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  • DECIBA, la legge sull’usura potrebbe cambiare l’economia italiana: il caso dei Comuni

     

     

    I traguardi raggiunti dall’associazione DECIBA potrebbero stravolgere l’economia italiana? Probabilmente si. Per capire perchè basta riflettere sull’attuale dissesto economico dei Comuni italiani.

    Come tutti sappiamo, a partire dal 2008, i comuni videro lievitare i propri debiti a seguito della stipula dei cosiddetti swap. Gli swap, ricordiamolo, sono titoli derivati ad altissimo rischio che spesso venivano proposti come “pacchetti di eccellenza” e di “assoluta sicurezza” a chi, sostanzialmente, non aveva la competenza tecnica per capire che si trattava di una fregatura. Anche in quel caso le banche hanno “rubato” approfittando della poca competenza di chi era chiamato a stipulare quei contratti. Per chi non ne capiva infatti, i contratti proposti sembravano scritti in ostrogoto ma, proprio la legge italiana sancisce alcuni criteri base da rispettare da parte di chi fa questo tipo di offerte. In particolare, come sottolineato dalla trasmissione Report, la legge stabilisce che il requisito fondamentale richiesto alla banca o a qualsiasi offerente è “la chiarezza”. In assenza di ciò è possibile ottenere l’annullamento. Ma Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba, ci tiene a precisare:

    La legge dice anche che bisogna essere esperti in materia per stipulare un contratto di questo tipo, per comprarli.

    Deciba ha mai proposto un’azione giuridica che possa quindi far rientrare nelle casse dei cittadini i soldi indebitamente corrisposti alle banche mediante lo scandalo swap?

    Noi abbiamo fatto varie proposte ma il problema è politico: la maggior parte dei debiti che hanno i comuni è con le banche stesse. Quindi parliamo di derivati, piuttosto che mutui fatti con prestiti non regolari. Noi le proposte le abbiamo fatte in questo senso, ma siccome il problema è politico non ti fanno controllare le carte. Ci abbiamo provato a Parma per esempio, abbiamo chiesto i documenti ma ci hanno risposto che sono protetti da privacy e quindi non si poteva far nulla.

    Ma il Comune non potrebbe firmare il mandato e quindi autorizzarvi?

    Si, ma il problema è che nessuno ce lo ha dato fino ad oggi.

    Quindi ci avete provato ma è andata male…

    Si, ma se qualche comune ci desse la possibilità di prendere in carico il suo caso, noi stravolgeremmo l’economia italiana. Stessa cosa potrebbe accadere col governo.

    Ma da quanto ho capito non è una cosa fattibile…

    Non è fattibile perché non ci danno i documenti, ma se ce li dessero noi vinceremmo tanto quanto ci riusciamo trattando il caso di un mutuo stipulato tra un privato e la banca. E’ uguale, è la stessa cosa. L’interesse diventa troppo grosso e quindi difficilmente si ottiene un risultato di questo tipo. Ci vorrebbe un sindaco interessato, che non ha paura.

  • Anatocismo VIETATO

    L’anatocismo continua a comparire nelle cronache, nonostante le sentenze degli ultimi mesi abbiano ribadito che essa è VIETATA dal 1 gennaio 2014. È, infatti, di pochi giorni fa l’ordinanza del Tribunale di Milano che ha vietato a Intesa Sanpaolo qualsiasi pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente. Il dispositivo dell’ordinanza, inoltre, dovrà essere pubblicato sulla home page del sito dell’istituto di credito, e comunicato ai clienti con le stesse modalità di invio degli estratti conto.

    Cosa fare in caso di anatocismo? Più volte, negli ultimi mesi, le banche condannate sono state invitate ad attivare le procedure di conciliazione nei confronti dei clienti che hanno subito la pratica anatocistica, allo scopo di giungere alla restituzione delle somme percepite indebitamente. Si tratta del primo passo che il cliente può compiere per riavere indietro ciò che gli spetta. Tuttavia, per procedere al tentativo di conciliazione, è necessaria l’assistenza di un legale.

    Nel caso, poi, che le banche non rispondano al tentativo di conciliazione, l’avvocato potrà procedere con un’azione legale nei confronti della banca; inoltre, in presenza di diversi clienti interessati dal fenomeno, può avviare una class action per la tutela dei diritti dei correntisti.

     

  • Associazione D.E.C.I.BA incredibile successo

    L’anno 2015 per l’associazione DECIBA rappresenta l’anno del successo, l’informazione profusa dal gruppo ha raggiunto milioni di persone. Grazie alle collaborazioni di blogger e gruppi social network abbiamo raggiunto i 30 milioni di contatti settimanali e i nostri Video hanno ottenuto fino ad 1 Milione di visualizzazioni.

  • BLOCCATA LA BANCA ! SDL CENTRO STUDI RISULTATI IMPORTANTI

    siamo sempre molto critici,i nostri lettori conosco perfettamente il nostro punto di vista,nessun compromesso. Abbiamo portato a conoscenza nel web alcuni risultati della società di Brescia SDL CENTRO STUDI, arrivano alla nostra email anche alcune lamentele

    SDL CENTRO STUDI è una struttura imponente,vanta venditori in tutta Italia,l’attività di un venditore è vendere,e non bisogna credere che fare una causa sia sicura al 100% vincere. Una causa ha tutte le variabili del caso,certo un giudice dovrebbe applicare la legge e tenere in considerazione anche le vecchie sentenze ,ma non è obbligatorio,il giudice ha il libero arbitrio .

    Certo ci sono cliente che per ora non hanno ottenuto i risultati sperati,ma ci sono centinaia di clienti che hanno ottenuto transazioni,sentente,ordinanze eclatanti.

    La legge infatti prevede 3 gradi di giudizio,perdere in primo grado non vuol dire perdere definitivamente, SDL Centro studi ha infatti anche attivato un’assicurazione nel caso accadesse di perdere mi primo grado .

    Abbiamo analizzato tutte le vostre considerazioni,gli avvocati hanno responsabilità propria,un errore eventuale non è della società proponente.

    Ci sono varie considerazioni sulle perizie econometriche,ci sono quelle più complesse ed efficaci e quelle meno,ogni professionista porta davanti alla legge il suo punto di vista,se bravo vince altrimenti perde e né paga le conseguenze sia il professionista che il cliente .

    Sdl centro studi ha fatto oltre 1000 transazioni con le Banche,chi combatte contro le banche va appoggiato e diffuso,questo è il nostro pensiero.

    E’recente la notizia dell’accordo fra L’associazione DECIBA e SDL CENTRO STUDI,questo è sintomo di chi vuole migliorare non di una società statica alle prese con il proprio orgoglio . La Battaglia contro le Banche è in continua evoluzione,leggi,sentenze,giudici faranno sicuramente la differenza,una cosa è certa,soccombere senza combattere si perde sicuramente .

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    Non arrendetevi,i risultati ci sono e le documentiamo,in questo articolo vogliamo farvi vedere solo alcuni dei risultati ottenuti da SDL CENTRO STUDI,speriamo che le società serie si evolvano e ottengano sempre più risultati .

     

    Sospese per Usura Bancaria aste giudiziarie,riduzione del debito,risarcimenti,non sono fantasie,informatevi .

    Ci sono già troppi che censurano i risultati ottenuti

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  • Causa alla bancha

     

    Le cause che, in considerazione dei risultati, conviene senz'altro fare sono quelle relative a CONTI CORRENTI in cui ci siano stati fidi non troppo modesti e dove quasi sicuramente è stato applicato l’Anatocismo Per anatocismo s’intende la prassi bancaria in forza della quale gli interessi maturati sul saldo debitore, generalmente a cadenza trimestrale, vengono capitalizzati, ossia riportati "a Capitale  producendo trimestre per trimestre sempre più interessi. In questo tipo di cause ricalcoliamo il saldo in base ai corretti criteri, fin dall’apertura del conto corrente, e chiediamo che la banca sia condannata a restituire la differenza tra il saldo che essa pretende e il saldo calcolato da noi. Il saldo ricalcolato prenderà in considerazione, oltre che gli illegittimi interessi anatocistici, anche gli interessi ultra-legali passivi ed eventualmente superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese di tenuta conto. Quando invece non ci sono fidi, o i fidi sono troppo modesti, o sono durati troppo poco, emergono differenze non abbastanza alte per cui convenga agire perché a conti fatti i margini sono veramente irrisori.

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  • Come risolvere la crisi per troppi debiti. Le procedure per lo sdebitamento.

    Con l’introduzione della Legge 27/01/2012 n.3, modificata con il D.L. 18/10/2012 n. 179, denominata “Legge sulla Composizione della Crisi da Sovraindebitamento”, è possibile reagire a questa condizione, poichè permette al consumatore, attraverso una procedura di esdebitazione da presentare presso il Tribunale di residenza, di specificare ai creditori che realmente non esiste o è venuta meno la possibilità di pagare tutti i debiti, il che non significa venire meno agli impegni assunti. Nello specifico si tratta di un piano di ristrutturazione del debito, che viene prima vagliato dal Giudice assegnatario e poi lo stesso viene presentato ai creditori. Il piano di esdebitazione viene approvato con il consenso dei creditori che rappresentano il 60% del debito complessivo. Il piano viene predisposto da un professionista, presentato al Giudice il quale fisserà un’udienza dove i creditori potranno partecipare per fa valere osservazioni in merito. Se i creditori, approveranno il piano con la maggioranza prima indicata, il Giudice omologherà l’accordo, di conseguenza tutte le procedure esecutive verranno sospese e il debitore potrà tirare un sospiro di sollievo. Sarà in futuro possibile modificare l’accordo ove dov’essero cambiare le condizioni economiche del debitore.
    Tutta la procedura dovrà essere seguita da un Organismo di Composizione della Crisi (il cui registro è iscritto presso il Ministero della Giustizia), o da un professionista quale un avvocato o un commercialista iscritto negli appositi albi professionali. La procedura è nuova e ancora in via di sperimentazione nei Tribunali Italiani, ad oggi non è possibile stabilire in quale misura potrà intervenire in aiuto dei consumatori colpiti dal sovraindebitamento, a nosro avviso il legislatore avrebbe dovuto applicare una percentuale inferiore al 60% del credito per l’approvazione del piano del consumatore, in quanto la decisione di accettare o meno l’accordo potrebbe dipendere da un solo creditore che rappresenta il 60% del debito.

     

    Deciba

    Viale Barilla 21

    43121 Parma (PR)

    Tellefono: 0521-241417

    email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • DIFENDERSI DAI CREDITORI: COME FARLO ATTRAVERSO LA LEGGE 3 DEL 2012

    Una disposizione legislativa non da tutti conosciuta, ovvero la legge 3/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento una procedura di esdebitazione destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge fallimentare, così da “tutelarsi” dai propri creditori.
     
    Il procedimento previsto è rivolto ai privati ed alle piccole imprese e permette la cancellazione dei debiti pregressi del debitore (persona fisica, ente collettivo o consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
     
    La legge citata permette abbastanza facilmente di gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla fine alla cancellazione dei debiti.
     
    La disposizione legislativa è stata introdotta per la necessità di attribuire alle situazioni di insolvenza del debitore non fallibile (piccole imprese o societa' artigiane, ad esempio), ovvero del consumatore, la possibilità della cancellazione dei debiti al fine di ripartire da zero e di riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.
    Ciononostante, a più di tre anni dalla sua istituzione la norma rimaneva ancora poco conosciuta ed ancor meno applicata, soprattutto per la mancanza di uno specifico decreto attuativo, istituito nei mesi scorsi.
     
    Le leggi a difesa del cittadino sembrano essere sempre le utile ad essere diffuse,il popolo si informa  attraverso i giornali tradizionali e televisioni Nazionali,purtroppo sembra che le informazioni di pubblico utilizzo non facciano notizia . 
     
    Non serve disperarsi non serve fare azioni estreme,ci sono leggi che ci permettono di ridurre i debiti in base alla nostra economia familiare attuale. In breve,un relatore fa un'analisi della vostra situazione economica familiare,valuta tutti i debiti in corso e richiedete al giudice di ordinare una rata possibile,problema risolto .
    Solitamente sono Avvocati specializzati che fanno questo tipo di pratica,possono anche revisori contabili e commercialisti,ci sono varie società ,un sito interessante è www.sdebitamenti.it  un numero verde dove chiedere informazioni 800/189808 ,da una prima analisi fanno la valutazione gratuita,successivamente i saranno dei costi da affrontare per i professionisti,l'importante è chiedere sempre un preventivo chiaro e trasparente.
    In questo video il Presidente DECIBA vi descrive brevemente la legge 3 del 2012 
     
    La costituzione e le leggi esistono,possiamo difenderci da tutti gli illeciti,basta essere informati.Ogni giorno ci sono persone che decidono di farla finita,ormai i Media quasi più non danno retta alle persone che attraverso la disperazione decidono di uccidersi,probabilmente se avessero saputo determinate informazioni  qualcosa poteva andare in modo diverso . 
     
    Con estremo piacere riceviamo i complimenti da quelle persone che oltre un anno fa hanno visto il video per difendersi dalle Banche e che oggi ricevuto dal giudice un'ordinanza di sospensione dal giudice per USURA BANCARIA 

     

    https://www.youtube.com/embed/sxDDI1WVSlI

    Legge del 27 gennaio 2012 n. 3 la definitiva disciplina del sopraindebitamento e della rateizzazione dei debiti

    PROCEDURA

    Il singolo debitore, il singolo cittadino, il lavoratore dipendente o autonomo, il professionista, il disoccupato, (ma anche l'imprenditore non assoggettabile al fallimento), che si trova in difficoltà economiche può presentare ai creditori una proposta per rateizzare i pagamenti e/o ripianare in modo diverso i debiti (tutti o solo di una parte di questi).
     
     
     
    In un precedente articolo avevamo già parlato della nuova disciplina del "sopraindebitamento " osservando che nella vita pratica erano costanti gli accordi (atipici) con cui il debitore predisponeva  con i creditori (tutti o alcuni) un c.d. piano di rientro, cioè si stabilivano le  modalità e i tempi di pagamento dei debiti, di fatto, rateizzando o spalmanto nel tempo i pagamenti; tali accordi possono riguardare tutti i debiti o solo una parte di questi. Con  questa legge è possibile affermare che è stata tipizzata o legalizzata tale prassi.
     
    Oggi, che le situazione sembra aver trovato un minimo di stabilità, possiamo tornare sull'argomento e fare il punto della situazione.
     
    Prima di procedere all'analisi della nuova disciplina conviene fare una piccola cronistoria dei provvedimenti legislativi che si sono succeduti in 4 mesi. Un primo abbozzo della disciplina si è avuta con il Decreto legge del 22 dicembre 2011 n. 212, questo decreto legge non ha avuto molta fortuna perchè la legge del 17 febbraio 2012 n. 10 (la legge di conversione del D. l. 22 dicembre 2011, n. 212) ha soppresso tutti gli articoli previsti nel precedente provvedimento).
     
    Il motivo può essere compreso se si considera che nelle more della conversione in legge del decreto n. 212 del 2011 è intervenuta una nuova legge del  27 gennaio 2012 n. 3, denominata “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”,  la quale con gli articoli 6-20 regola ex novo l'istituto del sopraindebitamento.
     
     
    Oggi, l'unica legge che regola la materia è quella del 27 gennaio 2012 n. 3.
     
    Una volta che si è riusciti a districarsi nella giungla di provvedimenti legislativi è possibile passare ad analizzare la legge (quella del 27 gennaio 2012 n. 3).
     
    Definizione di sopraindebitamento (requisito oggettivo).  Il sopraindebitamento è una situazione di costante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio  del debitore, (c.d. ipotesi di insufficienza del patrimonio "liquidabile") nonchè la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni (c.d. ipotesi di "incapacità" di adempiere).
     
    Destinatari della normativa (requisito soggettivo). La legge del n. 3 del 2012 si applica a qualunque soggetto, sia persona fisica, sia ente (riconsociuto o non riconosciuto). La legge non richiede che il debitore debba svolgere un particolare tipo di attività, quindi, la normativa si rivolge ad ogni tipologia di lavoratore, autonomo o dipendente, anche ai lavoratori autonomi intesi come liberi professionisti, oppure anche soggetti indebitati che non svolgono alcuna attività lavorativa. L'applicabilità ai disoccupati (intesi come persone senza una attuale fonte di reddito) puà sembrare una scelta illogica, in realtà, nulla esclude che questi soggetti possono avere in futuro una fonte di reddito (e richiedono attualmente solo una mera sospensione dei pagamenti), così come nulla esclude che un disoccupato non possa pagare i propri debiti (ad esempio perchè ha un patrimonio adatto allo scopo, ma vorrebbe conservare o salvare dai creditori la casa di famiglia).
     
    Come si nota questa normativa prescinde dallo svolgimento dell’attività di impresa (però, questo non esclude che il debitore possa essere un imprenditore, ma la disciplina presuppone che il debitore, anche se imprenditore,  che vuole fare uso di tale strumento legislativo non deve essere assoggettabile al fallimento e al concordato preventivo ai sensi dell'articolo 1 della l. fall.)
     
    Elmenti base. In sintesi, il debitore può predisporre una proposta di  accordo, il cui contentuto può essere il più ampio  (infatti, può andare da una semplice rateizzazione  dei debiti fino a giungere alla proposta di pagare solo una parte degli stessi a rate o subito senza rate, oppure, può, semplicemente prevedere una riduzione degli interessi o solo dei debiti,  del resto l'art. 8 comma 1 della legge dispone espressamente che "la proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma"). Anche le modalità di pagamento possono essere le più varie e possono andare dal classico pagamento in denaro alla cessione di crediti o alla cessione del ricavato della vendita di immobili. Naturalmente, non si è in presenza di una decisione unilaterale del debitore, ma trattandosi di proposta di accordo, tale proposta deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori (non da tutti).
     
    Prima fase: deposito proposta di accordo. Il debitore che indende avvalersi della legge n. 3 del 2012 deve depositare presso il Tribunale del luogo dove ha la propria residenza o sede la proposta di accordo (accompagnata con tutti i documenti necessarie e/o utili allo scopo) art. 9. Il diritto a presentare la proposta sembra essere solo del debitore, quindi, i creditori non possono iniziare il procedimento, ma possono solo intervenire dopo la presentazione dell'istanza da parte del debitore.
     
    Seconda fase udienza. Il Tribunale fissa l'udienza per la discussione dell'accordo e dispone la comunicazione della data di udienza a tutti i creditori. Un vantaggio immediato per il debitore che ha presentanto l'istanza è dato dal fatto che all'udienza il Tribunale può disporre che per non oltre centoventi giorni, i creditori non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive individuali nè possono ottenere  sequestri conservativi e non possono acquistare diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo (art. 10 comma 3).
     
    Approvazione dell'accordo. La proposta presentata dal debitore può essere modificata, migliorata o integrata, infatti, i creditori possono far pervenire anche delle loro ipotesi di modifica della proposta di accordo (delle controproposte), modifiche che dovranno essere accettate dal debitore. Chiusa questa fase di "trattativa", la proposta di accordo (quella originaria o quella che risulta integrata in seguito ai suggerimenti dei creditori) è approvata se ottiene l'adesione di tanti creditori che rappresentato almeno il 70 % dei crediti (art. 11 comma 1 e 2 ) .
     
    Omologazione.  Dopo che si raggiunto un accordo, il Tribunale, verificata il raggiungimento della maggioranza prevista e l'idoneità delle modalità dell'accordo di soddisfare i creditori, omologa l'accordo e indicando le forme più idonee di pubblicità. La legge prevede espressamente che dalla data di omologazione e per un periodo non superiore ad un anno non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore.
     
    Forma del procedimento. Il procedimento (dalla presentazione della proposta alle contestazioni sull'omologa o alla revoca dell'accordo) segue le forme previste dagli art. 737 cpc e seguenti.
     
    Capacità del debitore. La presentazione della proposta di accordo, così come l'accettazione della stessa da parte dei creditori e il successivo procedimento di omologazione, non comportano a carico del debitore nessuna perdita della capiacità d'agire, infatti, la legge non prevede norme che limitano la capacità negoziale del debitore, quindi, cosa molto importante, il debitore conserva la piena capacità e può continuare ad esercitare la propria attività lavorativa.
     
    Gestione del patrimonio. E' possibile che sia nominato un amministratore "fiduciario" del patrimonio del debitore, ma in mancanza di tale nomina il debitore conserva anche la gestione del patrimonio.  Questi ultimi principi (capacità e gestione del patrimonio) dimostrano quanto la disciplina è lontana dal fallimento e quanto la norma è tesa a recuperare i crediti con il minore disaggio per il debitore.
     
    Nullità atti compiuti in violazione dell'accordo.  Ovviamente, quanto detto non significa che dopo l'omologa il debitore può violare tranquillamente l'accordo, al contrario, i creditori sono particolarmente tutelati, infatti, una delle sanzioni per la violazione degli accordi  è prevista dall'art. 13, comma 4 della legge del 27 gennaio 2012 n. 3 il quale dispone che  “i pagamenti e gli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell’accordo e del piano sono nulli”.

     

    DIFFONDETE L'INFORMAZIONE

  • E' ARRIVATA ! COMUNE ITALIANO VINCE CONTRO LE BANCHE !

    Il giudice dell'Alta Corte di Londra ha sancito la nullità dei contratti sottoscritti dal Comune con Dexia Crediop tra il 2002 e il 2006 perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto dalla legislazione italiana. Di conseguenza decadono tutti gli impegni finanziari. Ora l'amministrazione della città toscana presenterà alla banca il conto di interessi e danni.

    Commento del Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò 

    Da molto tempo abbiamo dichiarato di fare controllare i documenti bancari dei comuni Italiani,purtroppo nessun Sindaco si prende la responsabilità di fare accede a Mutui,leasing,derivati,le sorprese in questo senso potrebbero essere eclatante . Circa due anni fa un'associazione ha chiesto di controllare i documenti nella città di Parma,persino il sindaco grillino Pizzarotti ha rifiutato la verifica .

    Per ora nelle grandi città non è stato attivato nessun controllo,solitamente i partiti che gestiscono i comuni hanno collegamenti con le banche stesse . Speriamo che sia l'inizio di una serie di iniziative di controllo dei documenti bancari nei comuni,noi ci rendiamo disponibili per fare i controlli gratuitamente. 

    www.deciba.it  

    Riprendiamo l'interessante articolo del fattoquotidiano 

    fonte : fattoquotidiano  

    Da ora in poi gli enti locali avranno un’arma in più contro i derivati che minano i loro bilanci. Dopo più di quattro anni di processo, il Comune di Prato ha ottenuto a Londra l’annullamento dei contratti derivati sottoscritti fra il 2002 e il 2006. Nella sentenza, che il fattoquotidiano.it pubblica in versione integrale (leggi), sono messe nero su bianco le motivazioni della nullità che potrebbero tornare utili anche ad altri enti locali italiani che in passato hanno sottoscritto derivati con la banca Dexia-Crediop.

    Secondo il giudice inglese Paul Walker, i contratti sottoscritti da Prato sono nulli perché non rispettano il diritto di recesso in sette giorni previsto all’articolo 30 del Testo unico della finanza. “Non escluderei che anche in altri casi la clausola non sia stata esplicitamente prevista”, spiega l’avvocato Germana Lo Iacono Smith dello studio Seddons Solicitors. “Generalmente le banche internazionali usano contratti globali in cui può anche sfuggire un dettaglio della normativa nazionale dello Stato in cui il prodotto viene poi collocato”. Una dimenticanza che rischia di costar cara a Dexia Crediop, che ormai da tempo è in via di smantellamento.

    Ma come mai nel contenzioso il giudice inglese ha fatto riferimento alla legge italiana? La risposta è nella norma di raccordo internazionale fra le leggi dei due Stati. Nonostante i contratti firmati con Dexia prevedessero infatti esplicito riferimento all’arbitrato in terra britannica, l’Alta Corte inglese ha ritenuto invece necessario rispettare la Convenzione di Roma. “Il testo di quest’ultima prevede che nel contratto fra le parti, in cui tutti gli elementi siano italiani, non può essere violata la legge del mandatario, cioè la normativa italiana – prosegue l’avvocato – Di conseguenza il contratto deve rispettare l’articolo 30 del Tuf che prevede esplicito diritto di recesso in sette giorni”. Nel contratto fra Dexia e il comune di Prato la clausola sul diritto di recesso però non c’è e di conseguenza per il giudice inglese l’atto è nullo. E con lui anche tutti gli impegni finanziari conseguenti.

    Non resta che chiedersi se anche gli altri contratti proposti da Dexia agli enti locali non prevedano il riferimento al recesso. “Bisogna valutare caso per caso”, spiega l’avvocato che è stato affiancato nella causa da Salvatore Dettori, esperto in diritto amministrativo, e Antonella Sciarrone Alibrandi, specializzata in diritto civile e dell’intermediazione finanziaria. “Ma non si può sottovalutare il fatto che si tratta del primo giudizio in assoluto ottenuto da un ente locale davanti alla Suprema Corte inglese”.

  • EQUITALIA 50 MODI PER DIFENDERSI DA EQUITALIA DIFFUSO IL VIDEO

    EQUITALIA 50 MODI PER DIFENDERSI VIDEO TUTORIAL DIFFUSO
     
    Ci sono modi infiniti per difendersi da Equitalia,spesso i grandi Media parlano di disperazione e non di soluzioni,un video TUTORIAL spiega alcuni dei motivi che potrebbero dimezzare il credito vantato o addirittura annullarlo.
    Come sempre l’informazione fa da padrone,Equitalia ha poteri unici in Italia,purtroppo per loro la Legge è Legge e fortunatamente i Giudici fanno bene il loro mestiere. Vi portiamo alcuni esempi dove Equitalia ha perso,nel video tutorial vengono evidenziati i grandi errori di Equitalia. Non serve disperarsi,basta informarsi . DIFFONDI L’INFORMAZIONE .
     
    Difendersi da Equitalia: 50 buoni motivi per fermare Equitalia .
     
    L'articolo completo fonte :
     
     
     

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    Equitalia è una macchina gigantesca burocratica,gli errori sono molteplici,sono molte le trasmissione che hanno denunciato abusi,esseriinformati e attivare una difesa può dimezzare il credito vantato o addirittura annullarlo

     

    ulteriori informazioni qui www.dicie.it

     

     

  • EQUITALIA : BOTTA TREMENDA ! SANATORIA 2015 NULLO E DOVUTO !

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    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l'annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.

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    Spesso ci sono normative è leggi in gradi di difendere tutti noi,purtroppo i Media tradizionali danno poca attenzione a questo tipo di notizie,il fatto è che potrebbe davvero sconvolgere l'economia familiare di molti di noi .

    IN QUESTO VIDEO SPIEGA PERFETTAMENTE LA NUOVA NORMATIVA E COME DIFENDERSI DA EQUITALIA 

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    SANATORIA 2015 EQUITALIA DIFENDERSI

     

    l'informazione,informate,un sito specializzato interessante è www.equistop.it

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    Equitalia è strumentalizzata un po da tutti gli schieramenti politici,ma qualcuno si è accorto che tutti parlano dei problemi e nessuno delle soluzioni ? SVEGLIA !

    Noi come sempre facciamo informazione non notizia !

    DIFFONDI

    PER NON DIMENTICARE LA GENTE CHE SI E' DATA FUOCO PER DISPERAZIONE DEI DEBITI

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    DISINFORMAZIONEBANCARIA VI CAMBIERA LA VITA

     

  • Giudici indagati per corruzione

    Fabio Lambertucci e Andrea Belba sono i nomi dei GIUDICI sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

    Art.319 ter del codice penale: corruzione in atti giudiziari. E’ questa l’ipotesi investigativa che tre pm del tribunale di Brescia stanno percorrendo ai danni di due colleghi pavesi e di un perito del tribunale di Pavia. I giudici finiti nel registro delle notizie di reato sono Fabio Lambertucci e Andrea Balba, insieme con il geometra Fabrizio Montini.

    L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi poi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, dove abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara GhirardiAmbrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

    Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

    La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

  • I video più censurati del web Controllare la Banca andrà di moda esclusiva dichiarazione

    Il Presidente Gaetano Vilnò ass. Deciba annuncia apertura in Tutta Italia di filiali,saranno attivati uffici PROFESSIONAL DECIBA . Il nostro scopo è garantire un certo livello professionale a questo tipo di attività. Dobbiamo chiarire troppi dubbi. Abbiamo molte richieste sia da professionisti sia da liberi cittadini che vorrebbero aprire una referenza nella propria città . Sono da distinguere l’attività professionale da quella associativa,per vincere una causa necessitano professionisti,avvocati,periti econometrici,consulenti,l’attività associativa può mandare solleciti,rendere pubblico un illecito,consigliare. Spesso per colpa di alcuni operatori le due mansioni vengono confuse.

    INFO DECIBA : www.deciba.it 0521/241417 contatto per tutta Italia

    Vogliamo dare chiarezza e trasparenza,illudere le persone facendo credere che sia tutto gratuito è sbagliato,purtroppo ad oggi non esistono fondi per affrontare le spese legali per chi è già in difficoltà,ritengo che non sia giusto fare spendere poco per non ottenere nulla. Le persone devono sapere preventivamente quale saranno i costi e possibilità,questo tipo di approccio è spesso nascosto,noi vogliamo cambiare rotta e dare chiarezza .

    Deciba Associazione per ora ha uffici a Parma,Milano,Treviso,siamo in apertura in molte altre città Italiane.

    Deciba Professional sarà composta da professionisti da noi selezionati,utilizzeranno metodi chiari e trasparenti,forse poco commerciali ma il nostro interesse è portare risultati sia per il professionista sia per il cliente .

    CONTROLLARE LA BANCA ANDRA’ DI MODA

    La televisione e i Media tradizionali non hanno mai dato la giusta importanza all’argomento,sembra non essere di interesse comune salvare una famiglia da un pignoramento o respingere una banca che chiede denaro non dovuto,eppure si potrebbero salvare posti di lavoro e aziende . Le Banche spesso sono sponsor di Radio,Televisioni,Giornali,per una testata giornalista diventa difficile parlare male del proprio sponsor,questo lo possiamo comprendere,ma ci vorrebbe onestà giornalistica per diffondere le giuste informazioni .

    Attraverso il web abbiamo raggiunto migliaia di persone,ogni giorno diffondiamo informazioni che ci permettono di informare e rendere consapevoli dei propri diritti,abbiamo realizzato video che nell’insieme hanno raggiunto 1 milione di persone,sono i video più visti nella rete .

    DIVENTERA’ DI MODA

    Oggi andare contro una banca sembra impossibile,invece abbiamo voluto smontare questo falso mito attraverso sentenze,ordinanze,video,abbiamo reso pubblico ciò che fino ad oggi è stato sempre nascosto,le sentenze dei giudici . Questione di tempo,una volta che i professionisti diventeranno sempre più esperti ed onesti le sentenze di moltiplicheranno e tutti prenderanno il coraggio di chiedere i propri diritti .

    IL DIRITTO QUESTIONE DI PRINCIPIO

    Chi ha cambiato l’umanità spesso non la fatto con certezza o ricerca del denaro,abbiamo mille esempi nella storia,chiedere i propri diritto è un sacrosanto dovere,una persona che segue la verità e la giustizia fa paura,se avete ragione dovete diventare guerrieri e combattere per ciò che è giusto,non parliamo di follie o combattere contro i mulini a vento,parliamo di realtà,vi invitiamo a leggere e guardare questi video che vi daranno la strada giusta per comprendere tutte le vostre possibilità .


    IL VIDEO PIU’ VISTO DEL WEB COME CONTROLLARE IL PROPRIO CONTRATTO DI MUTUO

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    Esclusiva intervista al Gruppo Deciba,per la prima volta in Italia bloccata l’asta giudiziaria per usura bancaria ,parla l’avvocato Rosa Chiericati .

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    Il tesoro nascosto nei conto correnti ,esclusiva intervista al Segretario Deciba Ilario Fabiano

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    La verità sui grandi risultati ottenuti ,ecco sentenze,ordinanze,come controllare

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    Vi invitiamo a diffondere queste informazioni ,il popolo deve sapere che la legge funziona

  • Il vero pericolo per le banche si chiama Gaetano Vilnò

     

    Il vero pericolo per le banche si chiama Gaetano Vilnò ,18 anni di successi ,milioni di persone raggiunte attraverso il web,infomrazione e capacità professionale . In Italia ci sono molte società "esperte in diritto bancario " ma pochi ottengono i risultati deciba www.deciba.it . 

     

    I primi in Italia a sospendere per usura bancaria un pignoramento qui la R.A.I Nè parla al TG3

     

    http://www.disinformazionebancaria.it/2755/la-stampa-tassi-usurari-raddoppiati-i-contenziosi-articolo-vergogna-pro-banca.html

     

    qui il video https://youtu.be/odHis9NRoi8

     

    In questa foto mostra le sentenza di annullamento di fideiussioni ,infatti anche questa volta fra i primi in Italia ad aver fatto sospendere un decreto ingiuntivo per annullamento della fideiussione 

    Qui potete trovare la sentenza e l'articolo   https://deciba.it/deciba-blocca-pignoramento-per-fideiussione-nulla/

     

    Conoscere il DIRITTO BANCARIO è di fondamentale importanza,in questo video il Presidente D.E.C.I.BA spiega il rischio di fallimento delle attività che non conosceranno il "sistema bancario " questo interessante articolo confine un video di 11 minuti che tutti dovrebbero vedere .  

    http://www.disinformazionebancaria.it/3749/le-aziende-falliranno-senza-conoscere-le-banche.html

     

    Le banche dobbiamo conoscerle ed avere il giusto atteggiamento,ad oggi le banche hanno fregato 30 miliardi di euro con svariate truffe e 1 Milione di vittime economiche, un epidemia che non si può più sottovalutare  . 

    Il vero pericolo per le banche è l'informazione,oggi l'ignoranza è una scelta, sicuramente il Presidente D.E.C.I.BA Dott.Gaetano Vilnò può esservi utile ad informavi ed eventualmente agire .

    Vi consigliamo il canale Yuo Tube 

     

    https://www.youtube.com/user/maxvilno/

     

    Pagine facebook

     

    https://www.facebook.com/presidentedeciba/

     

    https://www.facebook.com/Deciba/

     

    Questi strumenti di informazione sicuramente vi saranno utili, affidatevi sempre a persone specializzate, non fate l'errore di rivolgersi a qualsiasi Avvocato e pseudo esperti ,poteste ottenere l'effetto contrario . 

     

    In questi anni molte società e professionisti "esperti" sono spariti ,deciba dopo 18 anni è ancora ben presente . 

     

    Per qualsiasi informazione www.deciba.it 

     

     

  • ILLEGITTIMI gli studi di settore

    L’accertamento fiscale per il tramite degli studi di settore è illegittimo se l’Agenzia delle Entrate non considera anche le ragioni del contribuente. Ciò è quanto emerge da una recentissima sentenza della Suprema Corte (sentenza della Corte di Cassazione n.13.318 del 17 giugno 2011), la quale ribadisce sia l’importanza del confronto tra il contribuente e il fisco che il carattere presuntivo dello studio di settore. Inoltre, la Suprema Corte ha rilevato come il comportamento del contribuente nella fase precontenziosa fosse stato sostanzialmente corretto attraverso l’esposizione all’Agenzia delle Entrate di una serie di motivi reali che avevano portato all’inattendibilità dei risultati espressi dagli studi di settore. La Suprema Corte, ancora, oltre ad accogliere i rilievi del contribuente ha ribadito l’assoluta infondatezza della posizione dell’Ufficio che aveva equiparato gli studi di settore a delle presunzioni legali. Inoltre, viene chiarito che seppure la difesa del cittadino non si sia concretizzata in una prova documentale, l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto comunque considerare i rilievi del contribuente all’atto dell’emissione dell’accertamento.

  • Intervista al presidente Gaetano Vilnò

    Ce ne sono oggi in Italia di avvocati che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il Dipartimento europeo di controllo sugli Illeciti Bancari, che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

    Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

    Io ho cominciato come agente di attività finanziaria, quindi lavoravo per le banche, ma son sempre stato un blogger e quindi ho bazzicato nel mondo dell’informazione, non differentemente da quello che faccio oggi, informando i cittadini di una grande possibilità che in troppi hanno interesse a nascondere.

    Deciba è la prima associazione che è riuscita ad ottenere l’annullamento dell’asta giudiziaria, ma come è stato possibile questo risultato?

    Funziona così: la Banca chiede un pignoramento a fronte di un presunto credito non saldato. Se la persona non si difende il bene viene preso e viene messo all’asta. Qui viene venduto e l’utente perde il bene. Noi siamo intervenuti già nel passo successivo, dimostrando che quel debito che ha provocato il pignoramento in realtà non esiste. Una volta dimostrata l’usura si può ottenere il blocco dell’asta giudiziaria e la gratuità del mutuo che comporta l’annullamento degli interessi applicati. Di conseguenza deve essere restituito il bene all’utente.

    Ma dopo aver raggiunto questo importante risultato, la banca cosa potrebbe escogitare? Cosa potrebbe accadere dopo?

    La banca se vuole può fare appello, ma sicuramente lo perde.

    Voi dite che per vincere una causa non servono le perizie e non servono le querele.  Cominciamo dalle querele: perché non sono efficaci?

    La percentuale delle querele è bassissima e si colloca al 5%.

    E perché accade questo?

    Semplicemente la motivazione è da ricercare nel fatto che il giudice non si assume la responsabilità di fare causa contro la banca e accettare l’articolo 20.

    E perché dite che le perizie non servono?

    Perché non serve a niente farsi fare una perizia se il giudice poi non capisce qual è la tesi dell’avvocato. E questo accade perché a volte nemmeno il legale riesce a rispondere ai quesiti che il giudice stesso gli pone.

    Una causa si vince se fai comprendere al giudice il quesito esatto da porre al CTU.

    Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?

    Persone che vogliono fare una causa su vari strumenti finanziari: mutui, conti correnti, leasing ma anche derivati.

    Chi è che può rivolgersi ad un professionista? Il conto corrente deve esser stato chiuso da quanto tempo? Il conto corrente può essere messo in causa solo se aperto dal 1952 in poi e non deve esser stato chiuso da più di dieci anni.

    Dal momento che sono 25 miliardi di euro i soldi che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura, vuol dire che gran parte della gente ha già perso qualcosa e, molte altre, potrebbero perdere più o meno tanto. Tutte le persone che hanno quindi visto il pignoramento dei propri beni, la propria casa messa all’asta, il capannone e quant’altro, possono rivolgersi a voi per ottenere il risarcimento di quel bene? E’ una strada nuova da percorrere, ma si può fare per lo stesso motivo dei risultati ottenuti in precedenza. Alla fine se abbiamo bloccato l’asta per usura bancaria perché non potremmo chiedere i danni?

    Ci sono delle persone che in questo periodo hanno richiesto dei mutui col tasso d’interesse basso o, almeno, con tasso più basso rispetto a qualche anno fa. Ma la banca ti dice che la pratica va in lavorazione per due mesi e ti avvisa che, al momento della firma del contratto, il tasso potrebbe essere aumentato. Nonostante “giusto” non faccia sempre rima con “lecito”, in questo caso la prassi è lecita?

    Allora, bisogna conoscere le procedure. I tassi d’interesse vengono decisi ogni tre mesi. Quindi Bankitalia mette nella gazzetta ufficiale i tassi di media. Esiste un’unica soluzione per salvarsi: scegliere sempre il tasso fisso, mai variabile. Se si fanno variabili, col tempo veniamo sempre fregati. La commissione europea ha già multato l‘Euribor (decretandone, in pratica l’illiceità n.d.r.).

    Ma quindi è lecito attirare un cliente con un tasso e poi fargliene firmare un altro?

    Non è illecito, ma è scorretto. La soluzione però c’è: basta non farlo.

    Alle persone che hanno paura di affrontare cause molto lunghe, tu cosa diresti?

    Bisogna far capire che quando c’è il caso di un mutuo andato in usura, il cliente può scegliere di non pagare finché non si arriva in giudizio. Quindi è un fatto d’intelligenza e di coraggio.

  • Le banche condannate per anatocismo

    Negli ultimi mesi sono state emesse in Italia diverse condanne e ordinanze nei confronti di banche che hanno praticato l’anatocismo. In aprile sono state condannate ING, Banca Popolare di Milano e Deutsche Bank; a giugno Banca Antonveneta e Banca Regionale Europea; a luglio Intesa-San Paolo, Banca Sella e Fineco e Webank e Unicredit. In altri processi invece è stata data ragione agli istituti bancari, come nei casi di Cariparma e Banca del Piemonte.

    Cominciamo dalle cose fondamentali: anatocismo è una parola che deriva dal greco anà (sopra, di nuovo) e tokòs (interesse) e definisce la capitalizzazione degli interessi su un capitale, così che gli stessi possano fruttare altri interessi. Semplificando un po’, possiamo dire che l’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi. In ambito finanziario questo tipo di interesse viene solitamente definito “composto”.

    Per esempio, se avete contratto un debito di 100mila euro a un ipotetico tasso del 10 per cento, alla fine dell’anno dovrete restituire 110mila euro. Ma se viene praticato l’anatocismo, per esempio ogni 6 mesi,  dovrete pagare il 5 per cento di 100mila dopo i primi 6 mesi (5mila) e di nuovo il 5 per cento a fine anno su 105mila, anziché 100mila,perché verranno considerati anche gli interessi maturati nei primi 6 mesi. Per un totale di 110mila e 250 euro. L’anatocismo è insomma il calcolo degli interessi sugli interessi (sugli interessi, sugli interessi, eccetera).

    L’anatocismo è illegale?
    L’anatocismo però è stato praticato a lungo, in forme leggermente diverse, a causa dell’ambiguità della formula «in mancanza di usi contrari».La legge di stabilità del 2014 ha delegato al CICR (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) il compito di delineare i casi in cui sia ammissibile l’anatocismo, ma la norma che lo vieta non è ancora stata formalmente deliberata. Secondo i tribunali di Torino che hanno dato ragione alla Banca del Piemonte, la norma non può essere considerata operativa finché il CICR non effettua la delibera; altri tribunali invece hanno considerato la norma già operativa e stanno applicando un divieto di qualunque tipo di anatocismo.

  • LE IENE "QUANDO LE BANCHE SBAGLIANO" L'IMBARAZZANTE VIDEO

     

    L'Associazione DECIBA  diffonde un Video di oltre 5 anni fa dove la Iena Luigi Pelazza  parla dei risarcimenti delle banche verso gli utenti e intervista i delegati A.B.I  (associazione bancaria Italiana ) . DECIBA www.deciba.it evidenzia che dopo oltre 5 anni non è cambiato nulla,anzi,sono aumentate le sentenze a favore degli utenti e le banche ogni giorno risarcisco utenti che controllano il proprio conto corrente . Teniamo presente che è possibile controllare i conto correnti dal 1952 in poi,l'importante che non siano chiusi da oltre 10 anni . I conto correnti più interessanti sono quelli che hanno usufruito  di affidamenti bancari.Precisamo che l'attività è specifica,rivolgetevi solo ad esperti comprovati della materia . 

    Vi invitiamo a guardare questo video .

    <iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/N9vSA91EP3E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>

     

    https://youtu.be/N9vSA91EP3E

     

    Questo il video integrale 

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/388776/pelazza-quando-le-banche-sbagliano-.html

     

     

     

     

  • Mutui usurari? Istruzioni per verificare l’usurierietà dei finanziamenti

     

    cHE COS'è L'USURA BANCARIAUna recente sentenza della Cassazione – la n. 350/2013 – ha stabilito che : “quando il tasso di mora, le penali e le varie spese, superano il tasso soglia, stabilito dalla legge anti usura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali ”. Sulla base di questa preziosissima sentenza Gaetano Vilnò, presidente di D.E.C.I.BA ed esperto di illeciti bancari, ha attuato un ambizioso progetto che sta già riscrivendo la giurisprudenza italiana. I professionisti che collaborano con l’associazione infatti, sono riusciti (primi in italia) a dimostrare come l’usurarietà dei mutui o di altri sistemi di finanziamento hanno influito sulla messa all’asta di beni o immobili, ottenendo quindi la gratuità dei mutui, l’annullamento dell’asta ed un eventuale risarcimento del danno.

    Ma come è possibile stabilire se il proprio mutuo, finanziamento, prestito o leasing è in usura? E, soprattutto, com’è possibile stabilire se il professionista a cui ci siamo affidati sta seguendo la strada giusta? Esiste un preziosissimo video che Deciba ha diffuso e che reca tutte le istruzioni da seguire nei 4 casi più frequenti riscontrati per i mutui usurari.

    “Per tutelarsi, il contribuente deve stare attento in particolare ad un fattore: il tasso di mora, che consiste nell’interesse che la banca richiede quando il cliente non riesce a pagare una rata.
    Verificare se esiste un’anomalia è semplice: basta chiedere un estratto conto e i rendiconti delle rate alla propria banca, che è obbligata a fornite tutti i documenti degli ultimi 10 anni, inclusi contratti di mutui e conti correnti (a meno che non c’è la prescrizione). Se il contribuente rientra in questa categoria, può allora chiedere il rimborso integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, avendo inoltre la facoltà di non corrispondere gli interessi relativi alle rate residue”, affermano gli esperti.

    Ma in che è modo è possibile verificare l’usurarietà del finanziamento? Ecco, gli esperti ci hanno tenuto a precisare i casi più frequenti per stabilire l’usurarietà del mutuo. Si tratta di istruzioni utili sia ai professionisti che ai clienti che vorrebbero capire se al proprio mutuo sono stati applicati tassi superiori alla soglia prevista dalla legge. Questo metodo ha permesso all’avvocato Rosa Chiericati dell’associazione D.E.C.I.BA di ottenere numerose sentenze favorevoli in molti Tribunali italiani (Padova, Lecco, Reggio Emilia ed altri ancora). Si tratta quindi di nozioni di base che è giusto conoscere per stabilire se è il caso di affidarsi ad un esperto, oppure per capire se il professionista consultato è una persona seria. Il seguente video, inoltre, potrà servire anche a quei professionisti che si stanno interessando a casi di questo tipo. Chi riesce a dimostrare l’usurarietà del mutuo, potrà ottenere la gratuità dello stesso e, quindi, non pagare alcun interesse, ma saldare soltanto il capitale oltre a poter richiedere agevolazioni statali.

    ISTRUZIONI

    Prima di tutto bisogna controllare la data di emissione del vostro contratto, quindi la data in cui avete fatto la stipula.

    PRIMO CASO

    PASSO N.1  - Dopo aver cliccato sull’archivio di Bankitalia, si può procedere alla valutazione consultando le tabelle dei tassi usurari.

    PASSO N.2 – Comparirà una scheda in cui potrete scegliere dall’archivio l’anno e il trimestre. Qui abbiamo i mutui a tasso fisso, variabile e  medio. Attenzione, il tasso medio non è il tasso soglia, è semplicemente il tasso medio e ci sono anche delle regole per calcolare il tasso medio e per calcolare il tasso soglia. Se il tasso medio è la base per calcolare il tasso soglia che si ottiene aggiungendo al tasso medio il 50% del suo valore. Quindi se il tasso medio è 5% basta aggiungere il 2,5% e si ottiene un tasso soglia del 7,5%.

    N.B. Dopo il 2011 il sistema bancocratico ha cercato di tutelare le banche e così il meccanismo è cambiato. In pratica per definire il tasso soglia bisogna adottare un metodo diverso: si aggiungono 4 punti + il 25%. Dopo il 2011 quindi, le banche hanno ottenuto uno scudo maggiore ed è più difficile che i mutui vadano in usura. La cosa incredibile però è che anche dopo il 2011 gli illeciti bancari sono la stragrande maggioranza, ma sono comunque inferiori rispetto ai mutui stipulati prima del 2011.

    PASSO N.3 – Successivamente bisogna cercare il taeg o Isc (la banca utilizza o l’uno o l’altro a sua discrezione).

    PASSO N.4 – Adesso si può cercare il tasso di mora e qui bisogna fare un appunto fondamentale:

    N.B. Il tasso di mora va addizionato al tasso in vigore solo quando sono collegati fra di loro. Ad esempio quando è indicato nel vostro contratto che il tasso di mora + 4% del tasso in vigore. Questo passo è fondamentale perché afferisce alla sentenza della Cassazione numero 350/2013 che stabilisce cosa determina l’usurarietà dei mutui. Purtroppo si tratta di un passaggio ignorato da molti professionisti che quindi cadono in errore compromettendo l’esito della sentenza che potrebbe rivelarsi, quindi, infausta per il cliente. Ci sono professionisti che purtroppo fanno un minestrone di addizioni sommando tasso di mora, tasso in vigore, estinzione anticipata e percorrendo, quindi, una strada economicamente scorretta e non dimostrabile in sede giudiziaria. 

    SECONDO CASO

    La maggior parte dei professionisti sbaglia anche questo secondo caso. Dopo aver rilevato la data e il tasso in vigore, adesso andiamo a rilevare il tasso di mora.
    La regola è: 
    Tasso di mora = 3 punti in più della BCE o qualsiasi altro parametro. 
    N.B. – In questo secondo caso che stiamo esaminando non è possibile addizionare il tasso di mora al tasso in vigore in quanto il tasso di mora è collegato a un altro parametro ed è quello che noi dobbiamo cercare. Il tasso di mora e il tasso in vigore sono addizionabili solo quando collegati tra di loro. Ma non è questo il caso. Esempio: Se c’è scritto tasso di mora + 4 Euribor, in questo caso bisogna cercare l’archivio giusto Euribor (anno e trimestre) e aggiungere il tasso di mora.

    TERZO CASO
    Tasso in vigore più tasso di mora è uguale al tasso soglia. Questo è un caso molto frequente e che necessita di un ulteriore calcolo. Anche in questo caso le addizionali si effettuano solo in caso di collegamento. Se il tasso è pari, l’unica strada da percorrere è guardare alle spese del notaio o spese assicurative non menzionate da contratto. Qui è possibile trovare un aumento del Taeg e sarebbe possibile rilevare l’usura.

    QUARTO CASO – ESTINZIONE ANTICIPATA
    Si tratta di un caso che va controllato da solo e non va collegato né al tasso di mora, né al tasso in vigore. Fino al 2007 noi trovavamo l’estinzione anticipata. Nel caso ci sia 0,25 o 0,50 dobbiamo fare i conteggi. I parametri sono quasi sempre gli stessi e quando noi troviamo l’1% vuol dire che i tassi sono sicuramente in usura.

    N.B.  - Purtroppo, nonostante sia ormai assodato che l’estinzione anticipata necessita di un calcolo a parte, molti professionisti commettono l’errore di sommarlo al tasso di mora o al tasso in vigore compromettendo il buon esito della sentenza.

    Come specificato più volte, le perizie non servono a vincere le cause, perchè esse costituiscono solo uno strumento di lavoro. Ma serve un atto di citazione valido e una esposizione del caso al giudice che sia credibile. Solo nel caso anche il legale riuscisse a comprendere bene l’argomento e quindi ad esporlo in maniera chiara al giudice sarebbe possibile ottenere un esito favorevole per il cliente. Senza queste componenti fondamentali, una buona perizia resterà semplicemente una buona perizia, ma sarà insufficiente per poter vincere la causa.

     

  • Numero verde per controllare le cartelle Equitalia

    www.equistop.it
    800/189808

    Questo call center vi darà indicazioni per controllare le cartelle esattoriali 

    Da qualche tempo a questa parte fioccano cartelle esattoriali.
    Sono in tanti a ricevere quotidianamente da Equitalia cartelle e solleciti di pagamento, magari per vecchi tributi, multe e contributi non pagati. E tra interessi e sanzioni, le somme richieste lievitano di anno in anno!

    Ma sarà davvero tutto da pagare?

    Potrebbe trattarsi, ad esempio, di cartelle o multe mai notificate, oppure somme ormai prescritte o importi comunque non dovuti.

    Chi ha la possibilità di farlo, dovrebbe regolarizzare la propria posizione ed estinguere i propri debiti, anche per evitare che le somme a proprio carico aumentino e che l’Agente della Riscossione si attivi in via esecutiva con pignoramenti ed ipoteche.

    Ma prima di pagare le cartelle esattoriali a proprio carico e/o concordare un eventuale piano di rateazione, è meglio accertarsi che le somme addebitate siano effettivamente dovute.

    Ecco come muoversi

    Quando si riceve una cartella esattoriale o un sollecito di pagamento da Equitalia e si intende estinguere il proprio debito, la prima cosa da fare è procurarsi l’estratto conto dal quale risultano, nel dettaglio, tutte le somme addebitate a proprio carico, cartella per cartella, tributo per tributo, importo per importo.
    Per i debiti dal 2000 in poi è possibile evitare la coda allo sportello Equitalia ed utilizzare il servizio Estratto conto. In questo articolo abbiamo già spiegato come fare per ottenere le credenziali di accesso al servizio.
    Una volta ottenuto l’estratto conto, si può procedere alla verifica dei singoli addebiti per poi fare le contestazioni del caso.

    Questo video vi indica come è possibile fare i controlli di Equitalia 

     video

    Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell’art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999.

    Terremoto in vista per Equitalia e per lo stesso ministero dell’economia e delle finanze (Mef). La Corte Costituzionale ha cancellato la nomina di 767 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi in modo illegittimo.
    La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l’annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma degli illeciti 767 dirigenti.

    Il concessionario per provare il corretto contenuto delle pretese creditorie deve produrre copia della cartella, come previsto dall’art. 26 comma 4 del DPR n. 602/73 che così recita:” il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”

  • PIGNORAMENTO BANCARIO ? BLOCCALO ! ECCO COME

    Arriva un email dove ci apre molte considerazioni,in pochi sanno le recenti ordinanze dove il giudice ha bloccato le Aste giudiziaria per Usura bancaria . L’email ci arriva da un ragazzo che lavora in Brasile ma segue le vicende Italiane on line,in qualche modo non è influenzato dai grandi Media che ogni giorno ti imbottiscono di informazioni che sono poco utili . Il web contiene un’infinita fonte di informazione,alcune sono bufale ma altre potrebbero davvero salvare aziende e famiglie. Abbiamo iniziato questa campagna informativa da tempo,vi presentiamo sentenze,ordinanze,leggi,grazie alla collaborazione con l’associazione DECIBA www.deciba.it vi teniamo sempre aggiornati.

    Reggio Emilia è una delle città in Emilia Romagna dove il pignoramento di immobili sembra andare di moda,purtroppo molti non sanno che attraverso un’analisi dei conto correnti o del contratto di Mutuo l’asta potrebbe essere bloccata,non sono fantasie,ci sono le ordinanze di giudici .

    Uno dei massimi esperti in materia è il Presidente Deciba Dott. Gaetano Vilnò ,dove evidenzia il silenzio dannoso dei Media per questo importante argomento .

    www.deciba.it 0521/241413

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    La probalità di salvare famiglie e aziende da pignoramenti e aste giudiziarie è molto alta,infatti molti tribunali Italiani stanno clamorosamente respingendo le banche da richieste di pignoramento,purtroppo nessuno né parla.
    Spesso si parla si Usura Bancaria o Anatocismo,ma la conseguenza di questi reati e illeciti bancari potrebbe portare famiglie e aziende dalla parte della ragione .

    Non tenete per voi questa informazione,pubblicate sul vostro profilo e blog,informate i vostri amici,siate curiosi,questo aiuterà il popolo Italiano ad avere i giusti strumenti per difendersi da un sistema ormai perverso .

     

    INFORMIAMO QUESTE PERSONE