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BCE: Grecia frena ripresa, spread Italia Spagna saliti

Avanti con QE, ci sono visibili effetti positivi

La ripresa economica e finanziaria nell'Eurozona "dovrebbe ampliarsi ulteriormente": lo prevede la Banca Centrale Europea nel suo personale bollettino economico, ricordando le stime che sono state formulate dagli esperti le quali prevedono una crescita intorno all’1,55% quest'anno, dell'1,9% nel prossimo anno e del 2% nel corso dell’anno 2017. L'inflazione è attesa allo 0,3% nell’anno corrente, all'1,5% nel prossimo mentre invece la previsione è dell’1,8% per quanto riguarda l’anno 2017.

Banche, servono misure su recupero crediti

“Le misure che consentano di ridurre i lunghi tempi della giustizia italiana per recuperare i crediti non pagati sono ormai pronte ma il governo sta ancora negoziando con l’Unione europea per realizzare un veicolo munito di garanzia pubblica per comprare sofferenze, senza il quale il problema non sarebbe risolto”.

Sono proprio queste le parole del vice ministro dell'economia Enrico Morando (foto), che è intervenuto a Lucca al 23° Congresso Nazionale dell'Acri.

Morando inoltre ha detto che il governo è "fermamente orientato", anche a varare una misura per portare a un anno, dai cinque originari, gli ammortamenti fiscali di svalutazioni di crediti.

Istat: sì servizi, no industria

Continua nell'industria una ''significativa riduzione delle posizioni lavorative'' con un calo quasi del 3% (2,8%) da gennaio a marzo 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e una flessione dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l'Istat. Per le costruzioni la flessione tendenziale raggiunge il 5,3%. Al contrario i servizi hanno un andamento positivo con una crescita delle posizioni lavorative dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% in termini tendenziali. Sui dati incide l'utilizzo della cassa integrazione da parte delle imprese soprattutto industriali.

Non siamo POLLI da spennare, ma PERSONE da rispettare

Cresce sempre di più la tensione tra piccoli imprenditori e le banche prestatrici sul credito, e su uno dei sui effetti più spiacevoli: le cause legali per usura bancaria. Dopo anni di una crisi mai vista prima, che ha provocato una pesante restrizione di credito e triplicato le sofferenze in pancia agli istituto (creditori in mora) gli animi si stanno espandendo.

A dimostrazione il gesto di Giuseppe O. imprenditore travolto dal fallimento dell’azienda Omb a Brescia che ha preferito bruciare i suoi bene immobiliari, costruiti con sudore durante la sua vita, piuttosto che farselo pignorare dalla banca creditrice.
La sua storia però, non è l’unica, da tre anni imprenditori e istituti si moltiplicano, mettono a dura prova una manovra ambigua, interpretabile dai giudici e soggetta alle pressioni ambientali delle banche, per difendersi da un nuovo avversario: il cliente. Tutto avviene in punta di diritto, con due giurisprudenze contrapposte: la prima richiama le fonti normative, che dalla legge 108/96 conteggia, nell’usura, tutti gli interessi applicati a un prestito; la seconda sfo alcuni costi e ne estrae dal calcolo altri, in base alle circolari di Banca d’italia, e si rivela più clemente con gli istituti. Forse non è un caso che la seconda linea sia prevalente al foro di Milano, dove molte banche italiane hanno sede. I tassi soglia di usura sono vari: attualmente vanno dal 8,13% annuo dei mutui ipotecari variabili al 24,7% del credito rotativo (revolving).
La cronaca è piena di questi episodi, sono sempre più le imprese in difficoltà che si spingono a chiamare in giudizio le banche, con cui i rapporti – anche per la stretta creditizia – non sono buoni come un tempo. Anche le parcelle sono più leggere : la concorrenza tra studi legali ha ridotto da una decina a poche migliaia gli onorari per tentare di rivalersi contro gli istituti. Secondo i dati riportati dalla Fondazione Sdl di Brescia su 150mila prodotti bancari analizzati un 71% presenta usura oggettiva ai sensi del codice penale, e le 19mila pratiche intentate per i clienti hanno portato, quasi sempre per transizione, a recuperare decine di milioni.
Negli ultimi mesi, in diversi tribunali di città italiane, hanno condannato banche a rifondere interessi usurari, quasi sempre ravvisando il superamento delle soglie perché sui mutui si applicava il tasso di mora su tutto l’importo (su capitale e interessi) della rata, e non come avviene in Europa solo sulla parte attinente il capitale della rata scaduta. A Palermo l’ex DG di Banca Nuova è stato appena condannato per usura, 8 mesi.
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Prezzi: a maggio Italia fuori dalla deflazione

A maggio torna l'inflazione e l'indice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,1% rispetto a maggio 2014. Lo rileva l'Istat rivedendo al ribasso le stime preliminari che segnavano un +0,2%. Il segno più arriva dopo un quadrimestre di valori negativi.

La ripresa dell'inflazione è dovuta sostanzialmente all'ulteriore ridimensionamento della flessione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e all'accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi, dovuta in particolare a servizi di trasporto. Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'inflazione di fondo fa registrare una risalita (+0,6%, da +0,3% di aprile) e al netto dei soli beni energetici, si porta a +0,8% (era +0,6% il mese precedente).