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  • DECIBA, la legge sull’usura potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni

     

     

    I traguardi raggiunti dall’associazione DECIBA potrebbero stravolgere l’economia italiana? Probabilmente si. Per capire perchè basta riflettere sull’attuale dissesto economico dei Comuni italiani.

    Come tutti sappiamo, a partire dal 2008, i comuni videro lievitare i propri debiti a seguito della stipula dei cosiddetti swap. Gli swap, ricordiamolo, sono titoli derivati ad altissimo rischio che spesso venivano proposti come “pacchetti di eccellenza” e di “assoluta sicurezza” a chi, sostanzialmente, non aveva la competenza tecnica per capire che si trattava di una fregatura. Anche in quel caso le banche hanno “rubato” approfittando della poca competenza di chi era chiamato a stipulare quei contratti. Per chi non ne capiva infatti, i contratti proposti sembravano scritti in ostrogoto ma, proprio la legge italiana sancisce alcuni criteri base da rispettare da parte di chi fa questo tipo di offerte. In particolare, come sottolineato dalla trasmissione Report, la legge stabilisce che il requisito fondamentale richiesto alla banca o a qualsiasi offerente è “la chiarezza”. In assenza di ciò è possibile ottenere l’annullamento. Ma Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba, ci tiene a precisare:

    La legge dice anche che bisogna essere esperti in materia per stipulare un contratto di questo tipo, per comprarli.

    Deciba ha mai proposto un’azione giuridica che possa quindi far rientrare nelle casse dei cittadini i soldi indebitamente corrisposti alle banche mediante lo scandalo swap?

    Noi abbiamo fatto varie proposte ma il problema è politico: la maggior parte dei debiti che hanno i comuni è con le banche stesse. Quindi parliamo di derivati, piuttosto che mutui fatti con prestiti non regolari. Noi le proposte le abbiamo fatte in questo senso, ma siccome il problema è politico non ti fanno controllare le carte. Ci abbiamo provato a Parma per esempio, abbiamo chiesto i documenti ma ci hanno risposto che sono protetti da privacy e quindi non si poteva far nulla.

    Ma il Comune non potrebbe firmare il mandato e quindi autorizzarvi?

    Si, ma il problema è che nessuno ce lo ha dato fino ad oggi.

    Quindi ci avete provato ma è andata male…

    Si, ma se qualche comune ci desse la possibilità di prendere in carico il suo caso, noi stravolgeremmo l’economia italiana. Stessa cosa potrebbe accadere col governo.

    Ma da quanto ho capito non è una cosa fattibile…

    Non è fattibile perché non ci danno i documenti, ma se ce li dessero noi vinceremmo tanto quanto ci riusciamo trattando il caso di un mutuo stipulato tra un privato e la banca. E’ uguale, è la stessa cosa. L’interesse diventa troppo grosso e quindi difficilmente si ottiene un risultato di questo tipo. Ci vorrebbe un sindaco interessato, che non ha paura.

  • Anatocismo VIETATO

    L’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è VIETATA dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

    Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, negli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei clienti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

    Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà procedere con un’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

     

  • ASSOCIAZIONE DECIBA SPACCA LA BANCA ECCO LA VERITA’

    Ormai la consolidata credibilità di DECIBA è nota in tutto il territorio italiano infatti viene annunciata l'apertura di 50 nuovi uffici sparsi per il territorio. Il metodo seguito da DECIBA è molto semplice: trasparenza, moralità, garanzia. La selezione dei professionisti scelti da DECIBA è molto rigida, la regola è vincere, non vendere perizie econometriche.
    Partono da zero e raggiungono risultati enormi, sono riusciti a bloccare pignoramenti e aste giudiziarie per usura, i loro conteggi e la loro professionalità sono stati richiesti anche da grandi gruppi. DECIBA ha raccolto consensi persino nei tribunali, dove giudici si complimentano per il lavoro peritale svolto. Grazie alle informazioni ogni giorno diffuse da DECIBA, oggi la conoscenza del settore è molto più ampia. DECIBA rappresenta un punto di riferimento importante per chi vuole controllare l'operato della propria banca. Grazie al nuovo sistema I.A.D.E. è possibile ottenere controlli precisi e matematicamente esatti. Le banche hanno un nuovo grande nemico: gli onesti.

  • BANCHE : ECLATANTE ! PASSA DA DEBITO A CREDITO CON LA PROPRIA BANCA

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    BANCHE : ECLATANTE ! PASSA DA DEBITO A CREDITO CON LA PROPRIA BANCA

    Raccontiamo storie reali ,storie di tutti i giorni,l'azienda ,l'artigiano,la ditta individuale che non riesce a comprendere come da un momento all'altro non riesce più a portare avanti la propria attività .Molti la chiamano crisi noi la chiamiamo furto,chi ha imparato il controllo dell'operato della banca sa perfettamente che il denaro che vanta la banca spesso è distorto .

    Grazie alla collaborazione dell'associazione DECIBA e dei professionisti affiliati abbiamo raccolto una serie di esempio che fanno comprendere cosa accade dopo un controllo econometrico .

    Precisiamo che non tutti gli avvocati o commercialisti sono adeguatamente preparati a questa attività,solitamente sono specialisti del campo a fare questi controlli .

    Sicuramente DECIBA è FRA I MIGLIORI IN QUESTO CAMPO

    www.deciba.it
    telefono 0521/241417
    mobile 338/1063708

    ecco alcuni esempi dopo un controllo adeguato

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    Qui il Presidente DECIBA spiega semplicemente i risultati ottenuti e il grande potenziale di controllo che le aziende hanno

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    cosa serve per fare un controllo econometrico :

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    Oggi controllare il proprio mutuo e conto corrente è indispensabile per comprendere quanto sia il reale denaro richiesto dalla banca,ordinanze e sentenza sono chiare,se il Mutuo è in usura gli interessi devono essere restituiti e va pagato solo il capitale .

    DECIBA SENTENZE

    pignoramento

    Queste informazioni sono molto utili per tutti,condividete

  • BANCHE: OCCHIO AGLI ERRORI SUL TASSO DI INTERESSE,ECCO COME CONTROLLARE

     

     

    Errore o truffa non siamo noi a doverlo giudicare,il dato di fatto è che sono migliaia e migliaia di contratti di Mutuo,Leasing,Prestiti a contenere illeciti o reati . 

    L'argomento è il superamento tasso soglia di usura,ogni trimestre BANCAITALIA emette il costo medio ed il relativo tasso soglia di usura,se questo parametro viene superato la legge è molto chiara 

     

    Dispositivo dell'art. 1815 Codice Civile

    Salvo diversa volontà delle parti , il mutuatario deve corrispondere gli interessi  al mutuante . Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell'articolo 1284.
    Se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi  
     
    Le banche giocano sull'ignoranza delle persone,le percentuali di controllo sono molto molto basse. L'argomento è specifico,non tutti gli avvocati o commercialisti conosco questo settore,per logica se il nostro professionista conoscesse la materia non avrebbe bisogno della nostra richiesta . 
    Un'altro dato rilevato da deciba www.deciba.it  è la nascita di società e pseudo associazioni incapaci di un adeguato controllo,ad oggi si pensa a migliaia di perizie venduto con conteggi sbagliati (somma dei tassi) . Purtroppo un conteggio simile porterà al cliente una perdita clamorosa in Tribunale . 
    Viceversa accade con professionisti seri,una volta accertato l'illecito o il reato alla banca non gli resterà che pagare .
     
     
    Questo video del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò spiega in sintesi le possibilità 

     

     

     

     

    Conto correnti,Mutui,Leasing,Prestiti,se le Aziende e privati verranno a conoscenza dei propri Diritti sarà possibile avere risarcimenti importanti . 

     

  • Bankitalia e l'anatocismo...Legge CHIARA ?!?!?

    Delibera in consultazione: dal 1° gennaio la contabilizzazione degli interessi deve essere annuale, con un periodo di 60 giorni prima dell'esigibilità. Ma trascorso quel lasso di tempo, possono essere capitalizzati. Per Unimpresa è un modo di far rientrare l'anatocismo dalla finestra

    Bankitalia, d'accordo con il Mef, mette in consultazione il testo per regolare l'anatocismo, il calcolo degli interessi sugli interessi, e già le prime reazioni del mondo imprenditoriale lo stroncano. E' Unimpresa a puntare il dito contro la possibilità che gli interessi, una volta che un conto corrente abbia sconfinato in rosso, diventino esigibili nell'arco di sessanta giorni e quindi passino ad essere contabilizzati come capitale. Un meccanismo che li porterebbe a generare nuovamente interessi, in barba al divieto che ciò accada.

    La proposta. Via Nazionale ha scoperto le carte per risolvere il problema finito al centro di numerose controversie legali tra consumatori e istituti bancari, con una proposta di delibera del Cicr (il Comitato interministeriale per il credito e per il risparmio) che vada a sciogliere il nodo del secondo comma dell'articolo 120 del Testo Unico bancario. Un comma sul quale è intervenuta - da ultima - la Legge di Stabilità del dicembre 2013, che richiedeva una delibera proprio al Cicr.

    Sul testo di legge si è scatenata una battaglia interpretativa. In poche parole, la questione è se gli interessi bancari possano essere capitalizzati - e quindi diventare una base sulla quale calcolare ulteriori interessi - o meno.

    Come sempre la legge è ambigua sul punto: come afferma la stessa Bankitalia, "da un lato contiene riferimenti letterali alla capitalizzazione periodica degli interessi ma, dall'altro lato, vieta la produzione di ulteriori interessi da parte degli interessi capitalizzati, nonostante l'effetto della capitalizzazione sia proprio quello di passare gli interessi a sorte capitale e, dunque, far sì che la somma (dovuta per interessi e) passata a sorte capitale produca interessi". La delibera proposta da Bankitalia scioglie il nodo ritenendo che "l'espressione 'capitalizzazione' possa essere interpretata come sinonimo di 'conteggio o contabilizzazione' e che il nuovo articolo 120 comma 2 intenda vietare la produzione di interessi anatocistici". Una interpretazione già accolta in molti processi, che hanno portato alla vittoria dei consumatori contro le banche convenute.

    Sciolto questo dubbio interpretativo, la proposta in consultazione fino al 23 ottobre stabilisce due principi, in vigore dal 2016: che gli interessi siano contabilizzati su base almeno annuale e separatamente dal capitale, e che gli stessi interessi (attivi e passivi) diventino esigibili trascorsi sessanta giorni. Sul primo versante, per Bankitalia opera un fattore di trasparenza: con una più facile lettura da parte dei clienti della banca, che rischiano diversamente di confondersi tra la rappresentazione di un tasso nominale e l'effettiva applicazione dello stesso su frazioni di anno.

    Il secondo punto è più controverso. Per Bankitalia l'opzione dei sessanta giorni è valida perché "definire un congruo periodo per l'esigibilità degli interessi equivale a contemperare le esigenze delle parti creditrice e debitrice. Si ritiene congruo che un periodo minimo, di regola non inferiore a sessanta giorni, potrebbe decorrere dal ricevimento dell'estratto conto". Ma su questo aspetto arrivano già le critiche. Come accennato, per Unimpresa "il Tesoro e la Banca d'Italia vogliono salvare l'anatocismo con una norma bluff: prima dichiarano di volerlo abolire definitivamente e poi lo dichiarano pienamente legale trascorsi appena due mesi dallo sconfinamento in rosso sul conto corrente". Infatti, si legge nella delibera al quarto articolo, "decorso il termine di sessanta giorni, o quello superiore eventualmente stabilito, il cliente può autorizzare l'addebito degli interessi sul conto o sulla carta; in questo caso, la somma addebitata è sorte capitale". Quindi torna a generare interessi.

    Le critiche. Per Unimpresa "si tratta di un intervento vergognoso: non solo perchè viene clamorosamente aggirata una legge dello Stato oltre che calpestate numerose pronunce giurisprudenziali, ma soprattutto perché la misura corre il rischio di penalizzare fortemente le micro, piccole e medie imprese che si servono del conto corrente anche come forma alternativa al credito ordinario sempre più negato dalle banche". Il presidente, Paolo Longobardi, nota che "la misura consentirà l'applicazione di interessi su altri interessi 'vecchi' di appena due mesi. Le operazioni interessate sono principalmente le aperture di credito in conto corrente e gli scoperti senza affidamento: nel primo caso le banche praticano tassi medi dell'11,64% per importi fino a 5.000 euro e del 9,85% per importi oltre 5.000 euro; nel secondo caso, i tassi medi praticati sono pari al 15,95% per importi fino a 1.500 euro e pari al 14,99% per importi oltre 1.500 euro. Tassi che a partire dal 1° gennaio 2016, stando al nuovo regolamento Cicr, verranno applicati su una base che si allargherà sempre di più ogni due mesi. Siamo di fronte all'ennesimo favore alle banche da parte del governo".

  • BLOCCATA LA BANCA ! SDL CENTRO STUDI RISULTATI IMPORTANTI

    siamo sempre molto critici,i nostri lettori conosco perfettamente il nostro punto di vista,nessun compromesso. Abbiamo portato a conoscenza nel web alcuni risultati della società di Brescia SDL CENTRO STUDI, arrivano alla nostra email anche alcune lamentele

    SDL CENTRO STUDI è una struttura imponente,vanta venditori in tutta Italia,l’attività di un venditore è vendere,e non bisogna credere che fare una causa sia sicura al 100% vincere. Una causa ha tutte le variabili del caso,certo un giudice dovrebbe applicare la legge e tenere in considerazione anche le vecchie sentenze ,ma non è obbligatorio,il giudice ha il libero arbitrio .

    Certo ci sono cliente che per ora non hanno ottenuto i risultati sperati,ma ci sono centinaia di clienti che hanno ottenuto transazioni,sentente,ordinanze eclatanti.

    La legge infatti prevede 3 gradi di giudizio,perdere in primo grado non vuol dire perdere definitivamente, SDL Centro studi ha infatti anche attivato un’assicurazione nel caso accadesse di perdere mi primo grado .

    Abbiamo analizzato tutte le vostre considerazioni,gli avvocati hanno responsabilità propria,un errore eventuale non è della società proponente.

    Ci sono varie considerazioni sulle perizie econometriche,ci sono quelle più complesse ed efficaci e quelle meno,ogni professionista porta davanti alla legge il suo punto di vista,se bravo vince altrimenti perde e né paga le conseguenze sia il professionista che il cliente .

    Sdl centro studi ha fatto oltre 1000 transazioni con le Banche,chi combatte contro le banche va appoggiato e diffuso,questo è il nostro pensiero.

    E’recente la notizia dell’accordo fra L’associazione DECIBA e SDL CENTRO STUDI,questo è sintomo di chi vuole migliorare non di una società statica alle prese con il proprio orgoglio . La Battaglia contro le Banche è in continua evoluzione,leggi,sentenze,giudici faranno sicuramente la differenza,una cosa è certa,soccombere senza combattere si perde sicuramente .

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    Non arrendetevi,i risultati ci sono e le documentiamo,in questo articolo vogliamo farvi vedere solo alcuni dei risultati ottenuti da SDL CENTRO STUDI,speriamo che le società serie si evolvano e ottengano sempre più risultati .

     

    Sospese per Usura Bancaria aste giudiziarie,riduzione del debito,risarcimenti,non sono fantasie,informatevi .

    Ci sono già troppi che censurano i risultati ottenuti

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  • CARTELLE EQUITALIA: QUANDO SI HA IL DIMEZZAMENTO DEI TERMINI DI PRESCRIZIONE?

    CARTELLE EQUITALIA: QUANDO SI HA IL DIMEZZAMENTO DEI TERMINI DI PRESCRIZIONE?

    La Suprema Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 20213/2015, è intervenuta in merito al termine di prescrizione delle cartelle di pagamento di Equitalia, stabilendo la prescrittibilità dei crediti Equitalia in cinque anni, anziché in dieci, nei casi in cui questi originino da atti non definitivi.

    Il termine ordinario di 10 anni, infatti, si applica solo a cartelle che derivino da accertamenti ormai divenuti irrevocabili, ossia non impugnati né pagati dal contribuente, oppure oggetto di sentenza passata in giudicato.

    Il caso riguardava un soggetto raggiunto da una serie di cartelle esattoriali relative alla tassa rifiuti per gli anni dal 1998 al 2004. Il contribuente aveva presentato ricorso sul presupposto che fosse intervenuta la prescrizione quinquennale, prevista dall’articolo 2948 del Codice Civile, del potere esattivo dell’imposta, stante il fatto che il Comune aveva consegnato i ruoli all’agente della riscossione oltre il termine di legge. La ricostruzione veniva accolta sia dalla Commissione Tributaria Provinciale di Cosenza sia dalla Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro. Secondo i giudici di merito, infatti, doveva essere applicato proprio l’articolo2948 C.c. e non l’articolo2946 C.c., che invece fissa a 10 anni il termine della prescrizione.

  • Causa alla bancha

     

    Le cause che, in considerazione dei risultati, conviene senz'altro fare sono quelle relative a CONTI CORRENTI in cui ci siano stati fidi non troppo modesti e dove quasi sicuramente è stato applicato l’Anatocismo Per anatocismo s’intende la prassi bancaria in forza della quale gli interessi maturati sul saldo debitore, generalmente a cadenza trimestrale, vengono capitalizzati, ossia riportati "a Capitale  producendo trimestre per trimestre sempre più interessi. In questo tipo di cause ricalcoliamo il saldo in base ai corretti criteri, fin dall’apertura del conto corrente, e chiediamo che la banca sia condannata a restituire la differenza tra il saldo che essa pretende e il saldo calcolato da noi. Il saldo ricalcolato prenderà in considerazione, oltre che gli illegittimi interessi anatocistici, anche gli interessi ultra-legali passivi ed eventualmente superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese di tenuta conto. Quando invece non ci sono fidi, o i fidi sono troppo modesti, o sono durati troppo poco, emergono differenze non abbastanza alte per cui convenga agire perché a conti fatti i margini sono veramente irrisori.

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  • Che cos’è l’usura e in che modo influisce sul meccanismo del “debito”

    che cos'è l'usura

    Oggi tutti sanno che è possibile fare causa alla banca e rivolgersi ad esperti per una perizia econometrica del proprio mutuo. Più o meno tutti in Italia avranno sentito sempre più parlare di anatocismo bancario: con anatocismo bancario si intende un procedimento civile fatto contro una banca che ha applicato interessi maggiorati a un finanziamento (mutuo, leasing, prestito). Le banche, in pratica, sono solite richiedere “gli interessi sugli interessi” stipulati in sede di contratto. Questo ne causa una maggiorazione più o meno forte.
    Per usura invece intendiamo il procedimento penale che si effettua nei confronti di una banca che ha applicato interessi usurari: si tratta quindi del superamento del tasso soglia stabilito dalla legge contestato in sede penale. Fare una causa contro una banca per usura e vincerla non è cosa semplice ed è per questo che si sente parlare molto più spesso di anatocismo. Anche se i due termini indicano sostanzialmente la stessa cosa e si differenziano unicamente sul piano penale e civile,  in pochi hanno avuto la capacità di rendere “semplici” e “comprensibili” le conseguenze dell’usura bancaria. Sicuramente in pochissimi hanno invece capito in che modo l’usura influisce sull’economia di famiglie e aziende.
    La stragrande maggioranza degli avvocati infatti ricorre a periti esperti di diritto bancario, i quali si occupano di redigere e vendere perizie econometriche talvolta abbastanza costose. Il legale però, se non è un esperto di diritto bancario e, soprattutto, se non ha affrontato in Tribunale altre decine di casi di questo tipo, non ha nemmeno l’esperienza necessaria per spiegare a un giudice per quale motivo l’usura ha determinato la morosità di una famiglia, il fallimento di un’azienda o, in generale, la mancata capacità di corrispondere le rate pattuite con la banca. Il legale non sarà quindi, nemmeno in grado di rispondere ai quesiti posti dal PM.
    Tuttavia: se il cittadino riesce a dimostrare di esser stato vittima di usura e decidere eventualmente se affidarla a un professionista, riuscirà ad ottenere anche numerose agevolazioni. Questi aspetti però li esamineremo in un secondo momento. Per adesso ci focalizzeremo su cosa si intende per usura.
    Così come riportato dal sito di Deciba.it, la legge dice che lo dice:

     

     “ Si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione, all’entità della prestazione ed alle dinamiche finanziarie del mercato”. Si tratta perciò di un’applicazione sui finanziamenti – concessi dagli istituti di credito e dalle società finanziarie ai propri clienti – di tassi di interesse effettivi che, sommando il tasso nominale e tutti gli oneri relativi alla concessione del credito, superano il limite consentito dalla legge sull’usura, ovvero la Legge 108/1996 (e successive modifiche). Tale legge stabilisce infatti delle soglie (TEGM) oltre le quali gli interessi sono considerati usurari. Attualmente, i tetti stabiliti nel secondo trimestre 2015 da Bankitalia sono i seguenti: si va dal 8,13% dei mutui ipotecari a tasso variabile al 9,38% del tasso soglia per i mutui a tasso fisso. Per salvaguardarsi le banche hanno introdotto negli anni clausole di salvaguardia nei contratti stipulati con i clienti, determinandone eventuali interessi di mora e maggiorazioni, clausole con le quali le banche limitano il tasso massimo alla soglia stabilita. Questo porta quindi a non generalizzare e ad esaminare ogni singolo caso, facendo una verifica delle condizioni generali del proprio contratto e analizzando alcuni importanti fattori, come le spese relative alla gestione della pratica, le penali, istruttoria, perizia, incasso rata ed eventuali polizze obbligatorie, fattori che potrebbero far rivelare al contribuente di avere in mano dei finanziamenti che oltrepassavano il tasso soglia già al momento della stipula.

    Ma in che modo un utente può verificare se è vittima di usura? Gaetano Vilnò, presidente di Deciba (Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari) ha preparato un video in cui da istruzioni, sia a cittadini che a professionisti del settore, in modo da distinguere 4 differenti casi di usura. Esamineremo la sua preziosa guida nel prossimo articolo.
  • Come risolvere la crisi per troppi debiti. Le procedure per lo sdebitamento.

    Con l’introduzione della Legge 27/01/2012 n.3, modificata con il D.L. 18/10/2012 n. 179, denominata “Legge sulla Composizione della Crisi da Sovraindebitamento”, è possibile reagire a questa condizione, poichè permette al consumatore, attraverso una procedura di esdebitazione da presentare presso il Tribunale di residenza, di specificare ai creditori che realmente non esiste o è venuta meno la possibilità di pagare tutti i debiti, il che non significa venire meno agli impegni assunti. Nello specifico si tratta di un piano di ristrutturazione del debito, che viene prima vagliato dal Giudice assegnatario e poi lo stesso viene presentato ai creditori. Il piano di esdebitazione viene approvato con il consenso dei creditori che rappresentano il 60% del debito complessivo. Il piano viene predisposto da un professionista, presentato al Giudice il quale fisserà un’udienza dove i creditori potranno partecipare per fa valere osservazioni in merito. Se i creditori, approveranno il piano con la maggioranza prima indicata, il Giudice omologherà l’accordo, di conseguenza tutte le procedure esecutive verranno sospese e il debitore potrà tirare un sospiro di sollievo. Sarà in futuro possibile modificare l’accordo ove dov’essero cambiare le condizioni economiche del debitore.
    Tutta la procedura dovrà essere seguita da un Organismo di Composizione della Crisi (il cui registro è iscritto presso il Ministero della Giustizia), o da un professionista quale un avvocato o un commercialista iscritto negli appositi albi professionali. La procedura è nuova e ancora in via di sperimentazione nei Tribunali Italiani, ad oggi non è possibile stabilire in quale misura potrà intervenire in aiuto dei consumatori colpiti dal sovraindebitamento, a nosro avviso il legislatore avrebbe dovuto applicare una percentuale inferiore al 60% del credito per l’approvazione del piano del consumatore, in quanto la decisione di accettare o meno l’accordo potrebbe dipendere da un solo creditore che rappresenta il 60% del debito.

     

    Deciba

    Viale Barilla 21

    43121 Parma (PR)

    Tellefono: 0521-241417

    email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • Conflitto d'interesse, poste MULTATE

    Le Poste Italiane sono state multate per aver violato l’obbligo di comportarsi con diligenzacorrettezza e trasparenza nel valutare l’adeguatezza degli investimenti. Secondo Consob, il gruppo pubblico che si appresta a sbarcare in Borsa ha venduto ai clienti i prodotti finanziari che voleva spingere per massimizzare le commissioni incassate, senza tener conto delle loro esigenze. Infrangendo le norme che regolano i conflitti di interessi. Per questo l’authority ha sanzionato,per un totale di 60mila euro. Multa poco più che simbolica, anche se i comportamenti censurati sono passibili di aver danneggiato i risparmiatori.

    Infatti, si legge nella delibera dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, la società ha compiuto “scelte strategiche, riflesse nei documenti riguardanti la pianificazione commerciale ed i sistemi di incentivazione, tali da orientare, in assenza di adeguata valorizzazione degli effettivi bisogni della clientela, la propria attività di commercializzazione su specifici prodotti o categorie di prodotti (prevalentemente caratterizzati da elevate commissioni up-front)”.

    Dalle verifiche è emerso “il ricorso a disinvestimenti anticipati della clientela (effettuati prima della naturale scadenza del prodotto finanziario) anche di carattere massivo (…) strumentali alla utilizzazione delle risorse da essi rivenienti per l’acquisto di altri prodotti “a budget” in collocamento, determinando così un “effetto sostituzione” degli strumenti finanziari collocati presso gli investitori (c.d. switch), senza che si tenesse conto delle esigenze degli investitori”.

    Poste si rivarrà su manager chiamati in causa dalla Consob, che ha comminato 20mila euro di multa a Sarmi, ex numero uno dell’azienda passato nel frattempo alla guida della Milano Serravalle, 14 mila euro al responsabile Bancoposta Paolo Martella, 7mila euro a Paolo Marchese, all’epoca responsabile Mercato privati, 6mila euro a Dario Sciacca, responsabile commerciale Privati, e 5mila euro a Francesca Sabetta, responsabile Prodotti finanziari.

  • CONTROLLA IL TUO MUTUO I.A.D.E SOFTWARE DI CONTROLLO ILLECITI BANCARI

    CONTROLLA IL TUO MUTUO I.A.D.E SOFTWARE DI CONTROLLO ILLECITI BANCARI

    I.A.D.E., il nuovo sistema informatico di elaborazioni dati, è in grado di effettuare tutti i conteggi matematici in base ai dati contenuti all’interno del proprio contratto di mutuo. I.A.D.E è stato prodotto in Italia tenendo conto di tutti i parametri matematici-giuridici attuali. L’associazione DECIBA ha contribuito alla realizzazione del lavoro e garantisce l’affidabilità dei conteggi fatti.


    I.A.D.E è unico nel suo genere, l’utilizzo è semplice e intuitivo, usufruibile anche tramite IPAD e IPHONE. Una preanalisi esatta viene fuori in 30 secondi dall’inserimento dei dati e la risposta sarà precisa, senza ombra di dubbio. I.A.D.E eviterà conteggi di pura fantasia proposti da operatori del settore che hanno trasformato questo lavoro in una vendita di carte non utilizzabili in giudizio chiamate “perizie”. Attualmente i bravi operatori del settore utilizzano fogli di lavoro Excel ed eseguono i conteggi a mano, con un margine di errore quindi: I.A.D.E invece eviterà errori e sarà veloce e preciso nell’esecuzione del proprio lavoro. I.A.D.E è in esclusivo utilizzo degli operatori selezionati DECIBA .

    Commento del Presidente DECIBA Gaetano Vilnò

    I.A.D.E è presente e futuro, un sistema semplice ed efficace, il lavoro svolto è a prova di qualsiasi Tribunale e CTU. Il progetto è costato tempo, energie, risorse economiche e abbiamo voluto creare un punto di partenza efficace ed oggettivo per vincere la battaglia infinita contro le banche. I.A.D.E ha posto l’attenzione su aspetti mai evidenziati fino ad oggi, sicuramente gli operatori avranno un ottimo alleato. Ritengo che i più bravi ed onesti in questo settore siano gli uffici piccoli senza strutture economiche che tengono presente solo il business e non le persone. DECIBA rappresenta affidabilità, onestà, professionalità, la strada che continueremo a percorrere sarà sempre la stessa: vincere e non vendere perizie.
    Abbiamo ricevuto molte richieste di collaborazione e stiamo selezionando professionisti adeguati.

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    Tel 0521/241417
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  • CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO. LA LEGGE SALVA-SUICIDI (L. N.3/2012).

    CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO. LA LEGGE SALVA-SUICIDI (L. N.3/2012).

    CANCELLA I TUOI DEBITI E RIPARTI.

    Nel pieno della più grave crisi economica dal dopoguerra, dove famiglie e imprese sono ormai sul lastrico, in Italia vi è uno strumento, purtroppo ancora scarsamente noto, per ripartire da zero, cancellare o ridurre drasticamente i debiti, e ridare dignità agli individui ormai vessati ed impantanati nelle torbide acque della crisi.
    Lo strumento in questione è offerto dalla Legge n. 3/2012, ribattezzata anche “Legge salva-suicidi”, disvelando le finalità a cui la stessa è protesa, ovvero quella di arginare  e contrastare le situazioni di sovraindebitamento che troppo spesso, purtroppo, conducono a gesti estremi.
    Anche la nota trasmissione televisiva “Le Iene” ha mandato in onda un servizio nel quale spiega le opportunità offerte dalla nuova Legge, con le testimonianze concrete dei soggetti che hanno beneficiato di tali procedure e sono riusciti a ripartire.
    Per comprendere la portata della normativa in discorso, basta evidenziare che il Tribunale di Busto Arsizio (RG n. 01/2014 – Estensore Dott. Carmelo Leotta), tra i primissimi ad applicare tale legge, ha falcidiato in maniera importante il credito vantato da Equitalia nei confronti di un consumatore, riducendolo addirittura da 87.000 Euro a 11.000 Euro
    (Cfr Testo Sentenza in http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/12195.pdf).

  • CTU su mutuo: inadempimento e usura

    Si pubblica uno stralcio di CTU ottenuta presso il Tribunale di Bologna dall’avv. Massimo Meloni, legale collaboratore di SDL Centrostudi.

    La causa vedeva una cliente SDL citare in giudizio un istituto bancario con cui aveva sottoscritto un mutuo a SAL (Stato Avanzamento Lavori) pari a € 3.600.000,00.

    Ottenuta la prima tranche di € 600.000,00, la banca non erogava il residuo adducendo vari motivi e la ditta costruttrice – trovandosi in difficoltà nella realizzazione del cantiere – si vedeva costretta a bloccarlo.

  • D.E.C.I.BA TUONA CONTRO LE SOCIETA’ DISONESTE “LA PREPARAZIONE ANDRA’ DI MODA “  

    LA TRASPARENZA DI D.E.C.I.BA ALLA BASE DEL SUO SUCCESSO, DIFFERENTEMENTE DA ALTRE SOCIETA’ POCO ETICHE


    ll successo esponenziale dell’associazione DECIBA, la prima in Italia ad aver ottenuto la sospensione di aste giudiziarie per usura bancaria, ha lasciato ormai un segno indelebile nella giurisprudenza italiana. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla preparazione, all’onestà e all’affidabilità: requisiti importanti ma rari da trovare nel campo della lotta agli illeciti bancari.
    La parola d’ordine è trasparenza e D.E.C.I.BA, che per molti è la più rigida nei confronti della banche, dichiara di non accettare compromessi di nessun tipo così come rimarcato da Gaetano Vilnò, Presidente nazionale dell’associazione: “Il nostro gruppo non accetta compromessi né con le banche, né con società commerciali che hanno come unico scopo la vendita di perizie econometriche. L’unico compresso è con i cittadini. Abbiamo fatto un’analisi approfondita del “business della disperazione”, riteniamo illegale vendere fantasie e sogni alla Wanna Marchi . Riteniamo responsabili anche Avvocati e Commercialisti che hanno accettato di portare davanti alla legge posizioni bancarie regolari, spacciandole per facili cause dal facile incasso . Abbiamo raccolto testimonianze video e relazioni dove dimostrano chiaramente le procedure adottate dai venditori per accaparrassi pratiche sottoscritte da ignari imprenditori, promettendo sogni irrealizzabili. Oggi, purtroppo, ci sono alcuni personaggi che hanno un folto curriculum di “venditori di fumo”, che hanno deciso di lavarsene le mani. Come? Attraverso assetti societari che possano “salvarli” da responsabilità civili e penali.

  • DEBITO EQUITALIA: DA OGGI SARA' POSSIBILE RIDURLO

     

    Un nuovo spiraglio si apre con l'entrata in vigore della Legge n. 3 del 2012 (modificata dal D.L. 179/2012 convertito dalla Legge n. 221/2012) in merito all'opportunità per i privati e le piccole imprese di risanare i propri debiti anche con il fisco.

    Grazie al cosiddetto “procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento” finalmente sarà possibile per i soggetti non fallibili, come le persone fisiche (ossia i singoli privati), i consumatori, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, gli imprenditori agricoli, gli imprenditori sotto-soglia, gli enti non economici ed anche le start up (imprese in fase di avvio), accedere ad un accordo o ad un piano di risanamento agevolativo con il creditore, al fine di eliminare l'esposizione debitoria.

  • DECIBA "BANCHE FORTI PER LA NOSTRA IGNORANZA "

     

     

     

    La  percezione della banche è distorta,queste le parole del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò  ritenuto fra i massimi esperti nel settore  illeciti bancari. Deve cambiare necessariamente la visione che tutti noi abbiamo,la banca è solo una società privata che come mestiere  presta soldi e propone investimenti,niente più e niente meno,eppure la percezione che abbiamo è completamente sbagliata. Alcuni pensano che il direttore di banca sia un'amico,altri pensano che sia impossibile opporsi alla banca,altri hanno un'atteggiamento di reverenza,tutto questo è sbagliato,la banca è solo un fornitore di servizio che lavora per noi . 

    Parliamo di banche ma possiamo ampliare il discorso a tutti i grandi "poteri" ma l'arma migliore è la cultura,sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato ci rende liberi da sempre,purtroppo  la sottomissione psicologia non ti fa vedere la giusta strada .  Le banche ogni giorno risarciscono denaro,accettano transazione,negoziano,gli illeciti o addirittura reati che competono sono all'ordine del giorno,l'unico modo per capire meglio p fare un'accertamento e successivamente attaccare. Gli argomenti sono mille,conto correnti,mutui,leasing,diamanti,derivati,garanzie,azioni subordinate ecc ecc,ogni argomento può avere anomalie tali da poter ricevere risarcimenti clamorosi. Tutte le aziende con un fido dovrebbero controllare se la banca ha fatto tutto corretto,eppure non accade,non accade per cultura e non accade per la paura che la banca si arrabbi e possa togliere fidi o chissà quale altra fantasia. Nella realtà accade che quando la banca sbaglia paga,la grande forza è l'ignoranza,paura e dubbi sono i migliori amici delle lobby da sempre,controllare la banca è un diritto che può cambiare completamente l'economia di aziende e famiglie . 

    Ulteriori informazioni  www.deciba.it 

    Settore professionale www.deciba-professional.it  

  • Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

     

    Annullare l’asta giudiziaria della tua casa? Ottenere la gratuità del mutuo facendo azzerare tutti gli interessi da corrispondere alla banca? Ottenere il risarcimento dalla banca che ha richiesto il pignoramento dei tuoi beni? “Si può”, parola di DECIBA, la prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento delle aste giudiziarie dopo aver dimostrato l’usura bancaria. Il guaio però è che i media non se ne occupano. Ma perchè?

    Prima fra tutte è che i maggiori sponsor dei giornali sono proprio le banche. Ma quanto vale davvero tutta questa disinformazione? Esattamente 25 miliardi di euro: a tanto ammonta il “furto delle banche” realizzato attraverso numerosi strumenti finanziari come mutui, leasing, fidi, prestiti e via discorrendo. Sono milioni i cittadini che non sanno di avere un credito verso l’istituto bancario che gli ha permesso di acquistare una macchina, comprare una casa, oppure semplicemente mettere su un’azienda. Altrettanto numerosi sono gli immobili messi all’asta: oltre 20 milioni.

    La seconda ragione è che le banche comandano il mondo ma, a quanto pare, solo fino ad un certo punto. “Oltre quella soglia” infatti “scatta l’usura” e quindi l’illecito. E cosa accade quando scatta l’illecito? Semplicemente che non si devono pagare gli interessi, ma solo restituire il capitale. Si tratta di calcoli giuridico matematici che però non tutti gli esperti di cause bancarie conoscono, non tutti i professionisti sono padroni della materia al punto da farla capire anche al giudice chiamato a stabilire se è stata la banca a commettere l’illecito, oppure è il cliente stesso che crede, magari erroneamente, di avere la ragione dalla sua parte.
    Per fortuna però la matematica è una scienza esatta e non un’opinione e siccome l’economia si basa sulla matematica ed è regolata dal diritto, dovrebbe essere anche molto semplice dimostrare, dati alla mano, che la banca ha torto. C’è un particolare che non tutti conoscono: e cioè che la banca ha quasi sempre torto. La colpa è di questa prassi “illecita” perseguita con tenacia dagli istituti di credito, che prevede un sistema di calcolo degli interessi superiore rispetto al “tasso soglia”. Se dunque è la stragrande maggioranza dei mutui stipulati ad aver superato il tasso soglia, perché questo non viene detto?

    LA MISSIONE DI DECIBA – La ragione principale è che ci sono pochi professionisti in Italia in grado di dimostrare una cosa di questo tipo e, soprattutto, che conoscono i vari casi giuridici da affrontare con strategie mirate e studiate. Il Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari, è un team di professionisti esperti nel settore bancario. Si tratta di una vera e propria equipe: manager, ragionieri, economisti e avvocati. Un team che ha già ottenuto numerose sentenze favorevoli in tutta italia, non a caso è considerata l’associazione con la migliore reputazione nel campo degli illeciti bancari a cui gli stessi studi legali si rivolgono. 

    E’ quindi inaccettabile che i media cerchino di tenere in sordina quella che è ormai un’incredibile rivoluzione giuridica, perché mai fino ad oggi era stato possibile ottenere la sospensione di aste giudiziarie. Siccome, a quanto riferito da DECIBA, la Rai ha censurato ben otto ore di registrazione sul caso della sospensione delle aste giudiziarie è lecito pensare che questo comportamento denota un uso privatistico del mezzo pubblico dal momento che va chiaramente a vantaggio delle banche che sono istituti privati.

    L’importanza di queste strategie legali, a cui sempre più professionisti stanno guardando, è frutto di un intenso studio e di un lavoro certosino realizzato da professionisti, che ha già rivoluzionato la giurisprudenza italiana. Fino ad oggi infatti, come spiegato dall’Avv. Rosa Chiericati, la questione relativa alle aste giudiziarie veniva esaminata in un secondo momento e mai durante la causa incentrata sul delitto di usura. Le numerose vittorie che si stanno susseguendo quindi rischiano di causare un effetto domino su ben 20 milioni di immobili messi all’asta e 24 miliardi di euro sottratti in modo illegale dagli istituti di credito.  Di seguito elencheremo:

    Le cause vinte da Deciba e la loro importanza in quanto hanno concesso:
    La sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria
    La sospensione del pignoramento per LEASING in usura
    La revoca di FALLIMENTI proposte da Banche

    Per leggere i contenuti delle sentenze di questi importanti casi giudiziari e capire come e in che modo è possibile intervenire contro le banche, non resta che leggere l’intera inchiesta su LE BANCHE LADRE:

    1) Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie
    2) L’intervista al Presidente di Deciba, Gaetano Vilnò 
    3) Che cos’è l’usura e in che modo influisce sul meccanismo del “debito” 
    4) Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti
    5) Sospensione di aste giudiziarie, pignoramenti e revoca di fallimento
    6) Surroga e mutui usurari: “La legge Bersani è una grande truffa”
    7) Usura bancaria: chi la combatte sarà “agevolato”
    8) La rivoluzione di DECIBA potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni
    9)  Le banche vincono se non le combatti
    10) La crisi non esiste, hanno deciso di strozzarci temporaneamente
    11) Deciba contro Bankitalia: aperta indagine dalla Commissione Europea

     

    Mancanza di informazione e disonestà intellettuale hanno quindi permesso alle banche di raggiungere un importantissimo record: 25 miliardi di euro da restituire alle vittime di usura. Vittime che nemmeno sanno di esserlo e che, per difendersi, a volte si suicidano.

     

    Fonte: Maia Melania Barone from www.you-ng.it

  • DIFENDERSI DAI CREDITORI: COME FARLO ATTRAVERSO LA LEGGE 3 DEL 2012

    Una disposizione legislativa non da tutti conosciuta, ovvero la legge 3/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare, così da “tutelarsi” dai propri creditori.
     
    Il procedimento previsto è rivolto ai privati ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi del debitore (persona fisica, ente collettivo o consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
     
    La legge citata permette abbastanza facilmente di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla fine alla cancellazione dei debiti.
     
    La disposizione legislativa è stata introdotta per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza del debitore non fallibile (piccole imprese o societa' artigiane, ad esempio), ovvero del consumatore, la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.
    Ciononostante, a più di tre anni dalla sua istituzione la norma rimaneva ancora poco conosciuta ed ancor meno applicata, soprattutto per la mancanza di uno specifico decreto attuativo, istituito nei mesi scorsi.
     
    Le leggi a difesa del cittadino sembrano essere sempre le utile ad essere diffuse,il popolo si informa  attraverso i giornali tradizionali e televisioni Nazionali,purtroppo sembra che le informazioni di pubblico utilizzo non facciano notizia . 
     
    Non serve disperarsi non serve fare azioni estreme,ci sono leggi che ci permettono di ridurre i debiti in base alla nostra economia familiare attuale. In breve,un relatore fa un'analisi della vostra situazione economica familiare,valuta tutti i debiti in corso e richiedete al giudice di ordinare una rata possibile,problema risolto .
    Solitamente sono Avvocati specializzati che fanno questo tipo di pratica,possono anche revisori contabili e commercialisti,ci sono varie società ,un sito interessante è www.sdebitamenti.it  un numero verde dove chiedere informazioni 800/189808 ,da una prima analisi fanno la valutazione gratuita,successivamente i saranno dei costi da affrontare per i professionisti,l'importante è chiedere sempre un preventivo chiaro e trasparente.
    In questo video il Presidente DECIBA vi descrive brevemente la legge 3 del 2012 
     
    La costituzione e le leggi esistono,possiamo difenderci da tutti gli illeciti,basta essere informati.Ogni giorno ci sono persone che decidono di farla finita,ormai i Media quasi più non danno retta alle persone che attraverso la disperazione decidono di uccidersi,probabilmente se avessero saputo determinate informazioni  qualcosa poteva andare in modo diverso . 
     
    Con estremo piacere riceviamo i complimenti da quelle persone che oltre un anno fa hanno visto il video per difendersi dalle Banche e che oggi ricevuto dal giudice un'ordinanza di sospensione dal giudice per USURA BANCARIA 

     

    https://www.youtube.com/embed/sxDDI1WVSlI

    Legge del 27 gennaio 2012 n. 3 la definitiva disciplina del sopraindebitamento e della rateizzazione dei debiti

    PROCEDURA

    Il singolo debitore, il singolo cittadino, il lavoratore dipendente o autonomo, il professionista, il disoccupato, (ma anche l'imprenditore non assoggettabile al fallimento), che si trova in difficoltà economiche può presentare ai creditori una proposta per rateizzare i pagamenti e/o ripianare in modo diverso i debiti (tutti o solo di una parte di questi).
     
     
     
    In un precedente articolo avevamo già parlato della nuova disciplina del "sopraindebitamento " osservando che nella vita pratica erano costanti gli accordi (atipici) con cui il debitore predisponeva  con i creditori (tutti o alcuni) un c.d. piano di rientro, cioè si stabilivano le  modalità e i tempi di pagamento dei debiti, di fatto, rateizzando o spalmanto nel tempo i pagamenti; tali accordi possono riguardare tutti i debiti o solo una parte di questi. Con  questa legge è possibile affermare che è stata tipizzata o legalizzata tale prassi.
     
    Oggi, che le situazione sembra aver trovato un minimo di stabilità, possiamo tornare sull'argomento e fare il punto della situazione.
     
    Prima di procedere all'analisi della nuova disciplina conviene fare una piccola cronistoria dei provvedimenti legislativi che si sono succeduti in 4 mesi. Un primo abbozzo della disciplina si è avuta con il Decreto legge del 22 dicembre 2011 n. 212, questo decreto legge non ha avuto molta fortuna perchè la legge del 17 febbraio 2012 n. 10 (la legge di conversione del D. l. 22 dicembre 2011, n. 212) ha soppresso tutti gli articoli previsti nel precedente provvedimento).
     
    Il motivo può essere compreso se si considera che nelle more della conversione in legge del decreto n. 212 del 2011 è intervenuta una nuova legge del  27 gennaio 2012 n. 3, denominata “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”,  la quale con gli articoli 6-20 regola ex novo l'istituto del sopraindebitamento.
     
     
    Oggi, l'unica legge che regola la materia è quella del 27 gennaio 2012 n. 3.
     
    Una volta che si è riusciti a districarsi nella giungla di provvedimenti legislativi è possibile passare ad analizzare la legge (quella del 27 gennaio 2012 n. 3).
     
    Definizione di sopraindebitamento (requisito oggettivo).  Il sopraindebitamento è una situazione di costante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio  del debitore, (c.d. ipotesi di insufficienza del patrimonio "liquidabile") nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni (c.d. ipotesi di "incapacità" di adempiere).
     
    Destinatari della normativa (requisito soggettivo). La legge del n. 3 del 2012 si applica a qualunque soggetto, sia persona fisica, sia ente (riconsociuto o non riconosciuto). La legge non richiede che il debitore debba svolgere un particolare tipo di attività, quindi, la normativa si rivolge ad ogni tipologia di lavoratore, autonomo o dipendente, anche ai lavoratori autonomi intesi come liberi professionisti, oppure anche soggetti indebitati che non svolgono alcuna attività lavorativa. L'applicabilità ai disoccupati (intesi come persone senza una attuale fonte di reddito) puà sembrare una scelta illogica, in realtà, nulla esclude che questi soggetti possono avere in futuro una fonte di reddito (e richiedono attualmente solo una mera sospensione dei pagamenti), così come nulla esclude che un disoccupato non possa pagare i propri debiti (ad esempio perchè ha un patrimonio adatto allo scopo, ma vorrebbe conservare o salvare dai creditori la casa di famiglia).
     
    Come si nota questa normativa prescinde dallo svolgimento dell’attività di impresa (però, questo non esclude che il debitore possa essere un imprenditore, ma la disciplina presuppone che il debitore, anche se imprenditore,  che vuole fare uso di tale strumento legislativo non deve essere assoggettabile al fallimento e al concordato preventivo ai sensi dell'articolo 1 della l. fall.)
     
    Elmenti base. In sintesi, il debitore può predisporre una proposta di  accordo, il cui contentuto può essere il più ampio  (infatti, può andare da una semplice rateizzazione  dei debiti fino a giungere alla proposta di pagare solo una parte degli stessi a rate o subito senza rate, oppure, può, semplicemente prevedere una riduzione degli interessi o solo dei debiti,  del resto l'art. 8 comma 1 della legge dispone espressamente che "la proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma"). Anche le modalità di pagamento possono essere le più varie e possono andare dal classico pagamento in denaro alla cessione di crediti o alla cessione del ricavato della vendita di immobili. Naturalmente, non si è in presenza di una decisione unilaterale del debitore, ma trattandosi di proposta di accordo, tale proposta deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori (non da tutti).
     
    Prima fase: deposito proposta di accordo. Il debitore che indende avvalersi della legge n. 3 del 2012 deve depositare presso il Tribunale del luogo dove ha la propria residenza o sede la proposta di accordo (accompagnata con tutti i documenti necessarie e/o utili allo scopo) art. 9. Il diritto a presentare la proposta sembra essere solo del debitore, quindi, i creditori non possono iniziare il procedimento, ma possono solo intervenire dopo la presentazione dell'istanza da parte del debitore.
     
    Seconda fase udienza. Il Tribunale fissa l'udienza per la discussione dell'accordo e dispone la comunicazione della data di udienza a tutti i creditori. Un vantaggio immediato per il debitore che ha presentanto l'istanza è dato dal fatto che all'udienza il Tribunale può disporre che per non oltre centoventi giorni, i creditori non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali nè possono ottenere  sequestri conservativi e non possono acquistare diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo (art. 10 comma 3).
     
    Approvazione dell'accordo. La proposta presentata dal debitore può essere modificata, migliorata o integrata, infatti, i creditori possono far pervenire anche delle loro ipotesi di modifica della proposta di accordo (delle controproposte), modifiche che dovranno essere accettate dal debitore. Chiusa questa fase di "trattativa", la proposta di accordo (quella originaria o quella che risulta integrata in seguito ai suggerimenti dei creditori) è approvata se ottiene l'adesione di tanti creditori che rappresentato almeno il 70 % dei crediti (art. 11 comma 1 e 2 ) .
     
    Omologazione.  Dopo che si raggiunto un accordo, il Tribunale, verificata il raggiungimento della maggioranza prevista e l'idoneità delle modalità dell'accordo di soddisfare i creditori, omologa l'accordo e indicando le forme più idonee di pubblicità. La legge prevede espressamente che dalla data di omologazione e per un periodo non superiore ad un anno non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore.
     
    Forma del procedimento. Il procedimento (dalla presentazione della proposta alle contestazioni sull'omologa o alla revoca dell'accordo) segue le forme previste dagli art. 737 cpc e seguenti.
     
    Capacità del debitore. La presentazione della proposta di accordo, così come l'accettazione della stessa da parte dei creditori e il successivo procedimento di omologazione, non comportano a carico del debitore nessuna perdita della capiacità d'agire, infatti, la legge non prevede norme che limitano la capacità negoziale del debitore, quindi, cosa molto importante, il debitore conserva la piena capacità e può continuare ad esercitare la propria attività lavorativa.
     
    Gestione del patrimonio. E' possibile che sia nominato un amministratore "fiduciario" del patrimonio del debitore, ma in mancanza di tale nomina il debitore conserva anche la gestione del patrimonio.  Questi ultimi principi (capacità e gestione del patrimonio) dimostrano quanto la disciplina è lontana dal fallimento e quanto la norma è tesa a recuperare i crediti con il minore disaggio per il debitore.
     
    Nullità atti compiuti in violazione dell'accordo.  Ovviamente, quanto detto non significa che dopo l'omologa il debitore può violare tranquillamente l'accordo, al contrario, i creditori sono particolarmente tutelati, infatti, una delle sanzioni per la violazione degli accordi  è prevista dall'art. 13, comma 4 della legge del 27 gennaio 2012 n. 3 il quale dispone che  “i pagamenti e gli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell’accordo e del piano sono nulli”.

     

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