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CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO. LA LEGGE SALVA-SUICIDI (L. N.3/2012).

CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO. LA LEGGE SALVA-SUICIDI (L. N.3/2012).

CANCELLA I TUOI DEBITI E RIPARTI.

Nel pieno della più grave crisi economica dal dopoguerra, dove famiglie e imprese sono ormai sul lastrico, in Italia vi è uno strumento, purtroppo ancora scarsamente noto, per ripartire da zero, cancellare o ridurre drasticamente i debiti, e ridare dignità agli individui ormai vessati ed impantanati nelle torbide acque della crisi.
Lo strumento in questione è offerto dalla Legge n. 3/2012, ribattezzata anche “Legge salva-suicidi”, disvelando le finalità a cui la stessa è protesa, ovvero quella di arginare  e contrastare le situazioni di sovraindebitamento che troppo spesso, purtroppo, conducono a gesti estremi.
Anche la nota trasmissione televisiva “Le Iene” ha mandato in onda un servizio nel quale spiega le opportunità offerte dalla nuova Legge, con le testimonianze concrete dei soggetti che hanno beneficiato di tali procedure e sono riusciti a ripartire.
Per comprendere la portata della normativa in discorso, basta evidenziare che il Tribunale di Busto Arsizio (RG n. 01/2014 – Estensore Dott. Carmelo Leotta), tra i primissimi ad applicare tale legge, ha falcidiato in maniera importante il credito vantato da Equitalia nei confronti di un consumatore, riducendolo addirittura da 87.000 Euro a 11.000 Euro
(Cfr Testo Sentenza in http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/12195.pdf).

Condannata la Monte Paschi di Siena per illegittima segnalazione.

Condannata la Monte Paschi di Siena per illegittima segnalazione.

Illegittima segnalazione. 
Il momento epocale Che stiamo Vivendo non ha Precedenti sui libri di storia, tortora Già Gli  Istituti di cessione del credito Sono sempre Più restii a finanziare Imprese e Famiglie, poi, se si mettono a segnalare Calcola illegittimamente  Una Persona E proprio da vigliacchi.  

illegittima segnalazione
Mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - ​​Tel: 02.9042.7304

La contestazione della propria segnalazione in Centrale Rischi  Oggi si sta Sviluppando sempre Di Più, Il Popolo COMINCIA annuncio Essere bis Volere Essere sempre Più Informato e arrabbiato, ma this E Solamente Uno dei tanti motivi per cui soggetto un PUÒ ricorrere a CHIEDERE i alla danni " propria banca ".   

Secondo il Dipartimento Europeo di Controllo degli illeciti Bancari (DECIBA) for example, comportamenti illegittimi e non trasparenti da parte di ALCUNE Banche verso i propri Clienti Sono all'ordine del giorno; consigliando vivamente di tariffa analizzare Tutti i Vostri rapporti con la banca: mutui, Finanziamenti, leasing, conti Correnti, ... .., al 90% vi Hanno stipulato un Contratto fuori legge e Soprattutto per this POSSIAMO CHIEDERE risarcimento delle Nazioni Unite.           

Ma veniamo al Fatto ora ...

Il Tribunale di Pescara Condanna la Banca Monte dei Paschi di Siena a risarcire un imprenditore per l'illegittima segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia.

La vicenda ha inizio Avuto ben quattro anni fa when l 'imprenditore  DOPO Aver pagato Personalmente venire garante un Debito aziendale  ottenne (arrivato giusto Che SIA) Dalla banca la liberatoria per la SUA SUA Posizione.     

La banca Continuo erroneamente una segnalare Calcola il Suo nominativo alla Centrale Rischi  per Diversi mesi, fino a Bon Voyage Quando, l'imprenditore scoperta la circostanza nel Momento in cui si vide negare un prestito da un altro Istituto di Credito  (Perché soggetto Segnalato) FECE subito Ricorso per CHIEDERE la cessazione della segnalazione.     

illegittima segnalazioneAssistito dall'avvocato Massimo Nascimbeni, Si e rivolto al Tribunale di Pescara per il risarcimento dei Danni subiti a causa Di quella illegittima segnalazione. 

 Il Giudice di Pace ha condannato la banca a risarcire  il Cliente con 23 mila euro, Oltre rivalutazione monetaria, Interessi e SPESE, i Danni alla salute psichica, all'immagine e reputazione Causati all'imprenditore in conseguenza della segnalazione illecita.  

www.risarcimentomutui.it  -  www.disinformazionebancaria.it  -  www.movimentorevolution.it  -  www.deciba.it  -  www.rimborsobancario.it  -  www.equistop.it  -  www.sdebitamento.it  -  www.ilfalsoquotidiano.it

Legge 3/2012 salva - suicidi: cos’è e come funziona? La guida per salvarsi dai debiti

La crisi ha messo in ginocchio chiunque, e sempre più spesso far fronte ai debiti contratti diventa praticamente impossibile. Ma mentre le aziende hanno la possibilità di dichiarare fallimento e ricominciare da capo, i privati sono costretti a fronteggiare difficoltà enormi, con banche, fornitori e creditori che non smettono di «bussare alla porta».

Questa via d’uscita è la Legge 3/2012, meglio nota come «legge salva-suicidi»- varata proprio allo scopo di aiutare chi, a causa di eventi eccezionali (che spiegheremo tra poco) non riescono più a onorare i propri debiti.

Legge salva-suicidi: che cos’è e come funziona?
L’articolo 7, capo II della legge 3/2012 recita:

Il debitore in stato di sovraindebitamento puo’ proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato, anche parzialmente, salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4. Il piano prevede le scadenze e le modalita’ di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalita’ per l’eventuale liquidazione dei beni. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 13, comma 1, il piano puo’ anche prevedere l’affidamento del patrimonio del debitore ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.

Riassumendo: la legge salva-suicidi, sconosciuta alla stragrande maggioranza degli italiani, concede ai privati (artigiani, agricoltori, commercianti, ecc.) in situazione di effettiva difficoltà economica, che quindi non sono in grado di ripagare i propri debiti nei confronti sia di Equitalia che delle banche,la possibilità di rivolgersi al Tribunale.

Quest’ultimo, una volta accettata la proposta del debitore, nominerà un esperto contabile che analizzerà i conti (debiti e averi) del cittadino e lo aiuterà a mettere in atto un «piano di rientro» creditizio.

I creditori, dall’altra parte, non riceveranno l’intera somma cui hanno diritto, ma solo la parte che realisticamente il debitore può permettersi di pagare. Condizione perché il piano di rientro venga avviato è che esso venga accettato da almeno il 60% di chi deve ricevere i soldi

Piano di Rientro: perché i creditori accettano
Tra i creditori si possono annoverare anche le banche: se, a titolo esemplificativo, un privato ha contratto un mutuo di 100mila euro che non riesce più a pagare a causa di un’effettiva difficoltà economica, egli può proporre all’istituto una riduzione della somma. Molto spesso alla banca, a causa della crisi che affligge il settore immobiliare, converrà infatti raggiungere un’accordo con il cittadino che vendere l’immobile all’asta.

Lo stesso discorso vale per Equitalia. Non potendo effettuare un pignoramento sulla prima casa, accettando la rinegoziazione del debito infatti, il fisco riuscirebbe a rientrare in possesso di una parte della somma.

Per quanto riguarda i fornitori: la legge salva-suicidi prevede delle agevolazioni fiscali dovute al fatto che essi percepiscono delle cifre inferiori rispetto a quelle pattuite precedentemente.

Insomma, da un lato il cittadino potrà ripagare i propri debiti in base a quanto realisticamente può permettersi, dall’altro i creditori riusciranno a rientrare dei propri soldi, usufruendo anche di determinate agevolazioni fiscali.

 

Deciba

Viale Barilla 21

43121 Parma (PR)

Tellefono: 0521-241417

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Le banche vincono se non le combatti

Molte persone oggi sanno che è possibile fare causa alle banche, ma poche persone conoscono il modo giusto di reagire contro la stessa. In troppi, invece, hanno paura di affrontare un istituto di credito, perché la banca, secondo l’immaginario collettivo, è troppo forte. In realtà ogni istituto adotta strategie molto precise: quando propone finanziamenti applica dei tassi usurari e, soprattutto, lo fa in piena coscienza e anche nella piena consapevolezza di agire contro la legge.

L’istituto di credito sa che gli interessi maggiorati possono costituire un problema per il debitore, nonostante ciò non si fa scrupolo ad applicarli. E così, in caso di morosità, cerca di far valere i propri diritti dapprima sollecitando il debitore a saldare le proprie rate, successivamente non si fa problemi a ricorrere alle vie legali.

Ma quello che in pochi sanno è che la legge è dalla parte del debitore, le attuali normative aiutano i clienti a ristrutturare il proprio debito come la legge 3/2012. E non è tutto: l’Italia è anche l’unico paese al mondo ad avere una legge sull’usura. Chi infatti decide di ricorrere ad un valido professionista per contestare i tassi usurari proposti contrattualmente dalla banca, potrà ottenere la restituzione totale degli interessi versati, oppure non corrisponde più alcun interesse se il mutuo è ancora in essere. Per le vittime di usura ed estorsione inoltre, il governo dà la possibilità di richiedere dei finanziamenti a fondo perduto

La cosa più importante da capire quindi è che l’unico motivo per vincere contro una banca è cominciare ad informarsi e poi a lottare.

Numerose sentenze in tutt’Italia stanno letteralmente mettendo in ginocchio gli istituti di credito colpevoli di aver applicato interessi usurari nella piena consapevolezza dell’illegalità delle pratiche. Una prassi che ha portato al fallimento di numerose aziende, alla morosità di molte famiglie, al pignoramento di molti beni e anche, bisogna dirlo, a molti suicidi.

Ma anche le banche hanno paura di chi ricorre alla legge perché sanno che le regole sono chiare e sono contro di loro. Soltanto chi riesce a combattere, chi non si arrende di fronte  all’illiceità con cui le banche stringono nella morsa del debito aziende e privati senza farsi alcuno scrupolo.

CTU su mutuo: inadempimento e usura

Si pubblica uno stralcio di CTU ottenuta presso il Tribunale di Bologna dall’avv. Massimo Meloni, legale collaboratore di SDL Centrostudi.

La causa vedeva una cliente SDL citare in giudizio un istituto bancario con cui aveva sottoscritto un mutuo a SAL (Stato Avanzamento Lavori) pari a € 3.600.000,00.

Ottenuta la prima tranche di € 600.000,00, la banca non erogava il residuo adducendo vari motivi e la ditta costruttrice – trovandosi in difficoltà nella realizzazione del cantiere – si vedeva costretta a bloccarlo.