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Un referendum, un potere del popolo ????

Le Borse europee aprono la settimana sotto le vendite dopo l’esito del referendum di ieri in Grecia che ha visto una schiacciante vittoria dei “no” (oltre il 61%).
Di fatto, i cittadini ellenici hanno così respinto le condizioni poste dai creditori internazionali nel piano di salvataggio. Si attende ora una ripresa delle trattative con l’Europa. E proprio per agevolare il raggiungimento di una intesa si è dimesso il ministro delle Finance greco, Yanis Varoufakis. Intanto i mercati rimangono alla finestra in attesa della mossa della Banca centrale europea in tema di liquidità.
Domani è stato invece convocato un meeting straordinario dell’ Eurogruppo. Con queste novità si sono risvegliati i listini continentali che seguono la strada dei ribassi: a Parigi il Cac40 cede l’1,28% a 4.746,91 punti,
il Dax di Francoforte lascia sul terreno l’1,08% a 10.938,90 punti,
anche a Londra, dove il Ftse100 perde quasi l’1% a 6.543,56 punti.
Per quanto riguarda Milano anche Piazza Affari apre in netto calo: l’indice Ftse Mib perde il 2,47% a 21.951,25 punti, dopo circa un’ora dall’inizio delle contrattazioni.

Tribunale di Ragusa: SDL colpisce ancora!

Procediamo con la segnalazione di provvedimenti che vedono protagonista SDL Centrostudi, sempre schierata dalla parte di chi è vessato dallo strapotere bancario.

Oggi menzioniamo una significativa ordinanza emessa dal Tribunale di Ragusa – ottenuta dall’avv. Riccardo Lana, legale collaboratore di SDL Centrostudi – relativa alla richiesta formulata dalla banca in ordine alla concessione di ordinanza ex art.186 ter c.p.c.

Nel giudizio in questione la banca ha avanzato domanda riconvenzionale e, considerato che la stessa ha prodotto una mole considerevole di allegati e di documenti (diversamente da ciò che solitamente accade), la situazione si è rivelata complicata.

Sospensione della provvisoria esecutorietà: SDL “conquista” anche il Tribunale di Modena

Ancora un significativo provvedimento ottenuto da un legale collaboratore di SDL Centrostudi, che munito di relativa perizia (ora in collaborazione con associazione DECIBA) è riuscito ad ottenere presso il Tribunale di Modena la sospensione della provvisoria esecutorietà concessa al decreto ingiuntivo opposto.

La motivazione presentata dal giudice si fonda sul presupposto che la banca convenuta non avesse prodotto alla prima udienza la copia di tutti gli estratti di conto corrente dal sorgere del credito, limitandosi a produrre nel giudizio di cognizione gli stessi documenti già precedentemente prodotti, il che non consente di individuare l’esatto ammontare del credito preteso dalla banca.

Nullità del saldaconto e revoca del decreto ingiuntivo

Si segnala un’altra sentenza favorevole in un procedimento incardinato presso il Tribunale di Vercelli, che ha visto impegnato l’avv. Paolo Missineo, in qualità di legale collaboratore di SDL Centrostudi.

Il provvedimento in esame comprova come spesso gli istituti bancari, anche nella proposizione dei decreti ingiuntivi, non siano solo carenti in punto di diritto sostanziale ma anche dal punto di vista processuale, circostanza ancora più grave vista la somma ingiunta al cliente.

Nella causa in oggetto il Giudice – dopo aver visionato gli atti presentati – accoglie l’eccezione di mancato assolvimento dell’onere probatorio da parte della Banca nel richiedere il credito ingiunto.

Violazione delle norme di condotta: banca condannata al risarcimento!

I vari giudici di merito continuano a dichiarare la grave responsabilità delle banche relativamente alla violazione delle norme imposte dalla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). 

Nel caso di specie, l’avv. Massimo Meloni – da tempo collaboratore di SDL Centrostudi – segnala una causa presso il Tribunale di Viterbo che lo ha visto direttamente coinvolto e conclusasi con una significativa pronuncia a favore del cliente.

Specificamente, la sentenza emessa ha risolto per inadempimento specifiche operazioni in Bond Argentini e strumenti derivati, che si sono rivelate tipologie di investimento altamente rischiose (come poi dimostrato dagli avvenimenti di cronaca).