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  • DECIBA STA PER SCONFIGGERE DEFINITIVAMENTE USURA E ANATOCISMO

    Un software rivoluzionario permetterà di controllare in modo semplice la regolarità dei contratti bancari.

     

    Presidente DECIBA Gaetano VilnòDa alcuni anni a questa parte è emerso come numerosi contratti bancari siano irregolari. Mutui, affidamenti e leasing, ma anche prestiti e "cessioni del quinto" gravati da irregolarità nel calcolo degli interessi, che fanno lievitare indebitamente l'importo della rata e del debito. In alcuni casi, le illiceità sono tali che le somme richieste a titolo di interesse superano il tasso soglia stabilito dalla Banca d'Italia, oltre il quale un contratto è in usura, illecito di rilevanza penale. Banca d'Italia, i cui vertici a ottobre sono finiti al centro di uno scandalo, è l'organo deputato al controllo dell'operato delle banche, ma fino ad oggi non ha assunto iniziative per limitare il fenomeno.

  • Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie

     

    Annullare l’asta giudiziaria della tua casa? Ottenere la gratuità del mutuo facendo azzerare tutti gli interessi da corrispondere alla banca? Ottenere il risarcimento dalla banca che ha richiesto il pignoramento dei tuoi beni? “Si può”, parola di DECIBA, la prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento delle aste giudiziarie dopo aver dimostrato l’usura bancaria. Il guaio però è che i media non se ne occupano. Ma perchè?

    Prima fra tutte è che i maggiori sponsor dei giornali sono proprio le banche. Ma quanto vale davvero tutta questa disinformazione? Esattamente 25 miliardi di euro: a tanto ammonta il “furto delle banche” realizzato attraverso numerosi strumenti finanziari come mutui, leasing, fidi, prestiti e via discorrendo. Sono milioni i cittadini che non sanno di avere un credito verso l’istituto bancario che gli ha permesso di acquistare una macchina, comprare una casa, oppure semplicemente mettere su un’azienda. Altrettanto numerosi sono gli immobili messi all’asta: oltre 20 milioni.

    La seconda ragione è che le banche comandano il mondo ma, a quanto pare, solo fino ad un certo punto. “Oltre quella soglia” infatti “scatta l’usura” e quindi l’illecito. E cosa accade quando scatta l’illecito? Semplicemente che non si devono pagare gli interessi, ma solo restituire il capitale. Si tratta di calcoli giuridico matematici che però non tutti gli esperti di cause bancarie conoscono, non tutti i professionisti sono padroni della materia al punto da farla capire anche al giudice chiamato a stabilire se è stata la banca a commettere l’illecito, oppure è il cliente stesso che crede, magari erroneamente, di avere la ragione dalla sua parte.
    Per fortuna però la matematica è una scienza esatta e non un’opinione e siccome l’economia si basa sulla matematica ed è regolata dal diritto, dovrebbe essere anche molto semplice dimostrare, dati alla mano, che la banca ha torto. C’è un particolare che non tutti conoscono: e cioè che la banca ha quasi sempre torto. La colpa è di questa prassi “illecita” perseguita con tenacia dagli istituti di credito, che prevede un sistema di calcolo degli interessi superiore rispetto al “tasso soglia”. Se dunque è la stragrande maggioranza dei mutui stipulati ad aver superato il tasso soglia, perché questo non viene detto?

    LA MISSIONE DI DECIBA – La ragione principale è che ci sono pochi professionisti in Italia in grado di dimostrare una cosa di questo tipo e, soprattutto, che conoscono i vari casi giuridici da affrontare con strategie mirate e studiate. Il Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari, è un team di professionisti esperti nel settore bancario. Si tratta di una vera e propria equipe: manager, ragionieri, economisti e avvocati. Un team che ha già ottenuto numerose sentenze favorevoli in tutta italia, non a caso è considerata l’associazione con la migliore reputazione nel campo degli illeciti bancari a cui gli stessi studi legali si rivolgono. 

    E’ quindi inaccettabile che i media cerchino di tenere in sordina quella che è ormai un’incredibile rivoluzione giuridica, perché mai fino ad oggi era stato possibile ottenere la sospensione di aste giudiziarie. Siccome, a quanto riferito da DECIBA, la Rai ha censurato ben otto ore di registrazione sul caso della sospensione delle aste giudiziarie è lecito pensare che questo comportamento denota un uso privatistico del mezzo pubblico dal momento che va chiaramente a vantaggio delle banche che sono istituti privati.

    L’importanza di queste strategie legali, a cui sempre più professionisti stanno guardando, è frutto di un intenso studio e di un lavoro certosino realizzato da professionisti, che ha già rivoluzionato la giurisprudenza italiana. Fino ad oggi infatti, come spiegato dall’Avv. Rosa Chiericati, la questione relativa alle aste giudiziarie veniva esaminata in un secondo momento e mai durante la causa incentrata sul delitto di usura. Le numerose vittorie che si stanno susseguendo quindi rischiano di causare un effetto domino su ben 20 milioni di immobili messi all’asta e 24 miliardi di euro sottratti in modo illegale dagli istituti di credito.  Di seguito elencheremo:

    Le cause vinte da Deciba e la loro importanza in quanto hanno concesso:
    La sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria
    La sospensione del pignoramento per LEASING in usura
    La revoca di FALLIMENTI proposte da Banche

    Per leggere i contenuti delle sentenze di questi importanti casi giudiziari e capire come e in che modo è possibile intervenire contro le banche, non resta che leggere l’intera inchiesta su LE BANCHE LADRE:

    1) Deciba: l’unica associazione ad aver fatto annullare aste giudiziarie
    2) L’intervista al Presidente di Deciba, Gaetano Vilnò 
    3) Che cos’è l’usura e in che modo influisce sul meccanismo del “debito” 
    4) Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti
    5) Sospensione di aste giudiziarie, pignoramenti e revoca di fallimento
    6) Surroga e mutui usurari: “La legge Bersani è una grande truffa”
    7) Usura bancaria: chi la combatte sarà “agevolato”
    8) La rivoluzione di DECIBA potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni
    9)  Le banche vincono se non le combatti
    10) La crisi non esiste, hanno deciso di strozzarci temporaneamente
    11) Deciba contro Bankitalia: aperta indagine dalla Commissione Europea

     

    Mancanza di informazione e disonestà intellettuale hanno quindi permesso alle banche di raggiungere un importantissimo record: 25 miliardi di euro da restituire alle vittime di usura. Vittime che nemmeno sanno di esserlo e che, per difendersi, a volte si suicidano.

     

    Fonte: Maia Melania Barone from www.you-ng.it

  • DIFENDERSI DAI CREDITORI: COME FARLO ATTRAVERSO LA LEGGE 3 DEL 2012

    Una disposizione legislativa non da tutti conosciuta, ovvero la legge 3/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare, così da “tutelarsi” dai propri creditori.
     
    Il procedimento previsto è rivolto ai privati ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi del debitore (persona fisica, ente collettivo o consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
     
    La legge citata permette abbastanza facilmente di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla fine alla cancellazione dei debiti.
     
    La disposizione legislativa è stata introdotta per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza del debitore non fallibile (piccole imprese o societa' artigiane, ad esempio), ovvero del consumatore, la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.
    Ciononostante, a più di tre anni dalla sua istituzione la norma rimaneva ancora poco conosciuta ed ancor meno applicata, soprattutto per la mancanza di uno specifico decreto attuativo, istituito nei mesi scorsi.
     
    Le leggi a difesa del cittadino sembrano essere sempre le utile ad essere diffuse,il popolo si informa  attraverso i giornali tradizionali e televisioni Nazionali,purtroppo sembra che le informazioni di pubblico utilizzo non facciano notizia . 
     
    Non serve disperarsi non serve fare azioni estreme,ci sono leggi che ci permettono di ridurre i debiti in base alla nostra economia familiare attuale. In breve,un relatore fa un'analisi della vostra situazione economica familiare,valuta tutti i debiti in corso e richiedete al giudice di ordinare una rata possibile,problema risolto .
    Solitamente sono Avvocati specializzati che fanno questo tipo di pratica,possono anche revisori contabili e commercialisti,ci sono varie società ,un sito interessante è www.sdebitamenti.it  un numero verde dove chiedere informazioni 800/189808 ,da una prima analisi fanno la valutazione gratuita,successivamente i saranno dei costi da affrontare per i professionisti,l'importante è chiedere sempre un preventivo chiaro e trasparente.
    In questo video il Presidente DECIBA vi descrive brevemente la legge 3 del 2012 
     
    La costituzione e le leggi esistono,possiamo difenderci da tutti gli illeciti,basta essere informati.Ogni giorno ci sono persone che decidono di farla finita,ormai i Media quasi più non danno retta alle persone che attraverso la disperazione decidono di uccidersi,probabilmente se avessero saputo determinate informazioni  qualcosa poteva andare in modo diverso . 
     
    Con estremo piacere riceviamo i complimenti da quelle persone che oltre un anno fa hanno visto il video per difendersi dalle Banche e che oggi ricevuto dal giudice un'ordinanza di sospensione dal giudice per USURA BANCARIA 

     

    https://www.youtube.com/embed/sxDDI1WVSlI

    Legge del 27 gennaio 2012 n. 3 la definitiva disciplina del sopraindebitamento e della rateizzazione dei debiti

    PROCEDURA

    Il singolo debitore, il singolo cittadino, il lavoratore dipendente o autonomo, il professionista, il disoccupato, (ma anche l'imprenditore non assoggettabile al fallimento), che si trova in difficoltà economiche può presentare ai creditori una proposta per rateizzare i pagamenti e/o ripianare in modo diverso i debiti (tutti o solo di una parte di questi).
     
     
     
    In un precedente articolo avevamo già parlato della nuova disciplina del "sopraindebitamento " osservando che nella vita pratica erano costanti gli accordi (atipici) con cui il debitore predisponeva  con i creditori (tutti o alcuni) un c.d. piano di rientro, cioè si stabilivano le  modalità e i tempi di pagamento dei debiti, di fatto, rateizzando o spalmanto nel tempo i pagamenti; tali accordi possono riguardare tutti i debiti o solo una parte di questi. Con  questa legge è possibile affermare che è stata tipizzata o legalizzata tale prassi.
     
    Oggi, che le situazione sembra aver trovato un minimo di stabilità, possiamo tornare sull'argomento e fare il punto della situazione.
     
    Prima di procedere all'analisi della nuova disciplina conviene fare una piccola cronistoria dei provvedimenti legislativi che si sono succeduti in 4 mesi. Un primo abbozzo della disciplina si è avuta con il Decreto legge del 22 dicembre 2011 n. 212, questo decreto legge non ha avuto molta fortuna perchè la legge del 17 febbraio 2012 n. 10 (la legge di conversione del D. l. 22 dicembre 2011, n. 212) ha soppresso tutti gli articoli previsti nel precedente provvedimento).
     
    Il motivo può essere compreso se si considera che nelle more della conversione in legge del decreto n. 212 del 2011 è intervenuta una nuova legge del  27 gennaio 2012 n. 3, denominata “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”,  la quale con gli articoli 6-20 regola ex novo l'istituto del sopraindebitamento.
     
     
    Oggi, l'unica legge che regola la materia è quella del 27 gennaio 2012 n. 3.
     
    Una volta che si è riusciti a districarsi nella giungla di provvedimenti legislativi è possibile passare ad analizzare la legge (quella del 27 gennaio 2012 n. 3).
     
    Definizione di sopraindebitamento (requisito oggettivo).  Il sopraindebitamento è una situazione di costante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio  del debitore, (c.d. ipotesi di insufficienza del patrimonio "liquidabile") nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni (c.d. ipotesi di "incapacità" di adempiere).
     
    Destinatari della normativa (requisito soggettivo). La legge del n. 3 del 2012 si applica a qualunque soggetto, sia persona fisica, sia ente (riconsociuto o non riconosciuto). La legge non richiede che il debitore debba svolgere un particolare tipo di attività, quindi, la normativa si rivolge ad ogni tipologia di lavoratore, autonomo o dipendente, anche ai lavoratori autonomi intesi come liberi professionisti, oppure anche soggetti indebitati che non svolgono alcuna attività lavorativa. L'applicabilità ai disoccupati (intesi come persone senza una attuale fonte di reddito) puà sembrare una scelta illogica, in realtà, nulla esclude che questi soggetti possono avere in futuro una fonte di reddito (e richiedono attualmente solo una mera sospensione dei pagamenti), così come nulla esclude che un disoccupato non possa pagare i propri debiti (ad esempio perchè ha un patrimonio adatto allo scopo, ma vorrebbe conservare o salvare dai creditori la casa di famiglia).
     
    Come si nota questa normativa prescinde dallo svolgimento dell’attività di impresa (però, questo non esclude che il debitore possa essere un imprenditore, ma la disciplina presuppone che il debitore, anche se imprenditore,  che vuole fare uso di tale strumento legislativo non deve essere assoggettabile al fallimento e al concordato preventivo ai sensi dell'articolo 1 della l. fall.)
     
    Elmenti base. In sintesi, il debitore può predisporre una proposta di  accordo, il cui contentuto può essere il più ampio  (infatti, può andare da una semplice rateizzazione  dei debiti fino a giungere alla proposta di pagare solo una parte degli stessi a rate o subito senza rate, oppure, può, semplicemente prevedere una riduzione degli interessi o solo dei debiti,  del resto l'art. 8 comma 1 della legge dispone espressamente che "la proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma"). Anche le modalità di pagamento possono essere le più varie e possono andare dal classico pagamento in denaro alla cessione di crediti o alla cessione del ricavato della vendita di immobili. Naturalmente, non si è in presenza di una decisione unilaterale del debitore, ma trattandosi di proposta di accordo, tale proposta deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori (non da tutti).
     
    Prima fase: deposito proposta di accordo. Il debitore che indende avvalersi della legge n. 3 del 2012 deve depositare presso il Tribunale del luogo dove ha la propria residenza o sede la proposta di accordo (accompagnata con tutti i documenti necessarie e/o utili allo scopo) art. 9. Il diritto a presentare la proposta sembra essere solo del debitore, quindi, i creditori non possono iniziare il procedimento, ma possono solo intervenire dopo la presentazione dell'istanza da parte del debitore.
     
    Seconda fase udienza. Il Tribunale fissa l'udienza per la discussione dell'accordo e dispone la comunicazione della data di udienza a tutti i creditori. Un vantaggio immediato per il debitore che ha presentanto l'istanza è dato dal fatto che all'udienza il Tribunale può disporre che per non oltre centoventi giorni, i creditori non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali nè possono ottenere  sequestri conservativi e non possono acquistare diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo (art. 10 comma 3).
     
    Approvazione dell'accordo. La proposta presentata dal debitore può essere modificata, migliorata o integrata, infatti, i creditori possono far pervenire anche delle loro ipotesi di modifica della proposta di accordo (delle controproposte), modifiche che dovranno essere accettate dal debitore. Chiusa questa fase di "trattativa", la proposta di accordo (quella originaria o quella che risulta integrata in seguito ai suggerimenti dei creditori) è approvata se ottiene l'adesione di tanti creditori che rappresentato almeno il 70 % dei crediti (art. 11 comma 1 e 2 ) .
     
    Omologazione.  Dopo che si raggiunto un accordo, il Tribunale, verificata il raggiungimento della maggioranza prevista e l'idoneità delle modalità dell'accordo di soddisfare i creditori, omologa l'accordo e indicando le forme più idonee di pubblicità. La legge prevede espressamente che dalla data di omologazione e per un periodo non superiore ad un anno non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore.
     
    Forma del procedimento. Il procedimento (dalla presentazione della proposta alle contestazioni sull'omologa o alla revoca dell'accordo) segue le forme previste dagli art. 737 cpc e seguenti.
     
    Capacità del debitore. La presentazione della proposta di accordo, così come l'accettazione della stessa da parte dei creditori e il successivo procedimento di omologazione, non comportano a carico del debitore nessuna perdita della capiacità d'agire, infatti, la legge non prevede norme che limitano la capacità negoziale del debitore, quindi, cosa molto importante, il debitore conserva la piena capacità e può continuare ad esercitare la propria attività lavorativa.
     
    Gestione del patrimonio. E' possibile che sia nominato un amministratore "fiduciario" del patrimonio del debitore, ma in mancanza di tale nomina il debitore conserva anche la gestione del patrimonio.  Questi ultimi principi (capacità e gestione del patrimonio) dimostrano quanto la disciplina è lontana dal fallimento e quanto la norma è tesa a recuperare i crediti con il minore disaggio per il debitore.
     
    Nullità atti compiuti in violazione dell'accordo.  Ovviamente, quanto detto non significa che dopo l'omologa il debitore può violare tranquillamente l'accordo, al contrario, i creditori sono particolarmente tutelati, infatti, una delle sanzioni per la violazione degli accordi  è prevista dall'art. 13, comma 4 della legge del 27 gennaio 2012 n. 3 il quale dispone che  “i pagamenti e gli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell’accordo e del piano sono nulli”.

     

    DIFFONDETE L'INFORMAZIONE

  • E' ARRIVATA ! COMUNE ITALIANO VINCE CONTRO LE BANCHE !

    Il giudice dell'Alta Corte di Londra ha sancito la nullità dei contratti sottoscritti dal Comune con Dexia Crediop tra il 2002 e il 2006 perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto dalla legislazione italiana. Di conseguenza decadono tutti gli impegni finanziari. Ora l'amministrazione della città toscana presenterà alla banca il conto di interessi e danni.

    Commento del Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò 

    Da molto tempo abbiamo dichiarato di fare controllare i documenti bancari dei comuni Italiani,purtroppo nessun Sindaco si prende la responsabilità di fare accede a Mutui,leasing,derivati,le sorprese in questo senso potrebbero essere eclatante . Circa due anni fa un'associazione ha chiesto di controllare i documenti nella città di Parma,persino il sindaco grillino Pizzarotti ha rifiutato la verifica .

    Per ora nelle grandi città non è stato attivato nessun controllo,solitamente i partiti che gestiscono i comuni hanno collegamenti con le banche stesse . Speriamo che sia l'inizio di una serie di iniziative di controllo dei documenti bancari nei comuni,noi ci rendiamo disponibili per fare i controlli gratuitamente. 

    www.deciba.it  

    Riprendiamo l'interessante articolo del fattoquotidiano 

    fonte : fattoquotidiano  

    Da ora in poi gli enti locali avranno un’arma in più contro i derivati che minano i loro bilanci. Dopo più di quattro anni di processo, il Comune di Prato ha ottenuto a Londra l’annullamento dei contratti derivati sottoscritti fra il 2002 e il 2006. Nella sentenza, che il fattoquotidiano.it pubblica in versione integrale (leggi), sono messe nero su bianco le motivazioni della nullità che potrebbero tornare utili anche ad altri enti locali italiani che in passato hanno sottoscritto derivati con la banca Dexia-Crediop.

    Secondo il giudice inglese Paul Walker, i contratti sottoscritti da Prato sono nulli perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto all’articolo 30 del Testo unico della finanza. “Non escluderei che anche in altri casi la clausola non sia stata esplicitamente prevista”, spiega l’avvocato Germana Lo Iacono Smith dello studio Seddons Solicitors. “Generalmente le banche internazionali usano contratti globali in cui può anche sfuggire un dettaglio della normativa nazionale dello Stato in cui il prodotto viene poi collocato”. Una dimenticanza che rischia di costar cara a Dexia Crediop, che ormai da tempo è in via di smantellamento.

    Ma come mai nel contenzioso il giudice inglese ha fatto riferimento alla legge italiana? La risposta è nella norma di raccordo internazionale fra le leggi dei due Stati. Nonostante i contratti firmati con Dexia prevedessero infatti esplicito riferimento all’arbitrato in terra britannica, l’Alta Corte inglese ha ritenuto invece necessario rispettare la Convenzione di Roma. “Il testo di quest’ultima prevede che nel contratto fra le parti, in cui tutti gli elementi siano italiani, non può essere violata la legge del mandatario, cioè la normativa italiana – prosegue l’avvocato – Di conseguenza il contratto deve rispettare l’articolo 30 del Tuf che prevede esplicito diritto di recesso in sette giorni”. Nel contratto fra Dexia e il comune di Prato la clausola sul diritto di recesso però non c’è e di conseguenza per il giudice inglese l’atto è nullo. E con lui anche tutti gli impegni finanziari conseguenti.

    Non resta che chiedersi se anche gli altri contratti proposti da Dexia agli enti locali non prevedano il riferimento al recesso. “Bisogna valutare caso per caso”, spiega l’avvocato che è stato affiancato nella causa da Salvatore Dettori, esperto in diritto amministrativo, e Antonella Sciarrone Alibrandi, specializzata in diritto civile e dell’intermediazione finanziaria. “Ma non si può sottovalutare il fatto che si tratta del primo giudizio in assoluto ottenuto da un ente locale davanti alla Suprema Corte inglese”.

  • Eclatante dichiarazione 80% dei Mutui non è regolare

    Eclatante dichiarazione 80% dei Mutui non è regolare

    Il Presidente Deciba Dott.Gaetano Vilnò

    Abbiamo fatto un'analisi a campione su 100 Mutui,oltre 80% contiene illegittimi di diverso tipo,in caso di usura la banca dovrà restituire tutti gli interessi pagati e quelli futuri non versarli ,nel caso di indeterminatezza o nullità circa 2/3 degli interessi devono essere restituiti come da normativa . Il Mutuo rimane in essere,cambierà il piano di ammortamento .

    Oggi privati e aziende devono fare controlli adeguati,ci sono molti nemici in questo campo,ma i risultati parlano chiaro. Dobbiamo affidarci a società serie e bravi professionisti,DECIBA garantisce proprio questo. Oggi avere consulenti esterni di controllo e supervisione dell'operato bancario è fondamentale,ogni giorno nella verifica econometrica dei conti correnti abbiamo sorprese eclatanti

    www.deciba.it
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    Esempio di controllo di un conto corrente

    REVOCA DI FALLIMENTO

    Questo video spiega perfettamente come controllare il proprio documento di Mutuo/Leasing

    Video

  • EQUITALIA : BOTTA TREMENDA ! SANATORIA 2015 NULLO E DOVUTO !

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    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l'annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.

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    Spesso ci sono normative è leggi in gradi di difendere tutti noi,purtroppo i Media tradizionali danno poca attenzione a questo tipo di notizie,il fatto è che potrebbe davvero sconvolgere l'economia familiare di molti di noi .

    IN QUESTO VIDEO SPIEGA PERFETTAMENTE LA NUOVA NORMATIVA E COME DIFENDERSI DA EQUITALIA 

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    SANATORIA 2015 EQUITALIA DIFENDERSI

     

    l'informazione,informate,un sito specializzato interessante è www.equistop.it

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    Equitalia è strumentalizzata un po da tutti gli schieramenti politici,ma qualcuno si è accorto che tutti parlano dei problemi e nessuno delle soluzioni ? SVEGLIA !

    Noi come sempre facciamo informazione non notizia !

    DIFFONDI

    PER NON DIMENTICARE LA GENTE CHE SI E' DATA FUOCO PER DISPERAZIONE DEI DEBITI

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    DISINFORMAZIONEBANCARIA VI CAMBIERA LA VITA

     

  • EQUITALIA COME DIFENDERSI : PARLA FRA I MASSIMI ESPERTI ITALIANI AVV.EMANUELE DEMASO

    Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella 9 Bologna
    Tel 051355626 mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    L’Associazione DECIBA garantisce l’altra professionalità

    NULLITA’ DELLE CARTELLE ESATTORIALI:

    OCCHIO A CHI NOTIFICA ED AL CONTENUTO DELLA CARTELLA

    Hanno fatto certamente notizia alcune pronunce della giurisprudenza di merito secondo le quali sono da ritenersi nulle le cartelle notificate a mezzo posta da Equitalia se vengono notificate direttamente dalla stessa mediante spedizione di raccomandata, senza avvalersi dei soggetti legittimati ed indicati dall’art. 26 del D.P.R. 602/73.
    L’art. 26, comma 1, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, rubricato “Notificazione della cartella di pagamento” prevede espressamente: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento […]”.
    Secondo tali pronunce, nonostante il suddetto articolo preveda la possibilità, per gli Agenti della riscossione, di notificare i propri atti per posta mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento, allo stesso tempo individua espressamente quali agenti notificatori:
    – gli ufficiali della riscossione;
    – altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge;
    – i messi comunali previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario;
    – gli agenti della polizia municipale.
    In base al citato art. 26, comma 1, pertanto, la notificazione deve sempre essere effettuata da un agente notificatore abilitato, il quale può anche avvalersi del servizio postale, mentre sono certamente illegittime le notifiche eseguite a mezzo del servizio postale direttamente e non tramite agente all’uopo abilitato.
    Mentre infatti il primo periodo del comma 1 dell’art. 26 si limita ad individuare, con un’elencazione tassativa, i soggetti legittimati all’esecuzione della notifica, il secondo periodo del comma 1 indica il modo attraverso il quale i soggetti di cui al periodo precedente possono eseguirla.
    Inoltre, sempre alla stregua delle sentenze di merito, le condizioni di cui all’art. 26 sarebbero tassative, con conseguente giuridica inesistenza della notifica eseguita a mezzo posta senza l’ausilio dei soggetti puntualmente individuati dalla legge ossia:
    gli Ufficiali della riscossione;
    gli Agenti della Polizia Municipale;
    i Messi Comunali previa convenzione tra Comune e Concessionario;
    altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge.
    Da ciò consegue che Equitalia (agente/concessionario della riscossione, ma non Ufficiale della riscossione) sia stata esclusa, per espressa volontà del Legislatore, dall’elenco dei soggetti giuridici abilitati ad effettuare la notifica di atti tramite raccomandata postale e senza l’intervento di un soggetto qualificato ed a ciò preposto dal nostro ordinamento giuridico.
    La ormai prevalente giurisprudenza di merito conclude per la giuridica inesistenza dell’atto di notificazione quando la notifica della cartella di pagamento viene effettuata da un soggetto sprovvisto del relativo potere.
    Questo secondo il principio, confermato dalla Commissione Tributaria Regionale di Bari – sez. distaccata di Lecce n. 212/2013 ma comune alle diverse Commissioni Tributarie Regionali, per cui “in tema di notifica di atti che incidono sulla sfera patrimoniale del cittadino, le norme che dettano rigorose e tassative prescrizioni finalizzate a garantire il risultato del ricevimento dell’atto da parte del destinatario ed attribuire certezza all’esito del procedimento notificatorio, non consentono altra interpretazione se non quella letterale. E poiché la notificazione a mezzo posta è, dal Legislatore, riservata esclusivamente agli uffici che esercitano potestà impositiva con esclusione degli agenti della riscossione che sono invece preposti alla fase riscossiva, la notificazione in questione deve considerarsi inesistente”.
    In particolare, è opportuno rilevare che l’inesistenza della notifica è un’eccezione formulabile in qualsiasi fase delle procedure di esecuzione e quindi anche oltre i termini brevi previsti dal Legislatore per l’impugnazione. Detto in altre parole l’inesistenza della cartella di pagamento è eccepibile in ogni tempo, ovvero si può ricorrere per tale motivo anche contro cartelle di pagamento risalenti negli anni senza alcun limite.

    Inoltre la notificazione inesistente non produce effetti giuridici e non può, pertanto, essere oggetto di sanatoria. La Suprema Corte di Cassazione ritiene, infatti, che solo la notificazione nulla sia passibile di rinotificazione sanante, ma non quella giuridicamente inesistente, proprio come in questi casi.
    Altra questione rilevante, su cui recentemente ha preso posizione il Tribunale di Venezia con una sentenza che può definirsi storica per la sua portata, la numero 3079/2015, attiene invece al contenuto della cartella esattoriale.
    In particolare, il Giudice adito ha sancito due principi fondamentali in merito alla legittimità delle cartelle esattoriali.
    Innanzitutto Equitalia potrà emettere cartelle, notificarle ed agire esecutivamente solo se sarà in possesso dei requisiti validi e documentabili in grado di giustificare le pretese degli enti pubblici per i quali agisce. In secondo luogo, la prova dell’esistenza dei requisiti dovrà essere fornita da Equitalia stessa e dagli enti creditori e non dal cittadino preteso debitore.
    “La parte privata, secondo il Giudice veneziano, non può essere gravata della prova di una circostanza negativa, configurandosi onere probatorio di assai difficile adempimento”.
    Pertanto, l’onere di provare i fatti costitutivi della pretesa tributaria penderà in capo ad Equitalia, la quale dovrà fornire tutte le informazioni necessarie al cittadino per poter comprendere la pretesa tributaria e, nello stesso tempo, potersi difendere, attraverso l’indicazione dettagliata di elementi essenziali.
    Per l’elencazione dei suddetti elementi essenziali si rinvia al precedente articolo “Cartelle di pagamento Equitalia: focus in merito ai vizi di forma”, paragrafo 3) completezza delle informazioni.
    La portata della succitata sentenza non ha precedenti ed eguali. Pertanto potrebbe generare a cascata la dichiarazione di nullità di centinaia di migliaia di cartelle.
    Fatta questa breve disamina si evidenzia la concreta possibilità di poter contestare la cartelle di Equitalia notificate anche in tempi non recenti al fine di poter ottenere l’annullamento delle stesse e la cancellazione di pignoramenti e fermi amministrativi.

    Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella 9 Bologna
    Tel 051355626 mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • Estinzione anticipata del mutuo

    L’estinzione anticipata del mutuo rappresenta la possibilità, da parte del cliente, di concludere il contratto di mutuo prima della scadenza, versando il capitale residuo e riducendo così gli interessi da pagare alla banca.

    La Legge Bersani (decreto n. 7/2007, convertito nella legge n. 40/2007) ha apportato alcune modifiche in merito alle norme sull’estinzione anticipata dei mutui. Grazie a questo Decreto, le banche non possono richiedere alcuna penale al cliente che voglia rimborsare il mutuo prima del termine. Se il consumatore ha stipulato il mutuo dopo il 2 febbraio 2007 e desidera rimborsarlo in anticipo, sarà sufficiente fare una richiesta alla banca di competenza, versando il capitale residuo. Se il contratto prevede delle clausole che includono il pagamento di un sovrapprezzo a favore della banca, grazie al decreto Bersani, le stesse sono da considerarsi nulle.

    Nel caso di finanziamenti sottoscritti prima del 2 febbraio 2007, le penali di estinzione mutuo previste dal contratto in essere saranno ridotte per effetto del Decreto Bersani. Il limite massimo di queste penali, stabilito da un accordo tra l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, va calcolato sul capitale ancora da restituire e varia in base al tipo di mutuo (mutui a tasso fisso, mutui a tasso variabile o mutui a tasso misto), alla data in cui è stato stipulato e alla data data di scadenza del contratto.

    Se il mutuo è a tasso variabile e alla scadenza del contratto mancano due anni o meno, la banca non può richiedere alcuna penale; nel terzultimo anno di ammortamento del mutuo la penale massima richiesta dalla banca può essere dello 0,2% sul capitale residuo; in tutti gli altri casi la penale massima sarà pari allo 0,5%.

    Anche i mutui a tasso fisso stipulati prima del 2001 non prevedono penale negli ultimi due anni di ammortamento; il sovrapprezzo per l’estinzione mutuo sarà pari allo 0,2% nel terzultimo anno e dello 0,5% negli altri casi. Se i mutui a tasso fisso sono stati sottoscritti dal 2001 in poi, le penali massime raggiungono l'1,9% nella prima metà del periodo di ammortamento del mutuo, l'1,5 nella seconda metà del periodo di ammortamento, lo 0,2% nel terzultimo anno e nessuna penale negli ultimi due anni di ammortamento del mutuo.

    Le medesime penali si applicano ai mutui a tasso misto stipulati dal 2001, se al momento dell’estinzione anticipata il tasso è fisso. In tutti gli altri casi, i mutui a tasso misto prevedono le stesse penali del variabile. Se il contratto di mutuo prevede delle commissioni di estinzione di importo pari o inferiore a quelle stabilite dalla legge,  si avrà diritto ad un’ulteriore riduzione.

  • Estinzione anticipata: istruzioni per l'uso

     

    Se hai acceso un mutuo e stai ancora pagando le rate, saprai di certo cos’è l’estinzione anticipata, e forse starai accumulando liquidità per richiederla.

    Tuttavia, non è detto che tu non ti sia mai posto qualche domanda su come fare, quando procedere, e via dicendo.

     

    Proveremo a rispondere in maniera esaustiva alle tue domande.

     

    L’estinzione anticipata può essere richiesta sempre, lo garantisce l’articolo 40, comma 1, del Testo Unico Bancario; è possibile però che qualche banca non la conceda prima dei 18 mesi dall’accensione del mutuo. In ogni caso, tale eccezione, già di per sé discutibile poiché in disaccordo con la normativa ufficiale, deve essere segnalata da un’apposita clausola nel contratto.

    Bisogna poi distinguere tra estinzione parziale e totale.

     

    L’estinzione parziale permette di versare una quota aggiuntiva alle rate regolari, in modo da diminuire in un colpo solo il capitale residuo; è assai probabile che a seguito di questo versamento anche le rate mensili si abbassino.

     

    L’estinzione totale, invece, come dice il nome, permettere di chiudere definitivamente il rapporto con l’istituto di credito, saldando il debito per intero. 

     

    E le penali?

    Se hai stipulato un mutuo dopo il 2 febbraio 2007, non dovrai pagare alcuna penale per l’estinzione anticipata, a patto che il finanziamento sia servito per ristrutturare o acquistare la casa o un locale adibito a luogo di lavoro.

    Se il tuo mutuo è precedente questa data, dovrai farti carico di una penale, variabile a seconda del tasso.

     

     

    Spesso, tuttavia, la clausola di penale presenta irregolarità che il consumatore non è in grado di rilevare. Fai controllare il tuo mutuo a professionisti del settore, come l’associazione D.E.C.I.BA, che da tre anni si batte a fianco del contribuente per ricevere risarcimenti. Molti mutui infatti contengono illegittimi che, se impugnati da professionisti adeguatamente preparati, potrebbero fare restituire gli interessi versati.

  • Giudici indagati per corruzione

    Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

    Art.319 ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi investigativa che tre pm del tribunale di Brescia stanno percorrendo ai danni di due colleghi pavesi e di un perito del tribunale di Pavia. I giudici finiti nel registro delle notizie di reato sono Fabio Lambertucci e Andrea Balba, insieme con il geometra Fabrizio Montini.

    L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi poi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, dove abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara GhirardiAmbrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

    Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

    La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

  • I mutui truccati di Barclays

     

    Risale a un mese fa un’incredibile notizia, passata sotto silenzio dalla maggior parte dei media, che riguarda una truffa messa in piedi dal colosso finanziario Barclays ai danni di circa 5.500 famiglie europee. 

    Tra il 2007 e il 2010 la banca avrebbe infatti venduto ai propri clienti mutuiin franchi svizzeri, mascherati da mutuiin euro, allo scopo di speculare sulla pelle delle persone, facendo leva sui tassi agevolati offerti dal Libor (tasso d’interesse di mercato a cui le banche si scambiano prestiti in franchi svizzeri) rispetto all’Euribor (il tasso di interesse in euro). Barclays, a quanto dimostrato, aveva previsto l’andamento della valuta elvetica, e poteva affidarsi alla sua stabilità, a differenza dei consumatori, sui quali veniva scaricato il rischio di cambio. Inoltre, in caso di estinzione anticipata, Barclays aveva inserito una clausola che stabiliva che l’importo da pagare dovesse essere riconvertito, a danno dei propri clienti.

    Danno che, con il persistere della crisi, ha messo migliaia di persone di fronte a cifre enormi da restituire alla banca. La frode messa in piedi da Barclays è l’emblema di come colossi della finanza internazionale possano agire indisturbati alle spalle dei consumatori e al di fuori della legge. Ma la speranza c’è, perché in Spagna alcune vittime di Barclays hanno vinto un procedimento contro la banca, a dimostrazione che quando vi sono gli strumenti giusti è possibile ottenere giustizia.

    Verificare la valuta del proprio mutuo è possibile e può essere fatto in autonomia. Alla voce “interessi” del proprio contratto di mutuo viene specificato se è stato stipulato in franchi svizzeri o in euro. Vale la pena controllare. 

    Spesso il linguaggio di questi contratti è volutamente di difficile comprensione, ed è per questo che esistono associazioni come D.E.C.I.BA a supporto dei cittadini, contro la spregiudicatezza degli istituti bancari.

  • I video più censurati del web Controllare la Banca andrà di moda esclusiva dichiarazione

    Il Presidente Gaetano Vilnò ass. Deciba annuncia apertura in Tutta Italia di filiali,saranno attivati uffici PROFESSIONAL DECIBA . Il nostro scopo è garantire un certo livello professionale a questo tipo di attività. Dobbiamo chiarire troppi dubbi. Abbiamo molte richieste sia da professionisti sia da liberi cittadini che vorrebbero aprire una referenza nella propria città . Sono da distinguere l’attività professionale da quella associativa,per vincere una causa necessitano professionisti,avvocati,periti econometrici,consulenti,l’attività associativa può mandare solleciti,rendere pubblico un illecito,consigliare. Spesso per colpa di alcuni operatori le due mansioni vengono confuse.

    INFO DECIBA : www.deciba.it 0521/241417 contatto per tutta Italia

    Vogliamo dare chiarezza e trasparenza,illudere le persone facendo credere che sia tutto gratuito è sbagliato,purtroppo ad oggi non esistono fondi per affrontare le spese legali per chi è già in difficoltà,ritengo che non sia giusto fare spendere poco per non ottenere nulla. Le persone devono sapere preventivamente quale saranno i costi e possibilità,questo tipo di approccio è spesso nascosto,noi vogliamo cambiare rotta e dare chiarezza .

    Deciba Associazione per ora ha uffici a Parma,Milano,Treviso,siamo in apertura in molte altre città Italiane.

    Deciba Professional sarà composta da professionisti da noi selezionati,utilizzeranno metodi chiari e trasparenti,forse poco commerciali ma il nostro interesse è portare risultati sia per il professionista sia per il cliente .

    CONTROLLARE LA BANCA ANDRA’ DI MODA

    La televisione e i Media tradizionali non hanno mai dato la giusta importanza all’argomento,sembra non essere di interesse comune salvare una famiglia da un pignoramento o respingere una banca che chiede denaro non dovuto,eppure si potrebbero salvare posti di lavoro e aziende . Le Banche spesso sono sponsor di Radio,Televisioni,Giornali,per una testata giornalista diventa difficile parlare male del proprio sponsor,questo lo possiamo comprendere,ma ci vorrebbe onestà giornalistica per diffondere le giuste informazioni .

    Attraverso il web abbiamo raggiunto migliaia di persone,ogni giorno diffondiamo informazioni che ci permettono di informare e rendere consapevoli dei propri diritti,abbiamo realizzato video che nell’insieme hanno raggiunto 1 milione di persone,sono i video più visti nella rete .

    DIVENTERA’ DI MODA

    Oggi andare contro una banca sembra impossibile,invece abbiamo voluto smontare questo falso mito attraverso sentenze,ordinanze,video,abbiamo reso pubblico ciò che fino ad oggi è stato sempre nascosto,le sentenze dei giudici . Questione di tempo,una volta che i professionisti diventeranno sempre più esperti ed onesti le sentenze di moltiplicheranno e tutti prenderanno il coraggio di chiedere i propri diritti .

    IL DIRITTO QUESTIONE DI PRINCIPIO

    Chi ha cambiato l’umanità spesso non la fatto con certezza o ricerca del denaro,abbiamo mille esempi nella storia,chiedere i propri diritto è un sacrosanto dovere,una persona che segue la verità e la giustizia fa paura,se avete ragione dovete diventare guerrieri e combattere per ciò che è giusto,non parliamo di follie o combattere contro i mulini a vento,parliamo di realtà,vi invitiamo a leggere e guardare questi video che vi daranno la strada giusta per comprendere tutte le vostre possibilità .


    IL VIDEO PIU’ VISTO DEL WEB COME CONTROLLARE IL PROPRIO CONTRATTO DI MUTUO

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    Esclusiva intervista al Gruppo Deciba,per la prima volta in Italia bloccata l’asta giudiziaria per usura bancaria ,parla l’avvocato Rosa Chiericati .

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    Il tesoro nascosto nei conto correnti ,esclusiva intervista al Segretario Deciba Ilario Fabiano

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    La verità sui grandi risultati ottenuti ,ecco sentenze,ordinanze,come controllare

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    Vi invitiamo a diffondere queste informazioni ,il popolo deve sapere che la legge funziona

  • ILLEGITTIMI gli studi di settore

    L’accertamento fiscale per il tramite degli studi di settore è illegittimo se l’Agenzia delle Entrate non considera anche le ragioni del contribuente. Ciò è quanto emerge da una recentissima sentenza della Suprema Corte (sentenza della Corte di Cassazione n.13.318 del 17 giugno 2011), la quale ribadisce sia l’importanza del confronto tra il contribuente e il fisco che il carattere presuntivo dello studio di settore. Inoltre, la Suprema Corte ha rilevato come il comportamento del contribuente nella fase precontenziosa fosse stato sostanzialmente corretto attraverso l’esposizione all’Agenzia delle Entrate di una serie di motivi reali che avevano portato all’inattendibilità dei risultati espressi dagli studi di settore. La Suprema Corte, ancora, oltre ad accogliere i rilievi del contribuente ha ribadito l’assoluta infondatezza della posizione dell’Ufficio che aveva equiparato gli studi di settore a delle presunzioni legali. Inoltre, viene chiarito che seppure la difesa del cittadino non si sia concretizzata in una prova documentale, l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto comunque considerare i rilievi del contribuente all’atto dell’emissione dell’accertamento.

  • In Rosso di 230 mila Euro ,controlla la Banca gli devi 510 mila

    La storia di molti imprenditori Italiani,banche,equitalia,fisco sembrano essere fra i primi responsabili dei fallimenti aziendali .

    Ormai abbiamo capito che attraverso l’informazione possiamo ribellarci e difenderci .

    Attraverso l’associazione Deciba e i professionisti delegati Deciba impariamo tutti i giorni qualcosa che potrebbe davvero sconvolgere l’economia aziendale e famigliare .

    La storia della Signora Francesca è una come tante,artigiana che dopo molti anni si trova in difficoltà ,un po la crisi un po’ il sistema perverso creato ,per caso guarda sul web un video proprio trasmesso da noi,si presenta negli uffici di Parma di DECIBA 0521/241417 e racconta la sua storia . Si decide di partire con un controllo,le prime analisi sono chiare,la Banca deve restituire oltre 500 mila Euro al cliente .

    I successi DECIBA si moltiplicano ogni giorno,l’affidabilità che questo gruppo a dimostrato è stato il segreto del successo stesso .

    L’associazione DECIBA per molti rappresenta un esempio di comportamento e risultati ottenuti,la chiarezza e trasparenza hanno fatto diventare in poco tempo il gruppo DECIBA punto di riferimento per i migliori professionisti Italiani .

    Se hai un’attività devi controllare il tuo conto corrente,devi controllare che la banca abbiamo fatto tutto regolare,spesso questo non accade,spesso la banca richiede denaro che non dovrebbe .

    Siamo stati fra i primi a divulgare l’informazione sul Mutuo in usura,infatti siamo arrivati a 1 milione di visite ,ora dobbiamo fare conoscere alle alle aziende le grandi possibilità che hanno attraverso un controllo serio e accurato .

    Molti imprenditori trascurano il fatto di controllare accuratamente il comportamento bancario,siamo sempre nella posizione di pecore che attendo l’estremo prima di reagire,meglio lupi.
    La legge permette di chiedere un risarcimento alla Banca in caso di illegittimi,nei conto correnti prima del 2000 gli illegittimi sono molto frequenti vale la pena sempre controllare .

    Questo video spiega i grandi risultati ottenuti

    Per controllare il conto corrente servono movimento e scalari di ogni anno di attività,è possibile fare una preanalisi accurata che permetterà di comprendere quale è l’entità del risarcimento da richiedere alla banca .

    www.deciba.it
    0521/241417
    email : This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

    questi riferimenti vi aiuteranno ad avere chiarimenti per il lavoro da svolgere .

    L’importanza di affidarsi a professionisti di qualità e seri è molto importante .

    Il segretario Deciba Ilario Fabiano spiega il tesoro nascosto nei conto correnti

     

  • IN TRAPPOLA LA BANCA ! AZIENDA CONTROLLA CONTO CORRENTE !

    Senza ombra di dubbio uno dei metodi più efficace per mettere in difficoltà una banca è quello di sottoporla ad un serrato controllo. Oggi esistono vari professionisti capaci di effettuare conteggi econometrici al fine di comprendere cosa sia dovuto e cosa no, ma è comunque necessario prestare molta attenzione alla scelta del professionista, l’ avvocato o il commercialista di fiducia non sono necessariamente bravi in una materia così specifica, meglio fare una ricerca adeguata e iniziare un percorso di conoscenza e attento controllo.

  • Intervista al presidente Gaetano Vilnò

    Ce ne sono oggi in Italia di avvocati che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il Dipartimento europeo di controllo sugli Illeciti Bancari, che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

    Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

    Io ho cominciato come agente di attività finanziaria, quindi lavoravo per le banche, ma son sempre stato un blogger e quindi ho bazzicato nel mondo dell’informazione, non differentemente da quello che faccio oggi, informando i cittadini di una grande possibilità che in troppi hanno interesse a nascondere.

    Deciba è la prima associazione che è riuscita ad ottenere l’annullamento dell’asta giudiziaria, ma come è stato possibile questo risultato?

    Funziona così: la Banca chiede un pignoramento a fronte di un presunto credito non saldato. Se la persona non si difende il bene viene preso e viene messo all’asta. Qui viene venduto e l’utente perde il bene. Noi siamo intervenuti già nel passo successivo, dimostrando che quel debito che ha provocato il pignoramento in realtà non esiste. Una volta dimostrata l’usura si può ottenere il blocco dell’asta giudiziaria e la gratuità del mutuo che comporta l’annullamento degli interessi applicati. Di conseguenza deve essere restituito il bene all’utente.

    Ma dopo aver raggiunto questo importante risultato, la banca cosa potrebbe escogitare? Cosa potrebbe accadere dopo?

    La banca se vuole può fare appello, ma sicuramente lo perde.

    Voi dite che per vincere una causa non servono le perizie e non servono le querele.  Cominciamo dalle querele: perché non sono efficaci?

    La percentuale delle querele è bassissima e si colloca al 5%.

    E perché accade questo?

    Semplicemente la motivazione è da ricercare nel fatto che il giudice non si assume la responsabilità di fare causa contro la banca e accettare l’articolo 20.

    E perché dite che le perizie non servono?

    Perché non serve a niente farsi fare una perizia se il giudice poi non capisce qual è la tesi dell’avvocato. E questo accade perché a volte nemmeno il legale riesce a rispondere ai quesiti che il giudice stesso gli pone.

    Una causa si vince se fai comprendere al giudice il quesito esatto da porre al CTU.

    Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?

    Persone che vogliono fare una causa su vari strumenti finanziari: mutui, conti correnti, leasing ma anche derivati.

    Chi è che può rivolgersi ad un professionista? Il conto corrente deve esser stato chiuso da quanto tempo? Il conto corrente può essere messo in causa solo se aperto dal 1952 in poi e non deve esser stato chiuso da più di dieci anni.

    Dal momento che sono 25 miliardi di euro i soldi che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura, vuol dire che gran parte della gente ha già perso qualcosa e, molte altre, potrebbero perdere più o meno tanto. Tutte le persone che hanno quindi visto il pignoramento dei propri beni, la propria casa messa all’asta, il capannone e quant’altro, possono rivolgersi a voi per ottenere il risarcimento di quel bene? E’ una strada nuova da percorrere, ma si può fare per lo stesso motivo dei risultati ottenuti in precedenza. Alla fine se abbiamo bloccato l’asta per usura bancaria perché non potremmo chiedere i danni?

    Ci sono delle persone che in questo periodo hanno richiesto dei mutui col tasso d’interesse basso o, almeno, con tasso più basso rispetto a qualche anno fa. Ma la banca ti dice che la pratica va in lavorazione per due mesi e ti avvisa che, al momento della firma del contratto, il tasso potrebbe essere aumentato. Nonostante “giusto” non faccia sempre rima con “lecito”, in questo caso la prassi è lecita?

    Allora, bisogna conoscere le procedure. I tassi d’interesse vengono decisi ogni tre mesi. Quindi Bankitalia mette nella gazzetta ufficiale i tassi di media. Esiste un’unica soluzione per salvarsi: scegliere sempre il tasso fisso, mai variabile. Se si fanno variabili, col tempo veniamo sempre fregati. La commissione europea ha già multato l‘Euribor (decretandone, in pratica l’illiceità n.d.r.).

    Ma quindi è lecito attirare un cliente con un tasso e poi fargliene firmare un altro?

    Non è illecito, ma è scorretto. La soluzione però c’è: basta non farlo.

    Alle persone che hanno paura di affrontare cause molto lunghe, tu cosa diresti?

    Bisogna far capire che quando c’è il caso di un mutuo andato in usura, il cliente può scegliere di non pagare finché non si arriva in giudizio. Quindi è un fatto d’intelligenza e di coraggio.

  • ITALIANI VINCONO CONTRO LE BANCHE ECCO COME CONTROLLA IL TUO MUTUO

    Finalmente sono molti gli Italiani ad avere preso il giusto coraggio per fare causa alla Banca,siamo stati fra i primi a diffondere sentenze,leggi,ordinanze,i primi a diffondere video specifici che spiegassero in modo chiaro come controllare il proprio mutuo o conto corrente .

    guarda il video

    Abbiamo raggiunto un milione di persone fra tutti i video che parlano di illegittimi bancari,grazie all’associazione deciba questo è stato possibile

    info : www.deciba.it 0521/241417

     

     

    Controllare i conto correnti ,leasing,Mutui deve diventare di moda,ormai tutti sanno questa possibilità,spesso in molti credono non sia vero. La nostra abitudine di diffondere sentenze e ordinanze a portato in molti ad approfondire l’argomento .

    I numeri sono impressionanti,dalle analisi fatte sono milioni di euro che gli Italiani devono prendere come risarcimento,arrivano molte email dove ci chiedono a chi rivolgersi,ci sono molti professionisti in Italiani,noi vi consigliamo di affidarvi ai professionisti selezionati da deciba,questo vi eviterà di incappare in qualche fregatura .

    il sito www.deciba.it tel 0521/241417

    Ecco documentati i risultati ottenuti,controllare la banca deve essere normale

  • L'articolo più odiato da Equitalia ! Controllate le cartelle Equitalia ecco come


    Molti non sanno che la maggio parte delle cartelle Equitalia ( e altri entri di riscossione ) spesso commettono errori.
    Un sito interessante www.equistop.it e relativo numero verde 800/189808 risponde un call center che vi darà indicazione di quali cartelle possono essere controllate e cosa è gusto pagare e cosa no,la valutazione è gratuita,successivamente sarà una prestazione professionale .

    Pare che da una prima valutazione spesso i crediti vantati sono arrivati anche al 50% per non parlare delle cartelle esattoriali ormai scadute quindi andate in prescrizione .

    Inoltre Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999. L'articolo sopracitato disponeva la rottamazione dei ruoli di importo fino a 2 mila euro, ma anche il discarico dei ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 1999 anche di importo superiore a due mila euro (rottamazione e discarico non solo per le cartelle esattoriali emesse da Equitalia, ma anche quelle di altri agenti della riscossione).

    In questo video proposto dal Presidente Deciba Gaetano Vilnò spiega perfettamente quali abusi può fare Equitalia,da guardare e divulgare

    video

    Nel dettaglio, la norma stabilisce:

    che, i crediti esigibili da Equitalia o altro agente della riscossione, di importo fino a 2 mila euro ed iscritti a ruolo entro il 31/12/1999, devono essere automaticamente annullati;
    che, i ruoli di importo maggiore a 2 mila euro, resi esecutivi entro la medesima data del 31/12/99, saranno discaricati da Equitalia e qualsiasi altro agente della riscossione: in tal modo, tali crediti ritorneranno agli enti titolari dei diritti vantati sul credito risultante dalle cartelle di pagamento, e per il quale non è stata azionata nessuna procedura esecutiva o non pendono giudizi dinanzi all'autorità giudiziaria (ad es. cartelle impugnate per eventuali multe illegittime, come dichiarate di recente dalla Corte Costituzionale) oppure che non vi siano col contribuente accordi di ristrutturazioni o transazioni, oppure ancora, procedure concorsuali o rateizzazioni di pagamento in corso.

    Quindi, se le cartelle superiori a duemila euro, non sono state già riscosse, siano oggetto di rateizzazioni, oppure ad esse non siano seguite procedure esecutive (ad esempio pignoramento ex art. 52 del Dpr 633/1972), Equitalia o l'agente della riscossione in generale, deve formare degli elenchi contenenti i dati identificativi dei debitori e delle relative cartelle di pagamento, per poi trasmetterlo all'ente creditore. Diversamente, tutte le cartelle esattoriali oggetto di una delle azioni sopra elencate, restano in gestione dell'agente della riscossione. Anche se, in caso di accertata impossibilità di riscossione dei crediti, Equitalia trasmetterà all'ente creditore le suddette cartelle entro due mesi dal termine dell'attività di recupero del credito.
    Sentenze: Equitalia

    COSA SONO LE CARTELLE OPACHE?

    Cari cittadini sapete cosa sono le cartelle opache? Se non lo sapete, ve lo spiego. Equitalia vi notifica sistematicamente cartelle che non vi consentono di verificare quali tassi siano stati applicati, cioè non vi consentono di verificare se gli interessi che vi hanno addebitato siano legittimi o meno. Senza per ora addentrarci in situazioni più complesse che si verificano quando Equitalia applica tassi superiori al tasso soglia, che significa applicare ai cittadini tassi usurari, verificate le cartelle che avete ricevuto dal 2008 in poi e precisamente controllate se gli interessi sono addebitati nella loro somma complessiva, senza specificare i tassi e il capitale sul quale sono calcolati nonché per quale periodo. Qualora fosse così la cartella è nulla. Lo afferma la Cassazione Civile, sezione tributaria, sentenza n. 4516 del 21 marzo 2012. Non abbiate paura di Equitalia, fate valere i vostri diritti di cittadini e non pagate il non dovuto.

     

  • L'INTERVISTA AD UNO DEI MASSIMI ESPERTI IN DIRITTO BANCARIO

     

    Ce ne sono oggi in Italia di avvocati,commercialisti,società,associazione, che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il DECIBA , che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

    Quale è il vostro segreto ? 

    Siamo un gruppo di persone molto preparare,matematici,esperti bancari,avvocati,questi tre elementi fanno la differenza nel risultato finale . Il Segreto è è studiare e portare  avanti grandi risultati,abbiamo regole precise di Gruppo lavorare e portare risultati.  . 

    Una recente intervista lei fa un’affermazione molto forte “anello debole gli Avvocati” 

    Confermo,possono essere l’anello debole o l’anello di forza,per ora ho visto molta arroganza e poca sostanza,in questo campo bisogna essere molto preparati,tentare a spese del cliente è deleterio . Molti danno colpa a società che vendono perizie ma poniamoci l'unica domanda ragionevole se l'avvocato non è in grado di capire se una perizia e sbagliata o giusta potrà mai vincere contro una banca ? 

    Molti dicono che lei è molto rigido è vero ? 

    Dipende,mi interessa vincere non i giudizi di chi ho messo alla porta,in questi anni abbiamo conosciuto molte persone,il nostro interesse è portare a casa il risultato non essere simpatici,se rigidità vuole dire pretendere il massimo da tutti allora si son rigido . 

    Perché riuscite in “mission impossibili ” 

    In parte ho già risposto,il nostro gruppo è formato da persone molto serie,lo scopo è la continua evoluzione,non ci interessa molto fare PROMO privi di sostanza,noi vinciamo con i fatti,la nostra selezione parte sia dai professionisti che i clienti,parliamo sempre chiaramente,i nostri clienti sono nostri collaboratori,noi vogliamo persone informate.

    Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

    Come spesso accade per una questione personale,poi purtroppo per la banca ha creato un nemico infinito,il mio intento è vincere,per questo scopo ogni giorno formo persone e portiamo a casa grandi risultati,nove anni di agente in attività finanziaria mi hanno aiutato a comprendere meglio il mondo bancario .  

    Perché le persone non controllano la banca ? 

     

    Credo siano tre motivi sostanziali,ignoranza,paura,denaro,superati questi ostacoli la strada è spianata,purtroppo l’elemento ignoranza e paura sono sempre stati forti elementi inibitori . Oggi il cittadino ha solo due scelte,controlla la banca oppure sarà il perfetto contrario. Oggi a differenza di 8 anni fa quando ho iniziato questa specializzazioni sono molti di più le persone informate in questo settore ,purtroppo ignoranza e mala informazionie sono i migliori amici delle banche . 

     

    Cosa consiglia ? 

     

    Controllate Mutui,Leasing,Conto correnti e qualsiasi prodotto finanziario,senza paura che la Legge esiste e funziona . 

     

    ulteriori informazioni www.deciba.it 

  • La Corporation REPUBLIC OF ITALY: Ecco perché quando si nasce si è già di proprietà delle Banche.

    La verità è che è avvenuto il pignoramento della Repubblica Italiana, o, per meglio definirla, la corporation REPUBLIC OF ITALY...
    Ma facciamo un passo indietro. Era il lontano 1934 quando il Presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt, dopo la crisi finanziaria del 1929, fondò laSecurities and Exchange Commission(Commissione per i Titoli e gli Scambi), l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori. Questa agenzia, esistente a tutt’oggi, è analoga all’Italiana Consob che tutti conoscono.
    E sapete cosa accadde? Molti Stati (ad oggi quasi 200) si trasformarono in corporations private iscritte alla S.E.C. e proprio l’Italia fu uno dei primi Stati ad associarvisi. Se si entra nel sito della S.E.C. è possibile osservare i numeri di registrazione della SocietàREPUBLIC OF ITALY e scaricare anche tutti i suoi report annuali. E’ curioso che la sede legale si trovi a Londra.
    Osservando la data di iscrizione alla S.E.C. (1934), è interessante notare che quando Mussolini stipulò gli accordi politico-militari dapprima con la Germania di Hitler attraverso l’Asse Roma Berlino nel 1936, ancora con la stessa Germania, firmando il Patto d’Acciaio nel 1939, per concludere con il Giappone tramite il Patto Tripartito, detto anche Asse Roma Berlino Tokyo, nel 1940, in realtà, il Regno d’Italia, a livello giuridico, era già una società registrata in America.
    Queste informazioni, naturalmente, erano riservate e una piccola élite di persone, tuttavia, con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie, tutti oggi possono accedere a questi dati.
    Ma a livello pratico, per il cittadino, cosa comporta tutto questo?
    E’ semplice: essendo l’Italia una società, tutte le richieste di pagamento, come ad esempio le tasse (casa, automobile, sevizi vari), i verbali, le cartelle esattoriali inviate dalla Società Italia o da altre società che ad essa sottostanno (in pratica i vari Ministeri), dal punto di vista prettamente giuridico sono dei contratti. E, in generale, affinché un contratto sia valido necessita di due figure: un Proponente, colui che propone il contratto, e un Rispondente, colui che può accettare o rifiutare il contratto. La validità di un contratto scritto è data dalla firma in umido del Proponente. Il Rispondente può accettare il contratto firmandolo a sua volta in umido o può accettarlo per silenzio assenso dove previsto. Quest’ultimo caso, che riguarda il contratto unilaterale e, cioè, il contratto con obbligazioni a carico del solo Proponente, è disciplinato dall'art. 1333 c.c., il quale stabilisce che:
    “la proposta diretta a concludere un contratto da cui derivino obbligazioni solo per il proponente è irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte alla quale è destinata. Il destinatario può rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla natura dell’affare o dagli usi. In mancanza di tale rifiuto il contratto è concluso”.
    Ecco che si comprende facilmente che noi, nei confronti di tutte le richieste di pagamento pervenute dalla Società Italia (e anche dalle Banche) siamo i Rispondenti. Se non conosciamo la Verità, accettiamo e paghiamo quanto richiestoci per silenzio assenso. Conosciuta la Verità, però, è nostra facoltà decidere di non accettare il contratto (è sufficiente barrare il contratto in diagonale, scrivere “NULLO” al sopra della barra e aggiungere la seguente dicitura:
    RIGETTO QUESTA OFFERTA DI CONTRATTO E NEGO IL CONSENSO AL PRESENTE PROCEDIMENTO. SENZA PREGIUDIZIO UCC 1-308. NEGO L'AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI MIEI DATI PERSONALI UCC 1-103”. Infine, basta firmare, aggiungere la data e rinviare al Proponente.
    Come si può notare nella dicitura soprastante vengono utilizzati dei codici: UCC 1-308, UCC 1-103. Cosa significano?
    UCC è la sigla dell’Uniform Commecial Code, codice stampato per la prima volta nel 1952, che rappresenta la prima ed unica legge per quanto riguarda il commercio internazionale: viene utilizzato in tutto il Mondo, ma è usato in modo criptico. Difatti, non viene insegnato nelle Accademie di Diritto, pertanto, la maggior parte dei giuristi, degli avvocati e dei magistrati conosce poco o per nulla questo strumento. Tutte le aziende e gli Stati che sono iscritti per autocontrollo alla S.E.C. sottostanno alle leggi dell’UCC. Ecco che, quindi, anche l’Italia ed i suoi cittadini devono sottostare alle leggi dell’UCC.
    Ora, dicevamo: l’Italia è stata pignorata.
    Il tutto è iniziato con un’indagine durata diversi anni e condotta da tre avvocati che avevano accesso all’UCC. Il report dell’indagine è disponibile a questo link. Questi avvocati, durante il loro lavoro investigativo, si sono accorti che, con un sistema che perdura da oltre cento anni, i Governi e le Banche avevano creato uno stato di schiavitù nei confronti degli Esseri Umani. E lo avevano anche depositato in UCC! Nell’Ordine Esecutivo 13037, datato 4 marzo 1997, c’è la definizione di “ESSERE UMANO come CAPITALE”; nel documento UCC Doc # 00000001811425776 depositato il 12 agosto 2011 si fa riferimento ai cittadini degli Stati Uniti come patrimonio immobiliare “(Omissis)... VERI UOMINI CON BRACCIA E GAMBE”; nel documento UCC Doc # 2001059388 si evidenzia il modello della Federal Reserve Bank di New York utilizzato per rendere certi i fondi collaterali in tutto il Mondo, compresi i relativi certificati di assicurazione, le polizze, i beni e i nascituri, questi ultimi definiti “CUCCIOLI DI ANIMALE”.

    In particolare, proprio l’ultimo documento ha una rilevanza molto significativa perché risponde alla seguente domanda: se l’Italia fosse una società, quali sarebbero i suoi beni? La risposta è semplice: siamo noi esseri umani. Come avviene questo meccanismo? Una volta capito è molto semplice. Quando nasciamo veniamo registrati all’anagrafe e viene creato il codice fiscale dall’Agenzia delle Entrate. Al momento della registrazione viene creata un’altra entità fittizia, definita in americano strawman, ovvero “uomo di paglia”, e a questa entità legano un bond, ovvero un titolo di Stato (che attualmente sembra si aggiri intorno ai due milioni di dollari) che viene quotato in Borsa. La cosa bizzarra è che tutte le leggi dello Stato, siano esse civili o penali (le leggi penali non esistono perché se la Società Italia potesse decidere della libertà degli Esseri Umani sarebbe sovrana mentre gli esseri umani sarebbero schiavi), ricadono solo ed esclusivamente sullo strawman e non sull’Essere Umano in carne, ossa e sangue.
    Continuando con il discorso, come hanno agito questi tre avvocati, tra cui citiamo Heather Tucci Jaraff?
    Hanno creato un Trust denominandolo OPPT (One People’s Public Trust), hanno scritto una denuncia formale chiamata Dichiarazione dei Fatti (orig. Declaration of Facts) e l’hanno depositata in UCC il 28 novembre 2012 (UCC Doc # 2012127914). In questa denuncia si legge “(OMISSIS) Che qualsiasi ATTO COSTITUTIVO, ivi compresi quelli del Governo Federale degli Stati Uniti, degli Stati Uniti, dello ‘Stato di...’, comprensivo di ogni e tutte le abbreviazioni, idem sonans (che ‘suonino come tali’), o di altre forme giuridiche, finanziarie e gestionali e quelli di ogni e qualsiasi (Governo) internazionale o equivalente, in esso compresi ogni e tutti GLI UFFICI APPARTENENTI, comprensivi di ogni e tutti I FUNZIONARI, I DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, GLI ORDINI ESECUTIVI, I TRATTATI, LE COSTITUZIONI, I MEMBRI APPARTENENTI, GLI ATTI ed ogni e tutti gli altri contratti e accordi che dovessero essere intervenuti o intervenire in derivazione di questi, sono ora privi, nulli, senza valore o comunque annullati e non confutati;...”. Le regole dell’UCC impongono che, quando viene depositato un documento, è possibile confutarlo entro 28 giorni, altrimenti diventa Legge. Nessuno ha confutato il documento soprastante anche perché afferma la verità, e quindi ha piena validità giuridica in tutto il pianeta. Pertanto, ecco che si può affermare che il Governo Italiano è stato pignorato e che, anche se “de facto” esiste ancora perché i rappresentanti delle ex istituzioni fanno finta di nulla confidando nell’ignoranza dei cittadini, “de jure” non esiste più: è, come recita il testo UCC, privo, nullo, senza valore.
    Ma non è finita qui. Gli avvocati hanno depositato anche altri documenti, tra i quali:

    Atti costitutivi del sistema bancario annullati (True Bill WA DC UCC Doc # 2012114776del 24 ottobre 2012), il quale recita: “Dichiarazione ed ordine irrevocabile di cancellazione per tutti ed ogni gli atti costituenti di Istituti bancari in base ai regolamenti internazionali (BRI), cancellazione degli organigrammi riferiti ad essi e da essi derivati, nonché destituzione di tutti i beneficiari, compresi quelli (identificati nelle) corporazioni a regime privato, proprietarie di CORPI UMANI e facenti riferimento agli Stati, che operano, spalleggiano e si macchiano di favoreggiamento in regime di capitale privato, dell’emissione, della raccolta, dell’uso coercitivo delle norme legislative, mettendo in pratica UN SISTEMA SCHIAVISTA... (OMISSIS)... REQUISIZIONE DI VALORE LEGALE ATTRAVERSO UN’ILLEGALE RAPPRESENTAZIONE ...”. Con tale documento hanno “de jure” annullato tutti i debiti;
    Gli ordini di cessare e desistere (Declaration and Order, UCC Doc # 2012096074 del 9 settembre 2012) e relativa ratifica nel Commercial Bill - UCC Doc # 2012114586. Nell’ultima parte del documento è evidenziata in rosso la dicitura “FORMER” che vuol dire “EX”, in cui si afferma: “Ai volontari all’interno della compagine militare SI ORDINA...” “... Di rientrare in possesso dell’intero ammontare del sistema economico a regime privato tracciato, trasferito, emesso, posto a frutto e dei sistemi di applicazione delle norme di legge che gestiscono il SISTEMA DI SCHIAVITÙ...”

    “... Tutti gli Esseri del Creatore dovranno immediatamente rendere partecipi tutti i dipendenti pubblici, individuati nel presente documento, al fine di implementare, proteggere, conservare e completare questo ORDINE, in oggetto al documento, con tutti i mezzi del Creatore e del Creato, come indicato nel presente documento, da, con e sotto la loro INDIVIDUALE E COMPLETA responsabilità personale... ”
    Quest’ultimo punto significa che ogni individuo è responsabile delle proprie azioni e sottostà alle Leggi di Ordine Pubblico UCC 1-103 e UCC 1-308;
    Il documento WA DC UCC Doc # 2012113593, il quale recita: “Qualora un qualsiasi individuo perseveri nel perseguire eventuali azioni per conto di una Banca pignorata o di ‘governo’ pignorato, causando ad un altro e qualsiasi individuo ogni danno ipotizzabile come qui descritto, egli è a titolo personale e senza alcuna pregiudiziale assolutamente responsabile dei suoi atti”.
    Se si è posta attenzione alle date di deposito dei documenti sopracitati, si è sicuramente notato che il pignoramento dei Governi è uno degli ultimi atti effettuati, poiché prima sono stati depositati i documenti per salvaguardare gli Esseri Umani e per pignorare le Banche.

    Al fine di sigillare i documenti l’OPPT ha chiuso il 18 marzo 2013, cosicché nessuno potrà mai annullare la documentazione depositata in UCC.
    Ora le uniche leggi valide sulla Terra sono le tre Leggi Universali, ovvero:
    Rispetta il libero arbitrio;
    Non danneggiare gli altri;
    Onora i contratti
    .
    E’ bene comprendere che questa azione di trust e pignoramento dei Governi e delle Banche ha comportato la redistribuzione del denaro e che ogni individuo può accedere al valore di queste entità per un totale di 10 miliardi di dollari pro capite, di cui 5 miliardi monetizzabili attraverso le Banche pignorate utilizzando la documentazione prodotta dagli avvocati di OPPT. Se pensiamo che ogni giorno muoiono 30.000 bambini di fame, nonostante anch’essi vantino un credito di 10 miliardi di dollari, è nostro compito agire, e agire in fretta, se non per noi, almeno per loro.
    Questa è la Verità, tutta la Verità che per troppo tempo è stata nascosta, ma che ora può renderci finalmente liberi.
    Il primo caso in Abruzzo, secondo in Italia dopo Milano , la scelta di una coppia dopo una complessa procedura:
    Non hanno voluto cedere la loro piccola allo Stato italiano come ogni genitore fa quando iscrive il proprio figlio appena nato all’anagrafe del Comune di nascita.