesta in tribunale con l’assistenza di un «organismo di composizione della crisi» che, in realtà, può essere anche un semplice professionista come un avvocato o un commercialista.

    Chi può ridurre i debiti grazie al giudice

    E’ ovvio che il debitore deve meritare questo sconto, nel senso che la sua situazione di morosità non dev’essere stata provocata da uno sperpero senza fine ma da cause non attribuibili a sua colpa. Potrà ridurre i debiti grazie a un giudice chi è stato licenziato o ha visto il proprio stipendio tagliato, oppure chi subisce le conseguenze di una congiuntura economica difficile. Ma non chi ha speso tutti i soldi in Ferrari, champagne e week end a Saint-Tropez e ora dice che non sa come pagare i debiti.

    C’è di più: il debitore deve dimostrare la propria buona volontà a voler saldare quel che può del debito. Quindi, da una parte deve dare la prova di poter pagare almeno una minima percentuale del debito, attingendo da propri o altrui beni (si pensi, per esempio, alla vendita della casa dei genitori o alla cessione di parte del Tfr). Dall’altra parte, deve anche attestare che, pur lavorando 24 ore su 24, non sarebbe capace di ricoprire la parte restante.

    Il debitore, insomma, deve offrire un «saldo e stralcio» del debito tarato in base alle sue effettive possibilità

    A questo punto, la procedura può prendere due risvolti differenti, a seconda della scelta fatta dal debitore.

    L’accordo con i creditori ( saldo e stralcio ) 

    La prima ipotesi, detta «accordo coi creditori», richiede che la proposta di saldo e stralcio ottenga il consenso del 60% dei creditori (se è uno soltanto, il nulla osta è ovviamente unico). Il giudice, preso atto del voto favorevole, autorizza il piano di ristrutturazione e libera il debitore da ciò che gli resta da saldare.

    Perché mai il creditore dovrebbe accettare? Perché, attraverso le carte depositate in tribunale dalla controparte, viene messo in grado di comprendere che questa è, per lui, la migliore occasione di recuperare almeno parte del proprio credito.

    Il piano del consumatore

    La seconda alternativa è detta «piano del consumatore». Qui, a differenza della prima ipotesi, non è richiesto il consenso del creditore. Il debitore si fa autorizzare direttamente dal giudice che decide in base al proprio convincimento. Se il giudice ritiene che il programma di pagamento sia soddisfacente e commisurato alle effettive possibilità del debitore, lo autorizza, decurtando – anche in questo caso – la residua parte della passività.

    Questa ipotesi è ammessa solo per debiti non derivanti da attività professionale, lavorativa o imprenditoriale

    Stop ai debiti con l’Agenzia delle Entrate Riscossione

    Come noto, il debitore non può presentarsi all’Agenzia delle Entrate Riscossione e chiedere un accordo che riduca il debito. Troppa grazia, Sant’Antonio. Questo perché, trattandosi dello Stato, vige il principio di pari trattamento tra tutti i cittadini, cosa che non sarebbe di certo garantita nell’ipotesi in cui ad alcuni fossero concesse determinate e più favorevoli condizioni di pagamento e ad altri, invece, condizioni meno vantaggiose.

    Significa che la richiesta di «saldo e stralcio» in via amministrativa non può essere mai accolta 

    Tutt’al più, il contribuente può chiedere una rateazione del debito, ossia la dilazione fino a 72 rate (senza dover presentare documenti a giustificazione della propria difficoltà economica) o a 120 rate (in quest’ultimo caso, invece, è necessaria una documentazione più stringente).

    Con il piano del consumatore, invece, si supera questo limite e il debitore può ottenere (ma solo grazie al giudice) un forte sconto che può arrivare – benché la legge non ponga espressamente limiti – fino a tre quarti. Il 75% in meno. Altro che briciole. Ovviamente, il tutto è possibile solo se il magistrato ritiene che sussistano i requisiti per omologare il piano del consumatore presentato dalla famiglia in difficoltà. In sostanza, secondo il tribunale, l’attuazione del piano deve rappresentare il massimo sforzo che, considerando le attuali condizioni, il debitore può compiere per uscire dalla crisi.

    La decurtazione del debito deve coincidere con la migliore soddisfazione possibile per i creditori

    La prima sentenza che ha decurtato il debito di un contribuente con Agenzia delle Entrate Riscossione (scontandolo di circa l’80%) è stata emessa, come dicevamo all’inizio, dal tribunale di Busto Arsizio. Il giudice varesino ha omologato un piano del consumatore. A Como, invece, il giudice ha cancellato del 74% i debiti che una imprenditrice aveva verso Agenzia delle Entrate Riscossione (allora Equitalia) e l’Agenzia delle Entrate, passati da quasi un milione e mezzo di euro a 370 mila. In questo caso, la procedura prescelta è stata quella dell’accordo con i creditori.

    Ma la vera notizia è che il Fisco ha accettato la proposta. Costretta, evidentemente, dall’inoppugnabile dimostrazione che il contribuente non avrebbe mai potuto pagare di più. Nel caso di specie, gli enti di riscossione erano consapevoli che, a conti fatti, non avrebbero avuto armi per azionare l’esecuzione forzata, essendo il debitore nullatenente ed essendo l’immobile in cui questi viveva, «prima casa» e, quindi, impignorabile.

    Stop ai debiti con la banca

    Il tribunale di Monza, invece, seguendo l’esempio di quello di Napoli, ha omologato un piano del consumatore richiesto da un soggetto che aveva attivato troppe carte revolving e dall’accensione di prestiti mediante cessione del quinto dello stipendio. In questo caso, la decurtazione del debito autorizzata dal tribunale ammonta al 65%. Il rimborso del residuo viene rimborsato utilizzando anche parte del Tfr accantonato presso l’azienda dal lavoratore del nucleo familiare.

    E’ una bella legge , imparate ad utilizzarla anche nelle operazioni di mero saldo e stralcio.

  • Eclatante dichiarazione 80% dei Mutui non è regolare

    Eclatante dichiarazione 80% dei Mutui non è regolare

    Il Presidente Deciba Dott.Gaetano Vilnò

    Abbiamo fatto un'analisi a campione su 100 Mutui,oltre 80% contiene illegittimi di diverso tipo,in caso di usura la banca dovrà restituire tutti gli interessi pagati e quelli futuri non versarli ,nel caso di indeterminatezza o nullità circa 2/3 degli interessi devono essere restituiti come da normativa . Il Mutuo rimane in essere,cambierà il piano di ammortamento .

    Oggi privati e aziende devono fare controlli adeguati,ci sono molti nemici in questo campo,ma i risultati parlano chiaro. Dobbiamo affidarci a società serie e bravi professionisti,DECIBA garantisce proprio questo. Oggi avere consulenti esterni di controllo e supervisione dell'operato bancario è fondamentale,ogni giorno nella verifica econometrica dei conti correnti abbiamo sorprese eclatanti

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    mobile 338/1063708
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    Esempio di controllo di un conto corrente

    REVOCA DI FALLIMENTO

    Questo video spiega perfettamente come controllare il proprio documento di Mutuo/Leasing

    Video

  • EQUITALIA 50 MODI PER DIFENDERSI DA EQUITALIA DIFFUSO IL VIDEO

    EQUITALIA 50 MODI PER DIFENDERSI VIDEO TUTORIAL DIFFUSO
     
    Ci sono modi infiniti per difendersi da Equitalia,spesso i grandi Media parlano di disperazione e non di soluzioni,un video TUTORIAL spiega alcuni dei motivi che potrebbero dimezzare il credito vantato o addirittura annullarlo.
    Come sempre l’informazione fa da padrone,Equitalia ha poteri unici in Italia,purtroppo per loro la Legge è Legge e fortunatamente i Giudici fanno bene il loro mestiere. Vi portiamo alcuni esempi dove Equitalia ha perso,nel video tutorial vengono evidenziati i grandi errori di Equitalia. Non serve disperarsi,basta informarsi . DIFFONDI L’INFORMAZIONE .
     
    Difendersi da Equitalia: 50 buoni motivi per fermare Equitalia .
     
    L'articolo completo fonte :
     
     
     

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    Equitalia è una macchina gigantesca burocratica,gli errori sono molteplici,sono molte le trasmissione che hanno denunciato abusi,esseriinformati e attivare una difesa può dimezzare il credito vantato o addirittura annullarlo

     

    ulteriori informazioni qui www.dicie.it

     

     

  • EQUITALIA : BOTTA TREMENDA ! SANATORIA 2015 NULLO E DOVUTO !

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    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l'annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.

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    Spesso ci sono normative è leggi in gradi di difendere tutti noi,purtroppo i Media tradizionali danno poca attenzione a questo tipo di notizie,il fatto è che potrebbe davvero sconvolgere l'economia familiare di molti di noi .

    IN QUESTO VIDEO SPIEGA PERFETTAMENTE LA NUOVA NORMATIVA E COME DIFENDERSI DA EQUITALIA 

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    SANATORIA 2015 EQUITALIA DIFENDERSI

     

    l'informazione,informate,un sito specializzato interessante è www.equistop.it

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    Equitalia è strumentalizzata un po da tutti gli schieramenti politici,ma qualcuno si è accorto che tutti parlano dei problemi e nessuno delle soluzioni ? SVEGLIA !

    Noi come sempre facciamo informazione non notizia !

    DIFFONDI

    PER NON DIMENTICARE LA GENTE CHE SI E' DATA FUOCO PER DISPERAZIONE DEI DEBITI

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    DISINFORMAZIONEBANCARIA VI CAMBIERA LA VITA

     

  • EQUITALIA COME DIFENDERSI : PARLA FRA I MASSIMI ESPERTI ITALIANI AVV.EMANUELE DEMASO

    Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella 9 Bologna
    Tel 051355626 mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    L’Associazione DECIBA garantisce l’altra professionalità

    NULLITA’ DELLE CARTELLE ESATTORIALI:

    OCCHIO A CHI NOTIFICA ED AL CONTENUTO DELLA CARTELLA

    Hanno fatto certamente notizia alcune pronunce della giurisprudenza di merito secondo le quali sono da ritenersi nulle le cartelle notificate a mezzo posta da Equitalia se vengono notificate direttamente dalla stessa mediante spedizione di raccomandata, senza avvalersi dei soggetti legittimati ed indicati dall’art. 26 del D.P.R. 602/73.
    L’art. 26, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, rubricato “Notificazione della cartella di pagamento” prevede espressamente: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento […]”.
    Secondo tali pronunce, nonostante il suddetto articolo preveda la possibilità, per gli Agenti della riscossione, di notificare i propri atti per posta mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, allo stesso tempo individua espressamente quali agenti notificatori:
    – gli ufficiali della riscossione;
    – altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge;
    – i messi comunali previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario;
    – gli agenti della polizia municipale.
    In base al citato art. 26, comma 1, pertanto, la notificazione deve sempre essere effettuata da un agente notificatore abilitato, il quale può anche avvalersi del servizio postale, mentre sono certamente illegittime le notifiche eseguite a mezzo del servizio postale direttamente e non tramite agente all’uopo abilitato.
    Mentre infatti il primo periodo del comma 1 dell’art. 26 si limita ad individuare, con un’elencazione tassativa, i soggetti legittimati all’esecuzione della notifica, il secondo periodo del comma 1 indica il modo attraverso il quale i soggetti di cui al periodo precedente possono eseguirla.
    Inoltre, sempre alla stregua delle sentenze di merito, le condizioni di cui all’art. 26 sarebbero tassative, con conseguente giuridica inesistenza della notifica eseguita a mezzo posta senza l’ausilio dei soggetti puntualmente individuati dalla legge ossia:
    gli Ufficiali della riscossione;
    gli Agenti della Polizia Municipale;
    i Messi Comunali previa convenzione tra Comune e Concessionario;
    altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge.
    Da ciò consegue che Equitalia (agente/concessionario della riscossione, ma non Ufficiale della riscossione) sia stata esclusa, per espressa volontà del Legislatore, dall’elenco dei soggetti giuridici abilitati ad effettuare la notifica di atti tramite raccomandata postale e senza l’intervento di un soggetto qualificato ed a ciò preposto dal nostro ordinamento giuridico.
    La ormai prevalente giurisprudenza di merito conclude per la giuridica inesistenza dell’atto di notificazione quando la notifica della cartella di pagamento viene effettuata da un soggetto sprovvisto del relativo potere.
    Questo secondo il principio, confermato dalla Commissione Tributaria Regionale di Bari – sez. distaccata di Lecce n. 212/2013 ma comune alle diverse Commissioni Tributarie Regionali, per cui “in tema di notifica di atti che incidono sulla sfera patrimoniale del cittadino, le norme che dettano rigorose e tassative prescrizioni finalizzate a garantire il risultato del ricevimento dell’atto da parte del destinatario ed attribuire certezza all’esito del procedimento notificatorio, non consentono altra interpretazione se non quella letterale. E poiché la notificazione a mezzo posta è, dal Legislatore, riservata esclusivamente agli uffici che esercitano potestà impositiva con esclusione degli agenti della riscossione che sono invece preposti alla fase riscossiva, la notificazione in questione deve considerarsi inesistente”.
    In particolare, è opportuno rilevare che l’inesistenza della notifica è un’eccezione formulabile in qualsiasi fase delle procedure di esecuzione e quindi anche oltre i termini brevi previsti dal Legislatore per l’impugnazione. Detto in altre parole l’inesistenza della cartella di pagamento è eccepibile in ogni tempo, ovvero si può ricorrere per tale motivo anche contro cartelle di pagamento risalenti negli anni senza alcun limite.

    Inoltre la notificazione inesistente non produce effetti giuridici e non può, pertanto, essere oggetto di sanatoria. La Suprema Corte di Cassazione ritiene, infatti, che solo la notificazione nulla sia passibile di rinotificazione sanante, ma non quella giuridicamente inesistente, proprio come in questi casi.
    Altra questione rilevante, su cui recentemente ha preso posizione il Tribunale di Venezia con una sentenza che può definirsi storica per la sua portata, la numero 3079/2015, attiene invece al contenuto della cartella esattoriale.
    In particolare, il Giudice adito ha sancito due principi fondamentali in merito alla legittimità delle cartelle esattoriali.
    Innanzitutto Equitalia potrà emettere cartelle, notificarle ed agire esecutivamente solo se sarà in possesso dei requisiti validi e documentabili in grado di giustificare le pretese degli enti pubblici per i quali agisce. In secondo luogo, la prova dell’esistenza dei requisiti dovrà essere fornita da Equitalia stessa e dagli enti creditori e non dal cittadino preteso debitore.
    “La parte privata, secondo il Giudice veneziano, non può essere gravata della prova di una circostanza negativa, configurandosi onere probatorio di assai difficile adempimento”.
    Pertanto, l’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa tributaria penderà in capo ad Equitalia, la quale dovrà fornire tutte le informazioni necessarie al cittadino per poter comprendere la pretesa tributaria e, nello stesso tempo, potersi difendere, attraverso l’indicazione dettagliata di elementi essenziali.
    Per l’elencazione dei suddetti elementi essenziali si rinvia al precedente articolo “Cartelle di pagamento Equitalia: focus in merito ai vizi di forma”, paragrafo 3) completezza delle informazioni.
    La portata della succitata sentenza non ha precedenti ed eguali. Pertanto potrebbe generare a cascata la dichiarazione di nullità di centinaia di migliaia di cartelle.
    Fatta questa breve disamina si evidenzia la concreta possibilità di poter contestare la cartelle di Equitalia notificate anche in tempi non recenti al fine di poter ottenere l’annullamento delle stesse e la cancellazione di pignoramenti e fermi amministrativi.

    Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella 9 Bologna
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  • Equitalia, non “scampi” neanche il centesimo

    Equitalia, non “scampi” neanche il centesimo


    Equitalia
     esattore: lo sa bene un trentenne che si trova recapitata una cartella esattoriale con una saldo ridicolo.

    Da qua a un po’ di tempo si sentono notizie di suicidi di cittadini “condannati” dall’Agenzia delle entrate, per cifre che una persona non riesce matematicamente ad affrontare.

    In questo caso per fortuna, il malcapitato dopo esser andato a sanare il proprio debito, il chiede allo sportello dell’ Agenzia delle Entrate, se ci fosse qualche altra sanzione in sospeso; a quel punto l’impiegato di notifica una mora di 1 cent per il ritardo di una multa da lui pagata ma in ritardo…

  • ESPERTI IN DIRITTO BANCARIO USURA ANATOCISMO

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    Oggi tutti si definiscono esperti in materia “diritto bancario”, rendendo così questo mercato in delirio.

    L’analisi econometrica dovrebbe essere qualcosa di: oggettivo,matematico,indiscutibile… purtroppo non è così.

    Le lamentele dei clienti scontenti sono tantissime, ma in questi casi il vero professionista fa la differenza.

    Parliamo della Sig.ra Betti Deborah, che ha affidando una pratica legale ad una società che a suo parere ha commesso errori, lei oggi è diventata una vera e proprio contestatrice di “professione” . Infatti il suo blog parla prettamente di SDL CENTRO STUDI.

    Paladina della giustizia raccoglie testimonianze e consenso quasi politico al fine di creare un libero blog a difesa della verità, trasparenza, moralità, ecc ecc .

    In Italia ci sono oltre 5000 associazioni a difesa del cittadino,una in più non farà sicuramente male.


    Qualche dubbio è stato espresso, solitamente una persona ferita non ha quel tipo di atteggiamento, la sua ricerca sembra essere professionale: dal suo profilo si evince essere una esperta in marketing e web marketing.

    Non ci fidiamo di chi attacca tutto e tutti,solitamente questo tipo di persone appartengono ad un mondo utile a pochi se non a se stessi,questi articoli fanno fare sicuramente riflessioni .

    DEBORAH BERTI UNA STORIA CHE NON CONVINCE.

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    DEBORAH BERTI IL BLOG CONTESTATO TUTTI I DUBBI.

    Da questa piccola indagine si nota una strumentalizzazione dei fatti evidenziando cause perse e promozionando prodotti simili a quelli tanto criticati .

    Non entriamo nel merito della questione, se ci saranno questioni legali la legge farà il suo percorso, per ora si evidenziano: ipotesi, raccolta di sentenze, commenti di professionisti -che pare essere competitor- (solitamente i commenti sono di poche persone), un’associazione, un perito, venditori e procacciatori d’affari .

    Una frase famosa del Dalai Lama è assolutamente pertinente, l’associazione D.E.C.I.BA aggiunge “VI RACCONTIAMO CHI VINCE CONTRO LE BANCHE ” 

    deciba_blog_deborah_betti_sdlcentrostudi_perizie

    Chi dispensa verità assolute è spesso pericoloso,l’argomento bancario è serio,in Italia ci sono molti professionisti seri che ogni giorno vincono contro le banche, lo stesso Presidente D.E.C.I.BA esprime un concetto preciso e ragionevole “LA BANCA VINCE SENZA FARE LA GUERRA ”

    Noi vi rassicuriamo che attraverso il nostro lavoro professionale, contro la banca si vince, affidatevi a persone serie, solitamente chi perde tempo a fare ricerche su fallimenti altrui non è molto affidabile .

    Facile raccogliere la disperazione, molto più difficile ottenere risultati e vincere .

  • Estinzione anticipata del mutuo

    L’estinzione anticipata del mutuo rappresenta la possibilità, da parte del cliente, di concludere il contratto di mutuo prima della scadenza, versando il capitale residuo e riducendo così gli interessi da pagare alla banca.

    La Legge Bersani (decreto n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007) ha apportato alcune modifiche in merito alle norme sull’estinzione anticipata dei mutui. Grazie a questo Decreto, le banche non possono richiedere alcuna penale al cliente che voglia rimborsare il mutuo prima del termine. Se il consumatore ha stipulato il mutuo dopo il 2 febbraio 2007 e desidera rimborsarlo in anticipo, sarà sufficiente fare una richiesta alla banca di competenza, versando il capitale residuo. Se il contratto prevede delle clausole che includono il pagamento di un sovrapprezzo a favore della banca, grazie al decreto Bersani, le stesse sono da considerarsi nulle.

    Nel caso di finanziamenti sottoscritti prima del 2 febbraio 2007, le penali di estinzione mutuo previste dal contratto in essere saranno ridotte per effetto del Decreto Bersani. Il limite massimo di queste penali, stabilito da un accordo tra l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, va calcolato sul capitale ancora da restituire e varia in base al tipo di mutuo (mutui a tasso fisso, mutui a tasso variabile o mutui a tasso misto), alla data in cui è stato stipulato e alla data data di scadenza del contratto.

    Se il mutuo è a tasso variabile e alla scadenza del contratto mancano due anni o meno, la banca non può richiedere alcuna penale; nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo la penale massima richiesta dalla banca può essere dello 0,2% sul capitale residuo; in tutti gli altri casi la penale massima sarà pari allo 0,5%.

    Anche i mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001 non prevedono penale negli ultimi due anni di ammortamento; il sovrapprezzo per l’estinzione mutuo sarà pari allo 0,2% nel terzultimo anno e dello 0,5% negli altri casi. Se i mutui a tasso fisso sono stati sottoscritti dal 2001 in poi, le penali massime raggiungono l'1,9% nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo, l'1,5 nella seconda metà del periodo di ammortamento, lo 0,2% nel terzultimo anno e nessuna penale negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo.

    Le medesime penali si applicano ai mutui a tasso misto stipulati dal 2001, se al momento dell’estinzione anticipata il tasso è fisso. In tutti gli altri casi, i mutui a tasso misto prevedono le stesse penali del variabile. Se il contratto di mutuo prevede delle commissioni di estinzione di importo pari o inferiore a quelle stabilite dalla legge,  si avrà diritto ad un’ulteriore riduzione.

  • FIDEIUSSIONI NULLE IL VIDEO CHE SPIEGA

     

     

     

     

     

    Fideiussioni, Cassazione: nulle se redatte su modulo uniforme ABI, violano divieto di intese concorrenziali

     

    Un’altra conferma della Cassazione che conferma la nullità delle fideiussioni redatte su modulo uniforme ABI. I fideiussori che hanno sottoscritto un contratto con clausole identiche allo schema contrattuale tipo predisposto dall’ABI non rispondono dei debiti del debitore garantito con il loro patrimonio.

    Tempi duri per le banche. I fideiussori che hanno sottoscritto un contratto con clausole identiche allo schema contrattuale tipo predisposto dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) non rispondono dei debiti del debitore garantito con il loro patrimonio.

    La prassi delle Banche di concedere credito alla società di capitali poco patrimonializzate richiedendo ai soci di garantire le obbligazioni della società non pone, quindi, le banche al riparo del rischio di insolvenza del debitore se la fideiussioni prestate a garanzia risultano redatte su modulo uniforme ABI.

    Fra i massimi esperti in materia Diritto Bancario il Dott.Gaetano Vilnò Presidente DECIBA che denuncia il fatto con questo video che spiega con semplicità quali sono le reali opportunità 

    Qui il video 

    https://youtu.be/cugKAWA1oXQ

    Questo secondo video più recente scioglie tutti i dubbi sulla questione 

    https://youtu.be/lujYEzU5acM

    Sono in ballo milioni di Euro,l'importante e non cedere alla tentazione di andare in banca a parlarne, potrebbe succedere che vi fanno riformare una nuova fideiussione e in questo caso non è più possibile annullarla . 

    Ulteriori informazioni Centralino 0521.247673 Email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  sito www.deciba.it 

  • Gaetano Vilnò : Collasso Economico 2008 è una truffa creata dalle banche per consolidare ricchezza e potere

    Collasso Economico 2008

    è una truffa creata dalle banche per consolidare ricchezza e potere

    david icke spiega i cicli economici che sono stati manipolati della riserva federale : mettere in circolazione denaro, abbassare i tassi d'interesse, concedere prestiti, cosi che ci sia un incremento di lavoro e un ciclo continuo di soldi e quindi fiducia tra il popolo...dopo questo periodo, aumentano i tassi d' interesse , e accade il contrario di prima;chi aveva chiesto i soldi rimane senza niente... cosi facendo si crea il loro potere...

    un po come andare a pescare, si lancia l'amo dando molta lenza, poi incominciamo a recuperare velocemente e prendere il pesce.

    CHI HA GENERATO COSA?

    se seguiamo il denaro esiste una piramide

    CONTROLLO BANCHE (elite finanziaria)
    BANCHE(prestano alle corporation )

    GRANDI AZIENDE (controllo governo)CORPORATROCRAZIA
 GOVERNO (monopolio di forza che tassa e ci controlla)
    POPOLO (vita quotidiana)

    cosa accade, la banca ti accreditano dei soldi fittizi, incominciando a prestare i soldi depositati dai risparmiatori

    RISPARMIATORE deposita 10.000 da questi il 10% rimangono in banca , il restante incomincia a girare.

    10.000 meno 10% = 9.000 prestito verso terzo 1.000 banca
9.000 meno 10% = 8.100 prestito verso terzi 1.900 banca
8.100 meno 10% = 7.290 prestito verso terzi 2.710 banca

    il ciclo continua all'infinito, l'unica cosa che si gonfia è la riserva della banca, che senza fare nulla arricchisce le sue tasche.
Il problema è che da questo ente non ci difende nessuno, anzi se andiamo contro questo monopolio fanno di tutto per “ucciderti”
le banche hanno il controllo sullo stato non importa che sia di DX o SX sono tutti d'accordo.

    Questa Elite è formata dalle famiglie :

    Rothschild
    Rockefeller
    Morgan
    Carnegie
    Harriman
    Schiff
    Warburg
    questa elité controlla di tutto, denaro, energia, economia, sanità, web/informazioni, servizio idrico; sanno che non possono dare libertà al popolo, sarebbe pericoloso per loro…
hanno predisposto tutto per controllare il mondo..

    il loro obbiettivo è controllare,hanno le mani in pasta in ogni settore e quindi riescono ad avere ogni cosa sotto controllo.

    Il Presidente Deciba Gaetano Vilnò

    Improbabile che alieni abbiamo sparso nel pianeta terra un virus della stupidità,imprenditori di ogni livello sono falliti,nel 2008 sono iniziati i veri problemi,le banche chiedono i rientri ed il gioco è fatto. In realtà non è difficile,prima crei ricchezza e poi la togli,l'unico modo per creare vera schiavitù e paura è creare debiti . L'estroverso david icke spiega chiaramente la strategia utilizzata. Ogni giorno incontro imprenditori di qualsiasi livello,il pensiero comune è " come ho fatto ad arrivare ad un livello simile " essere trattati da delinquenti quando per un'intera vita sono stato onesto,offendere la nostra dignità come uomo e come professionista,essere chiamato ogni giorno da quello che prima sembrava il mio miglior "amico bancario" ed essere minacciato. " ti metto in sofferenza ,ti faccio un pignoramento,ti faccio fallire " queste sono le parole che ogni giorni gli imprenditori devono subire. Poi come per magia arriva l'altro BOIA,Equitalia,con poteri anticostituzionali di sequestra il poco rimasto e ti indebolisce ulteriormente. Poi abbiamo le nuove normative,come per magia invece di diminuire e aiutare le imprese ,aumentano le tasse e diventa tutto più burocratico e difficile,ecco strutturata la "CRISI" . La chiamerei associazione a delinquere,furto,non crisi,creare debolezza è semplice,togli denaro,lavoro,dignità e il gioco è fatto . Quando un Padre di famiglia arriva all'estremo gesto di suicidarsi si attiva questo meccanismo mentale,ti senti debole,lasciato solo,nessuno ti dà retta . Spesso davanti a me ho queste situazioni,inermi dove vedono in te l'ultima speranza,difficile essere saggi in condizioni simili.

    Abbiamo ottenuto grandi risultati,preso risarcimenti e ottenute sospensioni di pignoramenti per usura bancaria,non basta,stiamo evolvendo,vogliamo rendere l'attività di difesa più semplice ed economica . Purtroppo i professionisti non lavorano gratis,abbiamo messo parametri accessibili,ma a volte anche pochi soldi ..diventano tantissimi quando una persona è senza . Il Gruppo DECIBA non ha molta attenzione mediatica,quello che siamo riusciti a diffondere è proprio attraverso il web,vogliono ringraziare chi ogni giorno si impegna a diffondere le notizie. Siamo in guerra,una guerra economica senza nessuna pietà.oggi gli imprenditori si devono armare di un esercito e presentare davanti alla legge i propri diritti,in Italia ci sono tantissimi giudici bravi,lasciate perdere i luoghi comuni,se la banca sbaglia paga come tutte le altre aziende .

    video

    IL PRESIDENTE DECIBA

    Gaetano Vilnò

  • GAETANO VILNÒ, SPIEGA UN NUOVO PANORAMA DELL'IMPRENDITORIA ITALIANA.

     

     

     

     

     

    Incontrare le aziende, fa comprendere quale siano i veri problemi che ogni giorno gli imprenditori italiani, sono costretti ad affrontare, stiamo pensando di aiutare le imprese in un settore poco sfruttato in Italia, il Management .

    Banche, Equitalia, investimenti, sono argomenti madre per qualsiasi attività, una volta intervenuti: dobbiamo necessariamente sviluppare ed aiutare le aziende a crescere .

    Creare un Brand, svilupparlo, digitalizzarlo sembra quasi fantascienza; quando abbiamo iniziato il progetto DECIBA, sembrava molto azzardato portare il diritto bancario nel web; oggi però, vantiamo oltre 50 mila  follower i nostri siti canali arrivano a milioni di persone ogni settimana , l'obiettivo è stato raggiunto attraverso ottimi feedback, da parte delle persone che ci seguono con costanza e voglia di sapere.

    Il nostro lavoro non si basa soltanto nel risolvere i "vecchi problemi" di contratti e tassi di interesse bancari, ma in parallelismo attraverso le nostre attività ci siamo posti la mission di incrementare questa fetta di mercato, per questo motivo mi sono dedicato ad alcune aziende allo scopo di valutare gli errori commerciali e svilupparli insieme.

    Siamo riusciti a formare un gruppo di lavoro esperto, in grado di poter prendere in carico le aziende e migliorarle, basti pensare che il semplice effetto psicologico negativo dell'imprenditore, incide tantissimo sull'andamento aziendale.

    Grazie a queste nostre riflessioni e analisi, abbiamo constatato e verificato, che una mano, in questo senso, può portare a notevoli risultati.La nostra idea è di affrontare le problematiche da un punto di vista strettamente psicologico, quello dell'imprenditore, in modo tale da riuscire ad attivare un nuovo meccanismo di PROFILO IMPRENDITORIALE, allo scopo di migliorare l'umore manageriale e farlo ri-tornare alle origini.

    Sicuramente, digitalizzare l'azienda è presente e futuro, molto probabilmente nei prossimi 5 anni, chi non avrà una posizione accurata attraverso il web avrà numerose difficoltà nel riscontrare i vari feedback ( clientela, servizi, pubblicità, ecc.).Quando viene creata la crisi l’imprenditore deve evolversi,altrimenti morirà. 

    La storia dell'impresa Italiana ci suggerisce, che le nostre PMI, spesso gli imprenditori, attuano una politica padronale (un capo che vuole fare tutto). Oggi abbiamo bisogno di un cambiamento di rotta da questo punto di vista, attraverso l'inserimento dei manager che supportano l'impresa stessa, ogni persona deve fare il suo in modo specifico (ovvero: riuscire ad organizzare l'azienda in modo tale da organizzare il lavoro dei dipendenti in modo omogeneo), pensare di essere infallibili e supereroi non funziona più.

    Ritengo che questa crisi abbia sviluppato anticorpi molto forti, stiamo assistendo alla nascita di nuovi imprenditori, globalizzare il mercato aziendale non è cosi difficile, eppure la percentuale di imprese che pensa a questo è davvero bassa. Digitalizzare l'azienda attraverso il web, vuoi dire non solo metterti alla pari con colossi aziendali che vendono i loro prodotti in un settore di mercato nazionale o internazionale (infatti un'azienda come la  BARILLA ed un MECCANICO hanno lo stesso potenziale), il web è semplicemente una questione di marketing .

    La procedura da noi congegnata è molto semplice, lavoriamo prima sull'uomo e successivamente sul prodotto.

    Per ora posso affermare che questo nostro progetto è in una fase sperimentale e visto il mio tempo non posso dedicarmi a questo progetto, ma mi piace, l'idea di fare ripartire le aziende è qualcosa che mi entusiasma moltissimo, credo che formerò una nuova squadra di persone con questo preciso scopo. Concludendo ? Controlla la tua banca … SEMPRE . www.deciba.it  

     

     

    Il Dott.Gaetano Vilnò è fra i più influenti nell'informazione web,attualmente raggiungono milioni di persone ogni settimana . 

     

  • Giudici indagati per corruzione

    Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

    Art.319 ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi investigativa che tre pm del tribunale di Brescia stanno percorrendo ai danni di due colleghi pavesi e di un perito del tribunale di Pavia. I giudici finiti nel registro delle notizie di reato sono Fabio Lambertucci e Andrea Balba, insieme con il geometra Fabrizio Montini.

    L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi poi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, dove abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara GhirardiAmbrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

    Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

    La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

  • I FAVORI ALLE BANCHE DA PARTE DI RENZI, GRILLO E LE SUE NON REGOLE

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    Il nostro ultimo governo ha effettuato tanti bei regali alle banche, ormai la "simpatia" per quest'ultime è palese, quasi affannoso chiedere gli ultimi favori alle banche, il Partito Democratico che dovrebbe essere di "sinistra" si trova in grave imbarazzo, Renzi ha dato il colpo finale al suo PD per poi magari dimettersi e farsi una bella vacanza . Il Governo Renzi è stato il più subdolo degli ultimi 30 anni, nessuna votazione popolare, solo un accordo di palazzo che ha portato un favore dietro l'altro alle banche.

    Ci ha provato anche in Europa, chiedendo di intervenire con finanziamenti alle banche, la vera impressione è che ormai non prova neanche a nascondere questo chiaro conflitto di interesse.

    Sicuramente il Movimento 5 stelle ha rotto le “uova nel paniere”, nel bene o nel male Grillo è servito a rompere gli equilibri che da troppo tempo erano in piedi, creando così un gioco di ruoli, dove l'affare era la parola d'ordine, ormai il cerchio si è stretto e la crisi politica è aumentata.

    Gli Italiani hanno compreso perfettamente ciò che sta accadendo, oltre il 50% non vota, gli appassionati del voto provano il Movimento 5 stelle, nel caso non ci siano cambi di rotta o novità nel 2018 il Movimento di Grillo sarà al Governo .

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    Il Brexit ha dato un chiaro segnale del futuro dell'Europa, i paesi più civili e da sempre evoluti e innovatori stanno uscendo e vogliono uscire dall' UE, la campagna della PAURA NON è SERVITA, caso strano stanno perdendo in Borsa numerose banche Europe, gli euroscettici hanno vinto.

    Beppe Grillo si è inventato il gioco di parole NO EURO SI EUROPA, chi conosce il Movimento sa perfettamente che dalla sua nascita nel 2005 la regola era uscire sia dall'euro (inteso come moneta unica) e sia dall'UE, anche nel 4 Ottobre 2009 quando è stato presentato al Teatro Smeraldo il Movimento erano state dichiarate chiaramente queste intenzioni.
    Chi vuole restate in Europa non è a favore del popolo, rimanere in Europa vuol dire togliere sovranità ai popoli, le direttive Europe vanno oltre le leggi di un Paese, avere solo la moneta unica non servirebbe a nulla senza una unità politica europea (lo dicono i dati storici), il BREXIT ne è un chiaro testimone.

    Purtroppo la maggior parte delle persone vuole avere fede in un'idea di unione politica ed economica, questo può causare la non comprensione dei fatti; i partiti evitano di informarci su queste tematiche, perché un popolo colto e preparato mette in grave difficoltà la politica.
    Abbiamo la politica che meritiamo, puttanieri, imitatori, comici .

    Renzi non farà il Refendum a Ottobre 2016, il rischio è troppo alto, tireranno la corda fino al 2018 e poi tutti a casa, se non cambieranno le cose o ci sarà un vero movimento popolare il prossimo governo sarò gestito da un comico che attraverso il suo Blog e Brand farà comunicati e deciderà chi sarà dentro e chi fuori al movimento.

    Grillo e il Movimento sono stati utili a cambiare le carte in tavola, ma se non ci saranno delle regole appropriate dove gli stessi Grillo e Casaleggio dovranno essere sottoposti ad un giudizio popolare allora si entrerà in in era di delirio di onnipotenza, dove o sarai un grillino oppure uno sporco corrotto pagato da qualche alieno, la storia lo insegna, quando qualcuno offende e diventa aggressivo per un'idea diversa, vuol dire che i suoi ideali sono simili alla dittatura.

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    La dittatura ha molte versioni, quella che abbiamo subito fino ad oggi, sinistra e destra insieme da 30 anni che palleggiando con la vita del popolo fanno regole e normative a favore o di se stessi o delle lobby,per passare poi alla dittatura tecnologica dove i comunicati saranno gestiti da un blog privato e il BRAND sarà di proprietà di un Comico .

    Per ora il Movimento va bene, ma stiamo sempre attenti a ragionare con il nostro cervello .