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  • LA BEFFA: BONUS 80 EURO SI RISCHIA IL PIGNORAMENTO

    Bonus 80 euro da restituire: si rischia la cartella esattoriale

    Intanto il ministro Padoan studia "misure alternative" per l'operazione

    La restituzione del bonus Renzi da 80 euro, che rischia di coinvolgere circa 1 milione di italiani, si tinge di giallo: ora il rischio concreto è che possa essere coinvolta l’agenzia delle Entrate. “L’Agenzia delle Entrate va a verificare i redditi complessivi del singolo dipendente nell’arco dell’anno – spiega Renzo Radicioni, segretario della commissione diritto tributario dell’ordine dei commercialisti di Milano -. E ti dice: il tuo bonus non doveva essere di questa cifra o non ti spettava. In questo caso, l’obbligo della dichiarazione è del contribuente, quindi la comunicazione arriva non al sostituto d’imposta, ma direttamente a lui”.

    La comunicazione in oggetto può essere anche sottoforma di cartella esattoriale di Equitalia, e a riceverla potrebbero essere proprio quei cittadini che versano in maggiori difficoltà economiche, i circa 314mila con reddito inferiore agli 8mila euro che dovranno restituire il bonus 80 euro.

     
    Per difendersi da Equitalia  vi consigliamo www.deciba.it Uff 0422/456003 Mob: 349/9480562 Email:This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    A oggi la restituzione del bonus può avvenire in 2 modi: con una trattenuta in busta paga oppure tramite versamento in un’unica soluzione attraverso il pagamento del modulo F24. Il non aver previsto la rateizzazione per la restituzione – spiega sempre Radicioni – potrebbe rappresentare una grave ingiustizia fiscale soprattutto per quanto riguarda gli incapienti, ovvero coloro che guadagnano meno di 8mila euro l’anno ed hanno il reddito talmente basso che le detrazioni fiscali per lavoro dipendente superano le tasse da versare. Pur non essendo tenuti al versamento delle tasse, costoro saranno tenuti alla restituzione del bonus 80 euro che è un’agevolazione indipendente dall’imposta. Proprio per questo motivo al lavoratore che non adempie al suo dovere di restituzione potrebbero arrivare cartelle esattoriali.

    Il ministro Padoan, intanto, annuncia che il MEF cercherà delle soluzioni alternative per alleviare il peso della restituzione degli 80 euro percepiti erroneamente anche se, ha sottolineato il Ministro durante la puntata di Porta a Porta di martedì, non si tratta di un errore dell’Amministrazione ma soltanto di una conseguenza causata dalla modalità di erogazione del bonus. Alla domanda di Bruno Vespa se sarà possibile rateizzare la restituzione del Bonus il ministro ha risposto che le modalità andranno viste.

  • La Corporation REPUBLIC OF ITALY: Ecco perché quando si nasce si è già di proprietà delle Banche.

    La verità è che è avvenuto il pignoramento della Repubblica Italiana, o, per meglio definirla, la corporation REPUBLIC OF ITALY...
    Ma facciamo un passo indietro. Era il lontano 1934 quando il Presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt, dopo la crisi finanziaria del 1929, fondò laSecurities and Exchange Commission(Commissione per i Titoli e gli Scambi), l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori. Questa agenzia, esistente a tutt’oggi, è analoga all’Italiana Consob che tutti conoscono.
    E sapete cosa accadde? Molti Stati (ad oggi quasi 200) si trasformarono in corporations private iscritte alla S.E.C. e proprio l’Italia fu uno dei primi Stati ad associarvisi. Se si entra nel sito della S.E.C. è possibile osservare i numeri di registrazione della SocietàREPUBLIC OF ITALY e scaricare anche tutti i suoi report annuali. E’ curioso che la sede legale si trovi a Londra.
    Osservando la data di iscrizione alla S.E.C. (1934), è interessante notare che quando Mussolini stipulò gli accordi politico-militari dapprima con la Germania di Hitler attraverso l’Asse Roma Berlino nel 1936, ancora con la stessa Germania, firmando il Patto d’Acciaio nel 1939, per concludere con il Giappone tramite il Patto Tripartito, detto anche Asse Roma Berlino Tokyo, nel 1940, in realtà, il Regno d’Italia, a livello giuridico, era già una società registrata in America.
    Queste informazioni, naturalmente, erano riservate e una piccola élite di persone, tuttavia, con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie, tutti oggi possono accedere a questi dati.
    Ma a livello pratico, per il cittadino, cosa comporta tutto questo?
    E’ semplice: essendo l’Italia una società, tutte le richieste di pagamento, come ad esempio le tasse (casa, automobile, sevizi vari), i verbali, le cartelle esattoriali inviate dalla Società Italia o da altre società che ad essa sottostanno (in pratica i vari Ministeri), dal punto di vista prettamente giuridico sono dei contratti. E, in generale, affinché un contratto sia valido necessita di due figure: un Proponente, colui che propone il contratto, e un Rispondente, colui che può accettare o rifiutare il contratto. La validità di un contratto scritto è data dalla firma in umido del Proponente. Il Rispondente può accettare il contratto firmandolo a sua volta in umido o può accettarlo per silenzio assenso dove previsto. Quest’ultimo caso, che riguarda il contratto unilaterale e, cioè, il contratto con obbligazioni a carico del solo Proponente, è disciplinato dall'art. 1333 c.c., il quale stabilisce che:
    “la proposta diretta a concludere un contratto da cui derivino obbligazioni solo per il proponente è irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte alla quale è destinata. Il destinatario può rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla natura dell’affare o dagli usi. In mancanza di tale rifiuto il contratto è concluso”.
    Ecco che si comprende facilmente che noi, nei confronti di tutte le richieste di pagamento pervenute dalla Società Italia (e anche dalle Banche) siamo i Rispondenti. Se non conosciamo la Verità, accettiamo e paghiamo quanto richiestoci per silenzio assenso. Conosciuta la Verità, però, è nostra facoltà decidere di non accettare il contratto (è sufficiente barrare il contratto in diagonale, scrivere “NULLO” al sopra della barra e aggiungere la seguente dicitura:
    RIGETTO QUESTA OFFERTA DI CONTRATTO E NEGO IL CONSENSO AL PRESENTE PROCEDIMENTO. SENZA PREGIUDIZIO UCC 1-308. NEGO L'AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI MIEI DATI PERSONALI UCC 1-103”. Infine, basta firmare, aggiungere la data e rinviare al Proponente.
    Come si può notare nella dicitura soprastante vengono utilizzati dei codici: UCC 1-308, UCC 1-103. Cosa significano?
    UCC è la sigla dell’Uniform Commecial Code, codice stampato per la prima volta nel 1952, che rappresenta la prima ed unica legge per quanto riguarda il commercio internazionale: viene utilizzato in tutto il Mondo, ma è usato in modo criptico. Difatti, non viene insegnato nelle Accademie di Diritto, pertanto, la maggior parte dei giuristi, degli avvocati e dei magistrati conosce poco o per nulla questo strumento. Tutte le aziende e gli Stati che sono iscritti per autocontrollo alla S.E.C. sottostanno alle leggi dell’UCC. Ecco che, quindi, anche l’Italia ed i suoi cittadini devono sottostare alle leggi dell’UCC.
    Ora, dicevamo: l’Italia è stata pignorata.
    Il tutto è iniziato con un’indagine durata diversi anni e condotta da tre avvocati che avevano accesso all’UCC. Il report dell’indagine è disponibile a questo link. Questi avvocati, durante il loro lavoro investigativo, si sono accorti che, con un sistema che perdura da oltre cento anni, i Governi e le Banche avevano creato uno stato di schiavitù nei confronti degli Esseri Umani. E lo avevano anche depositato in UCC! Nell’Ordine Esecutivo 13037, datato 4 marzo 1997, c’è la definizione di “ESSERE UMANO come CAPITALE”; nel documento UCC Doc # 00000001811425776 depositato il 12 agosto 2011 si fa riferimento ai cittadini degli Stati Uniti come patrimonio immobiliare “(Omissis)... VERI UOMINI CON BRACCIA E GAMBE”; nel documento UCC Doc # 2001059388 si evidenzia il modello della Federal Reserve Bank di New York utilizzato per rendere certi i fondi collaterali in tutto il Mondo, compresi i relativi certificati di assicurazione, le polizze, i beni e i nascituri, questi ultimi definiti “CUCCIOLI DI ANIMALE”.

    In particolare, proprio l’ultimo documento ha una rilevanza molto significativa perché risponde alla seguente domanda: se l’Italia fosse una società, quali sarebbero i suoi beni? La risposta è semplice: siamo noi esseri umani. Come avviene questo meccanismo? Una volta capito è molto semplice. Quando nasciamo veniamo registrati all’anagrafe e viene creato il codice fiscale dall’Agenzia delle Entrate. Al momento della registrazione viene creata un’altra entità fittizia, definita in americano strawman, ovvero “uomo di paglia”, e a questa entità legano un bond, ovvero un titolo di Stato (che attualmente sembra si aggiri intorno ai due milioni di dollari) che viene quotato in Borsa. La cosa bizzarra è che tutte le leggi dello Stato, siano esse civili o penali (le leggi penali non esistono perché se la Società Italia potesse decidere della libertà degli Esseri Umani sarebbe sovrana mentre gli esseri umani sarebbero schiavi), ricadono solo ed esclusivamente sullo strawman e non sull’Essere Umano in carne, ossa e sangue.
    Continuando con il discorso, come hanno agito questi tre avvocati, tra cui citiamo Heather Tucci Jaraff?
    Hanno creato un Trust denominandolo OPPT (One People’s Public Trust), hanno scritto una denuncia formale chiamata Dichiarazione dei Fatti (orig. Declaration of Facts) e l’hanno depositata in UCC il 28 novembre 2012 (UCC Doc # 2012127914). In questa denuncia si legge “(OMISSIS) Che qualsiasi ATTO COSTITUTIVO, ivi compresi quelli del Governo Federale degli Stati Uniti, degli Stati Uniti, dello ‘Stato di...’, comprensivo di ogni e tutte le abbreviazioni, idem sonans (che ‘suonino come tali’), o di altre forme giuridiche, finanziarie e gestionali e quelli di ogni e qualsiasi (Governo) internazionale o equivalente, in esso compresi ogni e tutti GLI UFFICI APPARTENENTI, comprensivi di ogni e tutti I FUNZIONARI, I DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, GLI ORDINI ESECUTIVI, I TRATTATI, LE COSTITUZIONI, I MEMBRI APPARTENENTI, GLI ATTI ed ogni e tutti gli altri contratti e accordi che dovessero essere intervenuti o intervenire in derivazione di questi, sono ora privi, nulli, senza valore o comunque annullati e non confutati;...”. Le regole dell’UCC impongono che, quando viene depositato un documento, è possibile confutarlo entro 28 giorni, altrimenti diventa Legge. Nessuno ha confutato il documento soprastante anche perché afferma la verità, e quindi ha piena validità giuridica in tutto il pianeta. Pertanto, ecco che si può affermare che il Governo Italiano è stato pignorato e che, anche se “de facto” esiste ancora perché i rappresentanti delle ex istituzioni fanno finta di nulla confidando nell’ignoranza dei cittadini, “de jure” non esiste più: è, come recita il testo UCC, privo, nullo, senza valore.
    Ma non è finita qui. Gli avvocati hanno depositato anche altri documenti, tra i quali:

    Atti costitutivi del sistema bancario annullati (True Bill WA DC UCC Doc # 2012114776del 24 ottobre 2012), il quale recita: “Dichiarazione ed ordine irrevocabile di cancellazione per tutti ed ogni gli atti costituenti di Istituti bancari in base ai regolamenti internazionali (BRI), cancellazione degli organigrammi riferiti ad essi e da essi derivati, nonché destituzione di tutti i beneficiari, compresi quelli (identificati nelle) corporazioni a regime privato, proprietarie di CORPI UMANI e facenti riferimento agli Stati, che operano, spalleggiano e si macchiano di favoreggiamento in regime di capitale privato, dell’emissione, della raccolta, dell’uso coercitivo delle norme legislative, mettendo in pratica UN SISTEMA SCHIAVISTA... (OMISSIS)... REQUISIZIONE DI VALORE LEGALE ATTRAVERSO UN’ILLEGALE RAPPRESENTAZIONE ...”. Con tale documento hanno “de jure” annullato tutti i debiti;
    Gli ordini di cessare e desistere (Declaration and Order, UCC Doc # 2012096074 del 9 settembre 2012) e relativa ratifica nel Commercial Bill - UCC Doc # 2012114586. Nell’ultima parte del documento è evidenziata in rosso la dicitura “FORMER” che vuol dire “EX”, in cui si afferma: “Ai volontari all’interno della compagine militare SI ORDINA...” “... Di rientrare in possesso dell’intero ammontare del sistema economico a regime privato tracciato, trasferito, emesso, posto a frutto e dei sistemi di applicazione delle norme di legge che gestiscono il SISTEMA DI SCHIAVITÙ...”

    “... Tutti gli Esseri del Creatore dovranno immediatamente rendere partecipi tutti i dipendenti pubblici, individuati nel presente documento, al fine di implementare, proteggere, conservare e completare questo ORDINE, in oggetto al documento, con tutti i mezzi del Creatore e del Creato, come indicato nel presente documento, da, con e sotto la loro INDIVIDUALE E COMPLETA responsabilità personale... ”
    Quest’ultimo punto significa che ogni individuo è responsabile delle proprie azioni e sottostà alle Leggi di Ordine Pubblico UCC 1-103 e UCC 1-308;
    Il documento WA DC UCC Doc # 2012113593, il quale recita: “Qualora un qualsiasi individuo perseveri nel perseguire eventuali azioni per conto di una Banca pignorata o di ‘governo’ pignorato, causando ad un altro e qualsiasi individuo ogni danno ipotizzabile come qui descritto, egli è a titolo personale e senza alcuna pregiudiziale assolutamente responsabile dei suoi atti”.
    Se si è posta attenzione alle date di deposito dei documenti sopracitati, si è sicuramente notato che il pignoramento dei Governi è uno degli ultimi atti effettuati, poiché prima sono stati depositati i documenti per salvaguardare gli Esseri Umani e per pignorare le Banche.

    Al fine di sigillare i documenti l’OPPT ha chiuso il 18 marzo 2013, cosicché nessuno potrà mai annullare la documentazione depositata in UCC.
    Ora le uniche leggi valide sulla Terra sono le tre Leggi Universali, ovvero:
    Rispetta il libero arbitrio;
    Non danneggiare gli altri;
    Onora i contratti
    .
    E’ bene comprendere che questa azione di trust e pignoramento dei Governi e delle Banche ha comportato la redistribuzione del denaro e che ogni individuo può accedere al valore di queste entità per un totale di 10 miliardi di dollari pro capite, di cui 5 miliardi monetizzabili attraverso le Banche pignorate utilizzando la documentazione prodotta dagli avvocati di OPPT. Se pensiamo che ogni giorno muoiono 30.000 bambini di fame, nonostante anch’essi vantino un credito di 10 miliardi di dollari, è nostro compito agire, e agire in fretta, se non per noi, almeno per loro.
    Questa è la Verità, tutta la Verità che per troppo tempo è stata nascosta, ma che ora può renderci finalmente liberi.
    Il primo caso in Abruzzo, secondo in Italia dopo Milano , la scelta di una coppia dopo una complessa procedura:
    Non hanno voluto cedere la loro piccola allo Stato italiano come ogni genitore fa quando iscrive il proprio figlio appena nato all’anagrafe del Comune di nascita. 

  • La Crisi "CiEcA"

    Lo scoppio della borsa di Shangai sta generando panico in tutto il mondo. Non solo in Asia, dove le economie emergenti risentono fortemente dalle difficoltà della Borsa cinese, ma anche Europa e Stati Uniti hanno aperto con grandi perdite, questo sta avendo un impatto su tutte le economie del pianeta e potrebbe avere conseguenze sull'economia reale dei Paesi occidentali.

    DOVE NASCE LA CRISI

    Il 5 giugno l'indice principale della Borsa di Shanghai aveva toccato il massimo storico degli ultimi 7 anni. Poi ha contagiato le altre grandi piazze cinesi, quelle di Shenzen e Hong Kong. In un solo mese il valore si è ridotto di quasi un terzo, mentre ad agosto la Borsa cinese ha perso il 40%. Tale caduta, ha coinvolto immediatamente tutte le economie asiatiche che hanno forti legami con quella cinese: ad essere risucchiate nel suo vortice sono state la Borsa di Tokyo, Taiwan, Singapore, l'India, l'Australia e la Nuova Zelanda, che hanno tutte riaperto in perdita.

    Il crac si è rapidamente estese fino al Golfo Persico e al Medio Oriente, da dove hanno raggiunto l'Europa. Dubai e Ryad sono hanno aperto in perdita (-7 %) anche a causa del crollo del petrolio: il prezzo del greggio è sceso fino sotto i 40 dollari al barile. Cosa che potrebbe essere inizialmente positiva per i Paesi che consumano maggiore energia (per quelli europei in particolare) che vedranno ridotte le proprie bollette. Ma che riduce il potere di acquisto dei Paesi produttori, ossia delle economie emergenti in cui il Made in Italy ha trovato grandi sbocchi.

    LE CONSEGUENZE IN EUROPA

    La crisi delle economie emergenti potrebbe portare a grosse perdite per l'export europeo, dove le imprese hanno basato la loro competitività sulla contrazione dei prezzi. Paesi come Italia e Spagna, dunque, potrebbero risentirne. Meno esposta potrebbe essere la Germania, che basa le proprie esportazioni soprattutto sulla qualità tecnologica. Ciò non toglie che anche le economie dell'Europa Centro-settentrionale potrebbero vedere ridotti o addirittura scomparire interi settori del proprio export: una contrazione dei consumi in Cina colpirebbe soprattutto i Paesi europei che maggiormente vi esportano beni di consumo e prodotti di lusso, come la Germania e la Svizzera. Le incertezze verso il futuro hanno dunque contagiato tutte le Borse del vecchio continente, le cui piazze principali hanno tutte aperto in perdita: Milano (-5,4), Londra (-4,67), Parigi (-5,35), Londra (-4,67), Madrid (-5,01), Francoforte (-4,7), Atene (-10,5).

    IL GOVERNO AMERICANO 'VIGILA DA VICINO'

    Il Ministero del tesoro statunitense ha comunicato che la propria economia nazionale è oggi “ben più solida rispetto al 2008”. Barack Obama ha ricevuto i suoi consiglieri economici, che si sono detti pronti ad intervenire sui mercati qualora fosse necessario. Per ora, però, i danni a Wall street sono stati limitati. Nonostante anche le Borse americane abbiano riaperto in perdita, i danni sono stati minori rispetto a quelli europei: le perdite di Dow Jones e Nasdaq sono state rispettivamente del 3,58 e del 3,82.

    IN CINA INTERVIENE LO STATO

    Ad essere invece già intervenuto massicciamente sulla propria economia nazionale è il governo cinese. Tre settimane fa il presidente Xi Jinping aveva dato ordine di formare una “squadra nazionale” composta da banche pubbliche, enti di stato, fondi pensione coperti da ingenti finanziamenti della banca nazionale cinese. Si tratta di un cordone statale per fare fronte all'emergenza eseguendo le direttive del governo. Pechino ha rassicurato i propri cittadini e il resto del mondo, assicurando che le conseguenze del crollo delle Borse sull'economia reale saranno minime. La Cina, infatti, quest'anno raggiungerà una crescita del 7 per cento del Pil.

  • La crisi non esiste, hanno deciso di strozzarci temporaneamente

    Gaetano Vilnò, Presidente di DECIBA, ci spiega come mai la crisi economica non esiste. Il sistema ha deciso solo di strozzarci temporaneamente.

    Abbiamo imparato a conoscere la crisi economica negli ultimi tempi. Ormai spread, tasse e contro tasse costituiscono un mix micidiale che ha comportato l’impoverimento generale del settore primario, secondario e terziario del nostro paese, così come di altri paesi europei. Come non bastasse numerose misure di tipo politico-economico hanno poi generato una vera e propria crisi reale, materiale, tangibile. Lo scandalo delle quote latte ha determinato l’indebitamento e la relativa chiusura di decine di migliaia di stalle in tutta Italia. L’aumento delle tasse, del costo del lavoro, ha provocato la chiusura di centinaia di migliaia di aziende e la disoccupazione giovanile italiana è salita a quote vertiginose superando, nel 2013, addirittura la soglia psicologica del 40% (precisamente è arrivata al 40,6 % in Italia, mentre i dati nel meridione sono saliti anche al 50%). L’austerity imposta dall’Europa ha invece costretto milioni di italiani a stringere la cinghia e a fare sempre più sacrifici. E il debito pubblico? Oggi tocca un nuovo record: 2.218,2 miliardi di euro. Una cifra astronomica.

    Questi sono tutti elementi che determinano gli scenari economici italiani degli ultimi anni e, anche se non sono in una interconnessione reciproca, costituiscono tanti fattori di sofferenza che accompagnano all’indebitamento del singolo o delle aziende.

    In tempi di crisi però qualcuno che non stringe mai la cinghia c’è: è la banca. Sempre lei. Mille misure attuate dal governo sono pronte a proteggere le banche europee, sottraendo risorse ai portafogli dei cittadini sempre più vuoti. Gli istituti di credito, con scadenza regolare, pretendono il pagamento della rata del mutuo, il governo esige il pagamento delle tasse e, in caso di morosità, mica ti da una mano per capire come mai non puoi pagare? No, nemmeno per sogno! Affida la pratica a una società privata come Equitalia che non si è mai fatta scrupoli a strangolare i debitori. Tanto chi controlla il controllore?
    Beh, un metodo ci sarebbe, basta affidarsi alla legge e citare l’istituto in giudizio per usura bancaria laddove ne esistano i presupposti (vedi istruzioni). Chi, aiutato da un valido professionista, riesce a dimostrare il delitto di usura bancaria in Tribunale, potrà ottenere una gran quantità di agevolazioni oltre alla gratuità del mutuo, cioè al rimborso integrale degli interessi dovuti alla banca.

    Il debito del cliente nei confronti della banca, in pratica, non esiste più, se non nella misura del capitale prestato. Così come non esiste la crisi economica. Nella stragrande maggioranza dei casi le banche applicano tassi da usura e cercano di spaventare il cliente che, nemmeno sa di pagare una somma non dovuta. Oggi esistono 24 miliardi di euro che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura e sono circa 20 milioni gli immobili messi all’asta. La stragrande maggioranza dei pignoramenti, infatti, avviene per usura bancaria.

    Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento Europeo di Controllo sugli illeciti bancari), commenta così la crisi economica e la necessità di combattere contro le banche:

    In terza elementare si impara l’avvitamento economico: cioè se un paese è in crisi, si decide di aumentare le tasse e il paese va in avvitamento economico. Questa cosa la chiamano crisi, ma è un furto. L’Italia non è in crisi è Bancocratica. Quindi la banca  decide ogni 30 anni di abbassare i costi di abbassare il costo di immobili, di prendere il territorio e poi rialza. Nel 2016 vedrai che tutto riparte. Queste cose la gente del settore le sa.

    La banca cosa fa: ti rende ricco virtualmente. Quando ha voglia di fare cassa la fa. Ma chi è davvero in crisi? Gli stipendi degli statali sono gli stessi e i soldi in cassa ce ne sono più di prima. L’unico vero problema sono le delocalizzazioni.

    Se però questo è un mondo bancocratico, allora esiste solo un modo per cambiare l’ordine delle cose, per combattere questo potere concesso alle banche. Sospendere un’asta per usura può stravolgere l’economia italiana. Vuol dire che la banca è passata dalla parte del torto e questa è una cosa che dovrebbe essere scritta su tutti i muri, ma non lo vogliono fare. Io ho registrato anche per ore interviste per Agorà (programma in onda su Rai 3, n.d.r.) e non li hanno trasmessi. Questo succede perché a nessuno interessa fare informazione, ma solo notizia. Tuttavia solo chi decide di combattere ha davvero vinto.

  • LA LEGGE UGUALE PER TUTTI MA NON PER LE BANCHE ! CENTRALI RISCHI AGGRAVA ULTERIORMENTE L'AZIENDA

    Banca: quando c’è segnalazione alla Centrale rischi per insolvenza

    La banca deve segnalare l’insolvenza alla Centrale rischi anche se ci sono solo difficoltà economiche.

    Comprendere per quale motivo la Banca possa mettere in centrale rischi un cittadino è difficile,infatti nessuna azienda ha questo potere straordinario,l'unica domanda logica è PERCHE' IL GOVERNO NON CREA UNA DATE BASE DELLE BANCHE A RISCHIO

    Chi ha un conto sconfinato, un mutuo ipotecario, un finanziamento di altro genere o qualsiasi debito con una banca farebbe bene a pagare regolarmente le rate perché, in alternativa, potrebbe scattare la segnalazione alla Centrale rischi della banca d’Italia. Ma attenzione: la banca non è legittimata al “marchio infame” già solo per un semplice ritardo o per l’omesso pagamento di una o poche rate,precisamente da TUB sono 7 le rate ritenute ad alto rischio . La segnalazione deve scattare solo in presenza di una accertata insolvenza. Insolvenza che non deve necessariamente essere quella – più grave e irreversibile – che è l’anticamera del fallimento, ma è sufficiente che si concretizzi in una grave difficoltà economica ossia di non facile soluzione,quindi stabilire questo paramento risulta al quanto soggettivo .

    È quanto chiarito dalla Corte di Appello di Caltanissetta con una recente sentenza
    La circolare del 1991 della Banca d’Italia, che stabilisce le condizioni per la segnalazione alla Centrale rischi, parla di insolvenza del debitore; ma questo concetto – si legge nel provvedimento in commento – non coincide con la nozione prevista dalla legge per l’apertura del fallimento, ma riguarda ogni stima negativa della situazione economico-patrimoniale del debitore. Dunque, è sufficiente il semplice “rischio” (purché oggettivo e fondato) di insolvenza a giustificare la comunicazione alla banca dati dei cattivi pagatori.
    In passato diversi tribunali hanno chiarito che la semplice difficoltà economica non giustifica la segnalazione alla Centrale rischi (leggi la guida: “ Segnalazione Centrale rischi: quando illegittima”). Questo aspetto viene confermato dalla sentenza in commento che, infatti, richiede non una difficoltà economica temporanea, ma una difficoltà grave.

    Inutile esprimere la troppa soggettività nel stabilire lo stato di sofferenza,il bancario non può e non deve decidere .

    Il concetto di insolvenza necessario per la segnalazione alla Centrale Rischi – precisa la Corte d’Appello siciliana – consiste in una valutazione negativa della situazione economico-patrimoniale, apprezzabile come deficitaria, ovvero come di “grave difficoltà economica”. Di conseguenza, in questa valutazione non si deve fare “alcun riferimento al concetto di incapienza o irrecuperabilità”.
    La segnalazione può essere effettuata solo a seguito di una valutazione complessiva del cliente, non limitata alla considerazione del mero ritardo nel pagamento. Potrebbe, per esempio, essere sintomatico di una grave difficoltà economica il comportamento del debitore, protratto per lungo tempo, di assenza di movimentazioni sul conto corrente, il che dimostrerebbe che la situazione d’insolvenza.

    Non rileva neanche il fatto che il debitore si sia dichiarato disposto ad adempiere o, al contrario, abbia manifestato motivi di contestazione del credito da parte della banca (per esempio, la presenza di anatocismo o di usura bancaria).

    Ovviamente è richiesto che il creditore abbia costituito in mora il debitore con una diffida ad adempiere e che, dalla stessa raccomandata, sia decorso un tempo sufficientemente ampio per consentire al cliente di provvedere a sanare la propria posizione. È inoltre necessario l’invio del preavviso al cliente moroso.

    Commento del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò

    La logica aiuta ,la domanda che dobbiamo porci è solo una,per quale motivo le banche devono avere poteri che altre aziende non hanno. Ormai sembra quasi normale che le banche abbiano il potere se segnalarti come cattivo pagare o meno,la discussione deve nascere prima,la banca non può non deve avere poteri straordinari ,ogni azienda si assume il rischio di impresa come tutti le altre attività . Siamo stanchi dello strapotere dato alla banche,controllo assoluto sul popolo e decisione arbitraria di chi è buono e di chi è cattivo. Ritengo adeguato arrestare chi ha rubato e truffato i clienti,poi pensiamo a fare un CRIF di banche,noi segnaleremo quale banca è buona e quale no .

    Controllate i vostri conto correnti,Mutui,Leasing

    Controllare l'operato della propria banca è indispensabile ,Mutui,Leasing,Conto correnti contengo spesso illegittimo o reati . Avere conto correnti affidati ed avere la fortuna di aver custodito tutti gli estratti conti permette un controllo econometrico che elaborerà matematicamente quanto la banca eventualmente vi dovrà restituire . L'associazione D.E.C.I.BA garantisce l'affidabilità dei professionisti scelti . DECIBA garantisce moralità,trasparenza,precisione. DECIBA certifica i documenti e porta davanti alla legge i vostri diritti . Informazioni 0521/241417 Mobile 338/1063708 .

  • La malefica cessione del quinto dello Stipendio. Sei consapevole di cosa hai firmato ? Apri gli occhi e controlla.

    La malefica cessione del quinto dello Stipendio. Sei consapevole di cosa hai firmato ? Apri gli occhi e controlla.


    La cessione del quinto dello stipendio o della pensione costituisce una tipologia di finanziamento molto diffusa tra lavoratori dipendenti e pensionati.
    La materia è regolata dal DPR  5 gennaio 1950 n.180, così come modificato ed integrato dalla Legge 14 maggio 2005 n.80 e dalla  Legge 30 Dicembre 2004 n. 311 (Finanziaria 2005).
    Come agevolmente intuibile dal nomen, la peculiarità del finanziamento in parola si rinviene nel fatto che il lavoratore cede al soggetto finanziatore (banca o finanziaria) una quota pari al 20% del proprio stipendio o della propria pensione, al netto delle ritenute. Infatti, la rata viene trattenuta mensilmente dalla busta paga e corrisposta direttamente dal datore di lavoro al soggetto finanziatore che ha erogato il prestito. Il rimborso può avere una durata massima di 120 rate (10 anni).

  • LA RICETTA PERFETTA

    La provocazione da parte di D.E.C.I.BA

    "Le banche oramai fanno quasi pena, ogni giorno perdono in borsa e rimangono senza soldi, facciamo una colletta di 10 euro per ogni cittadino"

    Ogni giorno l'argomento banche è sulla bocca di tutti: giornali, televisioni, Governo, il vero slogan del momento è diventato: “TUTTI INSIEME PER SALVAGUARDARE LE BANCHE”, parliamo della proposta di Renzi e del suo governo alla comunità Europea, dare respiro alle povere banche con qualche centinaio di Milioni di Euro. 
    Aggiungiamo qualche Legge a tutela delle banche "bail-in", qualora la banca si trovasse in difficoltà potranno prelevare direttamente denaro dei correntisti.
    Di fatto si evitano così, pignoramenti lunghi e costosi, successivamente aggreghiamo una bella direttiva Europa 2014/17 e dopo 18 rate non pagate la banca potrà direttamente prelevare il vostro immobile. Perchè non rendere la vita facile alle banche?.
    Le stesse hanno bisogno di aiuto, i governi, da tempo, hanno iniziato questa battaglia contro gli infami cittadini che ogni giorno speculano sulla banca, infatti nel 1992 il Governo Amato /Carli, dona l'organo di controllo alla nostra bella e amata BANKA ITALIA SPA con quote societarie a Gruppo Intesa e Unicredit. Ma evitiamo di fermarci qui, diamo un ulteriore rinforzo, mettiamo anche un'altro organo di controllo, la CONSOB, che dovrebbe controllare le operazioni finanziarie in borsa a tutela dei cittadini (grossa risata!), invece cosa fa? Lascia la libertà alle banche di dichiarare o meno il margine di rischio che le persone hanno nel comprare azioni, obbligazioni, obbligazioni subordinate... Ecco creata la ricetta vincente: “truffa Banca Etruria e Company”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parliamo adesso di Europa: il BREXIT caso strano sta provocando gravi danni in borsa alle banche Europee, ma non era l'Inghilterra a dover fallire?

    Ora il Governo Italiano chiede SOLDI PER LE BANCHE alla comunità Europa, e tutti noi dobbiamo dare il nostro contributo.

    - E tutti gli artigiani che ogni giorno chiudono la loro attività? 
    - E tutti i pensionati che vivono con meno di 500 euro? 
    - E tutte quelle persone invalide che non possono pagare le medicine? 
    - E tutti quei ragazzi che appena laureati non trovano lavoro?

    Semplice, legge di Darwin, il più forte sopravvive, gli altri o si adeguano o moriranno...

    Non pensiamo e doniamo 10 euro per salvare le banche.

    Noi pensiamo e agiamo affinché i banchieri che rubano vadino in galera, altro che aiutoD.E.C.I.BA. BANCHIERI IN GALERA

     

     

  • LA STAMPA : TASSI USURARI RADDOPPIATI I CONTENZIOSI ARTICOLO VERGOGNA PRO BANCA

    C224e SOS UTENTI-20160530120847

  • La stima dell’Associazione: DECIBA parla chiaro l’1% del popolo controlla le banche

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  • La tutela del risparmiatore e del cliente bancario

    Dalle banche bisogna difendersi con strumenti finanziari appropriati che vadano a tutela del risparmiatore bancario, strumenti per analizzare: anatocismo e usura nei rapporti bancari, questi strumenti li possiedono solo i professionisti in materia bancaria.

    deciba-professionisti

    Avere cultura in questo campo è indispensabile, oggi l'imprenditore deve necessariamente rivolgersi ad esperti nel campo, il commercialista o avvocato tradizionale non sono il più delle volte esperti in questo ambito, difficilmente noterebbero dei fatti o illeciti che un professionista noterebbe.

    Rivolgersi a professionisti preparati è indispensabile, il gruppo D.E.C.I.BA ha raggiunto livelli molto elevati, attraverso una selezione molto ferrea ha deciso di portare avanti una politica di alta professionalità e competenza. Consulenti, Avvocati, Matematici sono scelti in base a competenze e moralità, il mercato del business del "diritto bancario " è diventato all'ordine del giorno, reti commerciali che propongono facili soluzioni a difficili competenze.

    Che cosa è D.E.C.I.BA? D.E.C.I.BA. nasce come Associazione, un laboratorio di studio che ha l'intento di trovare soluzioni matematicamente e giuridicamente corrette al fine di ricevere l'adeguato risarcimento da parte della banca, per questo motivo ha deciso successivamente di aprire un reparto professionale denominato deciba.professional.it

    deciba-professionisti-anatocismo

    D.E.C.I.BA ha rivoluzionato l'informazione in questo campo, la pagina Facebook vanta oltre 41.000 persone, con video e articoli pubblicati nei vari blog che ci seguono, gli stessi video raggiungono milioni di visualizzazioni, possiamo dire tranquillamente che D.E.C.I.BA rappresenta un marchio di Garanzia e professionalità.

    Lo staff è composto da varie figure, la selezione è ferrea, solamente dopo un'accertata preparazione è possibile avere la Garanzia DECIBA.

    Il rischio maggiore è di rivolgersi a persone poco competenti che mettono a rischio aziende e famiglie, ogni cittadino ha il diritto di decidere il proprio professionista, meglio fare accertamenti prima di pagare qualsiasi consulenza o perizia econometrica.

    D.E.C.I.BA. è lieta di informarvi che a settembre 2016 sarà una data importante, si annuncia l'uscita di I.A.D.E SOFTWARE, questo strumento tecnologico darà la possibilità di stabilire con precisione vari illeciti bancari.

    Se avete l'intenzione di attivare un controllo su Mutui, Leasing, conto correnti , non vi resta che contattarci ai seguenti contatti:

    e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    www.deciba.it

    telefono uff: 0521/241417

  • Le banche condannate per anatocismo

    Negli ultimi mesi sono state emesse in Italia diverse condanne e ordinanze nei confronti di banche che hanno praticato l’anatocismo. In aprile sono state condannate ING, Banca Popolare di Milano e Deutsche Bank; a giugno Banca Antonveneta e Banca Regionale Europea; a luglio Intesa-San Paolo, Banca Sella e Fineco e Webank e Unicredit. In altri processi invece è stata data ragione agli istituti bancari, come nei casi di Cariparma e Banca del Piemonte.

    Cominciamo dalle cose fondamentali: anatocismo è una parola che deriva dal greco anà (sopra, di nuovo) e tokòs (interesse) e definisce la capitalizzazione degli interessi su un capitale, così che gli stessi possano fruttare altri interessi. Semplificando un po’, possiamo dire che l’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi. In ambito finanziario questo tipo di interesse viene solitamente definito “composto”.

    Per esempio, se avete contratto un debito di 100mila euro a un ipotetico tasso del 10 per cento, alla fine dell’anno dovrete restituire 110mila euro. Ma se viene praticato l’anatocismo, per esempio ogni 6 mesi,  dovrete pagare il 5 per cento di 100mila dopo i primi 6 mesi (5mila) e di nuovo il 5 per cento a fine anno su 105mila, anziché 100mila,perché verranno considerati anche gli interessi maturati nei primi 6 mesi. Per un totale di 110mila e 250 euro. L’anatocismo è insomma il calcolo degli interessi sugli interessi (sugli interessi, sugli interessi, eccetera).

    L’anatocismo è illegale?
    L’anatocismo però è stato praticato a lungo, in forme leggermente diverse, a causa dell’ambiguità della formula «in mancanza di usi contrari».La legge di stabilità del 2014 ha delegato al CICR (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) il compito di delineare i casi in cui sia ammissibile l’anatocismo, ma la norma che lo vieta non è ancora stata formalmente deliberata. Secondo i tribunali di Torino che hanno dato ragione alla Banca del Piemonte, la norma non può essere considerata operativa finché il CICR non effettua la delibera; altri tribunali invece hanno considerato la norma già operativa e stanno applicando un divieto di qualunque tipo di anatocismo.

  • Le banche vincono se non le combatti

    Molte persone oggi sanno che è possibile fare causa alle banche, ma poche persone conoscono il modo giusto di reagire contro la stessa. In troppi, invece, hanno paura di affrontare un istituto di credito, perché la banca, secondo l’immaginario collettivo, è troppo forte. In realtà ogni istituto adotta strategie molto precise: quando propone finanziamenti applica dei tassi usurari e, soprattutto, lo fa in piena coscienza e anche nella piena consapevolezza di agire contro la legge.

    L’istituto di credito sa che gli interessi maggiorati possono costituire un problema per il debitore, nonostante ciò non si fa scrupolo ad applicarli. E così, in caso di morosità, cerca di far valere i propri diritti dapprima sollecitando il debitore a saldare le proprie rate, successivamente non si fa problemi a ricorrere alle vie legali.

    Ma quello che in pochi sanno è che la legge è dalla parte del debitore, le attuali normative aiutano i clienti a ristrutturare il proprio debito come la legge 3/2012. E non è tutto: l’Italia è anche l’unico paese al mondo ad avere una legge sull’usura. Chi infatti decide di ricorrere ad un valido professionista per contestare i tassi usurari proposti contrattualmente dalla banca, potrà ottenere la restituzione totale degli interessi versati, oppure non corrisponde più alcun interesse se il mutuo è ancora in essere. Per le vittime di usura ed estorsione inoltre, il governo dà la possibilità di richiedere dei finanziamenti a fondo perduto

    La cosa più importante da capire quindi è che l’unico motivo per vincere contro una banca è cominciare ad informarsi e poi a lottare.

    Numerose sentenze in tutt’Italia stanno letteralmente mettendo in ginocchio gli istituti di credito colpevoli di aver applicato interessi usurari nella piena consapevolezza dell’illegalità delle pratiche. Una prassi che ha portato al fallimento di numerose aziende, alla morosità di molte famiglie, al pignoramento di molti beni e anche, bisogna dirlo, a molti suicidi.

    Ma anche le banche hanno paura di chi ricorre alla legge perché sanno che le regole sono chiare e sono contro di loro. Soltanto chi riesce a combattere, chi non si arrende di fronte  all’illiceità con cui le banche stringono nella morsa del debito aziende e privati senza farsi alcuno scrupolo.

  • LE IENE "QUANDO LE BANCHE SBAGLIANO" L'IMBARAZZANTE VIDEO

     

    L'Associazione DECIBA  diffonde un Video di oltre 5 anni fa dove la Iena Luigi Pelazza  parla dei risarcimenti delle banche verso gli utenti e intervista i delegati A.B.I  (associazione bancaria Italiana ) . DECIBA www.deciba.it evidenzia che dopo oltre 5 anni non è cambiato nulla,anzi,sono aumentate le sentenze a favore degli utenti e le banche ogni giorno risarcisco utenti che controllano il proprio conto corrente . Teniamo presente che è possibile controllare i conto correnti dal 1952 in poi,l'importante che non siano chiusi da oltre 10 anni . I conto correnti più interessanti sono quelli che hanno usufruito  di affidamenti bancari.Precisamo che l'attività è specifica,rivolgetevi solo ad esperti comprovati della materia . 

    Vi invitiamo a guardare questo video .

    <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/N9vSA91EP3E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>

     

    https://youtu.be/N9vSA91EP3E

     

    Questo il video integrale 

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/388776/pelazza-quando-le-banche-sbagliano-.html

     

     

     

     

  • Legge 3/2012 salva - suicidi: cos’è e come funziona? La guida per salvarsi dai debiti

    La crisi ha messo in ginocchio chiunque, e sempre più spesso far fronte ai debiti contratti diventa praticamente impossibile. Ma mentre le aziende hanno la possibilità di dichiarare fallimento e ricominciare da capo, i privati sono costretti a fronteggiare difficoltà enormi, con banche, fornitori e creditori che non smettono di «bussare alla porta».

    Questa via d’uscita è la Legge 3/2012, meglio nota come «legge salva-suicidi»- varata proprio allo scopo di aiutare chi, a causa di eventi eccezionali (che spiegheremo tra poco) non riescono più a onorare i propri debiti.

    Legge salva-suicidi: che cos’è e come funziona?
    L’articolo 7, capo II della legge 3/2012 recita:

    Il debitore in stato di sovraindebitamento puo’ proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente, salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4. Il piano prevede le scadenze e le modalita’ di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalita’ per l’eventuale liquidazione dei beni. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 13, comma 1, il piano puo’ anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.

    Riassumendo: la legge salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia di Equitalia che delle banche,la possibilità di rivolgersi al Tribunale.

    Quest’ultimo, una volta accettata la proposta del debitore, nominerà un esperto contabile che analizzerà i conti (debiti e averi) del cittadino e lo aiuterà a mettere in atto un «piano di rientro» creditizio.

    I creditori, dall’altra parte, non riceveranno l’intera somma cui hanno diritto, ma solo la parte che realisticamente il debitore può permettersi di pagare. Condizione perché il piano di rientro venga avviato è che esso venga accettato da almeno il 60% di chi deve ricevere i soldi

    Piano di Rientro: perché i creditori accettano
    Tra i creditori si possono annoverare anche le banche: se, a titolo esemplificativo, un privato ha contratto un mutuo di 100mila euro che non riesce più a pagare a causa di un’effettiva difficoltà economica, egli può proporre all’istituto una riduzione della somma. Molto spesso alla banca, a causa della crisi che affligge il settore immobiliare, converrà infatti raggiungere un’accordo con il cittadino che vendere l’immobile all’asta.

    Lo stesso discorso vale per Equitalia. Non potendo effettuare un pignoramento sulla prima casa, accettando la rinegoziazione del debito infatti, il fisco riuscirebbe a rientrare in possesso di una parte della somma.

    Per quanto riguarda i fornitori: la legge salva-suicidi prevede delle agevolazioni fiscali dovute al fatto che essi percepiscono delle cifre inferiori rispetto a quelle pattuite precedentemente.

    Insomma, da un lato il cittadino potrà ripagare i propri debiti in base a quanto realisticamente può permettersi, dall’altro i creditori riusciranno a rientrare dei propri soldi, usufruendo anche di determinate agevolazioni fiscali.

     

    Deciba

    Viale Barilla 21

    43121 Parma (PR)

    Tellefono: 0521-241417

    email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • LOCALE SI AFFIDA A DECIBA E VINCE CONTRO LA BANCA

    bar_contesta_banca_vince_cartello_deciba_usura_risarcimento

    Spesso arrivano ringraziamenti alla nostra redazione, questo è sicuramente il più originale!.

    Un Bar con problematiche bancarie ha fatto controllare il proprio conto corrente a DECIBA  e ha deciso di divulgare a modo suo l’informazione. Mette un cartello e da informazioni a chi le chiede . 

    Difficilmente grandi testate giornalistiche parlano di questo argomento, attraverso una rivoluzione popolare si potrebbe davvero cambiare le cose, alcune foto "particolari" che aprono la realtà a un mondo rivoluzionario che ha voglia di fare conoscere la possibilità di successo con le banche attraverso i nostri professionisti in campo bancario

    NON SI ACCETTANO PAGAMENTI CON CARTE DI CREDITO NON SI ACCETTA L’ATTIVITA’ USURAIA DELLE BANCHE 

    bar_no_carta_di_credito_deciba_usura_controllo

    Questa è la vera rivoluzione popolare, lo diciamo sempre, divulgate le informazioni, questo è il metodo più bello e sincero che fino ad oggi abbiamo visto, spesso la semplicità è più forte di articoli fatti da professori dove poco si comprendere. La nostra pubblicità avviene con i fatti e questi sono i nostri risultati.

    IN MEZZO AI PANINI SI PARLA DI USURA BANCARIA 

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    Proviamo ad immaginare se tutte le persone che hanno ottenuto risultati diffondessero ad amici, parenti o clienti quanto hanno ottenuto … SAREBBE LA RIVOLUZIONE ECONOMICA

    usura_bancaria_deciba

    I dubbi sono sempre tanti, l’errore più grande è pensare che perizie e professionisti sono tutti uguali.

    Informazioni DECIBA:  Uff 0521/241417 Mob 338/1063708 Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. 

    Con la semplice visione di questo video molte persone hanno deciso di controllare il conto corrente e mutui 

  • L’articolo che tutti dovrebbero leggere Come difendersi da Equitalia sbagliata notifica

    L'argomento Equitalia è molto delicato,molti non sanno tutte le reali possibilità di difesa,meglio sempre chiedere la consulenza di professionisti seri,dimezzare i conti spesso fantasiosi di equitalia è possibile .

    Abbiamo chiesto all'avv. Emanuele Di Maso di parlaci dell'argomento .

    Studio Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella n.9
    40128 BOLOGNA
    tel 051355626 fax 0514153479

    CARTELLE DI PAGAMENTO EQUITALIA
    FOCUS IN MERITO AI VIZI DI FORMA

  • MA la Banche??

    VICENZA. Una ventina di soci della Popolare di Vicenza avrebbero venduto alla banca le loro azioni poco prima dell’assemblea dell’11 aprile, quando venne ufficializzata la svalutazione da 62,5 a 48 euro ciascuna. È il dato che emerge dalle verifiche della guardia di finanza, che dopo il blitz della scorsa settimana sta analizzando una mole impressionante di documenti e files sequestrati nel corso delle perquisizioni.
    La ricapitalizzazione della Banca Popolare di Vicenza con 974 milioni di euro sarebbe stata finanziata grazie a famiglie e imprese con prestiti “gonfiati”. È il sospetto degli inquirenti, che al di là di quanto già emerso grazie all’ispezione di Bankitalia e dalla semestrale targata Francesco Iorio sono convinti che una parte consistente di quel miliardo sia stata ottenuta premendo sull’acceleratore di mutui e fidi. In maniera illecita? È presto per dirlo, anche se finora non vi sono ipotesi di reato in questo senso, nonostante le associazioni dei consumatori siano sul piede di guerra.

  • Ministro Calenda appoggia Gabanelli Consob colpevole

    L'ASSOCIAZIONE D.E.C.I.BA parla di "un'associazione per delinquere di stampo economico "

    deciba_associazione_consob_vegas_indagine

    "Ogni persona truffata dovrà rivolgersi ad un bravo avvocato e fare cassa civile e penale allo scopo di portare a giudizio queste persone e perseguire i responsabili penalmente "

    Consob e BANKAITALIA SPA non possono essere organi di controllo delle banche ,D.E.C.I.BA annuncia battaglia .

    In rete questo video con le proposte:

  • Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti

     

    cHE COS'è L'USURA BANCARIAUna recente sentenza della Cassazione – la n. 350/2013 – ha stabilito che : “quando il tasso di mora, le penali e le varie spese, superano il tasso soglia, stabilito dalla legge anti usura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali ”. Sulla base di questa preziosissima sentenza Gaetano Vilnò, presidente di D.E.C.I.BA ed esperto di illeciti bancari, ha attuato un ambizioso progetto che sta già riscrivendo la giurisprudenza italiana. I professionisti che collaborano con l’associazione infatti, sono riusciti (primi in italia) a dimostrare come l’usurarietà dei mutui o di altri sistemi di finanziamento hanno influito sulla messa all’asta di beni o immobili, ottenendo quindi la gratuità dei mutui, l’annullamento dell’asta ed un eventuale risarcimento del danno.

    Ma come è possibile stabilire se il proprio mutuo, finanziamento, prestito o leasing è in usura? E, soprattutto, com’è possibile stabilire se il professionista a cui ci siamo affidati sta seguendo la strada giusta? Esiste un preziosissimo video che Deciba ha diffuso e che reca tutte le istruzioni da seguire nei 4 casi più frequenti riscontrati per i mutui usurari.

    “Per tutelarsi, il contribuente deve stare attento in particolare ad un fattore: il tasso di mora, che consiste nell’interesse che la banca richiede quando il cliente non riesce a pagare una rata.
    Verificare se esiste un’anomalia è semplice: basta chiedere un estratto conto e i rendiconti delle rate alla propria banca, che è obbligata a fornite tutti i documenti degli ultimi 10 anni, inclusi contratti di mutui e conti correnti (a meno che non c’è la prescrizione). Se il contribuente rientra in questa categoria, può allora chiedere il rimborso integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, avendo inoltre la facoltà di non corrispondere gli interessi relativi alle rate residue”, affermano gli esperti.

    Ma in che è modo è possibile verificare l’usurarietà del finanziamento? Ecco, gli esperti ci hanno tenuto a precisare i casi più frequenti per stabilire l’usurarietà del mutuo. Si tratta di istruzioni utili sia ai professionisti che ai clienti che vorrebbero capire se al proprio mutuo sono stati applicati tassi superiori alla soglia prevista dalla legge. Questo metodo ha permesso all’avvocato Rosa Chiericati dell’associazione D.E.C.I.BA di ottenere numerose sentenze favorevoli in molti Tribunali italiani (Padova, Lecco, Reggio Emilia ed altri ancora). Si tratta quindi di nozioni di base che è giusto conoscere per stabilire se è il caso di affidarsi ad un esperto, oppure per capire se il professionista consultato è una persona seria. Il seguente video, inoltre, potrà servire anche a quei professionisti che si stanno interessando a casi di questo tipo. Chi riesce a dimostrare l’usurarietà del mutuo, potrà ottenere la gratuità dello stesso e, quindi, non pagare alcun interesse, ma saldare soltanto il capitale oltre a poter richiedere agevolazioni statali.

    ISTRUZIONI

    Prima di tutto bisogna controllare la data di emissione del vostro contratto, quindi la data in cui avete fatto la stipula.

    PRIMO CASO

    PASSO N.1  - Dopo aver cliccato sull’archivio di Bankitalia, si può procedere alla valutazione consultando le tabelle dei tassi usurari.

    PASSO N.2 – Comparirà una scheda in cui potrete scegliere dall’archivio l’anno e il trimestre. Qui abbiamo i mutui a tasso fisso, variabile e  medio. Attenzione, il tasso medio non è il tasso soglia, è semplicemente il tasso medio e ci sono anche delle regole per calcolare il tasso medio e per calcolare il tasso soglia. Se il tasso medio è la base per calcolare il tasso soglia che si ottiene aggiungendo al tasso medio il 50% del suo valore. Quindi se il tasso medio è 5% basta aggiungere il 2,5% e si ottiene un tasso soglia del 7,5%.

    N.B. Dopo il 2011 il sistema bancocratico ha cercato di tutelare le banche e così il meccanismo è cambiato. In pratica per definire il tasso soglia bisogna adottare un metodo diverso: si aggiungono 4 punti + il 25%. Dopo il 2011 quindi, le banche hanno ottenuto uno scudo maggiore ed è più difficile che i mutui vadano in usura. La cosa incredibile però è che anche dopo il 2011 gli illeciti bancari sono la stragrande maggioranza, ma sono comunque inferiori rispetto ai mutui stipulati prima del 2011.

    PASSO N.3 – Successivamente bisogna cercare il taeg o Isc (la banca utilizza o l’uno o l’altro a sua discrezione).

    PASSO N.4 – Adesso si può cercare il tasso di mora e qui bisogna fare un appunto fondamentale:

    N.B. Il tasso di mora va addizionato al tasso in vigore solo quando sono collegati fra di loro. Ad esempio quando è indicato nel vostro contratto che il tasso di mora + 4% del tasso in vigore. Questo passo è fondamentale perché afferisce alla sentenza della Cassazione numero 350/2013 che stabilisce cosa determina l’usurarietà dei mutui. Purtroppo si tratta di un passaggio ignorato da molti professionisti che quindi cadono in errore compromettendo l’esito della sentenza che potrebbe rivelarsi, quindi, infausta per il cliente. Ci sono professionisti che purtroppo fanno un minestrone di addizioni sommando tasso di mora, tasso in vigore, estinzione anticipata e percorrendo, quindi, una strada economicamente scorretta e non dimostrabile in sede giudiziaria. 

    SECONDO CASO

    La maggior parte dei professionisti sbaglia anche questo secondo caso. Dopo aver rilevato la data e il tasso in vigore, adesso andiamo a rilevare il tasso di mora.
    La regola è: 
    Tasso di mora = 3 punti in più della BCE o qualsiasi altro parametro. 
    N.B. – In questo secondo caso che stiamo esaminando non è possibile addizionare il tasso di mora al tasso in vigore in quanto il tasso di mora è collegato a un altro parametro ed è quello che noi dobbiamo cercare. Il tasso di mora e il tasso in vigore sono addizionabili solo quando collegati tra di loro. Ma non è questo il caso. Esempio: Se c’è scritto tasso di mora + 4 Euribor, in questo caso bisogna cercare l’archivio giusto Euribor (anno e trimestre) e aggiungere il tasso di mora.

    TERZO CASO
    Tasso in vigore più tasso di mora è uguale al tasso soglia. Questo è un caso molto frequente e che necessita di un ulteriore calcolo. Anche in questo caso le addizionali si effettuano solo in caso di collegamento. Se il tasso è pari, l’unica strada da percorrere è guardare alle spese del notaio o spese assicurative non menzionate da contratto. Qui è possibile trovare un aumento del Taeg e sarebbe possibile rilevare l’usura.

    QUARTO CASO – ESTINZIONE ANTICIPATA
    Si tratta di un caso che va controllato da solo e non va collegato né al tasso di mora, né al tasso in vigore. Fino al 2007 noi trovavamo l’estinzione anticipata. Nel caso ci sia 0,25 o 0,50 dobbiamo fare i conteggi. I parametri sono quasi sempre gli stessi e quando noi troviamo l’1% vuol dire che i tassi sono sicuramente in usura.

    N.B.  - Purtroppo, nonostante sia ormai assodato che l’estinzione anticipata necessita di un calcolo a parte, molti professionisti commettono l’errore di sommarlo al tasso di mora o al tasso in vigore compromettendo il buon esito della sentenza.

    Come specificato più volte, le perizie non servono a vincere le cause, perchè esse costituiscono solo uno strumento di lavoro. Ma serve un atto di citazione valido e una esposizione del caso al giudice che sia credibile. Solo nel caso anche il legale riuscisse a comprendere bene l’argomento e quindi ad esporlo in maniera chiara al giudice sarebbe possibile ottenere un esito favorevole per il cliente. Senza queste componenti fondamentali, una buona perizia resterà semplicemente una buona perizia, ma sarà insufficiente per poter vincere la causa.

     

  • MUTUO GRATIS SE IN USURA LE PROCEDURE

     

     

     

    La Legge è chiara e non lascia dubbi,se il Mutuo supera il tasso soglia diventa gratuito. 

     

    Salvo diversa volontà delle parti,il mutuatario deve corrispondere gli interessi  al mutuante . Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell'articolo 1284.

    Se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

     

    Questo il testo di Legge,a conferma la famosa sentenza di Cassazione Civile, sez. I, sentenza 09/01/2013 n° 350

     

    Ai fini dell'applicazione dell'art. 644 c.p., e dell'art. 1815 c.c., co. 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori. Infatti il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, co. 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile - senza necessità di specifica motivazione tale assunto

     

    Questo Video spiega con semplicità tutte le procedure,dubbi,soluzioni.

     

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    https://youtu.be/JvK1kP7rNB8

     

    Ulteriori informazioni  

     

    www.deciba.it

    www.deciba-professional.it