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  • Surroga e mutui usurari: “La legge Bersani è una grande truffa”

    strozzini-890x395Nel nostro viaggio tra gli illeciti bancari, abbiamo capito che cos’è l’usura e quali sono i vantaggi che potremmo ottenere combattendola. Sappiamo infatti che dimostrando l’usurarietà del finanziamento, del leasing o del mutuo è possibile ottenere la restituzione degli interessi e, quindi, la gratuità del mutuo. Ma cosa potrebbe accadere nel caso un cittadino avesse stipulato una surroga?

    Con questa soluzione finanziaria infatti, il mutuo viene estinto da un’altra banca e ristipulato ex novo spesso con la promessa di un tasso più basso. Per quanto riguarda l’estinzione del primo mutuo, gli istituti di credito adottano il cosiddetto “calcolo alla francese” che è sostanzialmente un calcolo a loro favore e consiste nello scalare la maggior parte degli interessi che la banca avrebbe “voluto” ricevere complessivamente negli anni indicati nel contratto. Con il calcolo “alla francese”, gli interessi vengono versati quasi complessivamente al momento dell’estinzione, mentre il capitale è quasi mai eroso. Quindi, per fare un esempio, su un capitale di 130 mila euro per un mutuo trentennale, in 5 anni un cittadino versa circa 45 mila euro (con una rata medio alta). In caso di surroga e accoglimento della pratica, l’utente si ritroverà a stipulare un nuovo mutuo richiedendo un capitale di 125 mila euro, in compenso però il tasso è più basso. La cosa incredibile (ma vera) è che nell’arco di pochi anni il creditore assorbe quasi tutti gli interessi dei 30 anni.

    Deciba come si pone in questo senso? A rispondere è Gaetano Vilnò, Presidente dell’associazione:

    Noi abbiamo studiato che la legge Bersani è una grande truffa. Ma in che senso è una truffa? Cercherò di essere più semplice possibile. Puoi surrogare il mutuo gratuitamente facendone un altro che costa meno del tuo attuale. Un mutuo basato col conteggio alla francese.

    Tu estinguendo 10 anni hai il contratto di 30 anni. Il problema si pone proprio relativamente ai primi 10 anni dove paghi la maggior parte d’interessi. In pratica arrivi a pagare tutti interessi. Di conseguenza, facendo la surroga tu paghi un sacco di soldi che però non sono dovuti. Il contratto infatti dice che gli interessi devono essere presi nell’arco di 10 anni. Su 100 mila euro ci sono in media 7 mila euro che loro prendono in più.

    Questo meccanismo diventa appropriazione indebita e fa andare in usura il mutuo. Ne consegue che chi sceglie di andare di fronte alla legge vince.

    Si avrà la restituzione parziale o totale dei soldi dati alla prima banca?

    Parziale.

    E invece la gratuità del mutuo in quali casi si ottiene?

    Soltanto nei casi in cui si supera il tasso soglia e quindi il mutuo va in usura.

    Ma le persone che hanno paura di dover affrontare cause decennali tu cosa gli diresti?

    Bisogna far capire alle persone che quando c’è il caso di un mutuo andato in usura, il cliente può scegliere di non pagare finché non si arriva in giudizio. Quindi è un fatto d’intelligenza e di coraggio.

  • Tasse sulla casa, rispetto al 2013 aumento del 10%....Cambiamenti?!?!?

    Secondo l'Agenzia delle Entrate è l'introduzione della Tasi ad aver determinato, nel 2014, il forte incremento. Confedilizia: intervenire

    Il gettito derivante dalle principali imposte sul possesso, sulla locazione e sulla compravendita di immobili è stato nel 2014 di 42,1 miliardi di euro. Come risulta dal report dell'Agenzia delle Entrate, l'aumento rispetto al 2013 (38,4 miliardi di euro) è dovuto principalmente all'introduzione della Tasi che ha determinato un incremento delle entrate di 4,6 miliardi di euro.

    A pochi giorni dall'allarme, il governo promette di intervenire sulla tassazione già a settembre, arriva a fotografare la situazione il Rapporto Immobili Italia 2015, redatto dell'Agenzia delle Entrate stessa. Dal documento emerge un aumento, tra il 2012 e il 2014, delle imposte di natura reddituale, che passano da 6,4 miliardi a 7,2 miliardi di euro. "Il gettito Irpef è aumentato anche perché sono stati reintrodotti nella base imponibile i redditi degli immobili non locati ad uso abitativo ubicati nello stesso Comune di residenza, nella misura del 50%", si legge nel testo.

    Tra le imposte patrimoniali, l'Imu, di natura ricorrente, nel 2014 ha generato un gettito pari a 19,3 miliardi; mentre la Tasi sui servizi indivisibili ha prodotto un gettito di 4,6 miliardi. Si osserva, pertanto, che il gettito complessivo Imu-Tasi del 2014, pari a 23,9 miliardi di euro.

    Il rapporto rileva inoltre come, tra il 2013 e il 2014, vi sia stato un leggero aumento delle imposte sui trasferimenti che passano da 8,7 miliardi a 8,9 miliardi circa di euro, a seguito della leggera ripresa del mercato immobiliare nel terzo trimestre 2014.

    Sono in costante calo, invece, le entrate derivanti dalla tassazione immobiliare sulle locazioni: il gettito relativo, pari a circa 2,1 miliardi di euro nel 2014.

    Confedilizia: "Tassazione spropositata" - "In Italia vi è un livello di tassazione patrimoniale sugli immobili ormai spropositato, pari ad oltre il 60% dei tributi su questi beni". Lo denuncia Confedilizia ricordando che "ai 25 miliardi di Imu e Tasi, si aggiunge un altro miliardo dall'imposizione sostanzialmente patrimoniale dell'Irpef applicata sulle case che i proprietari non riescono ad affittare situate nella città di residenza (soggette ad altre 5 imposte: Imu, Tasi, Tari, addizionale comunale e regionale Irpef). E' urgente intervenire per cambiare direzione".

  • TRUST E TUTELA DEL PATRIMONIO

    TRUST E TUTELA DEL PATRIMONIO

     

    DECIBA BOLOGNA
    Articolo a cura di :
    Avv Emanuele Di Maso
    Via di Corticella 9 Bologna
    Tel 051355626
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    www.deciba.it

    TRUST E TUTELA DEL PATRIMONIO

    L’istituto del Trust nasce nei paesi anglosassoni. In Italia, il Trust (termine inglese, che si potrebbe tradurre con fiducia) viene riconosciuto con la ratifica, della Convenzione dell’Aja del 18 luglio 1985. La convenzione afferma che “per Trust si intendono i rapporti giuridici istituiti da una persona con atto tra vivi o mortis causa qualora dei beni siano stati posti sotto il controllo di un trustee nell’interesse di un beneficiario o per un fine determinato”.
    Il Trust è caratterizzato da i seguenti elementi: 1) i beni in Trust costituiscono una massa distinta e non sono parte del patrimonio del trustee; 2) i beni in Trust sono intestati al trustee o ad altro soggetto per conto del trustee; 3) il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo, di cui deve rendere conto, di amministrare, gestire o disporre dei beni in conformità alle disposizioni del Trust; 4) il disponente può conservare alcuni diritti e facoltà.
    Come si evince quindi, la normativa non dà una definizione di Trust, ma evidenzia elementi e comportamenti minimi ed essenziali che lo caratterizzano. Ovviamente ogni Trust deve avere delle regole che disciplinano il suo funzionamento, dove vengono indicati i doveri del trustee, le regole per la sua sostituzione e così via.
    La Convenzione stabilisce che il Trust sia regolato dalla legge scelta dal disponente e, qualora una legge non riconosca il Trust, si applichi la legge con la quale ci sono i collegamenti più stretti, che devono intendersi il luogo di amministrazione del Trust, l’ubicazione dei beni, la residenza o domicilio del trustee o, in relazione allo scopo, il luogo ove il Trust deve essere realizzato.

    La procedura di istituzione di un Trust è complicata? Le modalità di istituzione di un Trust sono molto semplici. L’unico requisito richiesto è la forma scritta. La prassi è quella di far autenticare l’atto istitutivo da un notaio o di procedere con l’atto pubblico. Il primo passaggio è l’istituzione del Trust, cioè l’atto che contiene le regole, la nomina del trustee e dei beneficiari (ove già esistenti), il secondo è l’atto di trasferimento in Trust dei beni che serviranno al trustee per porre in essere il programma definito e voluto dal disponente.
    Il Trust può essere sia autodichiarato (nominando trustee se stesso) sia plurilaterale (nominando trustee un soggetto o una società terza).
    È possibile conferire i beni in Trust in spregio dei creditori e dei diritti dei legittimari? La risposta è ovviamente negativa. La normativa prevede il divieto di porre in essere Trust lesivi, riguardanti la successione ex lege, o che vada a ledere i diritti dei creditori in caso di insolvenza.
    Come funziona il Trust? I beni sono trasferiti dal disponente al trustee (posti sotto il suo controllo) e costituiscono il fondo in Trust. I beni in Trust sono separati dal patrimonio personale del trustee e non fanno parte del suo regime patrimoniale o della sua successione (quindi non vengono trasferiti agli eredi del trustee). Il trustee è investito del potere e onerato dell’obbligo, di amministrare, gestire o disporre dei beni secondo i termini del trust e le norme particolari impostegli dalla legge.
    I beni conferiti in Trust sono “confinati” e dunque non sono soggetti alle pretese altrui ovvero: a) creditori personali del trustee, giacché non rientrano nel suo regime patrimoniale, matrimoniale né in quello successorio; b) creditori del disponente, perché non fanno più parte del suo patrimonio (fatta salva l’ipotesi di revocatoria ordinaria e fallimentare); c) creditori dei beneficiari sino a che costoro non ricevono tali beni dal triste.

    Esistono due categorie di beneficiari, ovvero i beneficiari dei frutti del Trust e i beneficiari dei beni conferiti in Trust. I beneficiari del reddito sono coloro i quali possono essere oggetto di attribuzioni reddituali (ad es. l’immobile trasferito in Trust viene locato e, assolte le imposte, ciò che rimane può essere trasferito al beneficiario). Tali beneficiari possono o meno coincidere con i beneficiari dei beni. I beneficiari del fondo sono coloro i quali, sopraggiunto il termine finale del Trust, i beni saranno trasferiti. Essi, a loro volta, si dividono in beneficiari vested, ossia con posizione definite, e beneficiari contingent, ossia con posizioni non ancora definite. Ciò sta a significare che i beneficiari vested sono quelli già individuati nell’atto, mentre quelli contingent sono quelli che, pur individuati, sono sottoposti ad una condizione sospensiva, ad esempio devono essere vivi alla scadenza del termine fissato nel trust. Tali distinzioni, se non correttamente comprese, individuate e previste nell’atto, possono determinare effetti deleteri e contrari alla volontà del disponente.
    Quando conviene creare un trust? Applicazioni frequenti del trust si rinvengono nel passaggio generazionale di beni o di quote di aziende, nella tutela di soggetti deboli, nella tutela di situazioni di fatto, quali le convivenze, nella pianificazione e sistemazione di interessi patrimoniali e reddituali della famiglia, oppure con funzione di garanzia in luogo di altre garanzie (ad es. fidejussioni).
    Quali sono i costi di istituzione di un Trust? I costi sono: a) il costo di istituzione, che dipenderà dalla libera pattuizione che si raggiunge col professionista che redige l’atto di Trust, b) il costo di trasferimento dei beni, dipende dalla tipologia dei beni e del beneficiario. Se ad esempio un genitore trasferisce in Trust beni immobili a vantaggio di un beneficiario che è il figlio, si applicheranno le norme sulla successione e donazione. Il costo delle imposte dovute durante la vita del Trust (sempre ipotizzando ad esempio che vi sia un immobile locato) sono disciplinate dal testo unico sulle imposte sui redditi, ovvero sono quelle ordinarie dovute per il bene stesso.
    Nello specifico il Trust potrà essere utilizzato in tutte le occasioni in cui è complesso gestire un patrimonio, un complesso aziendale o dei beni anche in presenza di conflitto tra soggetti con interessi contrapposti, ad esempio nelle separazioni è ammissibile istituire un Trust al fine di gestire beni immobili da destinare ai figli minori al raggiungimento della maggiore età o alla maturazione di una condizione, ad esempio il saldo delle rate di mutuo.
    Oppure potrà essere utilizzato per la tutela di una struttura aziendale, ove manchi la possibilità di farlo diversamente. L’esempio può essere quello di una farmacia il cui titolare sia deceduto e manchi la possibilità che subentri un erede, in quanto ancora privo del titolo di studio necessario; in tal caso è possibile trasferire la farmacia in Trust, conferendo ad un soggetto terzo (trustee) l’intera società e la gestione della stessa, regolamentando il tutto e con l’obbligo di trasferire il complesso di beni non appena maturino le condizioni ivi previste al soggetto beneficiario.

    Altra ipotesi, che rende l’utilizzo dello strumento Trust molto interessante, sussiste nel caso in cui un imprenditore debba predisporre il passaggio generazionale all’interno della propria società ed abbia più eredi ai quali vorrebbe affidare compiti predefiniti o affidare solo la proprietà delle quote societarie, affidando a terzi la gestione della società.
    Per creare un Trust occorrono grossi patrimoni? Va sfatata la credenza che il Trust sia utilizzabile solo per la tutela di somme ingenti. Vi sono Trust che hanno valori irrisori, la cui vera tutela non è il contenuto, ma lo scopo che si vuole tutelare.
    In conclusione il Trust è un ottimo strumento giuridico di tutela del patrimonio, in senso lato (beni immobili, asset aziendali, beni mobili, etc.), che può soddisfare varie finalità, mediante la tutela e l’amministrazione dei beni in modo pianificato.

    Avv Emanuele Di Maso
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  • TUTORIAL !RISPARMIA CON IL TUO MUTUO ECCO LE PROCEDURE

    Sei sicuro che il tuo mutuo sia ancora il migliore? Decidere di cambiarlo, cercando di negoziare nuove condizioni con la banca, potrebbe aiutarti a risparmiare. Puoi scegliere di cambiare banca o di ridurre totalmente o parzialmente il capitale residuo grazie all’estinzione anticipata. Ecco come.

    Un’argomento poco trattato è quello della rinegoziazione ecco le procedure e informazioni adeguate per comprendere se conviene o meno

  • Un frutto malato della crisi: l’usura bancaria.

    Da tre anni i contenziosi tra imprenditori e istituti si moltiplicano, e mettono alla prova una normativa ambigua, interpretabile dai giudici e soggetta alle pressioni ambientali delle banche, per difendersi da un nuovo avversario: il cliente. Tutto avviene in punta di diritto, con due giurisprudenze contrapposte: la prima richiama le fonti normative, che dalla legge 108/96 conteggiano, nell’usura, tutti gli interessi applicati a un prestito; la seconda sfronda alcuni costi e ne estrae dal calcolo altri, in base alle circolari di Banca d’Italia, e si rivela più clemente con gli istituti. Forse non è un caso che la seconda linea sia prevalente al foro di Milano, dove molte banche italiane hanno sede. I tassi soglia di usura sono vari: attualmente vanno dall’8,00% annuo dei mutui ipotecari variabili al 25% del credito rotativo

  • USURA ANATOCISMO ? ATTENTI A NON CADERE DALLA PENTOLA ALLA BRACE

    Ecco indicazioni interessanti

    D.E.C.I.BA è ormai simbolo di professionalità, credibilità e onestà. Il migliore investimento fatto da questo formidabile gruppo è stato addottrinarsi, applicarsi nell'apprendimento e approfondimento di una così peculiare materia. Dopo la fondazione della D.E.C.I.B.A. PROFESSIONAL sono già 60 gli uffici in apertura in tutta Italia.
    D.E.C.I.BA ASSOCIAZIONE garantisce il livello di competenza che assicura qualità e trasparenza. Combattere gli illeciti bancari deve essere necessariamente un lavoro affrontato in modo serio e rigoroso, poiché in gioco ci sono le vite di persone, famiglie e aziende. Molti sono i gruppi commerciali che hanno deciso superficialmente di entrare in questo vasto business, e che infatti oggi a causa dell'atteggiamento con cui hanno affrontato questa delicata materia non fanno più parte del mercato. L'errore più grande che è stato fatto è stato pensare che un Avvocato sia necessariamente esperto in materia, così come il semplice commercialista, se fosse stato un esperto in materia, secondo logica, non avrebbe aspettato le vostre richieste riguardanti anatocismo e usura.

    La regola del buon senso aiuta sempre, nessuno vi regala niente. Per vincere le cause e fare transazioni che vi permettano di portare a casa denaro necessitano professionisti di alto livello. Sicuramente il cliente non può stabilire se una perizia econometrica è fatta bene o male, noi a seguito di una approfondita formazione, siamo in grado di stabilirne l'attendibilità.

    Chiedete sempre chiarezza riguardo il lavoro che verrà svolto e il relativo costo, solitamente un bravo professionista è preciso. Un professionista serio vi dirà chiaramente quali potranno essere i benefici e quali sono i rischi della causa, chi ottiene risultati solitamente è una persona riflessiva, chi agisce frettolosamente il più delle volte non è adeguatamente preparato .

    Cercate di comprendere se il vostro professionista si dedica esclusivamente alla materia di vostro interesse, solitamente i migliori sono quelli specializzati nel settore. La materia è complessa, difficilmente un professionista può permettersi di dedicarsi anche ad altre discipline.
    In poche parole, cercate specialisti nel settore.

    Essere un'associazione non consiste solo nel fatto di essere preparati nella materia, nel caso di specie, nel diritto bancario, un'associazione seria dovrà selezionare e indicare ai propri associati dei professionisti adeguati in grado si svolgere diligentemente l'attività professionale richiesta.

    Per quel che riguarda i costi, non esistono professionisti che lavorano gratis, un'associazione può mandare una lettera o una diffida, progettare un ricorso, un atto di citazione, una transazione, perizie econometriche e così discorrendo; è pacifico che tali attività professionali hanno tutte dei costi, non credete alle fantasie, ricordiamoci sempre la regola del buon senso .

    Tenete sempre in mente il termine “proporzione”, quando vi faranno una consulenza e parleranno di centinaia di migliaia di euro, chiedete sempre quale sarà l'effettivo lavoro da svolgere, fate una giusta proporzione fra denaro richiesto e servizio offerto, meglio spendere il giusto e ottenere risultati piuttosto che pensare di risparmiare gettando invece via il denaro.

    Nel web possiamo trovare riportate esperienze di soggetti portatori del medesimo diritto ma con diverse conclusioni. La probabilità che la causa comportante finali differenti sia attribuibile al professionista è molto alta, pur tenendo presente le variabili Tribunale e Giudice, da un'analisi fatta successivamente, il fallimento è spesso dovuto ad errori professionali.

    I giornali, le televisioni e le radio danno scarsa importanza alle clamorose vittorie di clienti nei confronti delle banche, notizie che davvero potrebbero sconvolgere l'economia di famiglie e di aziende vengono insabbiate. Abbiamo visto dare un'attenzione spasmodica a clienti scontenti che hanno perso cause e molto raramente parlare di cause vinte e di clienti soddisfatti. Dovrebbe esserci invece una informazione più equa e veritiera.

    In questi giorni “Il Fatto Quotidiano” ha pubblicato l'ennesimo articolo di una cliente scontenta, consultabile al seguente link .

    Se quanto riportato nel sopracitato articolo sia giusto o sbagliato, saranno i giudici a stabilirlo, l'unico dato certo è la forza che i mezzi d' informazione dedicano a screditare il "mercato", occultando il fatto che esistano bravi professionisti, seri e vincenti. Riteniamo che questo tipo di articoli, così di parte, non rendano il giusto servizio all'informazione, sarebbe giusto ci fosse una proporzione fra esperienze negative e positive.

    Negli ultimi anni sono nate oltre 400 società nel settore del "diritto bancario ", la maggior parte, da un'analisi dell'Associazione D.E.C.I.BA, sbagliano i conteggi matematici e affrontano le questioni con superficialità. Purtroppo questo atteggiamento non andrà a beneficio ne' dei clienti ne' del mercato, quando invece entrambi potrebbero ottenere svariati benefici.

    Nel web possiamo trovare le più svariate situazioni: persone che vendono prodotti di bellezza, che giudicano perizie econometriche senza cognizione di causa, venditori di perizie che parlano male di altri venditori di perizie. Tenete presente che un bravo professionista non ha tempo di guardare il lavoro altrui, solitamente chi commenta nei vari post sono persone poco impegnate che tentano di accaparrassi qualche cliente, quindi attenzione ai “fake” e i “postatori” di professione.

    Il cliente deve avere le idee chiare, non dove farsi confondere, se la Banca sbaglia deve pagare, la legge in proposito è cristallina.
    Se le cause vinte avessero la stessa attenzione di quelle perse probabilmente sarebbero in tanti a pretendere l'effettiva l'applicazione dei propri diritti.

    Sia “Il Sole 24 ore” che “Il Fatto Quotidiano” hanno spesso dedicato articoli interi su clienti scontenti e cause perse, tra i tanti ricordiamo questo articolo vergognoso dove il giorno seguente D.E.C.I.B.A. bloccò l'asta per usura bancaria e “Il sole 24 ore” a riguardo, come facilmente prevedibile, non commentò la notizia, di seguito il link

    Fortunatamente nella pagina Google, di seguito all'articolo del “Il Sole 24 ore”, comparve, di contro, un commento decisamente diverso

    Oggigiorno avviene una strumentalizzazione delle situazioni negative dando ai clienti insoddisfatti, probabilmente a causa del lavoro di professionisti non all'altezza, un'attenzione mediatica senza pari, mettendo in secondo piano quelle famiglie che vessate dalle banche decidono di farla finita, che perseguitati da Equitalia non riescono neanche più a mangiare. Come giusto che sia D.E.C.I.B.A. appoggia le denunce fatte in caso di truffe e irregolarità dell'operato di un professionista, ma la strumentalizzazioni da parte degli organi di informazione di clienti scontenti è deleterio per chi lavora onestamente e con professionalità.



    Il consiglio è quello di lasciate perdere gli esaltati del web, persone pronte a giudicare a priori il lavoro altrui, così come avviene anche nella vita reale, bisogna sapersi porre la giusta domanda, e quindi, "CHI E' LA PERSONA CHE STA PONENDO GIUDIZI"?.
    Solitamente i professionisti di alto livello sono impegnati a fare comunicati stampa e a lavorare, non impiegano il loro tempo a fare inutili commenti sui social. Chi ha tempo da dedicare ad attività di questo tipo è evidente che non ha lavoro da svolgere, bisogna prestare molta attenzione ai parassiti della cause perse.

    Ritengo che queste indicazioni possano essere utili per effettuare una corretta valutazione del vostro interlocutore, è necessario porre le giuste domande al professionista e pretendere risposte adeguate.
    Questo percorso sicuramente vi aiuterà nella scelta dei vostri professionisti.

  • Usura bancaria: chi la combatte sarà “agevolato”

    Mai abbassare la guardia. Una cosa vigliacca che ultimamente fanno gli istituti è di sottoporre ai clienti dei documenti, dicendo che sono per la privacy. Invece sono documenti per il riconoscimento del debito, che una volta firmati consentono alla banca di evitare futuri contenziosi”.  Questa è l’importante raccomandazione di un imprenditore edile che, truffato dalle banche, si è affidato aDeciba per combattere il delitto di usura commesso dall’istituto di credito a cui si era rivolto per un finanziamento. Una testimonianza che però ci dice tutto sulla malafede delle banche nell’applicare tassi di interesse troppo elevati: nessun errore, nessuno sbaglio. Lo fanno con la piena consapevolezza di strozzare un individuo.

    E’ per questo che in Italia la gente ha cominciato a svegliarsi e, all’improvviso, come fosse un sogno, hanno cominciato a fioccare sentenze che sospendono aste giudiziarie, revocano pignoramenti e decretano l’usurarietà dei leasing. Si tratta di un vero e proprio primato nella giurisprudenza italiana ed il merito è tutto del Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari e della maggiore esperta in Italia sull’argomento: Rosa Chiericati.

    In caso di usura infatti, come già spiegato in precedenza, la banca applica dei tassi d’interesse che superano complessivamente il tasso soglia. In tutti questi casi, la vittima non deve pagare interessi alla banca”. Cosa potrebbe accadere quindi se tutti i cittadini si affidassero a un esperto per recuperare tutti gli interessi dati alla banca? Sicuramente cambierebbe la faccia di questo paese. Una notizia del genere basterebbe a convincere chiunque a rivolgersi a un esperto, ma ci sono moltissimi altri motivi per cui è consigliabile ricorrere alla legge per far valere i propri diritti, così come spiegato dall’associazione Deciba.

    Poniamo dunque due casiuna famiglia che non è vittima di usura, ma che non riesce a pagare il proprio debito e il caso in cui il cittadino o un’impresa si renda conto di essere vittima di usura bancaria.

    DEBITORE MOROSO – Per quanto riguarda i debiti che non si riesce ad onorare, esiste la legge 3/2012 che sancisce la possibilità della ristrutturazione del debito. Questo vale anche per le famiglie che non riescono a saldare le rate da corrispondere all’istituto di credito.

     

    Si tratta di una legge che – specificano i legali di Deciba – nella sostanza contempla il cosiddetto “piano del consumatore”. È una legge che permette il cosiddetto “fallimento familiare”, mentre tradizionalmente fino al 2012 erano solo le imprese che potevano fallire, e cioè affidare al giudice la decisione di ristrutturazione del loro debito, pagando solo in parte gli obblighi a cui erano tenute per i debiti accumulati, naturalmente a fronte di una situazione che permette di affrontare questi pagamenti parziali. Questa legge del 2012 ha permesso di elaborare dei piani del consumatore per famiglie che per motivi gravi (perdita del posto di lavoro, la morte di un percettore di reddito, una grave malattia o altre situazioni di difficoltà non colpevole) vogliono far fronte ai loro obblighi di debito, non possono pagare tutto il debito a cui sono tenuti, ma vogliono affrontare questo loro dovere», ha precisato. Il giudice può, una volta accertate tutte queste condizioni, imporre ai creditori un abbattimento del debito a fronte di un pagamento di una parte del totale come nuovo impegno del debitore.

    VITTIMA DI USURA – E quali misure di agevolazione prevede la legge per le vittime di usura? Esistono delle misure previste dal nostro ordinamento fin dal 1996 che sanciscono, per ogni categoria di credito, un limite massimo di interessi applicabili. Se questa soglia viene superata, il cliente può tutelarsi legalmente. Dopo essersi rivolto ad un esperto dunque, il cittadino deve smettere immediatamente di pagare interessi usurari, come previsto dalla legge. 

    Ma non è tutto, il Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari infatti specifica:

     

    “Alle vittime di estorsione e di usura è consentito ottenere prestiti dal governo a tasso zero o a fondo perduto. In attesa di questi fondi che lo Stato mette a disposizione, che necessitano di un po’ di tempo per essere concessi, la legge prevede la sospensione di tutti i pagamenti e di tutte le esecuzioni a favore della vittima di usura ed estorsione, per 300 giorni, rinnovabile per altri 300 giorni.
    Lo stesso provvedimento vale anche per i famigliari conviventi della vittima di usura e per i suoi fideiussori.
    Inoltre, tutti i tributi sono sospesi per 3 anni (e le sanzioni ed interessi cancellati in caso di ritardato pagamento nel periodo in cui si è subita l’usura). L’Italia è l’unico Paese in cui sia prevista una legge sull’usura bancaria”.

     

  • USURA NEI CONTRATTI BANCARI ,LA DENUNCIA DI DECIBA

    Il credito riveste sempre più un ruolo centrale nella vita di famiglie e imprese,ma per evitare di prendere decisioni sbagliate,sovraindebitarsi e sottoscrivere contratti ad alto rischio o con tassi di usura occorre avere una adeguata conoscenza dei prodotti finanziari. Attraverso la nostra attività di controllo e consulenza dei prodotti finanziari ha affermato il Presidente Nazionale  D.E.C.I.BA Dott.Gaetano Vilnò situazioni illegittime che mettono in risalto innumerevoli illeciti e reati commessi dalla banca. Le violazioni rilevate più frequenti sono Usura e indeterminatezza per quanto riguarda Mutui,Lesing,Prestiti,per poi passare al famoso Anatocismo che appartiene al mondo dei conto correnti affidati . A fronte di controlli econometrici DECIBA www.deciba.it ha stabilito che il 70% dei contratti sotto accertamento contengono illeciti o reati,l'articolo 1815 cc stabilisce  che nel caso di superamento tasso soglia usura il contratto diventa gratuito. In parole semplici viene restituiti il solo capitale e non gli interessi. La materia è specifica e richiede una preparazione adeguata,attualmente troppe persone improvvisate hanno intrapreso il diritto bancario creando l'effetto contrario,perdere la causa. Il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò assicura  che la Legge funziona ed è giusto chiedere i propri diritti,la maggior parte delle cause perse sono per errori professionali. Avvocati,Periti,consulenti,Associazioni,Caf,paradossalmente abbiamo visto che sono proprio  loro a commettere gli errori più eclatanti. Un aspetto interessante è la negoziazione,quando la banca comprende di avere torto spesso accetta di transare senza necessariamente andare in causa,accade il perfetto contrario quando ci sono perizie sbagliate o professionisti che propongono alla banca diritti non dovuti. Fate causa alla banca ma accertatevi che il vostro professionista sia preparato nella materia . 

     

    Ulteriori informazioni www.deciba.it 

  • Wikileaks: 'Nsa spiava il governo giapponese. Sotto controllo anche Mitsubishi'

    Le intercettazioni top secret svelano anche i piani dell'attuale primo ministro Shinzo Abe in tema di cambiamento climatico. Sorvegliati anche i colossi dell'economia nipponica

    Cinque intercettazioni top secret e trentacinque “selectors”, ovvero trentacinque numeri di telefono, rivelano la profonda attività di sorveglianza dell'americana National Security Agency (Nsa) contro il governo giapponese. A finire ascoltati sono stati il ministro dell'Economia e dell'Industria, i dipartimenti finanziari del governo di Tokyo, il dipartimento degli affari monetari, la prima linea del governo, ma anche due grandi multinazionali: Mitsubishi e Mitsui.

    A rivelarlo è l'organizzazione di Julian Assange, WikiLeaks, che oggi pubblica le intercettazioni e i selectors in collaborazione con “l'Espresso” e con un team di media internazionali, tra cui il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, quello tedesco Sueddeutsche Zeitung e l'australiano “The Saturday Paper”.

    Le cinque intercettazioni top secret risalgono agli anni 2007-2009 e raccolgono anche i piani dell'attuale primo ministro Shinzo Abe – che già aveva ricoperto questa carica dal 2006 al 2007- in tema di cambiamento climatico. In una delle trascrizioni delle conversazioni ascoltate si racconta come nel 2007, nel preparare la visita a Washington, il governo giapponese valutava se, durante l'incontro, il premier Abe dovesse menzionare o meno l'obiettivo del Giappone di ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Poiché l'amministrazione di George W. Bush non gradiva affatto discussioni sul cambiamento climatico, tirare fuori il discorso del taglio delle emissioni poteva rivelarsi senza dubbio una scelta problematica.

    Dalle trascrizioni risulta che il ministro degli Esteri giapponese stesse valutando perfino la possibilità «di non informare in anticipo gli americani di questa intenzione, perché il ministro non si aspettava che Washington avesse approvato un tale obiettivo [del taglio delle emissioni, ndr], considerando le reazioni finora registrate da parte degli Stati Uniti in tema di cambiamenti climatici». Dall'intercettazione, però, emerge che durante un briefing tenutosi nella residenza ufficiale di Shinzo Abe, era stato infine deciso di menzionare la questione durante la visita negli Usa, «informando prima gli Stati Uniti».

    CILIEGIE TOP SECRET

    Un'intercettazione del 2009, invece, dà una misura di quanto sia capillare la sorveglianza della Nsa, che arriva ad ascoltare il governo giapponese – e probabilmente tutti gli altri governi- anche su questioni minime.

    Nella trascrizione si racconta che «funzionari del ministero dell'Agricoltura, Foreste e Pesca del Giappone recentemente stavano cercando dei sistemi per prevenire un danno alle relazioni con gli Stati Uniti a causa della decisione del ministro di ritardare l'importazione delle ciliegie di origine statunitense, una decisione dettata dai politici e dagli agricoltori giapponesi». Per evitare problemi con il potente alleato, i funzionari di Tokyo valutano che il ministro dell'Agricoltura dovrebbe ammettere con Washington «attraverso canali non ufficiali, che la decisione è stata il prodotto di pressione politiche».

    SPIONAGGIO ECONOMICO

    Le cinque intercettazioni top secret e i trentacinque selectors tolgono ogni dubbio che la sorveglianza della Nsa abbia anche finalità economiche: ad essere ascoltati non sono stati solo ministri e funzionari dei ministeri e dei dipartimenti economici, ma anche due colossi dell'economia giapponese: le multinazionali Mitsubishi e Mitsui. Nella lista dei selectors, infatti, figura la divisione gas naturale della Mitsubishi e la divisione petrolio della Mitsui. Se sono in lista è perché sono stati presi di mira.

    Quando è scoppiato per la prima volta lo scandalo Nsa, gli Stati Uniti hanno risolutamente negato che lo spionaggio economico sia un obiettivo della sorveglianza di massa della Nsa, insistendo che le attività della National Security Agency siano esclusivamente finalizzate alla protezione della sicurezza nazionale e della lotta al terrorismo. Quando, però, dai file di Edward Snowden è emerso che la compagnia petrolifera brasiliana “Petrobras” era uno degli obiettivi della Nsa in Brasile, è diventato praticamente impossibile negare.